martedì 26 giugno 2012

Marchionne condannato fa spallucce la Fiom minaccia la denuncia penale

La Fiat è stata condannata al reintegro dei 145 operai con tessera del sindacato cigiellino, ma Temporeggia. Gli avvocati ricordano che si faranno valere in tribunale. Il segretario Landini: "Grave il silenzio di Monti"

fonte ilmanifesto.it FRANCESCA PILLA
Alla fine della settimana scorsa il tribunale di Roma ha dichiarato ha condannato la Fiat al reintegro di 145 lavoratori con la tessera del sindacato guidato Maurizio Landini. Perché sono stati discriminati dall’azianda di Marchionne. A 19 iscritti, inoltre, è stato inoltre riconosciuto il diritto a essere risarciti con 3.000 euro. Peccato però che Marchionne non contento, e soprattutto colpito nel suo punto debole, dare ragione al sindacato metalmeccanico cigiellino, non ha ancora mosso un dito per i reintegri e pare che farà di tutto (come già accaduto nel passato) per lasciare a casa i 145 lavoratori “rossi”.
Ora volano stracci. Da Pomigliano gli hanno subito mandato a dire che se il Lingotto non (ri) assumerà immediatamente gli operai allora la Fiom ritornerà in tribunale anche con una denuncia penale. Lo ha detto Raffaele Ferrara, uno dei legali, parlando a un'assemblea proprio a Pomigliano all'Hotel Quadrifoglio. L'avvocato ha anche risposto alle dichiarazione di Giovanni Sgambati segretario della Uilm che aveva annunciato di voler presentare ricorso contro la sentenza. “Non sa cosa dice quando afferma che si appelleranno alla sentenza. Non ci sono presupposti giuridici che gli consentano di presentare un ricorso''. Ferrara ha poi aggiornato la platea anche sugli altri procedimenti in corso “Uno in particolare - ha concluso - che riguarda l'articolo 2112 per la cessione d'azienda, se vinto riporterà tutti quanti i lavoratori ancora fuori dalla newco in fabbrica''.
E intanto Maurizio Landini attacca Mario Monti dal palco del direttivo regionale del sindacato dell'Emilia-Romagna, che oggi si è riunito nella terremotata Mirandola. ''Non solo è stata zitta la Fiat ma è stato zitto anche il governo dei tecnici proprio su una pronuncia tecnica. Credo che sia inaccettabile''. Poi ha ricordato in seguito alle critiche mosse dagli altri sindacati in questi giorni che la sentenza del Tribunale non è stata un intervento ''per garantire la Fiom ma la libertà dei lavoratori''. Landini si è anche detto molto preoccupato per il futuro e perché Marchionne non ha nessuna considerazione del governo: ''Siamo di fronte al rischio molto concreto che un pezzo industriale del paese possa sparire: se la Fiat va via ne risente tutta la filiera dei produttori di componenti se non lavorano anche per marchi stranieri. Questo - conclude - non dovrebbe essere un problema del governo?''.

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