domenica 17 febbraio 2019

Pastori. L'intesa non tiene, tregua violata dai pastori. Tour di Salvini in Sardegna.

Per molti l'acconto di 72 centesimi a litro è una presa in giro. Nella zona di Oristano preso d'assalto un camion. Continua la protesta in ordine sparso.

Non c'è tregua in Sardegna. I blitz sulle strade non sono finiti. La lotta continua proprio mentre Matteo Salvini sbarca sull'isola de La Maddalena per iniziare un tour elettorale di tre giorni convinto che "le posizioni tra pastori e industriali ora siano più vicine", come dice al suo arrivo.
E invece negli stessi minuti una cisterna che trasporta latte viene bloccata nella zona di Oristano. I pastori aprono il rubinetto e la strada si imbianca di rabbia ancora una volta.
Le rassicurazioni del ministro dell'Agricoltura Gianmarco Centinaio sono servite a poco.
I 72 centesimi a litro come acconto non convincono il variegato mondo dei pastori, forse solo una parte ma non è sufficiente per bloccare le proteste. 
La bozza di intesa, con la quale è stato chiuso il vertice di ieri sera in Prefettura tra pastori, industriali, cooperative e presidente della Sardegna Francesco Pigliaru, vacilla già quando manca appena una settimana al voto regionale del 24 febbraio.

Dalle donne zapatiste alle donne del mondo.

Perchè non si svolgerà in Chiapas l’Incontro internazionale per l’8 marzo 2019.

yabasta.it
Lo scorso anno. nei giorni del 8 marzo, le donne zapatiste hanno convocato nel Caracol di Morelia in Chiapas il Primo Incontro Internazionale Politico, Artistico, Sportivo e Culturale delle donne che lottano

 

Tre intense giornate in cui donne giunte da tutto il Messico e dal mondo hanno discusso, ballato, vissuto con le donne zapatiste di ogni generazione, giunte da tutte le comunità.
Ad un anno di distanza le donne zapatiste spiegano perchè non ripeteranno l’iniziativa per l’8 marzo 2019.

Cosa è successo?
Lo scenario in Messico e in Chiapas è cambiato. L’elezione di Andres Manuel Lopez Obrador, considerata da molti come espressione di un cambiamento positivo, inizio della "quarta trasformazione del paese", è stata duramente criticata dall’EZLN, durante il 25 anniversario del Levantamiento..
Le donne zapatiste nel loro comunicato contribuiscono a spiegare cosa sta accadendo, come attacco ai popoli indigeni e non solo. Lo fanno con l’orgoglio di quello che hanno costruito e con la determinazione a non voler cedere di un passo dal lungo ed articolato processo di autogoverno, che le vede protagoniste insieme agli uomini e all’intera comunità.

A: le donne che lottano in tutto il mondo. Da: le donne zapatiste.

Bioedilizia: arrivano le case in canapa che si stampano in 3d.

Una casa realizzata con pannelli di canapa che possa essere realizzata grazie ai principi della stampa 3D nel giro di poche settimane. 


canapaindustriale.it


E’ l’idea di Mirreco, società australiana che si sta ponendo come leader del settore e ha da poco presentato il proprio progetto. Il punto di partenza è stata la creazione di una macchina specializzata nella lavorazione delle piante di canapa in grado di separarne le parti come fibra, canapulo e semi.
L’azienda con sede a Perth vuole creare diverse macchine mobili di questo tipo, per poi farle viaggiare in luoghi di produzione agricola e trasformare la canapa in loco.
Inoltre Mirreco ha sviluppato una tecnologia per fabbricare pannelli da costruzione derivati dalla biomassa di canapa.
Grazie all’utilizzo di questi pannelli e dalle stampa 3D l’azienda è in grado di progettare pannelli di biomassa di canapa su misura per creare abitazioni e altre strutture.
Per dimostrare le capacità dei suoi pannelli definiti come “strutturalmente efficaci e facili da produrre” l’azienda ha collaborato con lo studio di architettura australiano Arcforms, spiegando che “forniscono prestazioni termiche superiori” rispetto ai materiali da costruzione tradizionali.

io non ci ho capito più niente!


Una tabella illuminante sul “federalismo del credito”. E un esempio

http://contropiano.org

In relazione alla cosiddetta autonomia differenziata richiesta dal Lombardo-Veneto ed Emilia-Romagna sono andato a vedermi l’ultimo rapporto della Banca d’Italia sulle Economie Regionali. Al di là del fatto che ho notato che il rapporto si sostanzia di pagine e pagine di fuffa e supercazzole ho trovato una tabella interessante: i tassi di interesse sul credito a breve termine alle imprese disaggregato per macro-aree territoriali.

Orti Sociali - Bollettino n. 17

Cercasi volontari per la pulizia  e sistemazione dei lotti da assegnare a Primavera


Il campo di concentramento di Arbe (Rab in croato)

http://www.storiaxxisecolo.it/deportazione/deportazionecampi1a.htm

isoladiarbe.jpg (12843 byte)Il campo di Arbe), una delle isole che costellano il lato orientale dell'Adriatico (oggi territorio della Repubblica di Croazia), fu aperto nel luglio del 1942 ed ospitò complessivamente circa 15.000 internati tra sloveni, croati, anche ebrei. In poco più di un anno di funzionamento (il campo cessò di esistere 1'11 settembre del 1943), il regime di vita particolarmente duro causò la morte di circa 1.500 internati.
La storia del campo
Il 7 luglio 1942 il comandante della II Armata, Roatta, informa il comando del’XI Corpo d'Armata: il comando superiore aveva predisposto a Rab un campo con 6.000 persone sotto le tende...oltre a questo campo, ne sarebbe stato preparato un altro per 10.000 persone.
Viene così edificato il primo campo di concentramento, definito n.1. Successivamente entrano in funzione i campi II, III, IV. Il Campo III fu destinato a donne e bambini, esso era situato ai limiti di una puzzolente palude. Gli altri erano collocati a ridosso di latrine che traboccavano in caso di forti temporali, allagando i campi.

Giordano Bruno, maestro di laicità dignità democrazia.

Il 17 febbraio a Roma una cerimonia e un convegno per tenere vivo il pensiero e l’attualità di Giordano Bruno che con la sua filosofia rivoluzionaria ha portato uno degli attacchi più formidabili al sistema di controllo politico, economico, sociale che ha nel confessionalismo religioso il suo alleato maggiore per creare e mantenere soggezione e rassegnazione.

L’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” come ogni 17 febbraio dalle ore 17.00, organizza in Campo de’ Fiori a Roma la cerimonia e il convegno in onore di Giordano Bruno.


micromega Maria Mantello
«È stoltissimo credere per abitudine, è assurdo prendere per buona una tesi perché un gran numero di persone la giudica vera», era solito affermare Giordano Bruno.
Ed era la premessa per denunciare con forza l’abitudine al conformismo, che imprigiona la mente, che comprime l’intelligenza, che produce rassegnazione, soggezione, obbedienza passiva, riducendo a uno stato di servilismo che schiaccia dignità, autonomia, autodeterminazione.

Un servilismo funzionale a determinare acquiescenza verso chi detiene il potere di controllo politico, economico, sociale.
Contro tutto questo la filosofia di Bruno è un inno alla Libertà che richiede il rigore della conquista individuale e sociale.
Ma la libertà fruttifica solo nella laicità: nemica del dogmatismo, dell’arroganza e del privilegio.

Laicità che chiama all’impegno individuale e sociale per l’affermazione della dignità di ciascuno.
Laicità che è baluardo contro i rapporti gerarchici di potere.
Laicità che vincola lo Stato alla promozione dell’emancipazione dalla sudditanza mentale ed economica (di ciascuno e di tutti) affinché ognuno sia libero e proprietario della sua vita.

Brandelli d'Italia

“Abbiamo fatto l’Italia, adesso dobbiamo fare gli italiani” è il celebre aforisma attribuito al conte Massimo D’Azeglio all’indomani della formazione del Regno d’Italia.


dgallomicromega DOMENICO GALLO

Sono passati oltre centocinquant’anni e non c’è dubbio che la Storia ha portato a termine la missione di fare gli italiani. Nel bene o nel male, attraverso le vicende del Regno d’Italia, i drammi della due guerre, il riscatto della Resistenza e la nascita della Repubblica, è innegabile che le varie comunità che componevano l’Italia dell’800 si sono saldate e si sono riconosciute in una identità comune, gli italiani appunto. Fatti gli italiani, adesso la politica si è assunta la missione di disfare l’Italia.
Dopo lunghe trattative, tenute rigorosamente riservate, alla fine sono emerse e sono state portate in Consiglio dei Ministri le bozze di accordo per la concessione della c.d. “autonomia differenziata” sulla base delle richieste del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Se queste proposte venissero approvate, verrebbero spezzettati i caposaldi, le travi sulle quali si regge l’unità della Repubblica, a cominciare dalla funzione pubblica dell’istruzione e dal servizio sanitario nazionale. Trasferire alle Regioni quasi tutte le competenze dello Stato comporta un trasferimento di risorse che, nelle intenzioni del Veneto e della Lombardia, dovrebbe essere parametrato al gettito fiscale dei territori. In pratica i diritti (quanta e quale istruzione, quanta e quale protezione civile, quanta e quale tutela della salute) saranno come beni di cui le Regioni potranno disporre a seconda del reddito dei loro residenti. Quindi, per averne tanti e di qualità, non basta essere cittadini italiani, ma cittadini italiani che abitano in una regione ricca, ciò in aperta violazione dei principi di uguaglianza scolpiti nella Costituzione. 

Altan, gli ultimi due mesi.

Altan

L’economia italiana e la trave nell’occhio del governo.


Risultati immagini per rilanciare l’economiaL’economia italiana è in rallentamento da oltre 50 anni. Questa caratteristica è comune a quasi tutte le economie avanzate. Ciò che distingue l’economia italiana dalle altre è che, dopo il 1992, cresciamo sistematicamente meno e da quando è scoppiata la crisi siamo i soli – insieme alla Grecia – a non aver recuperato il livello del PIL del 2007.
Questo sembra dovuto a una serie di motivi. Intanto ci sono da pagare oneri finanziari su un debito pubblico che finiscono con lo “spiazzare” gli investimenti, togliere risorse al welfare e alla spesa che sarà produttiva domani (ricerca, istruzione e università). In secondo luogo, per ridurre la spesa pubblica si è attuata una forte politica di austerity che ha provocato la contrazione della domanda aggregata.
Questo ha fatto sì che, per rimanere competitive, le aziende hanno adottato un politica di deflazione salariale, che ha fatto crescere – a livello aggregato – le esportazioni nette, ma depresso ancor più la domanda interna accentuando il risultato paradossale della rivoluzione 4.0 di ridurre la disoccupazione, ma con salari bassi e lavori precari.

"Assecondare il vento xenofobo per tagliare la spesa del welfare e dividere l'Italia in gironi infernali per sfigati".

Il Domenicale di Controlacrisi a cura di Federico Giusti
  

controlacrisi.org
Nell'immaginario collettivo il Governo del cambiamento doveva segnare una svolta con benefici per tutti in un paese senza criminalità, normalizzato (da qui la penalizzazione dei reati sociali), con pochi immigrati, zero richiedenti asilo, immigrati silenti e ben disponibili a farsi sfruttare nelle filiere produttive a pochi euro all'ora. 
Sempre l'immaginario prevedeva un reddito sociale al posto del lavoro, una sovranità monetaria al di fuori delle regole della Bce.
Ma i conti vanno fatti con l'oste se non vogliamo ritrovare in cucina alimenti scadenti ed avariati, il brusco risveglio alla realtà è scandito dagli ultimi fatti di cronaca con la Tav, la quota 100 per le pensioni pensata prima di avere accelerato l'iter per le assunzioni nel pubblico impiego (dove persistono i tetti di spesa imposti dalla Ue e dal Pd), il reddito di cittadinanza senza prima avere assunto il personale necessario nei centri per l'impiego.
Vogliamo soffermarci su due argomenti: la questione reddito\salario e il rapporto tra immigrazione e servizi sociali.

"Cosa è l'autonomia differenziata delle regioni. Lega e borghesia italiana vanno a braccetto".

Intervento di Federico Giusti

controlacrisi.org
Risultati immagini per autonomia differenziata delle regioni Ormai sono trascorsi lustri da quando anche la sinistra (un tempo si definiva tale) proponeva riforme dello stato in senso federale per dare , dicevano loro, maggiore autonomia alle Regioni.Senza essere pedanti potremmo dire che storicamente la richiesta di autonomia è pervenuta da settori borghesi e imprenditoriali che non volevano sostenere i costi sociali di Regioni con minori risorse e un PIL decisamente basso.
La fortuna della Lega Nord sta proprio nell'avere incarnato l'idea, rappresentandone gli interessi materiali, di una borghesia imprenditoriale che si riteneva penalizzata dallo Stato Italiano e dalle Regioni Meridionali e rivendicava autonomia nel senso di meno tasse o di una tassazione a favore delle loro comunità locali.
Dopo anni di parziale silenzio (scelta tattica?) si torna ora a parlare di autonomia differenziata di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, praticamente le 3 Regioni piu' ricche e produttive del paese se escludiamo il Piemonte. Esistono già delle proposte di legge sul tavolo del Consiglio dei Ministri, innumerevoli le documentazioni dei Governatori Regionali.

Scuola Pubblica. Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione .

Appello dei sindacati confederali e di base della scuola e del mondo dell’associazionismo contro la regionalizzazione dell’istruzione in difesa del principio supremo dell’uguaglianza e dell’unità della Repubblica.

ADERISCI! #RestiamoUniti


 
Reti di Pace retidipace@retidipace.it  
    
Risultati immagini per Appello dei sindacati confederali e di base della scuolaCome è noto, le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno, tra l’altro, chiesto al Governo forme ulteriori e condizioni specifiche di autonomia in materia di istruzione e formazione.

L’obiettivo è quello di regionalizzare la scuola e l’intero sistema formativo tramite una vera e propria “secessione” delle Regioni più ricche, che porterà a un sistema scolastico con investimenti e qualità legati alla ricchezza del territorio.  

Si avranno, come conseguenza immediata, inquadramenti contrattuali del personale su base regionale;
salari, forme di reclutamento e sistemi di valutazione disuguali; livelli ancor più differenziati di welfare studentesco e percorsi educativi diversificati.
Di fatto viene meno il ruolo dello Stato come garante di unità nazionale, solidarietà e perequazione tra le diverse aree del Paese; ne consegue una forte diversificazione nella concreta esigibilità di diritti fondamentali.

Acqua. Una legge per un modello pubblico e partecipativo di gestione dell’acqua.


Roma, 23 febbraio 2019
Ore 10.30 – 17.00
Millepiani Coworking
(Via Nicolo Odero, 13)

Iniziativa nazionale


L’unica grande opera che vogliamo è la ristrutturazione 
delle reti idriche

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Il percorso del movimento per l'acqua, ispirandosi al concetto di acqua come bene comune, da oltre dieci anni contesta le politiche fondate sulla sua trasformazione in merce, chiedendone con forza la gestione pubblica e partecipativa come garanzia di libero accesso per tutte e tutti, facendo così intravedere nella battaglia per l’acqua il paradigma di un altro modello di società.
Risultati immagini per Forum Italiano dei Movimenti per l'AcquaLa crisi sistemica nel nostro Paese si innesta dentro un profondo degrado delle istituzioni e della democrazia e dentro un altrettanto profonda frammentazione delle relazioni sociali.
I diritti vengono sempre più logorati anche mettendo sotto attacco gli enti locali e la democrazia di prossimità, senza la quale ogni legame sociale diviene contratto privatistico e la solitudine competitiva l’unico orizzonte individuale.
A nostro avviso è necessaria una radicale inversione di tendenza, a partire dall’acqua la cui battaglia negli anni ha raccolto un vasto consenso e partecipazione.
Per questo chiediamo con forza l’approvazione immediata della proposta di legge per l’acqua pubblica in discussione alla Camera, la quale risponde all'urgenza di dotare il nostro paese di un quadro legislativo unitario rispetto al governo delle risorse idriche come bene comune, introducendo modelli di gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico, procedendo da subito alla ripubblicizzazione dello stesso e restituendo un ruolo da protagonista agli Enti Locali.
Inoltre, tale testo risulta essere la reale e concreta attuazione dell'esito referendario e della volontà popolare.

Il Partito trasversale del Pil. La pericolosa deriva dei sindacati confederali.

Nel 1927 il Gran Consiglio del Fascismo deliberava la ‘Carta del Lavoro’, il documento simbolo della nascita dello stato corporativo e dell’indirizzo di politica economica che il regime avrebbe condotto di lì in avanti, almeno fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale.
 
Un indirizzo politico volto all’esplicita negazione del conflitto di classe e, di conseguenza, alla completa sottomissione dei lavoratori agli interessi padronali.




Espressioni quali “collaborazione tra le forze produttive”, “solidarietà tra i vari fattori della produzione”, “uguaglianza tra datori di lavoro e lavoratori”, rinvenibili nell’articolato della Carta del Lavoro, trovarono la loro compiuta sintesi nel riconoscimento, da parte del fascismo, dell’organizzazione privata della produzione come “funzione di interesse nazionale” e dell’iniziativa economica privata come motore dell’economia.
Una perfetta espressione della visione liberista (con i dovuti e gli opportuni distinguo – si pensi, ad esempio, alla coniugazione del lavoro, presente nella Carta fascista, come “dovere sociale”, in contrapposizione all’ideale liberale del lavoro come “diritto”), che prevede il superamento della lotta di classe in nome di un “armonico” asservimento del lavoro al capitale, ai fini dello “sviluppo della potenza nazionale”.

Emergenza climatica, la vera sfida del futuro è impedirla. E c’è chi si batte per questo.


Economista
Emergenza climatica, la vera sfida del futuro è impedirla. E c’è chi si batte per questo Il clima ammazza molta più gente fuori dei confini della Corea del Nord di Kim Jong-un, il nemico numero uno del pianeta secondo la narrativa globale che vuole farci credere che bisogna avere più paura di lui che della siccità decennale nei Paesi del sub-Sahara.
Gli unici che sembrano capire cosa sta succedendo sono gli adolescenti, forse perché saranno loro a dover combattere da adulti con un pianeta dal clima sempre più ostile e nemico.  
Venerdì scorso c’è stata la prima grande manifestazione di adolescenti nel Regno Unito. Invece di andare a scuola gli studenti hanno marciato in 60 città, dalla Cornovaglia alle Highlands scozzesi.

Il movimento Youth Strike 4 Climate ha quattro richieste fondamentali: 
  1. il governo deve dichiarare l’emergenza climatica; 
  2. informare il pubblico sulla gravità della situazione climatica; 
  3. riformare il curriculum scolastico nazionale per includere la crisi ecologica; 
  4. abbassare l’età del voto a 16 anni.

sabato 16 febbraio 2019

Sta sera RAI3. "Attacco al cervello". L'inchiesta di PresaDiretta sulle sostanze tossiche che quotidianamente mettono a rischio la salute dei bambini.

Andrà in onda questa sera su Rai3 alle 21.45. Il Professore associato di Harvard Grandjean: "Abbiamo una responsabilità verso le generazioni future".

By Huffington Post
"Il cervello è diverso da tutti gli altri organi: si può vivere con un solo rene ma non si può vivere con metà cervello. Abbiamo bisogno di un cervello perfettamente funzionante".  
Philippe Grandjean, professore aggiunto all'Università di Harvard, intervistato da Lisa Iotti per la puntata di PresaDiretta intitolata "Attacco al cervello" in onda sabato 16 febbraio alle 21.45, è uno dei più massimi esperti degli effetti della contaminazione ambientale sulla salute, soprattutto dei bambini.
"Il cervello umano è cosi avanzato, rispetto a tutti gli altri animali, perché ha funzioni che i cervelli degli altri animali non hanno. Ma questo richiede uno sviluppo molto lungo, che è estremamente complesso e vulnerabile – spiega Grandjean - se qualcosa va storto non possiamo tornare indietro. Abbiamo una sola possibilità".
"Noi oggi sappiamo che ci sono delle sostanze che possono interferire con lo sviluppo normale del nostro cervello".
PresaDiretta si è messa sulle tracce di queste sostanze tossiche che possono causare disturbi dello sviluppo cerebrale nei bambini e avere un effetto sulla memoria, sulla concentrazione, sui tempi di reazione, sullo lo sviluppo del linguaggio.  
Inquinanti che si trovano in moltissimi prodotti della nostra vita quotidiana: 
 dentifrici, 
cosmetici, 
disinfettanti, 
filtri solari, 
pellicole che ricoprono l'interno dei barattoli di latta, 
scontrini 
sigillanti dentali, contro le carie dei bambini. 
E ancora nei ritardanti di fiamma, che si spruzzano sulle moquette e sui mobili per renderli ignifughi.

1941-43: i campi di concentramento nella Jugoslavia occupata

http://www.storiaxxisecolo.it/deportazione/deportazionecampi1.htm

Il 6 aprile 1941 l'esercito italiano e quello nazista invasero la Jugoslavia. La Slovenia viene smembrata fra Italia (il territorio che diventa provincia di Lubiana) e Germania. Per quanto riguarda la Croazia il 18 maggio Aimone di Savoia, diventa re di Croazia, con il collaborazionista Ante Pavelic come primo ministro.
Le prime formazioni partigiane slovene iniziarono la loro azione nel luglio 1941, con effettivi molto limitati (vengono successivamente indicate in 8-10 mila). Il primo tentativo di annientamento del movimento di liberazione jugoslavo, con un'azione congiunta italo-tedesca, viene realizzato nell’ottobre 1941. Esso termina con un totale fallimento, malgrado l’uso sistematico del terrorismo verso le popolazioni civili, le stragi e la distruzione, le rappresaglie feroci verso i partigiani e le loro famiglie (solo a Kragulevac, furono fucilate 2300 persone).
Con l'inasprimento della lotta, i nazifascisti tentano una seconda grande offensiva, con 36.000 uomini. Scarsi risultati, moltissime vittime. I partigiani riescono a sfuggire al tentativo di accerchiamento.
La terza grande offensiva si svolge dal 12 aprile al 15 giugno 1942, sotto la direzione del generale Roatta. Ancora una volta grandi perdite, stragi e distruzioni: non viene raggiunto l'obiettivo di annientamento.

mi entra ancora!

https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2019/02/16/autonomia-15022019202548-675x792.jpg

L’Unione Europea è un progetto politico elitario, fallimentare, figlio di un’analisi storica totalmente sbagliata.

https://scenarieconomici.it

I popoli europei, da sempre, chiedono solo di vivere in “santa pace” e in dignitosa prosperità, nulla più di questo.
di Davide Gionco

Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai in una selva oscura…” scriveva Dante Alighieri nell’anno 1300.
Avete presente com’era l’Europa politica nell’anno 1300?


Bologna, Potere al popolo: no alla secessione dei ricchi.

http://contropiano.org

Davanti alla sede della regione ER, questa mattina, si sono radunati i compagni di Potere al Popolo in un presidio di solidarietà alla manifestazione nazionale che si è tenuta a Roma, a piazza Montecitorio, in protesta contro l’autonomia differenziata che doveva essere discussa oggi in Parlamento (Link all’articolo di Contropiano). Al presidio sono arrivati anche i compagni da altre parti della regione come Potere al Popolo Cesena e Forlì, si sono aggiunti poi gli attivisti di Noi Restiamo e dell’Unione Sindacale di Base (promotrice della manifestazione nazionale).
Riportiamo di seguito il comunicato di Potere al Popolo Bologna e provincia: