martedì 31 maggio 2016

Mostruosità sociale

In queste pagine ci occupiamo di Medio Oriente, trattando purtroppo anche violenza e morte. Ma certe tare maschiliste e patriarcali che opprimono e assassinano le donne sono ben radicate nelle strade occidentali che percorriamo ogni giorno, con l'aggravante ormai di non farci più caso.  

  http://enricocampofreda.blogspot.it/
Cronaca nera, antropologia criminale, psicosociologia s’interrogano se quel cannibalismo che vive nei replicanti seriali che siamo diventati - servili coi forti, spietati coi deboli, menefreghisti quanto basta - sia peggiore nella versione “l’amo troppo, vado e l’uccido” oppure “passo, guardo la scena (magari del delitto) faccio clic e tiro dritto”.

Svizzera, referendum sull'asilo: una chiusura mascherata da «efficienza»

 dinamopress Alessia Montuori*
Il prossimo 5 giugno, i cittadini svizzeri sono chiamati a votare un referendum proposto dal partito UDC (Unione democratica di centro, in tedesco SVP, destra conservatrice) per cassare la riforma dell'asilo elaborata dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga, del Partito Socialista , e approvata dal parlamento svizzero.

Dalla Francia all’Europa: costruire lo sciopero sociale transnazionale

dinamopress  Piattaforma dello Sciopero Sociale Transnazionale
Assemblea della Piattaforma dello Sciopero Sociale Transnazionale, 11 giugno, ore 12, Place de la République, Parigi
Attivisti e sindacalisti della Piattaforma dello Sciopero Sociale Transnazionale hanno preso parte negli scioperi e nelle mobilitazioni degli ultimi mesi in Francia, nella Settimana Internazionale del 7-8 maggio e nel #GlobalDebout del 15 maggio. A partire da questo, vogliamo approfondire il tema dei molteplici fili che connettono la Francia con le linee di potere e di insubordinazione che attraversano l’Europa.

Referendum costituzionale, il "No" protesta: "Poca informazione e pure sbagliata"

controlacrisi
Poca informazione e quella poca è pure sbagliata oppure tesa (volutamente?) a fare confusione, a disorientare (orientare al sì?) i cittadini che così non vengono messi in condizione di farsi un’opinione sulle ragioni del No nel referendum costituzionale.

Francia. “La modernità è il progresso sociale, non è la ‘loi travail’!”

Vi proponiamo la traduzione di un articolo che tutti i giornali francesi si son rifiutati di pubblicare. L’autore è il compagno Philippe Martinez, segretario generale della CGT, il principale sindacato francese. E’ stato pubblicato giovedì 26 maggio solo sul quotidiano del partito comunista francese L’Humanité.

Gli altri giornali quel giorno non sono usciti in edicola a causa dello sciopero seguito al rifiuto di pubblicare proprio questo articolo. La CGT aveva chiesto a tutta la stampa nazionale di pubblicarlo gratuitamente per spiegare le ragioni di chi da mesi lotta contro il Jobs act di Hollande e Valls. Tutti i giornali hanno rifiutato tranne naturalmente … L’Humanitè. Il sindacato francese ha posto in maniera clamorosa il tema dell’orientamento filo-padronale e neoliberista dell’informazione. (M.A.)
Dopo l’annuncio del progetto della cosiddetta ‘loi travail’, il governo ha rifiutato ogni forma di concertazione con l’insieme delle organizzazioni sindacali e in particolare con la CGT. Una riunione su questioni molto ampie e poi… più niente!
Comunque, la prima versione di questo testo non è stata riportata prima alle organizzazioni sindacali, ma alla stampa.
La CGT denuncia un governo che impone degli arretramenti sociali successivi a causa della legge per le garanzie dell’occupazione o legge Macron.
La CGT denuncia un governo che si radicalizza calpestando dapprima la democrazia sociale, poi la democrazia politica con l’utilizzazione del 49-3 all’Assemblea nazionale.
La CGT denuncia un governo che si radicalizza dal momento che il 74 % dell’opinione pubblica si dice contraria al progetto della legge sul lavoro.
La CGT denuncia un governo che si radicalizza dal momento che un movimento sociale condotto da quattro organizzazioni sindacali di lavoratori e tre organizzazioni giovanili dura da più di due mesi. Senza considerare il fatto che un quinto sindacato di lavoratori contesta numerosi articoli del progetto di legge, di cui l’inversione della gerarchia delle norme.

Appello - Fermare il decreto Madia!

Difendere i beni comuni e i servizi pubblici locali!
L’Italia non si vende

acquabenecomune.org 
Banner infografica webE' stato approvato, in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri il Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale, decreto legislativo attuativo dell'art. 19 della L. 124/2015 (Legge Madia). Il decreto, ora all'esame del Consiglio di Stato e della Conferenza Unificata, verrà approvato in via definitiva entro la fine del mese di giugno.
Il Testo unico è un vero e proprio manifesto liberista, la cui finalità è quella di promuovere “la concorrenza, la libertà di stabilimento e la libertà di prestazione di servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione dei servizi pubblici locali di interesse economico generale”.
Si tratta di un provvedimento che, cinque anni dopo la straordinaria vittoria referendaria sull'acqua e i beni comuni, vuole imporre la privatizzazione di tutti i servizi a rete, dall'acqua all'energia, dai rifiuti al trasporto pubblico locale, espropriando gli enti locali e le comunità territoriali di ogni facoltà nel determinare l'articolazione territoriale dei servizi e le politiche tariffarie.
E perché sia chiaro a tutti come l’anomalia referendaria vada definitivamente consegnata agli archivi, il decreto reintroduce nella composizione della tariffa l’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, ovvero i profitti garantiti, nell’esatta dicitura che 26 milioni di cittadini hanno democraticamente abrogato.

Francia: governo non cede, sindacati annunciano escalation.

Il bilancio dell’ottava giornata di mobilitazione nazionale, realizzata giovedì da quasi tutti i sindacati del paese e dalle organizzazioni studentesche, è di alcune centinaia di migliaia di persone in piazza in decine di città, oltre che di 77 manifestanti fermati (ormai il numero totale dei dimostranti che hanno subito le ‘attenzioni’ delle forze dell’ordine ha superato quota 1500 in tre mesi).
 
 
poliziottofranciaMentre nei giorni scorsi i media internazionali accreditavano l’ipotesi di una spaccatura nel governo tra chi era pronto a rivedere alcune delle misure più contestate all’interno della Loi Travail e chi invece voleva procedere come uno schiacciasassi, ieri il premier socialista Valls ha ribadito che il testo non sarà modificato. Dal Giappone, dove si trova per il G7, anche il presidente François Hollande ha ribadito la sua volontà di “tener duro”, scatenando la reazione da parte del fronte di lotta che ha quindi rilanciato le mobilitazioni.
Ieri le otto sigle sindacali e studentesche protagoniste di tre mesi di braccio di ferro – insieme ad un movimento giovanile più informale e a spezzoni più radicali che denunciano la scarsa conflittualità e determinazione delle organizzazioni ufficiali dei lavoratori – hanno quindi lanciato un appello “a proseguire ed ampliare” la mobilitazione. “Siamo determinati. Promettiamo che se il governo non ritira il suo progetto, se i lavoratori non sono d’accordo, le mobilitazioni continueranno e si estenderanno” ha tuonato Philippe Martinez, leader della Cgt che il governo sta tentando di isolare e criminalizzare di fronte agli spezzoni più moderati di una opinione pubblica che comunque rimane in gran parte contraria al Jobs Act in versione francese.

Informazioni sull'IMU 2016 - link al sito del Comune di Campagnano di Roma

http://www.comunecampagnano.it/imu/

lunedì 30 maggio 2016

Chi paga le spese di registrazione della sentenza

mercoledì 8 giugno alle ore 18,00 ci sarà un incontro con l'avvocato presso la sala consigliare del comune di Campagnano di Roma per chiarimenti e strategie sulla richiesta da parte dell'Agenzia delle Entrate della tassa per la registrazione delle sentenze (che abbiamo vinto!)


http://www.laleggepertutti.it/35745_chi-paga-le-spese-di-registrazione-della-sentenza

L’imposta di registro: le parti sono solidalmente tenute al pagamento, altrimenti arriva per tutte la cartella esattoriale di Equitalia; ma chi è davvero obbligato al versamento della tassa?

Finita la causa ed emessa la sentenza, le parti sono tenute a pagare un’imposta, la cosiddetta imposta di registro, ossia quella tassa che scatta per il fatto stesso che il giudice abbia emesso un provvedimento a conclusione di tutto l’iter processuale [1]. Ma non poche volte capita che gli stessi soggetti coinvolti nel giudizio, una volta smantellato il teatro del giudizio, dimentichino quest’ulteriore balzello dovuto allo Stato. Così, inesorabile, la cartella esattoriale di Equitalia piomba, a distanza di alcuni mesi (a volte anni), in casa delle parti – vincitori e perdenti – a chiedere il pagamento di svariate centinaia di euro.

A quanto ammonta l’imposta?

Report, allarme batteri resistenti agli antibiotici: dagli allevamenti intensivi arrivano in tavola.

La puntata della trasmissione di Milena Gabanelli dedicata al rischio di una pandemia mondiale. Ma la politica, al di là degli annunci, cosa sta facendo, realmente, per sradicare il problema alla radice? Poco o niente. E le analisi dell'Unione Europea sono preoccupanti.

Report, allarme batteri resistenti agli antibiotici: dagli allevamenti intensivi arrivano in tavolaNegli Stati Uniti gli scienziati hanno individuato il primo caso di ‘batterio’ che resiste a tutti gli antibiotici e che non può essere sconfitto nemmeno dai medicinali di ultima generazione. Un caso che può non essere isolato e che alimenta il rischio di una pandemia. Il tema sarà al centro della puntata di Report di domenica 29 maggio con il servizio Resistenza passiva di Sabrina Giannini, che parla dell’allarme lanciato dalla politica mondiale “sull’apocalisse antibiotica e il sopravvento di alcuni batteri che annienteranno la popolazione”. Ma la politica, al di là degli annunci, cosa sta facendo, realmente, per sradicare il problema alla radice? Poco o niente. Per esempio non si mettono in discussione una delle cause principali: gli allevamenti intensivi dentro cui finisce il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo.
L’Unione Europea ha analizzato gli intestini degli avicoli al macello provenienti dagli allevamenti intensivi e ha trovato percentuali di batteri resistenti preoccupanti. Batteri che ritroviamo nel piatto perché le linee di macellazione non proteggono integralmente dalla contaminazione.

domenica 29 maggio 2016

Diritto alla Casa. Action Diritti in Movimento.

LETTERA DI Fabrizio Nizi al XVI giorno di sciopero della fame.

Il Mondo in una Tenda

Action Diritti in Movimento (25 maggio alle ore 15:20
 
E' una sensazione strana che non mi era mai capitato di provare. Stare 24 ore su 24 su un marciapiede tra la gente che passa, che va e viene da lavoro, spesa, passeggiate… e tu sempre li a parlare, leggere, fare cose insieme ad altri o da solo, dopo un po' ti sembra normale e quasi quasi gli strani sono quelli che ti guardano incuriositi o che si fermano per chiedere che stai facendo, che succede. Quel pezzo di marciapiede e di parcheggio dove abbiamo montato la tenda e dove stiamo tutto il giorno ce lo sentiamo un po “casa”, il nostro spazio. Non è più anonimo ed estraneo, semplice sentiero di passaggio obbligato tra un posto e un altro a cui in genere non dedichiamo molta attenzione. E quindi lo curiamo, lo puliamo, tendiamo ad abbellirlo e renderlo gradevole perché ci “abitiamo”. Intendiamoci, non l'abbiamo privatizzato, mantiene il suo uso collettivo: le macchine continuano a parcheggiarci intorno e le persone continuano a utilizzare il marciapiede come sempre, come luogo di passaggio, comunicazione, di allenamento. Ma con la nostra presenza fisica e continua è diventato una piazza, dove c'è chi passa e chi si incontra, chi passeggia e chi legge sulla panchina, o si beve un te caldo, con i bambini che giocano e i cani che abbaiano. Dove gli amici o semplicemente quelli più curiosi vengono a chiedere come ce la passiamo, come va la nostra battaglia, quando pensiamo di smettere.

Barcellona, la ribellione democratica di Ada Colau.

Un anno fa la vittoria elettorale della pasionaria degli Indignados: da occupante di case a sindaca della città catalana. Un’esperienza che ci parla di cambiamento, diritti, lotta alle diseguaglianze e beni comuni. Un libro edito Alegre ricostruisce il fenomeno di Barcelona en Comù, dove il timore è sempre quello di tradire le aspettative.



micromega di Matteo Pucciarelli
Mentre a Milano destra e sinistra si sfidano presentando due manager che avevano lavorato con le amministrazioni del centrodestra e mentre a Roma la campagna elettorale è tifo da stadio tra chi sfida l’altro a dimostrare di non essere il “più peggiore” (e vorrei ben vedere: una fascista; un palazzinaro; un’avvocatessa che prenderà ordini da un’agenzia di comunicazione; un esponente del Pd, cioè il partito che ha ridotto Roma com’è ridotta), in libreria arriva un saggio che parla di ciò di cui dovrebbe parlare la politica: valori e utopie, anche - se non soprattutto - nell’amministrare una (grande) città.

La cattiva notizia è che non è ambientato in Italia, ma in Spagna. “Ada Colau, la città in comune” (Alegre) è il terzo capitolo della saga europea del giornalista di MicroMega Giacomo Russo Spena (dopo il focus su Tsipras e quello su Podemos, insieme al sottoscritto) che stavolta con il ricercatore dell’università di Lisbona Steven Forti racconta la storia della Colau: da occupante di case a sindaca di Barcellona, esattamente un anno fa. Il volume si chiude con una intervista a Luigi De Magistris, primo cittadino di Napoli e l’unico in Italia che prova a riproporre, seppur con le differenze del caso, la “rivoluzione municipale” che in Spagna ha portato la sinistra radicale e i movimenti di base a governare non solo la città catalana ma anche Madrid, Valencia, Saragozza, Cadice, La Coruna.

Spiagge, in 15 anni stabilimenti raddoppiati: uno ogni 400 metri. I Verdi: c'è anche la mafia dietro

Secondo il dossier "Spiaggiopoli 2016", nel 2001 erano 5.369, oggi sono 12mila. La Liguria prima come numero di stabilimenti, in Campania 80 chilometri di spiaggia privata.


Spiagge, in 15 anni stabilimenti raddoppiati: uno ogni 400 metri. I Verdi: c'è anche la mafia dietroROMA - È un muro lungo 1.050 chilometri: circa un quarto delle coste balneabili è stato concesso in uso a privati. Gli stabilimenti, che nel 2001 secondo uno studio Doxa erano 5.369, sono arrivati a quota 12 mila. Sono i dati contenuti nel rapporto "Spiaggiopoli 2016: mare in gabbia", curato dai Verdi.

"Nemmeno l'agenzia del demanio sa che superficie occupano questi stabilimenti, ma facendo un calcolo deduttivo prudenziale si può stimare una superficie di circa 2 mila ettari e uno stabilimento ogni 400 metri di costa balneabile", afferma Angelo Bonelli, il responsabile del dossier. "In Italia sono state rilasciate concessioni demaniali sulle coste per 160 milioni di metri cubi, pari a 534.000 appartamenti da 100 metri quadrati. È un bel contributo alla cementificazione che deturpa il 60-70% dei nostri litorali, a fronte di una media mediterranea del 40%".

Banca svizzera italiana travolta da uno scandalo che può diventare mondiale.

Banca svizzera italiana travolta da uno scandalo che può diventare mondialeArriva dall’Asia l’ennesimo scandalo finanziario che questa volta vede coinvolta un istituto bancario svizzero, la Banca della Svizzera Italiana (BSI), con alle spalle una tradizione di 140 anni.

Economista
Profilo bloggerMa questo è uno scandalo che non rimarrà circoscritto ad una singola istituzione; la Bsi è solo la prima di una lunga serie di banche occidentali, cresciute a dismisura negli anni della globalizzazione, che stanno per finire nel mirino delle autorità monetarie di mezzo mondo in relazione alle loro attività a Singapore. Nonostante l’isola si sia arricchita, per almeno due decadi, offrendo ad individui ed istituzioni straniere una vasta gamma di servizi tipici dei paradisi fiscali, chi la governa continua a negare che sia un paradiso fiscale. “Singapore non è un paradiso fiscale, è un centro a valore aggiunto” questa è la risposta che, nel 2015, il Consiglio per lo sviluppo economico della nazione, l’agenzia governativa di Singapore, ha usato per contrastare le accuse mosse da varie istituzioni e governi stranieri riguardo ai metodi usati per attrarre investimenti ed imprese provenienti dalle loro nazioni.

Libro. Lamberto Maffei in Elogio della ribellione. Un cervello troppo connesso è solo. Ribellarsi è la salvezza.

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Giuseppe Fantasia Giornalista
 
Ci sono tante, troppe, persone che hanno poco da dire, ma che, essendo potenti e avendo a disposizione i mezzi di comunicazione, comunicano di continuo creando confusione e rumore (usato per nascondere la banalità del messaggio o la sua falsità), come ce ne sono tante altre (la minoranza) che avrebbero molte cose da dire, ma non hanno la possibilità di farlo perché non hanno i mezzi e il loro silenzio può essere quindi solo un messaggio che si diffonde per le vie di un mo(n)do di sentire comune.
Fatto sta che ognuno di noi - chi più chi meno - comunica e lo fa in qualsiasi modo, che sia uno smartphone o un portatile o entrambi, ma il problema è che alla fine si ha come l'impressione di comunicare nel deserto, dove è vero che la voce si propaga indisturbata, ma la stessa viene anche spazzata via dal vento perdendosi nelle orecchie sorde della sabbia.
"Delle volte mi capita di pensare che questo essere vicini a tutti e a tutto abbia distrutto o danneggiato la meraviglia del nuovo, dell'incontro e quando si perde il dono della meraviglia si diventa poveri, forse disperati, e ci si domanda quale sia il senso del nostro viaggio terreno deprivato dal desiderio di esplorazione".
Lo scrive Lamberto Maffei in Elogio della ribellione, il suo ultimo saggio pubblicato dalla casa editrice Il Mulino.

Referendum Costituzione. Il nuovo senato? Una brutta sorpresa.

Il nuovo senato? Una brutta sorpresaÈ iniziata molto male la discussione sulla riforma costituzionale. Si sorvola sui contenuti e si alzano i toni dello scontro politico.
 
Il manifestodi Gaetano Azzariti
 È possibile che si tratti di una preordinata strategia comunicativa (in effetti è stato autorevolmente affermato che si sarebbe usata anche l’arma della demagogia), ma è comunque difficilmente accettabile l’uso strumentale di figure del passato per avvalorare le scelte di oggi (Berlinguer, Ingrao).
Parole utilizzate in libertà, che vengono stravolte nella loro reale portata, dal loro contesto, al solo fine di dare una storia nobile alla riforma e al ceto politico odierno che è senza passato e dall’incerto futuro.
Trovo incredibile anche la continua delegittimazione delle posizioni non allineate. I costituzionalisti critici della riforma disprezzati, aggrediti, compatiti, vilipesi, mossi da «esigenze di carattere politico, personale, narcisistico»(sic!). Se continua così, non ci sarà spazio per poter discutere di nulla e il voto sarà alla cieca: più che un plebiscito una prova di forza. Per nostro conto non urleremo, piuttosto continueremo a ragionare sulla riforma costituzionale, prendendo sul serio gli argomenti che ci vengono proposti.

Protesta al Forum PA: più servizi pubblici, meno privatizzazioni; più diritti, meno mercato!


Un gruppo di attiviste e attivisti della Rete DecideRoma e dell'USB ha fatto irruzione nella sala dove si stava svolgendo un dibattito sulla cosiddetta valorizzazione degli asset pubblici all'interno del Forum sulla Pubblica Amministrazione 2016, per ribadire il no al rilancio dei processi di privatizzazione.  


 


Campagna stop Madia 

Risultati immagini per Campagna stop Madia
Ad aprire i lavori era presente il Ministro dell'Economia Padoan con il compito di illustrare una serie di provvedimenti messi in campo dal Governo volti ad aprire definitivamente al mercato e alla concorrenza i servizi pubblici locali e ad avviare l'alienazione del patrimonio pubblico.

La protesta ha denunciato con forza i reali obiettivi della Riforma della Pubblica Amministrazione, conosciuta come legge Madia, la quale attraverso il combinato disposto di due decreti attuativi, quello sulle società partecipate e quello sui servizi pubblici locali, intende imporre la privatizzazione di tutti i servizi a rete, dall'acqua all'energia, dai rifiuti al trasporto pubblico locale, espropriando gli enti locali e le comunità territoriali di ogni facoltà nel determinare l'articolazione territoriale dei servizi e le politiche tariffarie.

Cambiamento climatico, secondo l'Unesco Venezia è in "immediato pericolo".

Secondo il rapporto “World Heritage and Tourism in a Changing Climate”, pubblicato congiuntamente da Unesco, Unep e Union of Concerned Scientists, Venezia è in «immediato pericolo» a causa dei cambiamenti climatici, un rischio che condivide con il piccolo Stato insulare di Palau, in piena Oceania, con le Galapagos (Equador) e con altri 28 siti del patrimonio mondiale a rischio in quasi 30 Paesi.
I pericoli che corre Venezia derivano dall’innalzamento delle acque e dall’erosione costiera, proprio come gran parte delle isole, delle lagune e delle coste basse del mondo.
Secondo il dossier di 108 pagine sono però a rischio anche le montagne dorate dell’Altai in Russia, alcuni dei moai de Parco Nazionale di Rapa Nui nell’isola di Pasqua, i monumenti storici e il porto della città di Cartagena in Colombia, l’ecosistema marino della Nuova Caledonia e la laguna meridionale delle Rock Islands di Palau, con le sue 385 specie di corallo e diversi tipi di habitat.
Una nota Onu sottolinea che «A Venezia, un aumento delle acque dell’Adriatico ha già danneggiato centinaia di edifici arrivando ormai al di là delle basi in pietra pensate dagli architetti dei secoli passati per proteggere i mattoni che costituiscono le pareti degli edifici mentre le infiltrazioni nocive di acqua salata stanno progressivamente danneggiando anche opere artistiche celebri, i mosaici pavimentali della basilica di San Marco, le cui piccole tessere colorate sono intaccate dalla salinità, o il cenotafio di Antonio Canova nella chiesa di Santa Maria dei Frari, le cui statue sono ormai più spesso bagnate che asciutte e presentano squamature e piccoli rigonfiamenti a causa dell’umidità che si accumula nel marmo».

sabato 28 maggio 2016

Modena, la prima casa in canapa costruita con fondi pubblici: “Risparmio energetico e anti-sismica”.

“Questa è la prima casa in canapa costruita con fondi pubblici a riprova delle ottime caratteristiche di questo materiale e del costo totale che è ormai pari a quelli dell’edilizia tradizionale”. 

LINK al Video  tv.ilfattoquotidiano.it/  

Olver Zaccanti, geometra e tecnico di Anab (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica), racconta così la ricostruzione di un edificio di Cavezzo (provincia di Modena) distrutto dal sisma che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012. La struttura è in legno d’abete massiccio mentre i muri di tamponamento, le coibentazioni, di soffitto pavimenti e tetto sono tutte in canapa e calce. Secondo Zaccanti, che è il progettista dei lavori, “il finanziamento contribuisce a dare valore istituzionale a questo tipo di materiali da costruzione e sull’edificio sono stati fatti diversi test dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – afferma l’esperto – in cui il professor Lorenzo Tassi ha seguito diversi dottorandi e tesisti che hanno scritto sull’argomento con risultati importanti per ciò che riguarda la trasmittanza, la resistenza, lo sfasamento e di altri dati tecnici”. L’edificio ha anche ottime caratteristiche anti-sismiche in quanto “l’elasticità del legno si lega bene all’elasticità del tamponamento in canapa e calce; nel caso di un sisma entrambi si muovono in sincronia creando meno danni alla struttura stessa”. Da non dimenticare la capacità della canapa di assorbire CO2 dall’atmosfera: è stato calcolato che ogni metro cubo del composto in canapa e calce catturi e immagazzini oltre 100 chilogrammi di CO2. “I consumi energetici saranno quasi insignificanti grazie anche all’impianto fotovoltaico ed alla pompa di calore che dovrebbero auto-produrre l’energia sufficiente sia per l’illuminazione che per il riscaldamento che sarà necessario solo in casi estremi”.

Gli esperti virologi sul caso della donna colpita da un super-batterio resistente ai farmaci: "Siamo preoccupati ma non spaventati".

Il caso della donna colpita negli Stati Uniti da un'infezione causata da un batterio resistente agli antibiotici ha destato allarme. Di fatto però, spiegano gli esperti, questo è un caso limite ma il fenomeno è in atto da anni.

BATTERIO"È la prima volta negli Stati Uniti - spiega Gianni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità - e il caso ha destato preoccupazione perché la resistenza dimostrata da questo batterio è proprio contro una classe di antibiotici che è considerata come l'ultima frontiera terapeutica. Occorre però ricordare che casi come quello della donna americana, sono piuttosto rari".
Dalle analisi degli esperti del dipartimento della Difesa americana è emerso che il batterio resistente appartiene a un ceppo di escherichia coli: "Un batterio presente nell'intestino umano e animale - spiega il virologo Fabrizio Pregliasco ad HuffPost - fa parte della nostra flora intestinale. Alcune varianti però possono diventare 'cattive' e possono portare anche al decesso".

"Rischiamo di approdare a una carta costituzionale che dividerà il Paese".

Intervista a Gaetano Azzariti.
Professore di Diritto costituzionale presso l’Università di Roma La Sapienza ed esponente di spicco del Comitato per il no nel prossimo referendum di ottobre, Gaetano Azzariti è tra i costituzionalisti più prestigiosi che il nostro Paese annovera il quale, come tanti altri, viene poco ascoltato da chi ha deciso di mettere mano senza troppe mediazioni alla Costituzione. Con lui abbiamo deciso di ripercorre le varie tappe che in questi ultimi venti-venticinque anni hanno caratterizzato i diversi tentativi di cambiare la nostra massima legge fino a quello di oggi che accentrerà nell’esecutivo, se alla consultazione di ottobre dovessero vincere i sì, il potere a scapito del Parlamento. Quasi un tappa finale di una storia che appunto in più occasioni ha cercato di trasformare la nostra Repubblica parlamentare in una Repubblica presidenziale o semipresidenziale. “Questa riforma costituzionale – dice Azzariti – non nasce infatti dal nulla ma è l’ultimo frutto di una lunghissima stagione espressione di un regresso che ha le sue origini probabilmente ben prima dell’entrata in campo di Berlusconi”.

Professore, a quando possiamo datare l’inizio di questo percorso?

Passato e Presente. "Antiduhring e Bernstein debatte".

Intervento di Franco Astengo
Negli anni tra il 1868 e il 1875 il libero docente berlinese Eugen Dühring divenne il predicatore di un socialismo vago, piccolo-borghese e pseudoscientifico e per contrastare la sua crescente influenza Engels scrisse quello che poi venne chiamato l'Anti-Dühring e che rappresenta un momento essenziale della battaglia ideologica e politica che si svolse negli anni settanta in seno al partito socialdemocratico e al movimento operaio tedesco.
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Engels
Il “Bernstein debatt”e nasce dall’avanzamento di un processo storico e da atteggiamento teorico di revisione dei fondamenti della concezione ideologica del marxismo. Il rappresentante più autorevole fu il tedesco Eduard Bernstein (1850-1932), che, procedendo dalla constatazione che le previsioni marxiane riguardo all'inasprimento della lotta di classe e alla proletarizzazione dei ceti medi non si erano realizzate, negò l'imminenza di un processo rivoluzionario. Nel 1899, proprio in nome della scientificità politica del marxismo, elaborò alcune tesi secondo cui la prassi politica avrebbe dovuto fondarsi su di una tattica di alleanze con la borghesia democratica - progressista, attraverso pratiche di carattere riformista. Ne seguì un fondamentale dibattito (Bernstein-Debatte) all'interno della socialdemocrazia tedesca e nei principali movimenti socialisti europei.
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Dühring
Sulla base proprio del Bernstein debatte si sviluppò, in seguito, l’eterno confronto tra massimalismo e riformismo, successivamente spostato nei suoi termini concreti e spiazzato dal punto di vista storico dagli avvenimenti della Rivoluzione d’Ottobre e dall’inserirsi nel concreto della vicenda storica del marxismo – leninismo.
Per Lenin la classe operaia era in grado di sviluppare una coscienza soltanto sindacale, che la portava a battersi per obiettivi limitati e concreti che ne miglioravano la condizione sociale e ne spegnevano la spinta rivoluzionaria: la coscienza politica rivoluzionaria (la consapevolezza, cioè, di dover abbattere l'intero sistema capitalistico) poteva venire alla classe operaia soltanto dall'esterno, per opera di un partito di rivoluzionari di professione (il Partito comunista), che la doveva guidare alla conquista del potere. Il nuovo Stato comunista, guidato dal partito attraverso la dittatura del proletariato, avrebbe dovuto assumere la forma di una democrazia di Soviet, ossia di consigli di lavoratori che si autogovernano. Altra dottrina fondamentale del leninismo è la visione dell'imperialismo come fase suprema del capitalismo, che precede il suo crollo.

CAMPAGNANO DI ROMA: RACCOLTA FIRME PER I REFERENDUM SOCIALI.

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 Tutti i sabato mattina, sino al 18 giugno, il COMITATO raccoglie  in piazza  le firme per i refendum sociali e per la petizione per la gestione pubblica dell'acqua.
Partecipate.
CAMPAGNANO RAP -CITTADINANZA IN RETE PER I DIRITTI.

Haibatullah, l’uomo della fede

  http://enricocampofreda.blogspot.it/
Di lui dicono sia un uomo saggio (alem) e religioso che sfiora un rigore cenobitico. E’ stato insegnante di Ḥadīth e Corano con cui ha guadagnato il titolo di sheikh-ul Ḥadīth. E’ inoltre un profondo conoscitore dei vincoli giurisprudenziali da applicare alle leggi coraniche.

Roma. Confermato sciopero dei trasporti per il 31

Sciopero-mezzi-Roma-2-ottobre-2015
contropiano
Insoddisfacenti le aperture dell’azienda
Si è svolto stamattina presso la Prefettura di Roma l’incontro tra ATAC e USB, ORSA TPL, FAISA CONFAIL, SUL e UTL, organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero di 24 ore per il 31 maggio prossimo.

Turchia: alla deriva verso un fascismo postmoderno

 dinamopress Giansandro Merli

Intervista a Faysal Sariyildiz, parlamentare HDP per il distretto di Cizre/Şirnak. In Europa per raccontare il massacro compiuto dall'esercito turco nella città di Cizre. A rischio arresto dopo la revoca dell'immunità parlamentare.
La revoca dell'immunità ai parlamentari colpirà esponenti di tutti i partiti politici. L'AKP di Erdogan, come l'HDP dei curdi, fino ai nazionalisti del MHP e ai kemalisti del CHP hanno diversi esponenti sotto inchiesta. Perché dite che si tratta di una misura per far fuori le opposizioni, e in particolare quella curda?

venerdì 27 maggio 2016

Renzi senza vergogna, le mance come metodo di governo

http://www.libreidee.org

RenziRenzi ha deciso di portare a 160 i bonus per le famiglie sotto reddito e a 240 per quelle che hanno ameno due figli. Chiunque capisce che si tratta di una manovra per riconquistare i consensi nel mondo cattolico-tradizionalista dopo il trauma per le unioni civili, a seguito del quale i gruppi del Family Day hanno minacciato il No al referendum di settembre. Un modo per dire “sì, ho votato le unioni civili, ma l’ho dovuto fare perché me lo ha chiesto l’Europa, poi avevo pressioni nel partito, però, guardate, sono l’unico governo che pensa alla famiglia e incoraggia a far figli”. Manca solo il “premio di prolificità”. La manovra sembra troppo scoperta per poter funzionare. I cattolici, poi, non sono facili da prendere in giro. Il commento alla cosa in sé potrebbe finire qui, ma l’episodio ci dice più cose di quanto non sembri a primo colpo d’occhio e che meritano qualche riflessione sul “Renzi-pensiero”. In primo luogo ciò è molto illuminante sulla concezione renziana della democrazia: questo è il governo delle mance (bonus, voucher ecc., che pensa così di raccogliere il consenso).
Mutatis mutandis, siamo in pieno laurismo. Per i più giovani che non l’hanno mai conosciuto, ricordo il “Comandante Achille Lauro”, leader monarchico napoletano, che distribuiva pacchi di pasta e scarpe agli elettori, ma solo scarpe sinistre e mezzibiglietti da mille lire prima del voto, quelle destre e l’altra metà dei biglietti da mille sarebbero stati dati solo dopo, se fosse riuscito eletto. Peccato che non abbiano ancora inventato i mezzi bonus o i mezzi voucher. In secondo luogo, ci fa capire la concezione economica renziana: c’è poca domanda interna? E lui distribuisce bonus, guardandosi bene da una politica fiscale organicamente diversa o di garanzie salariali. I ragazzi fanno lavoro nero? Lui non cerca di eliminarlo, ma di renderlo un po’ più sopportabile, distribuendo voucher. Ci sono problemi per l’industria libraria e culturale? Ecco il buono da 500 euro per l’acquisto di libri e  film. Insomma, le mance come metodo di governo: provvedimenti temporanei e ad hoc, mai interventi strutturali.

Monza, 28 Maggio 2016: Richard Stallman conferenza "Copyright vs community"

http://www.marcosbox.org/


Richard Stallman torna in Italia. Domani, giorno 28 Maggio 2016 alle ore 15 a Monza si terrà l'incontro dal titolo “COPYRIGHT VS COMMUNITY”.
L'evento è organizzato da CGIL Lombardia, CGIL Monza e Brianza e Fiom Monza e Brianza e si terrà presso la Camera del Lavoro di Monza sita in Via Premuda 17. 
Di seguito ecco il comunicato stampa

Cosa è e come funziona un Trojan

http://hacktips.it/

Un trojan, nell’ambito della sicurezza informatica, indica un tipo di malware, ed è definito come un programma maligno mascherato da qualcosa di benigno (il nome infatti deriva da Cavallo di Troia in esplicito riferimento alla leggenda Greca). Un trojan è utilizzato per entrare nel computer della vittima senza esser riconosciuto, accedere ai dati dello stesso e/o causare danno. Per esempio, può essere scaricato da un allegato mail, oppure tramite un programma p2p. Dopo averlo aperto (credendolo un documento di testo oppure l’ultimo film in sala), esso cancella i dati, utilizza il dispositivo per far parte di un attacco dos e molto altro. È bene ricordare che i trojan hanno lo stesso livello di privilegi dell’utente che lo avvia; quindi se sarà un utente normale, senza troppi privilegi, esso potrebbe causare pochi danni, ma se è l’amministratore (cosa molto comune con Windows e l’utilizzo privato) esso può danneggiare notevolmente il dispositivo.
Schermata del client con cui l’attaccante pilotava da remoto Beast, uno dei più famosi trojan, su un PC infetto