sabato 31 agosto 2013

CORI: CONTI TORNA A CHIEDERE AD ACQUALATINA LA RESTITUZIONE AI CITTADINI DELLA QUOTA DI REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO



Il Comune è pronto a farsi promotore, presto la questione anche in Consiglio

Redazione Osservatore Laziale

Cori (LT) - “Restituite ai cittadini e agli utenti la quota di remunerazione del capitale investito applicata sulle tariffe idriche dal 21 luglio 2011, data di pubblicazione del decreto attuativo del referendum, fino ad oggi” – è categorica la richiesta del Sindaco di Cori Tommaso Conti ad Acqualatina.
Ad oltre due anni di distanza dall’esito del referendum del giugno 2011, che a Cori registrò il quorum più elevato della provincia di Latina ed una percentuale totale di SI del 96,86%, non solo non vi è stata alcuna normativa post voto, ma non è stato neppure eliminato dalla tariffa del servizio idrico il famoso carico relativo alla remunerazione del capitale investito.

Imu, Napolitano firma il decreto legge. Su le accise se mancheranno le coperture


Nel testo siglato dal presidente della Repubblica saltano a sorpresa la reintroduzione dell'Irpef sulle rendite catastali delle case sfitte e la deduzione della tassa immobiliare dal reddito di impresa pagata sui capannoni e gli immobili strettamente connessi all'attività delle imprese

Il governo si tutela sul fronte dell’Imu. Il testo definitivo del decreto, firmato oggi dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, prevede che se non dovessero entrare i fondi pari a circa 1,5 miliardi previsti dall’Iva successiva ai pagamenti della pubblica amministrazione e dalla transazione sulle slot machine è prevista una clausola di salvaguardia: salirebbero in questo caso gli acconti Ires, Irap e le acciseDal testo del decreto legge, che sarà pubblicato lunedì in Gazzetta ufficiale, emerge una doppia sorpresa. Secondo fonti ministeriali citate dalle agenzie di stampa non è prevista la reintroduzione dell’Irpef sulle rendite catastali delle case sfitte, che aveva sollevato un’ondata di proteste per tutta la giornata di ieri e avrebbe colpito circa 6 milioni di immobili. Nel provvedimento non compare neanche la deduzione Imu dal reddito di impresa pagata sui capannoni industriali e gli immobili strettamente connessi all’attività delle imprese.

Imu, Tares e Taser. Che diavolo stanno combinando?


Diversi lettori ci hanno chiesto: ma come funzionerà adesso la tassazione sulla casa, dopo l'abolizione temporanea dell'Imu?
Bella domanda. Se la stanno ponendo anche dentro il governo, perché ogni volta che qualcuno - Letta o Saccomanni, Fassina o un Pirimpelli qualsiasi - prova a dire come sarà, scopiia un casino e partono le smentite "tranquillizzanti". Noi avevamo denunciato tra i primi che il testo uscito dal consiglio dei ministri scaricava buona parte del carico della nuova "Taser" o "service tax" (mai chiamare le fregature con un nome comprensibile, pare la regola)  sugli inquilini, anche delle case popolari. Immediatamente era arrivata la conferma da parte di alcune associazioni di inquilini e il ministro Zanonato aveva preso a giurare che no, ci eravamo tutti sbagliati. Sono seguite precisazioni, controdeduzioni, rinvii, smentite dei testi circolanti come "vecchi" (ma i nuovi dove sono?), arrabbiatutre dei berluscones che avevano gridato vittoria (ma Alfano, oltre a dichiarare su tutto, qualcosa di quello che firma lo legge anche?). Un papocchio, un pastrocchio, uno "gnommero". Insomma: non lo sa davvero nessuno. Se ne discuterà, si cercherà "la quadra", si farà flanella, si diranno cazzate a raffica e poi, in una notte buia e tempestosa, uscirà fuori un dispositivo che salvaguarderà per quel che è possibili i proprietari di "roba buona" e  fregherà in misura variabile chi non ha quattro muri di sua proprietà. Siamo troppo cattivi, prevenuti, "comunisti ideologici"? E allora leggetevi l'articolo del Sole24Ore, che è l'organo di Confindustria e non sa più quali parole usare per "coprire" in qualche modo l'insipienza di governo nel governo.

Giulietto Chiesa: finito il consenso, useranno il terrore


Democrazia e libertà civili furono gli strumenti culturali e istituzionali indispensabili per la costruzione del consenso. Il loro esercizio soddisfacente permise di controllare e conquistare non solo i ceti intermedi che venivano consolidandosi, ma anche settori decisivi delle classi lavoratrici. Il “welfare state” fu l’arma economica con cui le classi dominanti dell’Occidente si assicurarono il superamento indolore del “turning point” previsto da Karl Marx. Il risultato fu raggiunto. A fatica, certo, e attraverso lotte durissime, poiché le forze lavoratrici si erano nel frattempo dotate di strumenti di difesa: partiti, sindacati, società civile organizzata. La storia del XX secolo è stata, in Occidente, un continuo alternarsi di offensive e controffensive delle due classi principali. Quando la bilancia delle forze si spostò dalla parte dei subordinati, e per il Potere il pericolo divenne concreto, esso ricorse senza esitazione alla forza, al sangue, alla violenza.
Per menzionare solo due esempi illuminanti, dei molti che potremmo scegliere: il rovesciamento di Salvador Allende in Cile, con un colpo di Stato Giulietto Chiesa 2direttamente sponsorizzato dal governo degli Stati Uniti, e la strategia della tensione in Italia, culminata con il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro. Anche quest’ultimo guidato da oltreoceano, con la partecipazione dei servizi segreti italiani e delle frange eversive della destra estrema. Se in Cile non ci furono dubbi sui reali autori dell’operazione (ma ci volle del tempo perché perfino Henry Kissinger ammettesse pubblicamente il proprio ruolo diretto), ancora adesso gran parte dell’opinione pubblica italiana pensa che furono le Brigate Rosse ad “attentare allo Stato”. Non sa, e non può sapere (perché la storia dell’eversione e dello stragismo le è stata raccontata dagli uomini della P2 e dai loro amici, alleati, sodali e servi), che le Brigate Rosse furono solo lo strumento, l’arma che permise al potere imperiale di mettere fuori gioco il più forte partito comunista dell’Occidente, e di scongiurare il pericolo che un regime democratico, con il partito comunista quale sua componente, si affacciasse nella parte “sbagliata” della divisione dell’Europa creata a Yalta. Esempio da manuale di come i detentori del potere informativo-comunicativo abbiano potuto usare anche le bandiere (rosse) del nemico, per combatterlo.

Richard Stallman a Radio Popolare - 1997


Richard Stallman "vintage"

Girovagando per Youtube ho trovato questa vecchia intervista a Richard Stallman andata in onda su Radio Popolare di Milano nel lontano 1997 per la rubrica 25° ora. Nell'intervista il giovane Stallman spiega al pubblico italiano il progetto GNU e il mondo del software libero.
Non ho la fortuna di conoscere l'autore del video (girato in quell'occasione), ne approfitto però per ringraziarlo per averlo condiviso su YouTube in modo da poter essere ascoltato da pubblico italiano.


Windows Xp continuerà ad essere supportato per 3 anni ma a pagamento, Linux rimane la migliore alternativa gratuita


Ad aprile 2014 terminerà il supporto per Windows Xp mettendo in serio pericolo moltissimi pc i quali potranno continuare ad avere un supporto solo pagando circa 200 dollari all'anno, l'alternativa più sicura ed economica rimane Linux.

Notebook con Microsoft Windows Xp
Mancano pochi mesi al termine del supporto di Microsoft Windows Xp sistema operativo presente ormai da oltre 12 anni ed attualmente utilizzato ancora da molte aziende e utenti (esempio in Cina è presente nel 72% dei personal computer). Dall'8 aprile 2014 Microsoft non rilascerà più nessun aggiornamento di sicurezza per Windows Xp mettendo in pericolo moltissimi pc che possono essere presi di mira da utenti malintenzionati pronti ad effettuare attacchi DDoS, sfruttando principalmente una vulnerabilità zero-day dell'obsoleto sistema operativo proprietario dell'azienda di Redmond. Per le aziende che hanno sottoscritto un contratto denominato Custom Support potranno ricevere aggiornamenti di sicurezza per altri tre anni, per le altre normali aziende ed utenti rimarrà la possibilità di acquistare hotfix di sicurezza per un costo di circa 200 dollari a pc annui.
A questo punto per le aziende converrebbe passare a Windows 7 o 8 il problema però arriva da alcune applicazioni legacy non supportate dalle nuove versioni di Windows oltre al fatto che molti pc difficilmente supportano i nuovi sistemi operativi dato che richiedono più risorse.

La soluzione più sicura ed economica per le aziende ed utenti è Linux difatti una distribuzione come ad esempio Lubuntu oltre a richiedere meno risorse di Windows Xp include il supporto per la stragrande maggioranza dell'hardware ormai datato oltre a disporre di Wine il quale potrebbe supportare egregiamente eventuali software legacy. Linux oltre ad abbattere completamente i costi di licenze ecc include una maggiore sicurezza confronto Linux evitando anche costi di antivirus o altro disponendo anche di valide alternative ai proprietari di Microsoft, Adobe ecc.

Datagate, il budget segreto e i super-hacker dell'intelligence USA


Nuove rivelazioni sulle pagine del Washington Post. Descrivono l'oceano di dollari in cui sguazzano NSA e agenzie sodali per mettere in atto la sorveglianza globale rivelata da Edward Snowden
Datagate, il budget segreto e i super-hacker dell'intelligence USARoma - Edward Snowden è (temporaneamente?) sparito dai riflettori della pubblica cronaca mettendo a buon frutto il visto temporaneo fornitogli dal Governo russo, ma non per questo lerivelazioni sul Datagate si sono fermate. Anzi, gli ultimi documenti top-secret pubblicati dai quotidiani statunitensi aprono nuovi squarci sulle effettive capacità dell'intelligence USA e le operazioni condotte sul campo.

Le nuove rivelazioni sulla sorveglianza globale a stelle e strisce arrivano dal Washington Post e questa volta battono là dove prevedibilmente fa più male, cioè sui soldi e il colossale budget segreto a disposizione dei servizi segreti e di tutte le agenzie federali che partecipano a questo genere di attività.

Il Black Budget USA che finanzia operazioni segrete, tecnocontrollo, spionaggio, controspionaggio e cyber-warfare è pari a 52,6 miliardi di dollari, rivela Snowden tramite il Post, una quantità di denaro in crescita costante che nella maggior parte serve a rifornire le cinque principali agenzie dell'intelligence statunitense e cioè CIA (14,7 miliardi per operazioni all'estero), NSA (10,8 miliardi per proteggere le infrastrutture IT del governo e intercettare i segnali all'estero), NRO (10,3 miliardi per la realizzazione e gestione di satelliti segreti), NGP (4,9 miliardi per l'imaging satellitare globale e la realizzazione di mappe usate dal resto delle agenzie), GDIP (4,4 miliardi per valutare il livello e la capacità delle minacce militari provenienti dall'esterno).

Nuova Zelanda dice addio ai brevetti software


Passa in Parlamento il disegno di legge che abolisce il sistema brevettuale applicato ai programmi informatici. Applausi da parte dei professionisti, tra i mugugni dei vendor
Roma - Formulata nel lontano 2008, la proposta di legge neozelandese sull'abolizione dei brevetti software è stata definitivamente approvata in Parlamento tra gli applausi del ministro all'Economia Craig Foss. Un deciso passo in avanti nel processo di modernizzazione dell'intero sistema brevettuale agli antipodi, partendo dall'assunto cheun prodotto software non rappresenta una vera e propria invenzione, dunque non soggetto alle forme più rigide di tutela della proprietà intellettuale.

Tra lo scontento generale dei principali vendor sul mercato del software, la nuova legge kiwi alimenterà il motore dell'innovazione e soprattutto della competitività nei settori dello sviluppo e della distribuzione dei programmi informatici. Principale promotore della proposta, lo stesso ministro Foss ha sottolineato come l'abolizione dei brevetti software rimpiazzi un meccanismo legislativo durato oltre 60 anni, lanciando la Nuova Zelanda verso un sistema più flessibile e moderno nella protezione del copyright.

Una parola al giorno: Laticlavio


Laticlavio


laticlàvio s. m. [dal lat. laticlavium, neutro sostantivato dell’agg. laticlavius, comp. di latus «largo» e clavus «striscia di porpora»]. – Presso gli antichi Romani, la tunica orlata di una larga striscia di porpora, portata dai senatori e poi anche dai membri delle famiglie senatorie (che la indossavano all’uscita dalla minore età). Per estens., e spesso scherz. (con riferimento a tempi moderni), la dignità di senatore: ottenere il l., aspirare al laticlavio.

Whiter shade of pale (2)

"Senza Onu Italia resterà fuori" Letta: "Siria, faremo di tutto per una soluzione politica"

"Comprendiamo l'iniziativa di Stati Uniti e Francia, alla quale però, senza le Nazioni Unite, non possiamo partecipare", assicura il premier Enrico Letta ribadendo la posizione italiana sulla crisi siriana. 
rainews24.it
"Sono momenti difficili per la comunità internazionale. L'opinione pubblica italiana è stata drammaticamente turbata dalle immagini delle vittime dell'uso di armi chimiche. Dobbiamo fare di tutto perché non accada più. Il regime di Assad possiede arsenali di armi chimiche, il cui uso è un crimine contro l'umanità". Questo il dato di partenza della riflessione del presidente del Consiglio Enrico Letta sulla crisi siriana, consegnata ad una nota di Palazzo Chigi. "Comprendiamo l'iniziativa di Stati Uniti e Francia - prosegue Letta - alla quale però, senza le Nazioni Unite, non possiamo partecipare. La settimana prossima a San Pietroburgo faremo di tutto perché si trovi una soluzione politica al dramma siriano, che ha già prodotto un numero intollerabile di vittime e di profughi. La rapida convocazione di Ginevra 2 è oramai ineludibile".

Berlusconi: “Nessun ultimatum a Letta”. Poi cambia di nuovo: “Fuori se decado”

Da largo di Torre Argentina a Roma, dopo aver firmato i 12 referendum dei radicali su giustizia e diritti umani, il Cavaliere fa un doppio dietrofront: prima nega di aver mai minacciato di rovesciare il tavolo in caso di voto positivo di Palazzo madama e Giunta per farlo decadere da senatore. Dopo, però, ribadisce l'impossibilità e "l'assurdità" di collaborare con il Pd "se al Pdl viene sottratto fondatore e leader".

Berlusconi: “Nessun ultimatum a Letta”. Poi cambia di nuovo: “Fuori se decado”

Nessun ultimatum al governo Letta. Anzi sì. Non sono passate nemmeno 24 ore da quando, in collegamento telefonico con il direttivo de ‘L’esercito di Silvio’ Berlusconi tuonava: “Sarebbe disdicevole se il governo cadesse, ma naturalmente non siamo disponibili a mandare avanti un governo se la sinistra dovesse intervenire su di me, sul leader del Pdl, impedendogli di fare politica”. Ora, da largo di Torre Argentina a Roma, dopo aver firmato i sei referendum dei radicali sulla giustizia (ma anche gli altri sei “su cui non sono d’accordo, ma per affermare il diritto degli italiani” ad esprimersi con un voto, ha detto) il doppio dietrofront: “I giornali hanno messo come mio ultimatum il fatto che cadrebbe il governo se fosse votata la mia decadenza. Non ho mai pronunciato questa frase: in un ragionamento con i nostri, ho ricordato che questo governo l’ho voluto io fortemente e sono convinto che all’Italia serva un governo che continui a governare”, ha detto il Cavaliere in un’improvvisata conferenza stampa. Anzi, “non sono d’accordo con certe critiche perché questo governo sta anzi facendo cose egregie”.

CAMPAGNANO: EMERGENZA ARSENICO NELL’ACQUA


Il comune di Campagnano di Roma non ha un dearsenificatore ma avrà presto un campo da calcio innovativo con erba sintetica costato ben 450 mila euro per gli oltre 100 bambini del paese.

osservatorelaziale.it Chiara Rai

Campagnano (RM) - Il comune di Campagnano di Roma non ha un dearsenificatore ma avrà presto un campo da calcio innovativo con erba sintetica costato ben 450 mila euro per gli oltre 100 bambini del paese.
C’è chi definisce questo un paradosso: in un momento di emergenza, le priorità sembrano essere altre. Un importo, quello per l’attività sportiva, chiesto in prestito alla Cassa Deposito e Prestiti con un tasso di circa il 5 per cento da restituire in 30 anni. Questo Comune ai confini con la Tuscia, tra gli ultimi a nord della provincia romana, combatte ancora con l’emergenza arsenico e mediamente registra circa 20 microgrammi per litro di acqua di arsenico.
Cioè il valore di deroga concessa ai fino al 1 gennaio 2013 dalla Regione Lazio, proprio per permettere agli stessi di portare a termine i lavori già programmati di abbattimento dell’arsenico fino al limite di legge consentito dall’Unione Europea pari a 10 microgrammi litro.

Parola del PD: vedo-pago-voto...Per esempio a Campagnano


Questo è lo slogan del Partito Democratico riferito al nuovo corso che dovrebbe avere il "federalismo fiscale", tradotto in italiano: le imposte che dovranno mettere i Comuni come la TARES o la nuova Service Tax. 
redazione diffusa campagnanoR@P
Il ragionamento dovrebbe essere, decentriamo l'imposizione e scarichiamo sui Comuni l'onere e l'onore delle tasse sugli immobili e sui servizi indivisibili che i vari Comuni sostengono per migliorare la qualità della vita dei cittadini. I Comuni saranno gli unici responsabili, non lo Stato centrale, del buon funzionamento amministrativo del proprio territorio. In questo modo i residenti applicando il paradigma vedo-pago-voto, premieranno o penalizzeranno le amministrazioni. Si, si va bene ma quando? Dopo, cioè quando ri-voteranno, quando a pagare comunque sono già stati i cittadini i quali saranno costretti a continuare a pagare per gli  eventuali finanziamenti pluriennali accesi dall'amministrazione in corso e che poi, in virtù del meccanismo previsto, sarà rieletta oppure mandata a fare l'opposizione consiliare. Altro che partecipazione attiva dei cittadini e possibilità d'intervenire attraverso il controllo e la trasparenza degli atti facendo proposte corretttive o alternative. Tutti zitti fino al prossimo voto, quando sarà troppo tardi e saremo comunque costretti a pagare le scelte e i debiti contratti in precedenza.

Intervista a Pippo Civati: «Su Imu stravince il Pdl, il Pd va a rimorchio»

Domanda d’obbligo per l’onorevole Civati: la cancellazione dell’Imu è una vittoria di Berlusconi o no?
Mi pare proprio di sì. Berlusconi ha stravinto. La questione è stata ben descritta da Letta: «Subito via l’Imu, da gennaio ci sarà la serice tax». Insomma, il ricatto di Berlusconi è stato accettato, nei modi e nei tempi da lui dettati. Quando le priorità erano altre.

liberazione.it | Autore: Frida Nacinovich

Ieri sembravano tutti sodisfatti: lettiani, renziani, falchi, colombe e pitonesse..
Ho trovato sorprendente che tutti i ministri, in batteria, abbiano fatto dichiarazioni trionfali. Zanonato aveva addirittura escluso una qualsiasi altra tassa. L’altra tassa invece c’è, si chiama “service tax”, io l’avrei chiamata “Berlusconi tax”. E ci sono anche da recuperare altri 2 miliardi. Come? Lo scopriremo solo sopravvivendo.
Ci ha pensato il viceministro Fassina, suo collega di partito, a rompere l’idillio dichiarando che «non è stata abolita la tassa sulla prima casa».
Di fatto quest’anno l’Imu non la paga nessuno. Quello di Fassina mi sembra un tentativo di addolcire una pillola che per il centrosinistra è davvero molto aspra.
Non le pare che le larghe intese si stiano via via trasformando in strana maggioranza?
Letta è sostenuto da una maggioranza organica, proprio per questo motivo non ho votato la fiducia al governo. Una maggiorana politica, che di volta in volta si pone determinati obiettivi e li ottiene.

ALTAN, GLI ULTIMI DUE MESI


Il Pd si fa la festa da solo

La Finocchiaro che spiega come «ricostruire la fiducia tra politici e cittadini». Violante che parla di «buona politica». I big che si fanno tutti intervistare da volti televisivi. Le ospitate dei pidiellini Quagliariello e Lupi e del leghista Maroni. Ma non ci saranno né la Fiom né il M5S. Si apre a Genova la kermesse dei democratici.

L'Espresso di Luca Sappino
Da festeggiare non è che ci sia poi molto, tra Imu e decadenza di Berlusconi, dalle parti del Pd, ma la festa nazionale comincia lo stesso. A Genova. «Perché l'Italia vale», è lo slogan di questa edizione, l'ennesima fatica dei creativi democratici. E un lavoro interno, d'altronde perché si dovrebbe spendere in agenzie? Accendi la tv, vedi una pubblicità et voila: «Se può vendere un correttore di rughe, figurarsi il Pd, no?».

Il varo della kermesse lo farà il segretario Epifani in compagnia però del ministro Cecile Kyenge, così l'applauso è assicurato. Le larghe intese non si possono nascondere, quindi è meglio spararsi subito la ministra preferita, devono aver pensato.
Pazienza che dello ius soli non si parli più, neanche come ipotesi, nell'agenda di governo, tutta dettata da Berlusconi, né nel programma della festa del Pd, dove l'incontro sull'immigrazione ha un titolo interlocutorio che storpia una nota battuta: "Si cresce italiani, si diventa cittadini", scrivono. Avrebbe dovuto essere, in origine, "italiani si nasce, cittadini si diventa".
Sarà un rapido saluto, quello di Epifani e Kyenge, perché poi tocca a Enrico Letta. Ma niente comizio, per carità. Per i leader democratici il format ormai è un altro: comode poltroncine su cui farsi intervistare in stile tivù.

Quell’inciucio locale che frena il credito

Tre casi recenti indicano che per le fondazioni bancarie le lezioni della crisi sembrano essere servite a poco. Continuano a perpetuare un sistema in cui la politica ha un ruolo primario di controllo sul sistema bancario. I rischi per l’economia italiana e il passo indietro dei partiti.

di di Tito Boeri e Luigi Guiso
Tre casi emblematici
Le nostre banche vivono un momento difficile. Otto di loro sono state messe sotto sorveglianza speciale dalla Banca d’Italia, perché hanno accantonamenti insufficienti a coprire i crediti deteriorati. Il passaggio al sistema di supervisione bancaria unica presso la Bce comporterà controlli ancora più stringenti. Negli anni a venire la maggior parte dovrà ristrutturarsi pesantemente per abbattere i costi e riguadagnare efficienza. Le banche dovranno rafforzare il loro patrimonio e selezionare meglio i loro impieghi. Prima lo fanno, tanto meglio è, non solo per le banche in sé ma per l’economia italiana che senza un sistema bancario ben funzionante rischia di trasformare la ripresa in una lunga stagnazione. Le interferenze politiche cui il sistema bancario italiano è soggetto possono però bloccare e distorcere il processo.

Siria: Obama e i suoi accoliti sono dei bugiardi

L’aria ai denti data sulla questione siriana – dopo due anni di silenzio di fronte ad una guerra civile sanguinosissima – ha raggiunto livelli emetici, sia sulla carta stampata italiana – a cura dei sempredesti scriba ignoranti e nemmeno prezzolati, solo proprio ignoranti come capre e con encefalogramma piatto – che sulle televisioni, dove i pareri defecati dai vari esperti e commentatori ci hanno fatto ricordare Alì il Chimico detto Alì il comico. A parte questa testata dove scrivo (per chi non capisce: IL MANIFESTO) ho visto – per il 90% – vergognosa immondizia. Un po’ meglio nei blog e sulle fonti online, e su questo discorso di dove stia davvero l’informazione oggi dovremo ritornare con un approfondimento.
 
ilmanifesto.it Massimo Zucchetti
Bambini messi sotto ghiaccio per preparare in tempo le foto dell'attacco chimico. Da http://informare.over-blog.it/m/article-119714647.htmlVolevo evitare di unirmi al coro di belati. Davvero.

Oggi però leggo sul Guardian, che a quanto pare non è un giornale statunitense, ma un foglio propagandistico dei comunisti siriani: http://guardianlv.com/2013/08/syrian-chemical-weapons-attack-carried-out-by-rebels-says-un/
(NOTA: quella di cui sopra è una battuta ironica, lo dico, amici lettori, perché sembra incredibile ma uno mi ha scritto facendomi una lezioncina avente come incipit che un giornale comunista siriano non è una fonte attendibile. Finora, in un anno di commenti, coppa primo premio di acume cerebrale)
“The chemical attack earlier this year was widely blamed on the Syrian regime. It is this attack that the UN now concludes was carried out by Syrian rebels. It appears unlikely – for a number of reasons – that the most recent August 21st attack was carried out by government forces – despite the rush to judgement within the international community”
TRADUZIONE
“L’attacco con armi chimiche fatto all’inizio dell’anno (aprile, ndr) è stato attribuito al regime Siriano. E’ stato invece accertato dalle Nazioni Unite che è stato condotto dai ribelli siriani. Sembra improbabile, per molti motivi, che l’attacco del 21 agosto sia stato condotto dal governo siriano, nonostante il giudizio affrettato della Comunità internazionale.”

La prima cosa da fare, lotta alle diseguaglianze

Tre giorni di dibattito tra le Officine Zero e il Teatro Valle occupato. E sabato sera, l'anteprima nazionale del nuovo film di Ken Loach The spirit of ’45.

 ilmanifesto.it Andrea Baranes
Già nel 2010 il premio Nobel per l'economia Stiglitz spiegava come il motivo di fondo della crisi esplosa con la bolla dei mutui subprime fosse legato a una pessima e sempre peggiore distribuzione del reddito negli Usa. Da trent'anni una fetta sempre maggiore della ricchezza finiva ai profitti (profit share), mentre calava quella destinata al lavoro (wage share). Un processo comune a tutte le economie occidentali, e particolarmente sentito in Italia, dove in meno di vent'anni qualcosa come 120 miliardi di euro, l'8% del Pil, si è spostato dal lavoro ai profitti.
In un'economia fondata su una continua crescita dei consumi, come fare a «vendere» sempre di più a famiglie e lavoratori sempre più poveri? La soluzione è stata trovata dall'ingegneria finanziaria, con la creazione di strumenti e prodotti finanziari, dai derivati alle cartolarizzazioni, dal sistema bancario ombra alla leva finanziaria, che hanno permesso una crescita ipertrofica della massa di denaro e di debiti, in modo da drogare la crescita del Pil. Nelle parole di Stiglitz, «l'economia globale aveva bisogno che i consumi, in crescita costante, continuassero ad aumentare. Ma come sarebbe stato possibile, se il reddito era in piena stagnazione da anni? Gli americani avevano escogitato una soluzione ingegnosa: prendere soldi in prestito e consumare come se i loro redditi fossero in crescita».

La restaurazione proprietaria

I principi di equità e di solidarietà sociale sono alla base della nostra Costituzione. Lo stesso governo «dei professori» li aveva citati tra i suoi obiettivi: non ci credeva affatto - si è visto dai provvedimenti approvati - ma almeno formalmente si poneva all'interno di quella cultura. Con la cancellazione dell'Imu per tutti i proprietari di prime case, il governo Letta rompe l'ultimo tabù: si governa per rafforzare e perpetuare disuguaglianze e privilegi.

ilmanifesto.it Paolo Berdini
Con la riforma dell'Imu i proprietari di un solo alloggio di 80 metri quadrati di categoria catastale usuale, risparmieranno 4-500 euro all'anno. Quelli di 4 o 500 metri quadrati di maggior pregio ne risparmieranno 10-15 mila. Ma non basta! I grandi costruttori non pagheranno l'Imu 2013 e 2014 per il gigantesco numero di alloggi invenduti che popolano le desolate periferie urbane. Un regalo misurabile in decine di milioni di euro. Soldi con cui si possono acquistare o potenziare giornali (Caltagirone e Bonifaci - Messaggero e Tempo - ne sono il più noto esempio) utili a cantare le lodi al governo di turno. O ad aiutare nelle strepitose rimonte berlusconiane in campagna elettorale. Sociologi ed economisti di ogni corrente di pensiero concordano nell'affermare che il ventennio che abbiamo alle spalle è quello in cui si sono prodotte le più impressionanti differenze sociali a tutto vantaggio dei ceti benestanti. Il governo Letta ha aumentato la forbice.

Obama: "Valuto intervento limitato". Gli ispettori Onu lasciano Damasco

Obama non ha ancora deciso sulla Siria, ma l'ipotesi di un attacco resta concreta. Nonostante la marcia indietro di Londra, il presidente Usa valuta l'ipotesi di "un'azione limitata e ristretta".

rainews24.itObama non ha ancora deciso sulla Siria, ma l'ipotesi di un attacco resta concreta. Nonostante la marcia indietro di Londra, dove ieri il Parlamento britannico ha bocciato la proposta di un intervento militare in Siria, e il no della Nato, che ha fatto sapere che non ci sarà un attacco da parte dell'Alleanza, Obama valuta l'ipotesi di "un'azione limitata e ristretta". In ogni caso senza truppe di terra, ribadisce, e John Kerry garantisce che non sarà un nuovo Iraq. Washington accelera e pubblica le prove raccolte dall'intelligence Usa, in base alle quali l'amministrazione Obama attribuisce al regime di Assad la responsabilità dell'attacco con armi chimiche dello scorso 21 agosto. Obama ha incassato l'appoggio di François Hollande, che in un'intervista a Le Monde ha dichiarato che la Francia può procedere con i piani di intervento in Siria nonostante il no del Parlamento inglese e non ha escluso la possibilità di un'azione prima di mercoledì. Favorevole a un attacco anche la Turchia. Sul fronte del no invece Germania e Italia: "Si rischia una deflagrazione mondiale", ha avvertito Bonino. Intanto gli ispettori dell'Onu hanno completato la raccolta dei campioni sui siti degli attacchi chimici. Questa mattina hanno lasciato la Siria e a bordo di un convoglio delle Nazioni Unite sono arrivati in Libano.

Emergenza rifiuti a Roma, Falcognana, si va verso l’esproprio

Lunedì dovrebbero essere completate le verifiche della Guardia di finanza sull’assetto societario della Ecofer Ambiente Srl, la società proprietaria della discarica di Falcognana. Ma in queste ore sta prendendo forza un’altra ipotesi: l’esproprio. Lo strumento è contemplato nel decreto, firmato dal ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, quando riassegnò i poteri al commissario per l’emergenza rifiuti, il prefetto Goffredo Sottile. Potrebbe esistere anche una strada ancora più traumatica, quella del sequestro, ma potrebbe essere praticata solo se emergesse che dietro Ecofer vi sono fenomeni di illegalità.

Sulla discarica è invece sceso in campo l’avvocato Manlio Cerroni: rilancia l’ipotesi di Pian dell’Olmo e ribadisce che negli anni Cinquanta l’ipotesi di un impianto nella zona dell’Ardeatina (dove si trova Falcognana) era già stata bocciata.  

ilmessaggero.it di Mauro Evangelisti
Ma ad oggi questo non risulta. Anzi, è giusto chiarirlo: l’Ecofer è una Srl che non ha mai avuto problemi con la legge, anzi in passato fu anche oggetto di minacce della malavita. Quindi ad oggi non si può in alcun modo parlare di connessioni con la malavita organizzata. Il nodo è che Ecofer cela i proprietari dietro due fiduciarie (lo fa legittimamente) e una di queste, in passato, è stata citata in alcune inchieste. Se una volta superato il muro delle fiduciarie risulterà che effettivamente - come hanno fatto sapere da Ecofer - i reali proprietari sono solo il bolognese Fiori e il gruppo abruzzese Maio dal punto di vista giudiziario la storia finirà lì.

Il sorpasso dei precari è scomparso il posto fisso

Secondo i dati Istat i lavoratori con contratto stabile sono solo il 53,6%. Considerando i dati su cassintegrati e disoccupati, il superamento sarebbe già avvenuto.  Dagli autonomi con un solo cliente ai contratti a progetto, ecco i lavori non standard.

repubblica.it di FEDERICO FUBINI Fabio Tufilli sperava di aver risolto un problema, a marzo, quando la Sapienza di Roma gli ha comunicato che sarebbe stato assunto a tempo indeterminato. Ormai raggiunti i 33, da sei anni inanellava contratti da precario come "amministrativo" dell'università. Ciò che non aveva previsto, è che un lavoro che in genere viene definito "normale" sarebbe rimasto fuori dalla sua portata. Il contratto offerto era sì permanente, ma sarebbe passato da tempo pieno a part-time.

Casi come questo stanno diventando talmente comuni in Italia che l'Istat ha dovuto trovare una nuova definizione: sono posti di lavoro "parzialmente standard". Certo esistono anche diverse gradazioni di "non standard", dagli autonomi con un solo cliente e turni vincolati, ai contratti a progetto, ai collaboratori. Ma le classi diverse da quella che un tempo era la normalità si stanno moltiplicando così in fretta da rischiare di rovesciare il significato delle parole: ciò che è "standard", un posto di dipendente permanente a tempo pieno, in Italia sta diventando il suo opposto. La maggioranza dei lavoratori è in posizioni che di solito si definiscono in modi che sottintendono l'eccezionalità: "atipici" o, appunto, "non standard".

Slot, il condono della vergogna

Nel decreto sull'Imu Letta ha regalato quasi due miliardi ai signori dell'azzardo, riducendo drasticamente le multe che avevano preso per aver truffato il fisco.

L'Espresso di Mauro Munafò
Stavolta il governo Letta ha fatto proprio "jackpot": da una parte abolisce l'Imu per la gioia di Berlusconi e, dall'altra, trova i soldi per cancellare la tassa facendo un bello sconto ai concessionari di slot machine.

Se l'esecutivo delle larghe intese ha infatti potuto sfoderare il suo colpo, lo deve a un dettaglio assai poco sbandierato in queste ore: gran parte della copertura finanziaria dovrebbe arrivare (ma il condizionale è d'obbligo) da un super sconto sulla multa comminata a dieci società attive nel business dell'azzardo. Società che, in cambio di un versamento rapido del contante, otterranno una bella agevolazione: dovranno infatti versare solo un quarto di quanto stabilito dalla Corte dei Conti, risparmiando così quasi due miliardi di euro.

Per capire meglio la vicenda serve però fare un passo indietro: nel 2012, dopo oltre 5 anni di battaglie legali, la Corte dei Conti commina una multa record da 2,5 miliardi di euro a dieci concessionarie di slot machine. La loro colpa, passata in primo grado, è quella di non aver collegato le macchine alla rete dei Monopoli che ne poteva controllare l'attività. Questa 'dimenticanza', andata avanti per anni, prevedeva multe pari a 50 euro per ogni ora di attività 'non collegata'.

In collegamento con l'"Esercito di Silvio" Berlusconi: se decado cade il Governo


Si cerca di togliermi di mezzo perché ostacolo insormontabile dalla sinistra per tenere il potere, ha detto Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con Bassano del Grappa. Immaginatevi Togliatti o De Gasperi inibiti alla politica dagli avversari: sarebbe guerra civile.

rainews24.it
"Il Governo ha fatto delle cose anche molto buone, perche' i nostri ministri hanno lavorato bene". Lo ha detto Silvio Berlusconi in un collegamento telefonico con i circoli di Bassano ed ha poi aggiunto: "Sarebbe disdicevole se il governo cadesse ma naturalmente non siamo disponibili a mandare avanti un governo se la sinistra dovesse intervenire su di me, sul leader del Pdl, impedendogli di fare politica". Così Silvio Berlusconi in un collegamento telefonico con Bassano del Grappa dove è in corso una riunione dell'Esercito di Silvio.
 Misure giudiziarie
"Ora si ripete ancora la stessa situazione, perche' attraverso delle misure giudiziarie che nulla hanno a che vedere con la democrazia, si cerca di togliere di mezzo il sottoscritto che per vent'anni è stato considerato ed è ancora considerato un ostacolo insormontabile dalla sinistra per tenere il potere", ha detto ancora Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con Bassano del Grappa.
 Togliatti e De Gasperi
"Voglio dare anche - aggiunge Berlusconi - un avviso molto preciso che non è mio ma è dei tanti che in questi giorni manifestano vicinanza stima e affetto: immaginiamoci cosa sarebbe successo nel '48 se la democrazia cristiana avesse tolto Togliatti al Partito Comunista italiano o se il partito comunista italiano avesse tolto la possibilità di fare politica alla democrazia cristiana a De Gasperi, credo che sarebbe scoppiata una guerra civile".

venerdì 30 agosto 2013

Whiter shade of pale (1)

In a gadda da vida

Legge elettorale, la proposta del Movimento 5 stelle: "Proporzionale con preferenze e correttivi maggioritari"

Un proporzionale con correttivi maggioritari, che prevede le preferenze, nessuna possibilità di coalizzarsi e uno sbarramento fissato all’1 o al 2% a livello nazionale. È questa la proposta messa sul tavolo dal Movimento 5 stelle per superare il Porcellum, che, prima di essere depositata ufficialmente in Parlamento, dovrà essere approvata dall’assemblea plenaria degli onorevoli stellati e sottoposta alla rete. Ma non si dovrebbe discostare molto da questi cardini, avendo già incassato il voto unanime dei componenti delle commissioni Affari istituzionali di Camera e Senato del movimento di Beppe Grillo.

 huffingtonpost.it

legge elettorale grilloAl di là delle polemiche agostane sulle parole dell’ex leader, che ha chiesto di andare al voto subito anche con la legge elettorale voluta da Roberto Calderoli, il parlamentari a 5 stelle hanno continuato a lavorare per tutta l’estate su un proprio testo. “Sarà pronto per essere depositato fra dieci o quindici giorni - spiega Danilo Toninelli, il deputato che ha tenuto le redini del dibattito in queste ultime settimane – dopo aver passato il vaglio di tutti i colleghi e dei nostri attivisti online”.
I punti qualificanti sono già stati messi definiti: “Il testo base prevede un proporzionale con circoscrizioni elettorali molto piccole, delle dimensioni, per capirci, delle attuali Province, nell’ambito delle quali attribuire i seggi. Per il Senato stiamo studiando qualche correttivo, ma sono questioni tecniche in via di risoluzione”.

Dai Istat Aumenta la disoccupazione tra i giovani...veramente strano (ndr)


Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è pari al 39,5%, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente. Cresce il tasso di disoccupazione. Oltre tre milioni di disoccupati.rainews24.it
Torna a salire la disoccupazione giovanile. Tra i 15-24enni, rileva l'Istat, le persone in cerca di lavoro sono 635 mila e rappresentano il 10,6% della popolazione in questa fascia d'eta'. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l'incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, e' pari al 39,5%, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,3 punti nel confronto tendenziale. Il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre è pari al 12,0%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto a un anno prima. Lo rileva l'Istat. Per gli uomini l'indicatore passa dal 9,8% all'attuale 11,5%; per le donne dall'11,4% al 12,8%. Il numero dei disoccupati, pari a 3.075.000, è in ulteriore aumento su base tendenziale (13,7%, pari a +370.000 unita'). L'incremento, diffuso su tutto il territorio nazionale, interessa in oltre la meta' dei casi le persone con almeno 35 anni. Il 55,7% dei disoccupati cerca lavoro da un anno o piu'. Il numero di disoccupati continua ad aumentare e nel secondo trimestre 2013 raggiunge quota 3,075 milioni, 370 mila in più rispetto all'anno prima (+13,7%). Lo comunica l'Istat. L'incremento è diffuso su tutto il territorio e interessa in oltre metà dei casi persone con più di 35 anni. il 55,7% dei disoccupati cerca lavoro da un anno o più.

Studio Cgia Mestre L'aumento dell'Iva penalizzerà i più poveri.

L'eventuale aumento dell'imposta peserà maggiormente sulle retribuzioni più basse. A parità di reddito, inoltre, i nuclei famigliari più numerosi saranno più penalizzati
Con l'aumento dell'Iva le famiglie meno abbienti saranno quelle piu' penalizzate. Lo sostiene il centro studi della Cgia di Mestre secondo il quale nonostante in termini assoluti saranno i percettori di redditi elevati a subire l'aggravio di imposta più pesante la situazione si trasforma completamente se si confronta, l'incidenza percentuale dell'aumento dell'Iva sullo stipendio netto annuo di un capo famiglia. 
rainews24.it  
L'eventuale aumento dell'imposta peserà maggiormente sulle retribuzioni più basse e meno su quelle più elevate. A parità di reddito, inoltre, i nuclei famigliari più numerosi subiranno gli aggravi maggiori. "Bisogna assolutamente trovare la copertura per evitare questo aumento - esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - non si possono penalizzare le famiglie ed in particolar modo quelle più in difficoltà. Nel 2012 la propensione al risparmio è scesa ai minimi storici. Se dal primo ottobre l'aliquota ordinaria del 21% salirà di un punto, subiremo un ulteriore contrazione dei consumi che peggiorerà ulteriormente il quadro economico generale. E' vero che l'incremento dell'Iva costa 4,2 miliardi di euro all'anno, ma questi soldi vanno assolutamente trovati per non fiaccare la disponibilità economica delle famiglie e per non penalizzare ulteriormente la domanda interna".

Un giorno particolare


Io sono stanco. E' stata una giornata particolare quella di ieri con l'abolizione della parola IMU e la sua resurrezione in Service Tax che cadrà in gran parte sugli inquilini, fascia ovviamente più debole dei proprietari, una giornata in cui la coppia Violante&Napolitano ha forse trovato il cavillo mancante per salvare un pregiudicato con il rinvio della legge Severino alla Corte Costituzionale.

...Sono stanco, ma di quella stanchezza che matura un'incazzatura formidabile.  bebbegrillo.it

beppe_douglax.jpgUna legge che impedisce a chi ha condanne superiori a due anni di sedere in Parlamento. Violante, lo smemorato del processo di Palermo, è alleato di Berlusconi da più di un ventennio, a che titolo nessuno lo sa. Una giornata particolare con il pdl e il pdmenoelle che esultano per l'accensione dell'inceneritore di Parma contro cui il M5S si è battuto usando ogni forma legale. Esultano per le neoplasie future degli abitanti di Parma, per il cibo avvelenato della Food Valley. Chi mangerà in futuro parmigiano e prosciutti imbottiti di diossina? L'inceneritore è inutile e brucerà rifiuti provenienti da ogni dove, ma loro sono contenti. Loro. Io sono stanco di essere gandhiano, di osservare leggi fatte per favorire i delinquenti. Con uno sforzo enorme, un miracolo, siamo riusciti a diventare il primo MoVimento del Paese.

Parco Schuster: in ricordo di Renato Biagetti “Con Rabbia e con Amore”


Due giornate dei eventi per ricordare Renato Biagetti, barbaramente assassinato all'uscita di una discoteca a Focene sette anni fa

La sinistra e il tabù dell’uscita dall’euro

Finalmente una testata autorevole per la sinistra europea come Le Monde Diplomatique ha pubblicato in prima pagina un lungo e argomentato articolo titolato “Uscire dall'euro? Contro un'austerità perpetua” [1]. L'articolo rompe un tabù: finora “solo” gli economisti anglosassoni, qualche isolato economista europeo e italiano considerato originale e strambo [2], e qualche formazione estremista, soprattutto di destra, hanno osato parlare della possibilità di uscire dall'euro. Finalmente, grazie all'autorevolezza riconosciuta della testata francese (certamente non estremista), dovrebbe essere possibile avviare anche in Italia un dibattito critico e approfondito sull'euro e sull'Unione Europea, senza illusioni romantiche sul radioso avvenire dell'Europa, senza subalternità ideologiche e senza censure. Gran parte della sinistra italiana, sia quella tradizionale che quella cosiddetta radicale e alternativa, finora ha chiuso occhi, orecchie e bocca sulla moneta unica europea: ma la sinistra dovrebbe cominciare a ripensare radicalmente l'euro e riconoscere che l'Unione Europea ha cambiato natura genetica rispetto agli ideali originari [3].



micromega di Enrico Grazzini
La sinistra finora ha ignorato la drammaticità del problema della moneta unica. Ma non dovrebbe assolutamente lasciare alla destra fascisteggiante, reazionaria e sciovinista il monopolio della protesta sulla questione scottante dell'euro e della sovranità nazionale. Sollevare il problema dell'euro tedesco non dovrebbe essere considerato sintomo di bieco nazionalismo: la sinistra dovrebbe invece affrontare con coraggio il problema se non vuole che il populismo di destra – alla Le Pen, alla Berlusconi o alla Bossi, che sono molto critici verso l'euro e la UE – si affermi facilmente presso le fasce popolari. Anche perché ormai, come vedremo, i sondaggi indicano che l'euro e l'Unione Europea sono visti dall'opinione pubblica certamente più come un problema che come una soluzione.

King: perchè il suo insegnamento è ancora attuale

Esattamente 50 anni fa Martin Luther King teneva il suo celebre discorso sull’uguaglianza davanti al Lincoln Memorial (“I have a dream”). Il ricordo del premio Nobel Stiglitz: "Fu lui che mi spinse a studiare economia: nello strano mondo dell'economia allora dominante la disoccupazione (se esisteva) era colpa dei lavoratori".

 Repubblica di Joseph Stiglitz

Ho avuto la fortuna di trovarmi tra la folla a Washington il giorno in cui il Reverendo Dottore Martin Luther King Jr. tenne il suo entusiasmante discorso “I Have a Dream”, il 28 agosto 1963. Avevo vent’anni, appena diplomato al college e qualche settimana dopo avrei iniziato gli studi per la laurea in economia al Massachusetts Institute of Technology.

Europa sull’orlo del collasso. Intervista a Urlich Beck

Un'intervista con il sociologo tedesco, che sarà fra gli ospiti del Festival della Mente di Sarzana. «Una visione apocalittica della crisi del capitalismo rafforza il modello neoliberista e lo blinda, negando così le possibilità di trasformarlo».



colloquio con Ulrich Beck di Benedetto Vecchi, il manifesto

L'Europa parla sempre più tedesco. È il commento che, come un virus, si è diffuso nel vecchio continente. Attesta l'indubbia egemonia di Berlino nel definire le politiche dell'Unione Europea. A questo tema lo studioso tedesco Ulrich Beck ha dedicato un saggio - "Europa tedesca", Laterza -, nel quale analizza la politica portata avanti da Angela Merkel. Beck non esita a criticarla e a mettere in evidenza il doppio regime seguito da Berlino: neoliberista in Europa, moderatamente in difesa del modello renano in casa.

Condanna Berlusconi, ecco le prove documentali e le testimonianze

Il Pdl grida al teorema e attacca le toghe; ma nelle motivazioni ci sono tra le altre prove l'email che svelò lo "shell game", la lettera confessione di Agrama e le dichiarazioni di molti testimoni che hanno permesso ai magistrati di primo e secondo grado di condannare e ai giudici di legittimità di confermare.

Cassazione Mediaset 
Tutti a puntare il dito contro i giudici che sarebbero entrati nel merito invece che decidere soltanto sulla legittimità e che avrebbero costruito il solito “teorema” . 
Ma i giudici della Cassazione, Amedeo Franco Claudio D’Isa Ercole Aprile Giuseppe De Marzo e il presidente Antonio Esposito, ancora prima di ricostruire la vicenda e nelle prime 84 delle 208 pagine delle motivazioni, rigettano uno per uno i motivi d’appello delle difese degli imputati ritenendoli per lo più “manifestamente infondati” e solo dopo averli analizzati alla luce della giurisprudenza di legittimità. Quindi i giudici, riprendendo le motivazioni di primo e secondo grado considerate logiche e privi di vizi, riportano in alcuni casi integralmente i verbali di testimoni e le prove documentali acquisite nei due gradi precedenti. E così che i giudici hanno potuto superare il ragionevole dubbio e hanno avuto la certezza che il leader del Pdl, l’ex presidente del Consiglio fu  “ideatore”, “dominus” e “beneficiario” del sistema che ha permesso una frode da 17,5 miliardi di lire nel 2000; 6,6 milioni di euro nel 2001; 4,9 nel 2002 e 2.9 nel 2003.

Le motivazioni della sentenza Mediaset L'intero collegio di Cassazione d'accordo: Berlusconi ideatore dell'illecito fiscale


Sono state depositate in Cassazione le motivazioni della sentenza che ha confermato la condanna a quattro anni per Silvio Berlusconi emessa a Milano nel secondo grado del processo sui diritti tv Mediaset.

rainews24.it
Sono state depositate in Cassazione le motivazioni della sentenza che ha confermato la condanna a quattro anni per Silvio Berlusconi emessa a Milano nel secondo grado del processo sui diritti tv Mediaset.
Silvio Berlusconi fu "ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo", si legge nelle motivazioni della sentenza Mediaset, che
conferma così le impostazioni dei giudici di merito.

I personaggi chiave della vicenda Mediaset sono stati "mantenuti sostanzialmente nelle posizioni cruciali anche dopo la dismissione delle cariche sociali da parte di Berlusconi e in continuativo contatto diretto con lui". Per cui "la mancanza in capo a Berlusconi di poteri gestori e di posizione di garanzia nella società non è dato ostativo al riconoscimento della sua responsabilità", si legge nella sentenza.

Siria, parlamento Gb: "No a intervento" Obama: "Siamo pronti ad agire da soli"

Cameron sconfitto sul sostegno britannico ad un'azione militare contro il regime siriano. Presidente Usa. "Non ancora presa una decisione, ma potremmo muoverci in autonomia". Assad risponde: "Un attacco rafforzerà nostri animi". Hollande: "Fare il possibile per soluzione politica". Letta: "Senza Onu l'Italia non partecipa". Papa Francesco: "Via del dialogo è unica opzione".

NON passa al voto del parlamento britannico la mozione del governo a sostegno di un eventuale intervento in Siria (285 voti contrari, 272 a favore). Cameron: "Rispetterò la decisione". L'inaspettata decisione dei deputati inglesi pone un serio ostacolo sui passi dei fautori dell'intervento in una giornata in cui la comunità internazionale prende tempo in attesa del rientro degli ispettori, previsto per sabato.

Ecco perché la «portaerei» Italia alla fine sarà coinvolta con le basi

Ban Ki-moon difende gli ispettori Onu e chiede tempo e «pace». Ora Usa, Gb e Francia si mostrano un po' più prudenti. L'Italia sembra non voglia essere coinvolta, neanche in caso di via libera Onu, ma in realtà le basi sul nostro territorio (Camp Darby, Sigonella, Napoli) saranno al centro delle operazioni. E fra gli «Amici della Siria» il nostro paese c'è e partecipa attivamente.

ilmanifesto.it  manlio dinucci
Mentre il ministro Emma Bonino assicura che l'Italia non parteciperà a un'operazione militare contro la Siria senza mandato Onu, il rombo della guerra già risuona su Pisa: sono i C-130 italiani, e probabilmente anche statunitensi, che intensificano i voli verso le basi mediterranee. L'aeroporto - dove si sta realizzando l'Hub aeroportuale di tutte le missioni militari all'estero, anche «a disposizione della Nato» - si trova nei pressi di Camp Darby, la grande base logistica Usa che rifornisce le forze aeree e terrestri nell'area mediterranea e mediorientale.

giovedì 29 agosto 2013

Inno alla gioia

Una parola al giorno: Salace


Salace

[sa-là-ce]

Licenzioso, eccitante; pungente, sferzante
dal latino: [salax], da [salire] saltare, ma anche accoppiarsi.
La storia di questa parola ci presenta un fenomeno molto curioso. Originariamente il salace è ciò che eccita la libidine, cioè il piccante, il licenzioso - dall'immagine cristallina di un "saltare" che è saltare addosso. Ma la somiglianza con "sale" ha aggiunto a questa parola il significato di salato, e quindi mordace, sferzante, e ancheintelligente: si tratta di un accostamento che non ha unagiustificazione etimologica, suggerito solo dalla forma simile di queste due parole.
Quindi una battuta salace può essere sia una battuta scurrile, a tema sessuale, sia una battuta acuta e tagliente; una risposta salace potrà essere quella del latin lover che fa allusioni piccanti o quella graffiante della persona spiritosa; e una storiella salace potrà essere lubrica e divertire la compagnia o sottile e pungere sul vivo.
In questa sola parola vivono due anime molto diverse fra loro, accomunate però da un impalpabile carattere: il salace sveglia - il basso ventre o l'intelletto - così come riesce a fare un sapore forte percepito all'improvviso sulla lingua, sia salato come l'intelligenza o piccante come il sesso.


Yoga Open Days a Campagnano

Dalla guerra alla moneta, andata e ritorno

Scritto da Francesco Raparelli

Gli hedge funds fuggono dai mercati nei paesi emergenti; la flotta americana si concentra nel Mediterraneo orientale. Intanto la Siria e l'Egitto bruciano. Quale rapporto tra crisi economica e catastrofe bellica a venire?

Intervista a Pippo Civati: su Imu stravince il PDL, il PD va a rimorchio.

Domanda d’obbligo per l’onorevole Civati: la cancellazione dell’Imu è una vittoria di Berlusconi o no?
Mi pare proprio di sì. Berlusconi ha stravinto. La questione è stata ben descritta da Letta: «Subito via l’Imu, da gennaio ci sarà la serice tax». Insomma, il ricatto di Berlusconi è stato accettato, nei modi e nei tempi da lui dettati. Quando le priorità erano altre.

Imu, inquilini attaccano: "Sfratti a valanga". Si apre il fronte per l'aumento dell'Iva

Le reazioni alle mosse dell'esecutivo. Il commissario Ue, Olli Rehn, sta analizzando la decisione: "Aspettiamo le coperture, essenziale garantire stabilità" dei conti pubblici. Monti attacca: "Letta non sia smidollato". Critica la Cisl: "E' una partita di giro". Fassina: "Ora irrimediabile aumento" della tassa sui consumi.

 repubblica.it

MILANO - Si susseguono le reazioni alla decisione del governo di abolire l'Imu e procedere verso la Service Tax. Gli inquilini sono i più agguerriti, critiche piovono da sindacati e partiti come Movimento 5 Stelle e Scelta Civica. E, non ancora archiviato il discorso sulla prima casa, già si apre il fronte dell'Iva che a ottobre dovrebbe passare dal 21 al 22 per cento: per il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, è "ormai inevitabile".

Inquilini contro la Service Tax. Gli affiuttuari sono gravemente preoccupati dal fatto che il nuovo balzello sarà anche a loro carico, e non solo dei proprietari. La stima prudenziale è che dal prossimo anno "rischia di abbattersi una stangata media da circa 1000 euro sugli inquilini. Non è ancora chiaro nei dettagli il meccanismo, ma è evidente che, a partire dal 2014, saranno a carico degli inquilini la maggior parte degli oneri relativi alla nuova tassa che, di fatto, anche negli importi, sostituirà sostanzialmente l'Imu oggi pagata dai proprietari".