giovedì 31 marzo 2016

La Francia in sciopero generale contro il Jobs Act

http://contropiano.org/

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Studenti e operai, impiegati e precari, tutti uniti nella lotta. La Francia si dimostra l’ultimo avanposto della stratificazione di classe del dopoguerra, quella cresciuta a keynesismo e partecipazione collettiva, mediata dai “corpi intermedi” e strutturata legislativamente nell’assicurazione di diritti universali. Anche nel mondo del lavoro.
Alla faccia di chi pretende di dividere lavoratori attuali e del futuro (gli studenti, insomma), i precari e i “garantiti”, tutti stanno partecipando allo sciopero egnerale contro il jobs act alla francese. Una misura che ricalca per filo e per segno le indicazioni della Commissione Europea, del Fondo monetario internazionale e della Bce, esattamente uguale alla legge imposta da Renzi e niente affatto contrastata da Cgil-Cisl-Uil, sempre più identici e sovrapponibili (a quando la maxi-fusione in nome della riduzione dei costi?).

Petrolio & Corruzione Globale. Unaoil: la fabbrica della corruzione mondiale. Come l'azienda di Monaco ha corrotto l'industria petrolifera mondiale.

PETROLIONella lista delle grandi società mondiali, Unaoil non compare da nessuna parte. Ma per gran parte degli ultimi vent’anni, l’azienda di Monaco ha sistematicamente corrotto l’industria petrolifera mondiale, distribuendo diversi milioni di dollari in tangenti per conto dei colossi aziendali Samsung, Rolls Royce, Halliburton e del ramo aziendale offshore dell’australiana Leighton Holdings. Ora, una serie di email e documenti trapelati ha confermato quello che in molti sospettavano sull’industria petrolifera, rendendo note le attività del gruppo che ha comprato funzionari pubblici e truccato contratti in tutto il mondo. Una fuga di notizie consistente in documenti confidenziali ha esposto la reale portata della corruzione nell’industria petrolifera, coinvolgendo dozzine di compagnie di punta, burocrati e politici invischiati in una sofisticata rete mondiale di corruzione e tangenti.


Dopo due mesi di indagini in due continenti, Fairfax Media e The Huffington Post possono finalmente rivelare che miliardi di dollari in contratti governativi sono stati conferiti in seguito al pagamento di tangenti elargite per conto di alcune società, inclusa l’iconica Rolls Royce, il gigante statunitense Halliburton, l’australiana Leighton Holdings e i pezzi grossi della Corea, Samsung e Hyundai. L’indagine ruota intorno al gruppo monegasco che risponde al nome di Unaoil, guidato dall’influente famiglia Ahsani. Dopo l’apparizione di una pubblicità in codice su un giornale francese, una serie di incontri clandestini e telefonate notturne hanno condotto i nostri reporter alla scoperta di centinaia di documenti ed email della famiglia Ahsani. La raccolta di notizie rivela come il gruppo abbia avvicinato esponenti delle famiglie reali, partecipato ad eventi importanti, eluso il controllo delle agenzie anti-corruzione, manovrando una rete segreta di faccendieri e mediatori operanti nelle nazioni produttrici di petrolio.

Petrolio & Corruzione Italia. Eni, sequestrati impianti in Basilicata e arrestati cinque fra dirigenti e funzionari. Le accuse della Dda: smaltimento illecito di rifiuti.

Traffico e smaltimento illecito di rifiuti in Basilicata. Dalle indagini della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Potenza è scattata oggi una maxi operazione che ha portato agli arresti domiciliari cinque funzionari e dipendenti dell'Eni e al divieto di dimora per un dirigente della Regione Basilicata.

VIGGIANOI funzionari e dipendenti fanno parte del centro oli di Viggiano (Potenza) dell'Eni dove viene trattato il petrolio estratto in Val d'Agri. I carabinieri per la tutela dell'ambiente li hanno fermati perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di "attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti". I provvedimenti cautelari - emessi dal gip del Tribunale di Potenza - sono stati eseguiti nelle province di Potenza, Roma, Chieti, Genova, Grosseto e Caltanissetta.
Nella maxi operazione si contano anche due importanti sequestri che potrebbero portare allo stop momentaneo della produzione di petrolio in Val d'Agri. Con due decreti di sequestro sono stati infatti bloccati impianti del centro oli di Viggiano dell'Eni, con possibili conseguenze sulla produzione di petrolio in Val d'Agri, dove si trovano giacimenti di idrocarburi di interesse nazionale, e gli impianti di gli impianti di Tecnoparco, a Pisticci (Matera).

Verità per Giulio Regeni: l'appello al mondo del calcio dalle associazioni.

Iniziative per coinvolgere il mondo dello sport nella campagna "Verita' per Giulio Regeni" saranno promosse da Amnesty International Italia, Coalizione Italiana Liberta' e Diritti civili (CILD) e Antigone.
Risultati immagini per Giulio RegeniA due mesi dal ritrovamento del corpo del giovane ricercatore assassinato a Il Cairo, non sono stati fatti passi avanti significativi per fare luce sulle responsabilita' del rapimento, le torture e l'uccisione di Giulio. Sono proseguiti invece i tentativi di depistaggio, sottolineano le organizzazioni, come l'ultima versione fornita alcuni giorni fa dalle autorita' egiziane, secondo le quali la polizia locale avrebbe ucciso cinque uomini, presunti rapitori di Regeni, mostrando a prova di questa tesi alcuni documenti dello stesso ricercatore. Una teoria a cui, tuttavia, "e' impossibile credere" sottolineano le associazioni, in un Paese dove "dall'inizio dell'anno, almeno 88 persone sono scomparse, otto delle quali poi ritrovate morte con segni di tortura. Piu' passa il tempo, dunque, piu' il rischio e' che la verita' si allontani".
" Rivolgiamo un appello alle altre squadre e a tutte le tifoserie affinche' per la giornata di campionato che si terra' il prossimo 23 e 24 aprile possano replicare questa iniziativa, scendendo in campo con maglie o cartelli ed esponendo striscioni con scritto Verita' Per Giulio" dichiarano Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia e Patrizio Gonnella, presidente di CILD e Antigone. "Dobbiamo tenere alta l'attenzione affinche' questa vicenda non venga rimossa dall'agenda politica- concludono i due presidenti- anche per la dignita' del nostro Paese".Domenica 3 aprile le organizzazioni saranno al campo Gerini - in via del Quadraro 311 a Roma - dove gioca l'Atletico Diritti, squadra nata dalla volonta' di Antigone e Progetto Diritti, con il patrocinio dell'Universita' Roma Tre. Prima della partita, a partire dalle 15.00, sara' esposto lo striscione "Verita' per Giulio Regeni" e la stessa scritta sara' composta sul campo.

La paralisi delle banche centrali.

Tutte le borse del pianeta hanno ripreso a scendere in questi ultimi giorni del primo trimestre. Eppure gli investitori erano stati ampiamente rassicurati dalla Federal Reserve statunitense, che nella riunione di martedì aveva non solo lasciato fermi i tassi di interesse, ma soprattutto affermato che il programma di rialzi – quattro nel 2016, secondo il programma definito a dicembre – era di fatto annullato.

disadvantagedQuesta decisione aveva messo rapidamente fine alla temuta “divergenza” tra la politica monetaria Usa (avviata appunto a far risalire i tassi, dopo sei anni di azzeramento totale) e quelle di tutte le altre principali banche centrali del pianeta (Bce, Boj giapponese e banca centrale cinese).
Niente riduzioni della liquidità monetaria circolante, dunque.
Ma in tempi di crisi sistemica ogni buona notizia presenta un lato oscuro, anzi nerissimo. Le motivazioni addotte dal presidente della Fed, Janet Yellen, sono infatto altrettante paure. Le economia del pianeta sono in rallentamento o recessione, anche il “motore americano” segna passaggi a vuoto che solo due mesi fa sembravano impossibili, il quadro geopolitico è incerto (Siria, Libia, impazzimento turco e pressioni saudite, ecc), le stesse elezioni americane a fine anno, condizionate da due alieni su fronti opposti (Sanders e Trump) che danno voce all’ex “ceto medio bianco”… Difficile immaginare slanci di crescita a breve.
Così una decisione desiderata – non rialzare i tassi – è diventata motivo maggiore incertezza.

Davigo presidente dell’Anm per una magistratura autonoma e indipendente.

rguadagniniSabato 9 aprile sarà la data di ‘investitura’ di Piercamillo Davigo alla presidenza dell'Anm? Sembra proprio di sì, grazie a un accordo raggiunto tra le correnti dell’Associazione Nazionale Magistrati proprio sul nome dell’ex pm di Mani Pulite.

micromega rossella guadagnini 

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Piercamillo Davigo
In quella data, infatti, si tiene la prima riunione del nuovo parlamentino, ossia il Comitato Direttivo Centrale del sindacato dei giudici, composto dai 36 eletti dopo il voto del 6, 7 e 8 marzo scorsi, che deve nominare il successore di Rodolfo Maria Sabelli, oltre al segretario e ad altri componenti della Giunta esecutiva.
A seguito dell'intesa, Davigo dovrebbe essere presidente per un anno, anziché per i quattro previsti finora, ritornando così a una precedente consuetudine, interrotta all'epoca dei continui attacchi di Berlusconi alla magistratura. Dopo di lui il mandato presidenziale verrebbe conferito secondo il criterio della turnazione.

CHIARA SARACENO - Il futuro di società sempre più vecchie.

chiara-saracenoBasta guardarsi intorno, in famiglia, per le strade, negli ambulatori medici, nei parchi: la popolazione anziana è numerosa e visibile dappertutto, persino fuori dalle scuole, dove il numero dei nonni spesso compete con quello dei genitori che aspettano l’uscita dei bambini.

chiara saraceno Repubblica

Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione è in atto dappertutto, segnala il rapporto Aging World: 2015, condotto dai ricercatori del Census Bureau statunitense. Ma è particolarmente visibile nelle società più sviluppate, dove l’aumento delle speranze di vita si combina con una bassa fecondità.
Proprio per questo l’Italia, insieme alla Germania, guida i 22 paesi più vecchi in assoluto in Europa ed è terza a livello mondiale ( dove il Giappone è al primo posto): perché in questi paesi si vive molto a lungo, ma anche perché c’è poco ricambio e il tasso di fecondità è ampiamente al di sotto del livello di sostituzione. Se tutti i paesi, quindi, devono fronteggiare le fragilità di un numero crescente di grandi vecchi – gli ultraottantenni che gli estensori del rapporto stimano triplicheranno nel corso dei prossimi trentacinque anni (nel 2050 si passerà da 126,5 milioni a 446,6 milioni di over 80, l’Italia scenderà al 15esimo posto, mentre il Giappone resterà primo; gli over 65 saranno 1,6 miliardi pari al 17% contro l’ 8,5% del 2015,
n. d. r.) - i paesi a più bassa fecondità lo dovranno fare in una situazione di grande squilibrio demografico.

mercoledì 30 marzo 2016

Le prime piantine di Canapa Sativa R@P


http://www.ilfattoquotidiano.it

No Tav: interrogato Erri De Luca in tribunale
“Alla domanda di Fabio Fazio, un po’ di anni fa: «Perché continui a fare il capostazione?» lui aveva risposto: «Sai, qui a Cuneo se uno ti chiede cosa fai e rispondi “il cantante”, ti dicono “no, ma come lavoro?”». Era così Gianmaria Testa, uno che anche quando ad applaudirlo erano platee nobili, internazionali, non ha mai abbandonato la semplicità, il suo venire da una provincia, quella di Cuneo, su cui si ironizza spesso, i cui abitanti sono visti come sempliciotti. Lui era un raffinato “burattinaio di parole”, per usare un’espressione di un suo collega, un impressionista della frase. I suoi testi erano pennellate apposte qui e là, che prese una per una potevano sembrare senza senso, ma che unite da un sottile filo musicale e appoggiate sulla voce bassa e calda, diventavano affreschi bellissimi, profondi, mai banali.

Il 9 e 10 aprile parte la raccolta delle firme per i tre referendum contro la “deforma” costituzionale e l’Italicum

http://www.controlacrisi.org

Il 9 e 10 aprile parte la raccolta delle firme per i tre referendum contro la “deforma” costituzionale e l’Italicum. Domenico Gallo e Alfiero Grandi dichiarano: «Il governo metterà in campo grandi risorse; noi possiamo farcela se avremo l’appoggio dei cittadini. Firmare e far firmare l’appello degli intellettuali (già 153mila le adesioni). Poi tutti ai banchetti»
«Il governo si muoverà a favore delle sue scelte mobilitando le grandi risorse che ha a sua disposizione, noi possiamo farcela solo se avremo l’appoggio dei cittadini che vanno coinvolti e mobilitati convintamente per evitare una deriva istituzionale che tende a sostituire il ruolo del parlamento con quello del governo e in particolare delinea una svolta preoccupante verso l’uomo solo al comando che la Costituzione nata dalla Resistenza ha esplicitamente escluso e che solo queste modifiche rendono possibile», sottolineano Domenico Gallo e Alfiero Grandi nella lettera/appello che lancia la campagna di raccolta firme per i tre referendum (uno sulle modifiche costituzionali e due sulla legge elettorale “Italicum”).

Pakistan, il gigante islamico fra famiglie, militari, taliban

  http://enricocampofreda.blogspot.it/
Dagli sgangherati slum di Lahore, ai grattacieli di Karachi, dove vivono in venti milioni e dove fabbriche d’alta tecnologia si mescolano a ghetti, il Pakistan è un coacervo di contraddizioni. Economia in tenuta in una fase di crisi locali e mondiali, a fronte di un’inquietante instabilità politica, attacchi terroristici e in contemporanea corruzione, assenza di servizi sociali, povertà e mancata redistribuzione della ricchezza.

Legalizziamolacanapa.org

Come molti di voi si saranno accorti, il sito www.legalizziamolacanapa.org è off line da qualche settimana.
La causa che ha determinato la segnalazione del sito come “malevolo” è dovuta ad una intromissione sfuggita ai filtri di sicurezza che con l’inserimento di un link deviante, ha provocato la decisione di google di sospendere la messa on line del sito fino a ripulitura effettuata.

Visioni Militant(i): Mr. Robot, di Sam Esmail


collettivo militant
Anche i meno attenti si saranno accorti che campeggiano ovunque cartelloni pubblicitari di presentazione di quella ormai già definita come la serie innovativa dell’anno: Mr. Robot. Il protagonista, Elliot, è raffigurato con il volto seminascosto dal cappuccio di una felpa nera… asociale,  misterioso, in perenne conflitto con il mondo.

Kobane, in piazza contro le politiche della Turchia e per Ocalan

dinamopress d.a.
A pochi giorni di distanza dai movimentati festeggiamenti del Newroz il 26 Marzo centinaia di persone hanno riempito le strade di Kobane per dare vita ad una manifestazione contro le politiche del partito conservatore turco AKP e per la liberazione del presidente Abdullah Ocalan.
Leggi anche: Newroz a Kobane, ritorno a Mishtanur
In isolamento dal 1999 nel carcere di massima sicurezza ad Imrali, di Abdullah Ocalan non si hanno notizie, non si conoscono le sue condizioni di salute da ormai un anno.

Ospedale Santa Lucia, continua la lotta dei lavoratori contro le dure condizioni di lavoro e l'adeguamento degli organici

controlacrisi Autore: fabio sebastiani
C'è ancora un clima di alta tensione a Santa Lucia, ospedale di alta specializzazione di Roma (Irccs). Nelle scorse settimane c'era stata una mezza sollevazione per alcuni stipendi in forte ritardo (poi pagati in varie tranche).

Verità per Giulio Regeni: l'appello al mondo del calcio dalle associazioni

redattore sociale.it

Iniziative per coinvolgere il mondo dello sport nella campagna "Verita' per Giulio Regeni" saranno promosse da Amnesty International Italia, Coalizione Italiana Liberta' e Diritti civili (CILD) e Antigone. L   A due mesi dal ritrovamento del corpo del giovane ricercatore assassinato a Il Cairo, non sono stati fatti passi avanti significativi per fare luce sulle responsabilita' del rapimento, le torture e l'uccisione di Giulio. Sono proseguiti invece i tentativi di depistaggio, sottolineano le organizzazioni, come l'ultima versione fornita alcuni giorni fa dalle autorita' egiziane, secondo le quali la polizia locale avrebbe ucciso cinque uomini, presunti rapitori di Regeni, mostrando a prova di questa tesi alcuni documenti dello stesso ricercatore. Una teoria a cui, tuttavia, "e' impossibile credere" sottolineano le associazioni, in un Paese dove "dall'inizio dell'anno, almeno 88 persone sono scomparse, otto delle quali poi ritrovate morte con segni di tortura. Piu' passa il tempo, dunque, piu' il rischio e' che la verita' si allontani".

Stefano Rodotà: "Il referendum? Riporta il potere nelle mani dei cittadini".

Stefano Rodotà: Il referendum? Riporta il potere nelle mani dei cittadini

Parla il giurista dei beni comuni sulla consultazione del 17 aprile: "Renzi dice che sono inutili, perché sa che quando sono promossi dal basso producono ricomposizione sociale".

L'Espresso di Luca Sappino


Qui siamo oltre l’esibito fastidio per qualche gufo o professorone». Stefano Rodotà parla con un tono tra il dispiaciuto e il preoccupato: «Quello era folclore, se vogliamo, mentre oggi assistiamo a qualcosa di molto più grave. Il fastidio di Matteo Renzi questa volta non è per qualche singolo oppositore ma è direttamente per uno strumento costituzionale. Renzi ce l’ha con i referendum, e dice che sono inutili, perché sa che oltre agli effetti concreti sulle norme, quando sono promossi dal basso verso l’alto, dai cittadini o dalle regioni, e non sono plebiscitari come quello che avremo sulla riforma costituzionale, i referendum producono ricomposizione sociale.

Milena Gabanelli: "Siamo paese di gomma, informazione intimorita. Giornalisti gufi? Renzi spesso li confonde con cani da guardia".

"Nel nostro Paese chi si danna per un'informazione indipendente, accurata e approfondita, non è premiato, nemmeno dai cittadini. Troppe persone mi dicono: Fate un lavoro straordinario, ma tanto non cambierà niente! E quando io rispondo: E lei cosa fa per cambiare?, di solito mi dicono: Ha ragione, non facciamo niente"...A volte è scoraggiante... Sembra di essere dentro a un Paese di gomma".

GABANELLILo afferma al Fatto Quotidiano Milena Gabanelli, giornalista conduttrice di Report su Raitre, parlando di "informazione intimorita" in Italia e un sistema in cui "quel che manca non sono i giornali, ma gli editori puri e anche un po' illuminati".
"Certo ci sono i pigri e quelli a cui semplicemente piace compiacere, ma quello che spesso frena è la fatica di sostenere il meccanismo che si innesca quando non ti accontenti della favoletta, fatto di odiose telefonate al tuo direttore e diffide preventive. Se devi passare metà del tuo tempo a giustificarti o a rispondere ai legali o ai portavoce, capisco che possa anche passare la voglia [...] La linea la dà il direttore: Se sprona e difende i suoi giornalisti, faranno bene il loro mestiere, altrimenti si limiteranno al compitino". [...] Per Report nel corso degli anni c'è stato sempre il sostegno del direttore di rete di turno. Non c'è dubbio che l'abitudine a portarti in tribunale a prescindere, ha un effetto intimidatorio sul nostro lavoro e quindi della libertà d'informazione".
Gabanelli commenta poi le frecciate che spesso Matteo Renzi riserva ai giornalisti ritenuti gufi...
"I gufi esistono, ma spesso li confonde con i cani da guardia"
...e rifiuta l'etichetta di giornalista "scomoda".
"Non sono posseduta dal sacro fuoco, non credo di fare nulla di eroico, e non ho mai pensato di salvare il mondo. Cerco solo di fare al meglio il mestiere per cui sono pagata. È un principio semplice, che vale per tutte le categorie, se applicato (e fatto applicare) basterebbe a risanare il sistema".

Giulio Regeni, in Egitto altri 500 morti di tortura. Due negli stessi giorni.

Profilo bloggerTrascorsi oltre due mesi dalla scomparsa di Giulio Regeni al Cairo, una costante emerge dalle ricostruzioni sin qui fornite dalle autorità egiziane: il tentativo di esonerare le istituzioni da ogni responsabilità per la tortura e l’uccisione del giovane ricercatore italiano (un’azione contro le buone relazioni tra Italia ed Egitto, un incidente stradale, una festa terminata male, una rissa per motivi personali fino alla banda di criminali xenofobi), col corredo di offese e dileggio nei confronti della vittima.

Portavoce di Amnesty International Italia
Per questo, all’indomani della prima conferenza stampa dei suoi genitori, è necessario continuare a collocare l’omicidio di Giulio Regeni nel contesto della negazione sistematica dei diritti umani in Egitto.

Senato, la conferenza stampa dei genitori di Giulio Regeni

I dati forniti dal Centro El Nadeem per la riabilitazione delle vittime della violenza e della tortura, una delle più autorevoli organizzazioni per i diritti umani egiziane, attiva dal 1993 e di cui il ministero della Salute ha ordinato recentemente la chiusura, ci dicono che l’omicidio di Giulio Regeni non è affatto un caso isolato.
Secondo El Nadeem, nel 2015 vi sono stati 464 casi di sparizione forzata e 1176 casi di tortura, quasi 500 dei quali con esito mortale. Quest’anno, nel solo mese di febbraio, i casi di tortura sono stati 88, otto dei quali con esito mortale.

Trivelle, referendum 17 aprile, dopo aver puntato sul silenzio ora Renzi punta sull’astensione.

Il suo partito inviterà gli italiani a non recarsi alle urne. Scandaloso.   

legambiente.it 
“E’ scandaloso che il partito democratico si sia iscritto tra i soggetti politici che faranno campagna per l’astensione al referendum del 17 aprile. C’è qualcosa che non funziona nel fatto che il partito del presidente del Consiglio inviti pubblicamente gli italiani a non recarsi alle urne”. Così Rossella Muroni, presidente di Legambiente, sull’iscrizione del partito democratico nell’elenco dei soggetti politici che intendono partecipare alle tribune politiche e usufruire degli spazi per i messaggi autogestiti sulle emittenti private, comparsa ieri (ultimo giorno utile) sul sito per l’Autorità garante per le comunicazioni.
Che al governo questo referendum non piaccia non è cosa nuova. Un chiaro segnale è già arrivato dalla scelta della data del 17 aprile, con tempi strettissimi per informare i cittadini sul quesito, e dal rifiuto di optare invece per un election day che, accorpando il referendum alle elezioni amministrative, avrebbe lasciato più tempo per coinvolgere gli italiani e consentito un risparmio non indifferente di 360 milioni di euro alle casse dello Stato.
Ora, però, la posizione del governo non è più solo un’impressione. E l’intenzione di ostacolare una consultazione democratica così importante come un referendum popolare è dichiarata: il Partito democratico sui mezzi radiotelevisivi inviterà ufficialmente gli italiani a non presentarsi alle urne.

Referendum 17 Aprile.


Canapa. Bioraffineria da canapa: sfruttare tutta la pianta per la produzione sostenibile di energia e prodotti chimici.


Una bioraffineria si può intendere come un sistema integrato che serva alla produzione di energia e prodotti chimici a partire dalle biomasse. Una sorta di percorso virtuoso all’interno del quale tutte le parti della pianta, scarti compresi, vengono utilizzate per essere trasformate in qualcosa di nuovo.
E’ stato il cuore del progetto VeLiCa, che ha visto la collaborazione di quattro istituti del CNR e dell’Italian Biocatalysis Center, nel tentativo di rendere di nuovo remunerativa la coltivazione di canapa e lino.

1. Confronto Varietà
Il primo passo è stato un confronto diverse varietà, per capire quale potesse essere la migliore per il suolo lombardo. Sono state valutate tre varietà dioiche (che possiedono esemplari sia maschili sia femminili) italiane (Carmagnola, Carmagnola selezionata e Fibranova) e 4 varietà monoiche (unisessuate, solitamente adatte alla produzione di seme) francesi (Fedora, Futura, Ferimon, Felina) in due diverse località e cioè Treviglio in provincia di Milano e Cavriana in provincia di Mantova. Le varietà dioiche si sono rivelate migliori per la produzione di biomassa. Per tutte le specie la produzione di seme è stata abbastanza limitata arrivando in rari casi alla tonnellata per ettaro.

2. Olio per biodiesel, lubrificanti, schiume vegetali
Vista la nuova tendenza nell’utilizzo di materie prime di origine naturale l’olio di canapa è sempre più utilizzato nella produzione di oleochemicals. Se uno dei problemi di questo olio era l’elevata insaturazione (a causa dell’alto contenuto di acidi grassi polinsaturi che non sono altro che gli Omega – 3 e Omega – 6 indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo), grazie alla ricerca dell’Istituto di Tecnologie Molecolari del CNR è stato messo a punto un processo a basso impatto ambientale che rende gli oli di canapa e lino adatti all’utilizzo come combustibili e come prodotti intermedi per la produzione di oleochemicals. Nell’ambito del progetto è stato studiato il loro impiego per la preparazione di lubrificanti biodegradabili ad elevato punto di fiamma e di polipoli per la sintesi di poliuretani da fonte rinnovabile. Altra applicazione studiata è stata quella per le schiume poliuretaniche per i vantaggi che si ottengono in termini di biodegradabilità e caratteristiche tecniche.

Canapa: i 5 benefici per l’ambiente.

canapa

1. Della canapa non si butta via niente
La canapa è considerata come il maiale vegetale perché è una pianta che può essere utilizzata in tutte le sue parti: non si butta via niente. Alle produzioni derivanti dalle coltivazioni di canapa si può infatti facilmente applicare il concetto di bio-raffineria, che si può intendere come un sistema integrato che serva alla produzione di energia e prodotti chimici a partire dalle biomasse.

2. Assorbimento CO2
Quest’azione avviene tramite varie fasi. In fase di crescita la canapa cattura 4 volte la CO2 immagazzinata mediamente dagli alberi e utilizzata in edilizia mantiene le stesse proprietà. È stato calcolato infatti che l’edilizia tradizionale incide per il 30/40% sulle emissioni di CO2. Tutta la filiera di produzione di canapa e calce è carbon negative, cioè toglie più CO2 dall’ambiente di quanta ne verrebbe immessa lavorandola, al contrario della lavorazione di materiali tradizionali come il cemento. Si stima che una tonnellata di canapa secca possa sequestrare 325 kg di CO2. Inoltre i prodotti in canapa e calce grazie alle loro proprietà fanno abbassare consumi energetici e bollette.  Infine, oltre ad essere bio-degradabili, i bio-mattoni, dopo essere stati distrutti, posso essere riciclati.

Jobs Act, voucher e Garanzia Giovani: la santa trinità dei fallimenti.

Per chi si interessa alla realtà del mercato del lavoro, mai come in questo periodo appare evidente la distanza fra la comunicazione politica e la realtà.

jobsactPartiamo dal Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro che doveva essere il fiore all’occhiello del Governo Renzi nel 2015. Renzi, Poletti e gli economisti del principe per mesi hanno lodato gli effetti benefici della riforma, nella forma dell’aumento dei posti di lavoro a tempo indeterminato. Poi sono arrivati i dati dell’INPS riferiti a gennaio 2016, in cui il saldo fra assunzioni e cessazioni a tempo indeterminato è risultato negativo, a riportare tutti alla brusca realtà: che le nuove assunzioni erano drogate dagli sgravi fiscali e che è difficile definire “stabile” il lavoro al tempo del contratto a tutele crescenti, dove al datore di lavoro basta pagare una cifra tutto sommato esigua per liberarsi di un lavoratore indesiderato.
Si può continuare poi parlando dei voucher, anch’essi parte del Jobs Act (che ha aumentato i massimali di reddito percepibili tramite buoni lavoro), anche se questo ovviamente Renzi e i suoi fanno finta di dimenticarlo. Il loro utilizzo è letteralmente esploso durante la crisi: se nel 2008 erano 24.437 i lavoratori che avevano ricevuto almeno una volta un voucher come forma di pagamento, quest’anno il numero è arrivato ad 1 milione e quattrocentomila persone. Il timore è che i buoni, nati con l’idea di remunerare prestazioni occasionali non assimilabili e veri e propri rapporti di lavoro, stiano pian piano divenendo la forma contrattuale del precariato, andando a sostituire alcuni tipi di contratti (come quelli a chiamata o quelli part-time) che offrivano alcune (seppur poche) garanzie in più. Eh sì, perché il pagamento a voucher non garantisce diritti alla malattia o ferie, e offre un pagamento di contributi previdenziali così basso che perfino il presidente dell’INPS Boeri si è detto preoccupato per le possibili ripercussioni sui futuri pensionati. Sempre ammesso che una pensione ce l’avranno, ovviamente.

martedì 29 marzo 2016

Montalbano dal 1999 al 2013 (fonte RAI)



Nasce www.ritornoinsenegal.org, per la prima volta un sito che parla non dei migranti che arrivano

http://www.controlacrisi.org

Nasce www.ritornoinsenegal.org, per la prima volta un sito che parla non dei migranti che arrivano, ma di quelli che tornano al Paese di origine, che si muovono liberamente da un contesto a un altro, o che vorrebbero tornare ma scoprono di essere in qualche modo prigionieri nel Paese che li ha ricevuti.È questo un tema spesso misconosciuto, trascurato dai decisori politici e persino dalle associazioni che si occupano di migranti. Eppure una migrazione di ritorno comporta, al pari di quella primaria, una ingente mobilitazione di risorse economiche, psicologiche e relazionali.
Il sito "ritornoinsenegal.org", dedicato in particolare modo alle migrazioni di ritorno tra Italia e Senegal, si propone appunto di colmare questo deficit di conoscenza raccogliendo dati, informazioni, articoli scientifici e analisi per meglio comprendere e supportare i percorsi transnazionali dei migranti. In una sezione la formulazione di proposte concrete come la stipula di accordi bilaterali sui diritti previdenziali, la promozione di cooperative transnazionali, l’istituzione di uno status di soggiorno particolare per il migrante di ritorno.

Il phishing di Equitalia Attenzione al falso avviso di pagamento ''depositato nella Casa Comunale''.

http://www.zeusnews.it/n.php?c=24095

Sta circolando un'email che si spaccia da comunicazione di Equitalia, ma in realtà è un tentativo di phishing.
Il testo dell'email è il seguente:
Agente della Risossione
Equitalia S.p.A.
Via Cristoforo Colombo 269 - 00147 - RomaArt. 26 D.P.R. 29/09/1973, n. 602 e successive modifiche - Art. 60 D.P.R. 29/09/1973, n. 600, Art. 140 c.p.c.
Gentile Sig./Sig.ra,
Il suindicato Agente della Riscossione avvisa, ai sensi delle intestate disposizioni di
legge , di aver depositato in data odierna, nella Casa Comunale del Comune il
seguente avviso di pagamento "Documento n. 703529" del 23/03/2016 , composto
da 2 pagina/e di elenchi contribuenti a nr. 12 atti ( Scarica il documento )
Notate la forma e gli errori vari contenuti nel testo. Facendo clic sul link Scarica il documento si apre una pagina da cui viene scaricato un file compresso (.ZIP) contenente il virus vero e proprio.

Sailor Free - The fugitive

Canone RAI, la dichiarazione di indipendenza

http://punto-informatico.it

Sono pubblici il modulo e le istruzioni per comunicare il non possesso dell'apparecchio televisivo o autocertificare altre condizioni per le quali non si è soggetti al pagamento
Roma - L'Agenzia delle Entrate ha reso note le modalità e le tempistiche per la dichiarazione con cui comunicare le motivazioni per le quali non è soggetti al pagamento del canone rispetto ad un determinata utenza elettrica.

stabilire la modalità ed i termini di presentazione con cui dichiarare di non avere un apparecchio televisivo, oppure di rientrare nelle altre fattispecie non soggette al pagamento del canone RAI, è un provvedimento del 24 marzo 2016 che in particolare prescrive che tale dichiarazione dovrà essere presentata per via telematica mediante una specifica applicazione web disponibile sul sito internet dell'Agenzia delle entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall'Agenzia delle Entrate, o a mezzo "plico raccomandato senza busta" allegando una copia d un valido documento di riconoscimento all'indirizzo: Agenzia delle entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. - Sportello abbonamenti TV - Casella Postale 22 - 10121 Torino. Il tutto potrà essere effettuato tramite "intermediari abilitati" appositamente delegati dal contribuente.

Tale dichiarazione avrà effetto per l'intero anno 2016 se presentata entro il 30 aprile 2016.

USB Thief, un malware per sistemi offline

http://punto-informatico.it

I ricercatori hanno identificato una nuova minaccia studiata per sottrarre informazioni e progettata per fare completamente a meno della connessione a Internet
Roma - Gli analisti di ESET lanciano l'allarme sull'ennesima minaccia informatica "invisibile", un malware progettato per evadere l'identificazione da parte dei software antivirali e soprattutto per funzionare completamente offline.

Identificato come USB Thief, il nuovo codice malevolo è stato creato per prendere di mira obiettivi mirati e non certo per le infezioni di massa tipiche di questi anni: il trojan si camuffa come componente aggiuntivo per software portable, e anche il suo funzionamento attivo dipende dall'applicazione infetta presente su un dispositivo di storage removibile.

Snowden: senza FreeSoftware non sarebbe stato possibile scoprire il progetto di sorveglianza della NSA

http://www.miamammausalinux.org/

nsaIntervenuto in video call dalla Russia, per aprire l'evento LibrePlanet 2016 organizzato dalla Free Software Foundation, Edward Snowden ha parlato di software libero e di come la trasparenza e l'apertura siano necessarie per preservare la privacy degli utenti:
What happened in 2013 couldn't have happened without free software
Quanto accaduto nel 2013 sarebbe stato impossibile senza free software
riferendosi nello specifico a progetti come TorTails (distro live altamente sicura) e Debian.
Nel suo intervento ha aggiunto anche alcuni riferimenti alle tecnologie attuali, ad esempio Microsoft:

Discussione alla Camera legge acqua - Il 29-30-31 Marzo invia anche tu una mail ai deputati "Giù le mani dall'acqua, il mio voto va rispettato!".

Il 29 marzo approda in aula alla Camera la legge sull'acqua stravolta dagli emendamenti del PD approvati in Commissione Ambiente. Al seguente link è possibile scaricare un documento con il testo originario e quello "modificato" a confronto.

acquabenecomune.org
parlamento
Il calendario dei lavori prevede la prosecuzione della discussione anche per mercoledì 30 e giovedì 31 marzo, fino alle eventuali votazioni finali del testo.
Diviene, dunque, opportuno fare pressione sui deputati.  
Pertanto, nei giorni 29, 30 e 31 marzo inviamo tutt* una mail ribadendo: "Giù le mani dall'acqua, il mio voto va rispettato!".

Di seguito il testo della mail che si propone di inviare ai deputati (di seguito gli indirizzi email).

Referendum, come le trivelle possono incidere sui cambiamenti climatici.

Profilo bloggerNel suo ultimo rapporto, l’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) diceva che il cambiamento climatico non è più percepito come qualcosa di astratto e lontano, perché lo sperimentiamo tutti, qui ed ora, nella nostra vita quotidiana.

CNS - Ecologia Politica
trivelle 675Naomi Klein aggiungeva, in Una rivoluzione ci salverà, che questo nuovo tipo di consapevolezza collega il riscaldamento globale alla mancanza di equità sociale, emblematicamente riassunta nella diseguaglianza di reddito tra il 99 e l’1 per cento della popolazione. Robert Reich, ex ministro del lavoro nell’Amministrazione Usa di Bill Clinton e ora supporter di Bernie Sanders nella primarie per la presidenza degli Stati Uniti, sostiene ora, in Come salvare il Capitalismo, che più la ricchezza si concentra in alto, più cresce il suo peso politico. L’aumento delle diseguaglianze sociali dipende pertanto dalle scelte della politica, oggi fortemente influenzate dalle oligarchie economiche al potere.

È in questo quadro che va visto il referendum italiano sulle trivelle indetto da nove Regioni italiane per limitare la durata delle concessioni petrolifere offshore entro le 12 miglia marine. Il referendum punta a invertire la politica ambientale del governo italiano, che da una parte si impegna, alla Conferenza di Parigi, a ridurre le energie fossili e dall’altra autorizza l’estrazione delle fonti energetiche fossili nel Mediterraneo.
L’estrazione di idrocarburi è sempre e dovunque un’attività inquinante, con un forte impatto ambientale ed effetti devastanti sull’habitat locale, che porta vantaggi solo alle aziende estrattiviste, mentre lascia una scia di morte sul territorio – del mare e della fauna marina, del pescato, delle spiagge, della bellezza delle coste. Questa è l’esperienza storica di tutti i paesi, ma il capitalismo estrattivista è duro a morire, e chi vi si oppone è tacciato di oscurantismo e di ritorno al medioevo. La vittoria del SI al referendum del prossimo 17 Aprile non modificherà il riscaldamento globale, ma sarebbe una dimostrazione chiara che “We the People” vogliamo esprimere la nostra opinione.

La madre di Giulio Regeni: "L'ho riconosciuto solo dal naso. Sul suo viso ho visto il male del mondo".

L'unica cosa che la madre di Giulio Regeni ha riconosciuto di suo figlio nel volto sfigurato dalle torture, all'obitorio di Roma, è stato "la punta del suo naso". Lo ha detto la stessa madre di Giulio, Paola, alla conferenza stampa in Senato. ll volto di Giulio Regeni, dopo la morte, era "piccolo piccolo", irriconoscibile. "Non avete idea del male che c'era su quel viso, che gli avevano fatto", ha aggiunto. "Sul viso di Giulio ho visto il male del mondo". 


Regeni"Non possiamo dire, come ha detto il Governo egiziano, che è un caso isolato... Non questo. Giulio, cittadino italiano, è un cittadino del mondo. Quello che è successo a Giulio non è un caso isolato rispetto ad altri egiziani, e non solo. Per questo continuerò a dire per sempre verità per Giulio", ha detto la madre.


Parlando in conferenza stampa insieme ai genitori di Regeni, il senatore Pd Luigi Manconi ha quindi lanciato una proposta forte per mandare un segnale all'Egitto. Pur riponendo "massima fiducia nel procuratore Pignatone" Manconi ha detto che "come senatore e presidente della commissione dei diritti credo che si debba operare con maggiore determinazione: si deve porre anche la questione del richiamo del nostro ambasciatore in Egitto".
"Non ritiro - ha sottolineato Manconi - ma richiamo per consultazioni, che rappresenta un gesto non solo simbolico ma intenso per far comprendere come il nostro paese segua con la massima vigilanza questo caso, considerandolo elemento discriminante per le relazioni con l'Egitto".

Referendum Trivelle, 10 cose da sapere per votare informati.


Referendum Trivelle, 10 cose da sapere per votare informati L’inquinamento e gli incidenti, gli affari e i rischi per l’occupazione, le tasse e le rinnovabili. In vista del voto del 17 aprile sulle estrazioni 
in mare, sono circolate tante tesi e pochi fatti. Ecco quelli più importanti.

L'Espresso di Stefano Vergine  
 

Domenica 17 aprile si terrà il cosiddetto referendum sulle trivelle, il primo nella storia d’Italia ad essere stato ottenuto dalle Regioni. Sono stati infatti dieci consigli regionali, diventati nove dopo il ritiro dell’Abruzzo, ad aver depositato le firme necessarie per indire il voto popolare. Un referendum richiesto da governatori in buona parte iscritti al Partito Democratico, che di fatto si oppongono alla politica energetica del loro segretario e premier, Matteo Renzi.

1. IL QUESITO. Gli elettori dovranno votare su una questione piuttosto tecnica. Dovranno decidere se i permessi per estrarre idrocarburi in mare, entro 12 miglia dalla costa, cioè più o meno a 20 chilometri da terra, debbano durare fino all’esaurimento del giacimento, come avviene attualmente, oppure fino al termine della concessione. In pratica, se il referendum dovesse passare - raggiungere il quorum con la vittoria del sì - le piattaforme piazzate attualmente in mare a meno di 12 miglia dalla costa verranno smantellate una volta scaduta la concessione, senza poter sfruttare completamente il gas o il petrolio nascosti sotto i fondali. Non cambierà invece nulla per le perforazioni su terra e in mare oltre le 12 miglia, che proseguiranno, né ci saranno variazioni per le nuove perforazioni entro le 12 miglia, già proibite dalla legge.

2. LE REGIONI HANNO GIÀ VINTO. In principio i quesiti referendari proposti dalle Regioni erano sei. Ora ne è rimasto solo uno, visto che nel frattempo il governo ha sterilizzato gli altri con delle modifiche all’ultima legge di Stabilità. I cinque quesiti saltati puntavano a restituire agli enti locali un ruolo rilevante nelle decisioni sullo sfruttamento di gas e petrolio. Ruolo ridimensionato con la legge Sblocca Italia, voluta sempre da Renzi con l’obiettivo di velocizzare i processi autorizzativi nel settore, fra i più lenti d’Europa. Con le modifiche alla legge di Stabilità, insomma, il governo è tornato sui suoi passi restituendo alle Regioni il potere originario.

La mappa delle concessioni in Italia

Pakistan, dove la guerra di religione è realtà.

Il massacro di bambini nel Parco giochi Gulshan-e Iqbal di Lahore, opera dei talebani del ceppo Tehreek, Jamaat-ul-Ahrar (un tempo scissionisti ora forse riconciliati, comunque deobandi che spingono per un’aperta guerra religiosa) offre una sponda stragista all’aperto conflitto che nella stessa giornata di domenica ha visto scontri feroci nella zona proibita della capitale pakistana. Lì si sono riunite fra le dieci e le ventimila persone, hanno incendiato la stazione metro di Rawalpindi, chiedendo al Parlamento l’applicazione della shari’a.

qadri's supperterDomenica si concludeva il periodo di lutto dall’esecuzione di Mumtaz Qadri, avvenuta per impiccagione il 29 febbraio scorso. E’ bene conoscere quest’episodio per comprendere il clima che vive il popolatissimo Paese (circa 200 milioni di abitanti, erano 60 milioni nel 1970), vera mina vagante del grande Medio Oriente, dotato per giunta dell’atomica. Qadri era un agente di polizia entrato nei reparti speciali e finito fra le guardie del corpo che preservano, o tentano di farlo, la vita di personalità in vista, impegnate sulla scena politica. Lui doveva proteggere Salmaan Teseer, governatore del turbolento Punjab. Quest’ultimo aveva preso pubblica posizione a favore d’una donna cristiana, Asia Bibi, condannata per blasfemia, e s’era speso contro una legge considerata estrema e faziosa.
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Sulla vicenda di Asia sviluppatasi fra il 2009, quando lei aveva dibattuto pubblicamente con donne islamiche, e il 2010, quando una corte sentenziò la sua condanna a morte, s’erano mosse alte sfere politiche. C’erano state raccolte di firme, petizioni per la sospensione della sentenza capitale, appelli del papa Benedetto XVI. Erano anche seguite le esecuzioni per attentato del ministro cristiano Shahbaz Bhatti e del citato governatore del Punjab, quest’ultimo per mano della guardia del corpo Qadri che nel 2011 gli scaricò addosso 28 colpi della machine pistol d’ordinanza.
Durante i funerali del poliziotto-assassino, colpito dal verdetto capitale a Rawalpindi, s’è radunata una folla di centomila persone che chiedevano vendetta contro le minoranze cristiane, considerate causa d’una destabilizzazione socio-confessionale. ‘I’m Qadri’ gridava la massa dei manifestanti che esaltava la propria contrapposizione a un governo accusato di svilire le norme islamiche per “proteggere oltremodo i cristiani”. In interviste riprese anche dalla tv nazionale, semplici cittadini sostenevano che “l’Islam è una religione di armonia e pace, ma non ammette d’essere insultata da infedeli e calpestata da una Corte”. E un giorno via l’altro quest’astio, che monta da anni, è cresciuto.

Combattere per questa Europa?

Se il terrorismo islamico colpisce l’Europa al cuore, occorre rispondere rilanciando il sogno europeo, esprimendo maggiore unità e determinazione nella difesa dei valori che esprime: è questo, in sintesi, e al netto delle solite sparate xenofobe, il motivo dominante nel discorso pubblico degli ultimi giorni. C’è la consapevolezza che ci vorrà molto tempo, ma anche la convinzione che la barbarie sarà sconfitta, come è successo con il nazifascismo. Manca però il senso della realtà: il sogno europeo si è da tempo trasformato in un incubo, incapace di suscitare passioni neppure lontanamente accostabili a quelle che furono alla base della lotta di Liberazione.



micromega di Alessandro Somma

Proprio in quegli anni venne scritto il celeberrimo Manifesto di Ventotene, nato dalla convinzione che la democrazia comporta l’affermazione dell’«uguaglianza di fatto», e quindi del principio per cui «le forze economiche non debbono dominare gli uomini»[1]. A questo, secondo Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, si sarebbe dovuta ispirare la costruzione europea, anche e soprattutto per costituire un argine contro le dittature fasciste, che avevano invece affossato la democrazia per salvare il capitalismo.

Se si fosse realizzata, L’Europa sognata a Ventotene avrebbe certamente emozionato per le tensioni ideali che l’avevano generata, e appassionato per il progetto politico cha avrebbe a sua volta alimentato. Sarebbe stata un’Europa capace di costruire relazioni internazionali fondate sulla pace e il dialogo, di gettare ponti tra culture, di offrire esempi circa lo stare insieme come società. Un’Europa nella quale credere, per la quale combattere con la forza e la determinazione di chi è mosso da valori alti.

Purtroppo l’Europa di Bruxelles non ha nulla a che spartire con l’Europa di Ventotene. È un Superstato di polizia economica, che con ottusità e fanatismo impone l’osservanza delle leggi del mercato, pianificando nel loro nome il dominio sulle persone. Non solo: è un Leviatano che sull’altare del principio di concorrenza sacrifica la democrazia, denigrata come feticcio di chi ancora coltiva l’illusione di poter resistere agli imperativi categorici formulati dal mercato.

Bce, economisti: “Invece che comprare bond dia i soldi direttamente ai cittadini o finanzi investimenti pubblici”.

Il movimento “Quantitative easing for the people” ha il sostegno di 65 tra docenti, commentatori e professionisti della finanza ed è sostenuto da 21 associazioni. La tesi è che gli attuali interventi dell'Eurotower favoriscono le istituzioni finanziarie e le classi abbienti aumentando le diseguaglianze. Meglio allora firmare un assegno a ogni europeo: 175 euro a testa.

Bce, economisti: “Invece che comprare bond dia i soldi direttamente ai cittadini o finanzi investimenti pubblici”Tutte le medicine hanno controindicazioni che aumentano con l’intensificarsi dei dosaggi e il prolungamento della cura. I programmi di “quantitative easing” varati dalle banche centrali per tentare di rimettere in salute economie debilitate non fanno eccezione. Acquistare titoli di Stato e bond societari per un ammontare fino a 80 miliardi di euro al mese come fa ora la Banca centrale europea ha il duplice effetto di aumentare la moneta in circolazione e sostenere i valori degli asset finanziari. Due elementi che dovrebbero spingere l’economia ma che vanno a favorire soprattutto le istituzioni finanziarie e le classi più abbienti accrescendo le diseguaglianze. In pratica si tratta di politiche monetarie regressive. Così, anche a fronte di risultati che tardano a farsi sentire, il malcontento verso le mosse di Francoforte aumenta. E’ in questo quadro che la scorsa settimana il movimento “Quantitative easing for the people ha illustrato le sue tesi davanti al Parlamento europeo.

Trivelle per tutti: il raschia-barile dello "sblocca Italia".


Siamo ad un mese dall'appuntamento referendario in cui, il 17 aprile 2016,  gli Italiani potranno esprimere il proprio parere sulle scelte energetiche del Paese ed in particolare sul via libera ad ulteriori trivellazioni petrolifere.


Scienziato preoccupato federico-valerio.blogspot.it

La volata a questa scelta l'ha data Monti nel 2013, con l'approvazione della Strategia Energetica Nazionale (SEN).

L' "assist" e' stato fornito da Prodi, che ci ha ricordato tutto il petrolio che giace sotto ai nostri piedi  e Renzi, il vecchio che avanza, ha concluso l'opera, con l'approvazione del decreto "Sblocca Italia".

Con questo atto, in barba ai tanti "comitatini", Renzi ha regalato, ha dato in concessione, il nostro Paese alle multinazionali le quali, grazie a questo decreto, potranno liberamente, ancor più di quanto non stiano già facendo,  trivellare il Paese e i suoi fondali, alla ricerca dell'ultimo petrolio: i fondi del barile.

Alle multinazionali rimarrà una barcata di soldi (15 miliardi di euro sono gli investimenti previsti, ovviamente ampiamente coperti dalla vendita di petrolio e gas ),  per  noi ci sara solo  un'elemosina sotto forma di "royalties" (333,6 milioni di € nel 2012, 5,4 euro per ogni italiano), qualche posto di lavoro precario e certamente l'inquinamento, nei limiti di legge, della terra, del mare, del suolo.

L'obiettivo di questa svendita è quello di trovare ed estrarre, per qualche decina di anni, l'ultimo gas e l'ultimo petrolio presente in Italia: in tutto, le riserve di gas e petrolio  accertate nel 2012 ammontano a 131 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (TEP), quelle probabili sono 153 milioni di TEP.

Quindi se va bene (riserve accertate + probabili ) disponiamo  di gas e petrolio di produzione nazionale  per 284 milioni di TEP .

Tanto per essere chiari, il nostro attuale consumo annuale di combustibili fossili ( carbone, petrolio, gas) è di 135 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.

Pertanto, tutto il petrolio e tutto il gas che sicuramente sta sotto ai nostri piedi ci basterebbe per coprire, si e no, due anni di consumi.  E poi?