sabato 29 febbraio 2020

Amuchina? Fai da te.

La ragione per la quale gran parte dell’informazione “seria” ce l’ha tanto con il fai-da-te, cioè con l’autoproduzione, è talmente facile da immaginare che non serve dilungarsi sul tema. Dice: la ricetta per una buona igiene delle mani c’è, basta lavarle con cura e spesso. Giustissimo, i disinfettanti di grido lasciamoli ai supermercati, al personale sanitario e a chi ne ha veramente bisogno. Ciò non toglie che, se ne avete voglia, perfino come semplice esercizio di educazione alla cura del corpo e come antidoto al consumo che fa bene solo al Pil, potete facilmente autoprodurvi un igienizzante per le mani del tutto naturale e sicuro. Ecco come.

 
comune-info.net Lucia Cuffaro

Con l’emergenza Coronavirus, ce lo potevamo aspettare: tanti sciacalli in azione a vendere mascherine e igienizzanti per le mani a prezzi esorbitanti, talvolta anche con ingredienti non troppo sicuri.
E poi isteria collettiva nelle corsie del supermercato per accaparrarsi l’ultimo flacone di Amuchina.
Cosa fare? Keep calm and…autoproduciamo!
Lucia Cuffaro (scrittrice ed esperta di autoproduzione su www.autoproduciamo.it ) e la dott.ssa Paola Beria (chimica, naturopata, esperta in Fitoterapia, Gemmoterapia, docente presso il Master in Sostanze organiche naturali Università “La Sapienza di Roma”) hanno strutturato una ricetta per autoprodurre un igienizzante mani di facile realizzazione e con ingredienti naturali e sicuri.
Prima di iniziare qualche avvertenza: meglio chiedere anche al proprio medico di fiducia un consiglio sull’utilizzo e sul dosaggio, soprattutto nel caso di bambini e pelli delicate, e seguire le indicazioni del Ministero della Salute in continuo aggiornamento QUI e dell’OMS sugli igienizzanti.

 Igienizzante mani fai da te

Niente sarà più come prima.

Una delle conseguenze da trarre nel corso di questa crisi sanitaria, che potrebbe essere solo la prima, è che niente sarà più come prima, come ha scritto Naomi Klein. Ce lo dicono, in modo difficile da mettere in dubbio, molto più del virus “cinese” le conseguenze del cambiamento del clima. Dobbiamo convincerci che il tempo di cambiare anche le nostre abitudini è adesso. Perché la crisi climatica e ambientale le sconvolgerà tutte; e per tutti da ora in poi le cose cambieranno in peggio: il “tempo che fa” non sarà più prevedibile, e a volte nemmeno sopportabile; il lavoro potrebbe mancare perché i mercati che lo sorreggevano si dileguano; i negozi e i supermercati non saranno sempre pieni e a molte cose dovremo rinunciare; potremo ritrovarci senza auto o benzina, o con i treni che fanno anche sette ore di ritardo; la luce potrà non accendersi più tutti i giorni, l’acqua non scorrerà più dal rubinetto per ore, le case potranno rimanere al freddo, le vacanze sfumare perché gli aerei non partono più; e le malattie da virus ignoti moltiplicarsi. Se aspettiamo ancora che a cambiare siano coloro che ci governano, quelli che continuano a pensare solo a Tav, Tap, Olimpiadi e nuovi stadi, mentre “la nostra casa brucia”, finiremo bruciati con lei.

La mobilitazione martellante e scomposta di politici e media contro il coronavirus ricorda Pierino e il lupo: che cosa mai si potrà fare per comunicare una vera emergenza, quando la crisi climatica alle porte comincerà a mordere veramente sulle nostre vite (come già sta facendo su quelle di milioni di altri esseri umani), ora che tutti vedono che il lupo non c’è, o non è un lupo?
Quello che si vede nell’immediato è solo una corsa a misure estreme per non sentirsi scavalcati da chi pretende che si faccia ancora “di più”: è il meccanismo di una competizione politica che ha perso la bussola del vero o presunto “bene comune”.
Vuoi chiudere i porti? E io chiudo gli aeroporti. Vuoi chiudere le moschee? E io chiudo le chiese.  
Così si fanno idiozie come tenere aperti i bar all’ora del cappuccino e chiuderli all’ora dello spritz.
Ai medici viene tolta la parola; a Burioni no.
Molti però, tra cui Marco Bersani e Giorgio Agamben, vedono in queste misure una prova o una tappa di avvicinamento allo stato di eccezione; a un controllo sistematico di tutte le nostre attività quotidiane. E’ vero: le misure colpiscono quasi solo luoghi e momenti di aggregazione: spettacoli; bar e caffè del “dopolavoro”; riunioni, assemblee e manifestazioni; l’ufficio, quando si può disperdere tutti nel telelavoro: ciascuno a casa sua! Tutte condizioni favorevoli all’affermazione di un dominio autoritario.

Speculatori, economisti e pappagalli.


C’è chi sostiene che l’aumento dei prezzi di beni essenziali come l’Amuchina sia «razionale». Ma la stessa teoria economica considera l'equità una componente essenziale della società, e il ruolo di disuguaglianze e oligopoli rende fondamentale il ruolo dello Stato.



Una delle conseguenze dell’ondata di panico generata dalla copertura mediatica del coronavirus è stata l’impennata dei prezzi di beni come l’amuchina e le mascherine. Secondo i dati riportati da Codacons, ripresi da Rainews, i rincari sarebbero stati anche del 650 e del 1.700%, mentre Amazon (che le pubblicizza come «ideali per il coronavirus») venderebbe le confezioni da 5 pezzi a 189 euro – la stessa cifra necessaria per aggiudicarsi un’inutile mascherina di seta griffata.

Il coronavirus, occasione per attaccare lotte e diritti dei lavoratori

http://contropiano.org


L’Italia è interessata ormai da molte settimane da una forte pressione mediatica intorno alla cosiddetta epidemia da Coronavirus. Il Governo ha emesso numerose disposizioni per affrontare lo sviluppo dell’epidemia nonostante molti autorevoli ricercatori italiani sostengano non si tratti di una epidemia ma di una normale influenza che non produrrà un numero maggiore di morti di quelli registrati ogni anno.
In queste settimane sono apparse evidenti in particolare due questioni rilevanti in tema di tutela della salute:
  • La sanità pubblica è stata investita da un grande numero di richieste di intervento e di ricoveri a cui non riesce a fare fronte a causa della chiusura di numerosi ospedali e della riduzione dei posti letto e del personale medico e paramedico che sono stati realizzati nel corso degli anni per favorire la crescita della sanità privata. In questa occasione è diventata evidente a tutti la completa inutilità della sanità privata nel fronteggiare delle emergenze nonostante abbia ricevuto enormi finanziamenti che invece si sottraevano alla sanità pubblica.

Roma. Potere al Popolo chiude la sua campagna elettorale, ma prima “bussa” al Ministero della Sanità

http://contropiano.org


Si è conclusa in piazza Santa Maria in Trastevere la campagna elettorale di Potere al Popolo per le elezioni suppletive del 1 marzo a Roma nel centrale collegio di Roma 1.
Hanno preso parola, nonostante il freddo che da giorni attanaglia la Capitale, le attiviste e gli attivisti che in queste settimane hanno animato 47 banchetti e iniziative in strada nei diversi quartieri del collegio, tra questi Francesca Perri, medico “in prima linea” che ha rivendicato la scelta di Potere al Popolo di aver messo al centro la difesa e il ripristino della sanità pubblica ancora prima che esplodesse l’emergenza coronavirus.
In diretta telefonica sono intervenuti i due portavoce nazionali Viola Carofalo e Giorgio Cremaschi.  Ha chiuso gli interventi Elisabetta Canitano “Lisa”, la ginecologa e medico altrettanto in prima linea, scelta come candidata di Potere al Popolo da contrapporre sia alla destra che al ministro dell’Economia Gualtieri che il centro-sinistra ha scelto di candidare in un collegio storicamente blindato del Pd. Gli interventi si sono alternati con i musicisti che hanno accompagnato la presenza in piazza.

No alla messa fuorilegge della stampa comunista in Polonia. Un appello

http://contropiano.org


Un appello contro la criminalizzazione della stampa comunista in Polonia. Lunedi 2 marzo ci sarà un Sit in di protesta sotto l’ambasciata polacca:

“Esprimiamo la nostra solidarietà militante e internazionalista alle compagne ed ai compagni del Partito Comunista della Polonia, oggetto di un’ inaudita e continua persecuzione anticomunista, ad opera di un governo di estrema destra, attraverso riforme e modifiche alla legge nazionale in senso antidemocratico. Già alla fine del 2018, ci siamo mobilitati contro questa persecuzione, motivata dall’accusa rivolta contro i quadri e militanti comunisti di “promozione di un sistema totalitario”,
Oggi è in corso un processo giudiziario ai danni del comitato editoriale del quotidiano di partito “Brzask”, con una prima udienza prevista il 3 Marzo 2020. Nonostante la pronuncia di assoluzione precedentemente emessa dagli organi giudiziari, questa persecuzione anticomunista per via giudiziaria in Polonia continua da oltre 4 anni ed è un pezzo di una più generale campagna per la messa al bando del comunismo e del partito comunista.

Il grave errore del tacchino induttivista (rischiamo di finire come lui!)

https://scenarieconomici.it


di Davide Gionco


Il filosofo britannico Bertrand Russell (1872-1970) pubblicò nel 1912 un divertente racconto sul “tacchino induttivista”, al fine di dimostrare l’errore logico commesso da molti di elaborare delle teorie solo sulla base delle esperienze vissute (dicesi “empirismo”).
L’errore è quello di pensare che se una certa sequenza di fatti si ripete per un numero di volte sufficiente a convincerci, questo ci porterà a credere che “certamente” la stessa sequenza si ripeterà. Questo senza esserci posti l’interrogativo di comprendere quali sono le vere cause che portano a quegli effetti.


Storia del tacchino induttivista
Risultato immagini per bertrand russell«Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che, nell’allevamento in cui era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino. E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi, sia che piovesse sia che splendesse il sole.
Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni più disparate. Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un’inferenza induttiva come questa: “Mi danno il cibo alle 9 del mattino“.
Questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale, quando, invece di venir nutrito, fu sgozzato.»

Coronavirus Mappa Aggiornata, con dati dei casi confermati e altre informazioni in tempo reale

TRAGEDIA GRECA - #MetaTg 9

Come disciplinare una società dopo averla “influenzata”. Intervento di Marco Bersani

http://www.controlacrisi.org

L’incredibile sproporzione tra il problema che si sta affrontando -la scoperta e la diffusione del Coronavirus- e le misure intraprese -lo stato d’eccezione applicato in alcune regioni e tendenzialmente all’intero Paese- rivela qualcosa di molto profondo sulle dinamiche sociali e di potere che stanno attraversando una società come quella italiana, sfinita da tre decenni di cultura politica neoliberale, che, oltre a peggiorarne pesantemente le condizioni di vita, ne ha polverizzato ogni legame sociale.
E, sebbene questa situazione presenti anche paradossi disvelanti -il virus è arrivato via aereo con la cravatta dell’uomo d’affari, non via mare con gli abiti sdruciti del migrante- e qualche volta persino divertenti -a quando il primo barcone di industriali del nordest che cercherà di entrare in Romania e, respinto, verrà soccorso dalla prima ong leghista con Salvini al timone?- ciò su cui occorre porre l’attenzione sono almeno due aspetti inquietanti.
Il primo riguarda il potere e le vette di disciplinamento sociale che sta sperimentando. Foucault diceva che le misure a suo tempo prese per contrastare la lebbra e la peste costruivano due forme di potere differenti e complementari con un unico scopo: quello di controllare la società.
E se le misure prese per contrastare la lebbra si basavano sul rigetto, l’esclusione sociale e l’abbandono degli ammalati al loro destino, con l’obiettivo di salvaguardare la società dagli stessi e di perseguire il sogno della comunità pura, le misure prese per contrastare la peste si basavano sul rigidissimo controllo e sulla ripartizione ossessiva degli individui, che venivano differenziati, incasellati e normati, con l’obiettivo di governare meticolosamente la società e di perseguire il sogno della comunità disciplinata.

Dio li fa e poi li accoppia.

Chissà se i vostri figli avranno l’occasione un domani di andare al cinema a vedere ascesa e caduta di due leader condannati dalla cronaca (si sa che noi abbiamo poca frequentazione della storia e delle sue lezioni) e costretti a un dorato esilio, nel corso del quale  e dopo si potrà assistere a una doverosa riabilitazione perché, va ammesso, avranno pure loro fatto qualcosa di buono.

re s sl 

ilsimplicissimusAnna Lombroso 


E magari quel qualcosa riguarderà proprio la puntualità dei treni nelle stazioni, Matera e Sud esclusi, perché i due uniti dallo stesso nome, anche su quello andavano d’accordo, sulle fortune dell’indispensabile alta velocità, da realizzare a tutti i costi perfino sotto lo storico e celebrato selciato di Firenze.

E chissà se vi perdoneranno di non aver capito, che non ci voleva mica tanto: avrebbero dovuto accorgersene anche i gonzi più citrulli, quelli che pensavano, dall’uno ancor più che dall’altro, di poter trarre qualche benefits come succede con le aziende che se sono in crisi licenziano e delocalizzano, ma continuano a premiare oltre agli azionisti, manager, attendenti e caporali, che dietro alle scaramucce a quei duelli che parevano quelli dei pupi con le spade di legno e i lestofanti che gridano ai loro accoliti, tenetemi che l’uccido, strizzandosi l’occhio.
Ci voleva poco, bastava confrontare il pochissimo di idee dietro ai tweet e i selfie, e il molto di minacce e blandizie, bastoni e carote, voti di fiducia e ddl fotocopia, bugie e smentite, per capire che su quei due corpaccioni stava collocata una testa sola, un’unica mente, guidata da una unica ambizione e al servizio degli stessi padroni.

Classe Operaia. Incidenti sul lavoro, morto un operaio di 44 anni nel Monzese: è caduto in un forno spento.

All'alba a Bellusco, in una ditta per la lavorazione dei metalli. Inutili i soccorsi.

repubblica.it
Risultato immagini per Incidenti sul lavoroUn operaio di 44 anni è morto in un incidente sul lavoro in una ditta per la lavorazione dei metalli a Bellusco, in provincia di Monza.
Secondo una prima ricostruzione, intorno alle 5 l'uomo è caduto in un forno spento. Sul posto sono subito arrivati carabinieri e 118, ma il personale del soccorso ha solo potuto constatare il decesso dell'uomo.


venerdì 28 febbraio 2020

La democrazia immunitaria nel caleidoscopio del Coronavirus Intervista a Donatella Di Cesare






Coronavirus
global project
28 / 2 / 2020
Per continuare a riflettere su quanto si sta verificando nel nostro Paese, e non solo, da quando si è iniziata a diffondere l’epidemia si SARS-CoV-2 abbiamo intervistato Donatella Di Cesare , docente di filosofia teoretica all’Università La Sapienza di Roma e autrice di diversi saggi e scritti che hanno come affrontano il tema della logica immunitaria come protezione da ogni “minaccia esterna” (tra gli altri segnaliamo Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione, 2017 e Terrore e modernità, 2017).

28 febbraio 1978. I fascisti uccidono Roberto Scialabba

contropiano
Noi non dimentichiamo. Ci sono tanti di questi anniversari, ma per tutti dobbiamo ricordare che “il fascismo non è un’opinione, ma un crimine contro l’umanità”. E che, perciò, “con i fascisti non si parla, li si combatte”.
Nell’omicidio di Roberto Scialabba, “grazie” alle confessioni del fascista “pentito” Cristiano Fioravanti, abbiamo appreso con quale “cura” i Nar andassero in cerca dei propri obiettivi.

Prof Fannullone: intervista doppia...e che Iene!!!

Israele, il governo spinge per la realizzazione di 1.739 nuove case in Cisgiordania. Ue: “Fermate la costruzione, sono illegali”

Il Fatto Quotidiano.

L’Unione europea si schiera contro le politiche del governo d’Israele che giovedì, a pochi giorni dalle elezioni del 2 marzo, ha comunicato di voler portare avanti i progetti per la realizzazione di 1.739 nuove case nei Territori occupati. Di queste, 1.036 hanno avuto un prima via libero, mentre per altre 703 c’è stata l’approvazione finale. Gli insediamenti a Giv’at Hamatos e Har Homa “taglieranno la continuità geografica e territoriale tra Gerusalemme Est e la Cisgiordania“, mentre le costruzioni nell’area E1 “taglieranno la connessione tra Nord e Sud della Cisgiordania. Gli insediamenti sono illegali ai sensi della legge internazionale”, ha scritto l’Alto rappresentante per la Politica Estera di Bruxelles, Josep Borrell. 
Per questo, l’Unione ha ribadito “la richiesta a Israele di sospendere i lavori di costruzione, sospendere la pubblicazione delle gare d’appalto e di evitare misure che abbiano come obiettivo l’avanzamento dei piani di costruzione”. Nei giorni scorsi, il primo ministro, Benyamin Netanyahu, ha annunciato l’intenzione di riprendere un vecchio progetto che prevede la costruzione di 3.500 nuove case nell’area E1 della West Bank, una zona sensibile che si trova a ridosso di Gerusalemme.
Questa nuova decisione dell’esecutivo si inserisce in un contesto di tensioni dovute sia al voto imminente che alla presentazione del cosiddetto Piano di Pace tra Israele e Palestina elaborato da Jared Kushner, consigliere capo del presidente americano, Donald Trump.

Potere al Popolo: “Ripristinare il Sistema Sanitario Nazionale è una priorità”

http://contropiano.org


L’emergenza di queste settimane intorno al Coronavirus conferma la tesi che Potere al Popolo sostiene da sempre: il Sistema Sanitario deve tornare pienamente pubblico, centralizzato, laico, finanziato.
Da anni i fatti si sono incaricati di dimostrare che la regionalizzazione prima e la privatizzazione poi hanno demolito e danneggiato profondamente il sistema sanitario all’avanguardia prodotto dalla riforma del 1978. Ma se la regionalizzazione ha fatto danni, l’autonomia differenziata invocata da regioni come Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e dai partito trasversale Lega/Pd, sarebbe la devastazione finale. Già oggi la sanità privata ha succhiato come un idrovora i fondi pubblici mentre gli ospedali e le strutture pubbliche hanno subito tagli dolorosi (basti pensare al taglio dei posti letto e degli organici o alle lunghissime liste d’attesa).

Candidato Saudino Matteo - Potere al Popolo

MES, IL VIRUS DI CUI NESSUNO PARLA IN ITALIA - #TgByoblu 34

L’eterna giovinezza dei soldi.

elsa 

ilsimplicissimus Anna Lombroso

Si sa che giovinetti efebici e sensibili diventati il bersaglio di lazzi e sberleffi sono passati dal dileggio all’adorazione all’atto di assunzione nell’empireo del fashion. E che uomini repellenti, sgraziati e rozzi hanno potuto intraprendere una carriera di sciupafemmine, appena con la pinguedine si è ingrassato anche il loro portafogli di titoli.
E infatti Berlusconi non sarà mai un vecchio da confinare nell’ospizio dove ha svolto il suo servizio sociale obbligatorio, non per gli effetti demiurgici di lifting, parrucchini e stimolanti delle funzioni vitali di organi di cui probabilmente non ricorda più la funzione, bensì per la sovrannaturale potenza di denaro e del potere che ne consegue.

Più o meno allo stesso modo accade che delle stupide mettano a frutto quell’istinto gregario che viene attribuito al loro sesso per farne una referenza indispensabile per un prestigioso curriculum, in qualità di zelante esecutrici di disposizioni inique e criminali.
Ne ho in mente proprio una che malgrado sia stata la kapò incaricata delle operazioni di macelleria, o forse proprio a motivo di ciò, viene interpellata e ha diritto di parola davanti a uditori estatici e ammirativi dell’audacia della sua faccia come il culo, per rivendicare l’opportunità, anzi la doverosa necessità delle azioni criminogene che ha condotto.

Il circolo vizioso tra bassa istruzione e povertà.


In questo nuovo articolo della rubrica di Equilibrio Precario vogliamo occuparci della connessione tra disuguaglianze sociali ed istruzione andando a decostruire una narrazione dominante che presenta il mondo della formazione come fondato su una brillante meritocrazia che premia sempre i più bravi e “giustamente” lascia indietro chi non ha le “skills” per affrontare un mondo del lavoro flessibile che richiede giovani lavoratori sempre più smart e competitivi.
Riferendoci, al di là dell’ideologia, alla realtà vediamo una situazione ben diversa: chi non ha le competenze adatte non è un incapace ma viene da una condizione economica svantaggiata che non gli permette di frequentare scuole di qualità e la meritocrazia diventa un modo per giustificare le enormi disuguaglianze economiche e sociali.
Da sempre sottolineiamo come il modello economico capitalistico genera uno sviluppo ineguale di diverse aree geopolitiche, il quale a sua volta viene rafforzato dalla “controrivoluzione” neoliberale, iniziata negli anni ‘80, che ha visto l’introduzione di una serie di leggi in materia di lavoro, di istruzione, di previdenza sociale, sanitaria ecc., aventi l’obiettivo di piegare i diritti sociali al profitto e promuovere l’interesse privato a discapito di quello pubblico.

Davvero passiamo dal panico alla minimizzazione?


Che dopo aver contribuito a diffondere il panico ora cambiano radicalmente atteggiamento. 
Così anche il senso dei dati reali cambia.
Ieri la Protezione Civile registrava circa 450 contagi. 
Stasera ne registra 650, 200 in più, l’aumento in numero assoluto più alto da quando è iniziata l’emergenza.
Eppure i mass media sdrammatizzano, affermando che il contagio è in calo e molte autorità politiche già fan capire che lunedì riapre tutto.
Io, come tanti, non sono in grado di giudicare, mi affido agli scienziati, peraltro a volte in disaccordo tra loro. 
Ho presente la Cina, che dopo incertezze e errori iniziali ha fatto un’opera enorme, le cui dimensioni non sono minimamente paragonabili a ciò che capita a noi, e che è stata riconosciuta come decisiva per tutto il pianeta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ma in Italia il corto circuito tra informazione e un ceto politico indecente ha prodotto una completa schizofrenia dei messaggi. 
Nella prima metà della settimana abbiamo vissuto l’ avvio di una pestilenza; ora, senza che nessun dato reale sia cambiato, stiamo per uscire da una influenza sopravvalutata, che uccide solo vecchi già ammalati.

Contro la depressione operaia, contro la nostalgia operaia.


Ai lavoratori indeboliti dal liberismo è stato detto che era «colpa loro» e poi che era «colpa degli altri», spingendo la rabbia verso il basso per evitare andasse in alto. Ora va cambiato l'immaginario working class senza appiattirlo su bei tempi mai esistiti.

 
jacobinitalia.it Alberto Prunetti 

È appena uscito in traduzione italiana un libro importante, un’antologia di scritti «politici» di Mark Fisher, Il nostro desiderio è senza nome. 
Scritti politici. K-Punk / 1 (Minimum Fax, traduzione di Vincenzo Perna). 
Uso le virgolette per l’aggettivo politico perché tutta l’opera di Fisher è politica, anche quando si occupa di musica, di cinema o di letteratura. 
La considero una delle uscite più interessanti di questo autore dopo Realismo capitalista, tradotto in italiano da Valerio Mattioli per Nero nel 2018. 

Quelle che propongo di seguito sono righe che costituiscono al tempo stesso degli appunti di lettura del saggio di Fisher e una parafrasi del suo pensiero. Una parafrasi che spinge le riflessioni dell’autore su ambiti di mio interesse, forse oltre l’intenzionalità dell’autore stesso. 
Con questo non voglio circoscrivere le suggestioni che si possono trarre da questa raccolta. Sono molti gli ambiti di cui scrive Fisher. 
Io ho provato a riflettere su cose che mi stavano a cuore, utilizzando alcuni spunti più «operaisti» della sua opera. 
Si tratta di un giacimento prezioso di sapere militante che si può interrogare e carotare in tanti modi diversi, a partire dalle esigenze con cui ci si avvicina alla sua opera. 

Nord di Roma. San Martino al Cimino (VT). “CortoLive – La Fabbrica del Cortometraggio” lezioni, proiezioni, concerti, tra i docenti Ciprì e Spoletini.

CORTOLIVE
La Fabbrica del Cortometraggio
Prima Edizione – 6, 7, 8 marzo
Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino (VT)



Nasce il progetto CortoLive – La Fabbrica del Cortometraggio, dedicato a registi laziali emergenti e incentrato sul linguaggio specifico del cortometraggio. 
Dal 6 all’8 marzo a San Martino al Cimino (VT), un weekend di pitch, lezioni con docenti come Daniele Ciprì, Gianfranco Pannone e Marco Spoletini, proiezioni, tra cui un omaggio a Wim Wenders, e un concerto di Laurent Petitgand, suo storico compositore. 
I registi in residenza parteciperanno a un contest con due premi del valore totale di 4.000 euro.

Il weekend del 6, 7 e 8 marzo nello storico Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino in provincia di Viterbo, prenderà vita la prima edizione di CortoLive – La Fabbrica del Cortometraggio, al tempo stesso un contest per registi emergenti, una residenza artistica e laboratoriale e un evento dedicato al cinema.


Tre giorni di proiezioni, lezioni, presentazioni di pitch e concerti

Alitalia, chiesta cassa integrazione per quasi 4mila lavoratori anche “per l’emergenza coronavirus”. La Cgil: “Immotivata”

Il Fatto Quotidiano.

Alitalia ha chiesto la cassa integrazione straordinaria per 3.960 lavoratori “sulla base di quanto riconducibile alla emergenza coronavirus“. I nuovi provvedimenti dureranno altri 7 mesi e sono stati immediatamente respinti dai sindacati, che hanno chiesto l’intervento del governo.
Nello specifico, i dipendenti coinvolti sono 1.175 (di cui 70 comandanti, 95 piloti, 340 assistenti di volo e 670 del personale di terra), cui va ad aggiungersi un massimo di altre 2.785 persone per imprevisti legati all’emergenza coronavirus: 143 comandanti, 182 piloti, 780 assistenti di volo, 1680 personale di terra. I numeri saranno oggetto della trattativa con i sindacati, che già si preparano a dare battaglia.
“Respingiamo ogni ipotesi di cassa integrazione per circa 4 mila lavoratori”, ha avvertito il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito definendo questi numeri “assolutamente inaccettabili e immotivati nonostante il coronavirus”. La situazione preoccupa ancora di più se si considerano anche i 1.500 dipendenti di Air Italy in liquidazione: di fatto ci sono “5500 i lavoratori che rischiano il posto di lavoro nel trasporto aereo italiano in meno di un mese”, aggiunge Cuscito che per questo chiede l’intervento del governo e conferma lo sciopero di tutto il settore del 2 aprile, che rischia a questo punto di essere “il primo di una lunga serie”. L’attuale cassa integrazione, che scade il 23 marzo, interessa complessivamente 1.020 persone.

Impaziente Zero

Il Fatto Quotidiano

(pressreader.com) – di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano – Breve dizionarietto per orientarsi nella jungla dell’epidemia.
Coronavirus. Vasta famiglia di virus noti dagli anni 60 per infettare uomini e animali con raffreddori o malattie respiratorie più gravi, cui appartiene anche l’ultima versione “Covid-19”. Nome derivante dalla forma a corona e non dai danni paragonabili a quelli fatti da Fabrizio Corona in carcere e fuori o da Mauro Corona in televisione.
Paziente zero. É il primo, misterioso soggetto infetto che ha portato il coronavirus in Italia, innescando i contagi a catena dalla Lombardia al Veneto eccetera. È molto più ricercato di Matteo Messina Denaro, ma un po’ meno difficile da trovare di un elettore di Italia Viva.
Impaziente Zero. Gli esperti l’hanno già individuato, ma per ora ne comunicano solo il nome (Matteo) e la professione (senatore), senza sciogliere la riserva sul cognome perché stanno testando ben due potenziali candidati che presentano sintomi analoghi, tipici di quando l’insuccesso dà alla testa: mitomania molesta, logorrea patologica, mania di protagonismo, ansia di presenzialismo, smania di rovesciare un premier più bravo di loro per mandare al governo almeno due soggetti infinitamente peggiori di lui, cioè se stessi.
Governissimo. Non potendo, date le circostanze, sfidare il ridicolo col classico “governo di salute pubblica”, i due Impazienti Zero lo usano per nobilitare il loro inciucio volto a placare il Poltronavirus e a frustrare il legittimo sollievo di molti italiani per non avere il Matteo maior al governo in un momento come questo (già bastandovi la presenza del Matteo minor).
Autonomia differenziata. Bizzarra teoria politica che chiede più poteri alle regioni, molto in voga da destra a sinistra finché non si è visto di cosa sono capaci le regioni già con i poteri attuali. Ovvero: il sonno della regione genera mostri.
Immunodeficiente. Termine da sempre usato per indicare un soggetto privo o carente di anticorpi. Ora però, dopo il video ovviamente “virale” del governatore leghista lombardo Attilio Fontana che entra in quarantena in diretta Facebook e indossa la mascherina (fra l’altro, sbagliata) pur essendo negativo al test del tampone, per giunta dopo aver dato del “cialtrone” al premier Conte che osava denunciare una falla nell’infallibile sistema sanitario lombardo, il significato potrebbe allargarsi a significati più atecnici.

Roger Waters: “Julian Assange è un uomo innocente. Fermate l’estradizione”

http://contropiano.org


Il front man dei Pink Floyd ha marciato sabato scorso insieme a numerosi sostenitori del giornalista contro la sua estradizione negli USA. Qui in video e più sotto il testo del suo intervento dal palco:

Sento una vera forza e del vero calore provenire da tutti voi in questo piccolo raduno. Ed è stato un grande onore camminare lungo Whitehall con tutti voi quindi vi ringrazio per avermi dato questa opportunità.

Xylella in Puglia: la verità dietro al taglio degli ulivi - Speciale #TgTalk

giovedì 27 febbraio 2020

Africa, l’invasione delle locuste: in Uganda la popolazione mangia gli insetti. “Causerà la peggiore crisi umanitaria degli ultimi tempi”.

L’organizzazione di aiuti umanitari Mercy Corps, citata da Bbc Africa, ha previsto un secondo arrivo in massa dei parassiti nelle prossime settimane. Secondo la Fao, questa è la peggiore invasione degli ultimi 25 anni in Somalia ed Etiopia e degli ultimi 70 anni in Kenya.


Risultato immagini per Africa, l’invasione delle locusteL’invasione delle locuste in Africa orientale non accenna a risolversi e, anzi, un secondo arrivo in massa degli insetti è previsto nelle prossime settimane, tanto che l’organizzazione di aiuti umanitari Mercy Corps, citata da Bbc Africa, ha definito il fenomeno la causa della peggiore crisi umanitaria della regione degli ultimi tempi.

Tutto in aree che già vivono emergenze umanitarie dovute alla carenza di cibo o alle guerre. Ad esempio, a preoccupare particolarmente è la situazione in Sud Sudan, dove la popolazione fa già ricorso agli aiuti umanitari a causa del conflitto e delle tensioni interne. In questo contesto, il fatto che le locuste stiano devastando colture e pascoli non fa che aggravare gravemente la situazione. E la situazione non accenna a migliorare: gli esperti affermano che il numero di parassiti potrebbe crescere di 500 volte prima di giugno, quando inizia il clima secco che aiuta a frenarne la diffusione.

Orti Sociali - bollettino n. 33

pagina con tutti i bollettini 


rifacimento parete del gazebo


Huawei AppGallery è il terzo più grande app store del mondo. Vivere fuori da Google è possibile?

Il Fatto Quotidiano.

AppGallery, l’app store proprietario introdotto da Huawei in alternativa a Google Play a seguito del ban statunitense, ha raggiunto i 400 milioni di utenti attivi mensili, servendo oltre 600 milioni di utenti di dispositivi Huawei in più di 170 Paesi, superando i 10 miliardi di download nel corso dell’anno e posizionandosi come il terzo app store del mondo, alle spalle proprio dell’Apple App Store e di Google Play. Ad affermarlo è stato lo stesso colosso cinese, a margine della presentazione del Mate Xsavvenuta ieri.
Si tratta di una notizia piuttosto significativa se la si inquadra a partire dalla situazione attuale. Come sappiamo infatti il Governo degli Stati Uniti ha inserito Huawei nella black list delle aziende inaffidabili dal punto di vista della sicurezza, proibendo di conseguenza alle società statunitensi di collaborare commercialmente con essa. Questo ha portato alla perdita dei servizi nativi di Google sugli smartphone Huawei prodotti dopo il 19 maggio 2019. Tra questi, oltre a Google Maps, Gmail, Youtube e molte altre ancora, c’è anche il Google Play, la porta di accesso alle centinaia di migliaia di app di terze parti.