giovedì 30 aprile 2020

Benessere animale’, una dicitura ingannevole che nasconde la crudeltà degli allevamenti intensivi

https://www.ilfattoquotidiano.it

La puntata di Indovina chi viene a cena andata in onda domenica 26 aprile, realizzata anche grazie al contributo del nostro team investigativo, ha puntato i riflettori sulle condizioni degli animali negli allevamenti intensivi del nostro Paese, in particolare in quelli che utilizzano l’etichetta “benessere animale” per i loro prodotti. La giornalista Sabrina Giannini ha mostrato cosa si cela dietro questa sigla ingannevole, svelando un’operazione di marketing ben lontana dal garantire un reale benessere agli animali allevati a scopo alimentare.
I nostri investigatori hanno accompagnato la giornalista all’interno di alcuni allevamenti di suini, dove sono state riscontrate le stesse problematiche che documentiamo da anni nelle nostre inchieste. I maiali, infatti, sono tra gli animali più sfruttati dall’industria zootecnica, continuamente sottoposti a pratiche crudeli, mutilazioni illegali e somministrazione massiccia di antibiotici.
Purtroppo, anche se sembra incredibile, questi sono gli attuali standard di allevamento in Italia, ma è inaccettabile che, in queste circostanze, sia possibile attribuire addirittura una certificazione di “benessere animale”.
Il nostro team investigativo ha mostrato alle telecamere di Indovina chi viene a cena le strazianti condizioni di stabulazione delle scrofe, costrette a trascorrere circa metà della loro vita in gabbia: durante la prima fase di gestazione, il parto e l’allattamento. Rinchiuse in spazi strettissimi che delimitano il perimetro del loro corpo, non hanno la possibilità di compiere nessun movimento: possono solo stare in piedi o distendersi, faticosamente, su un fianco.
Non è concessa loro la possibilità di socializzare con le compagne, costruire il nido per accogliere i propri cuccioli o manifestare comportamenti specie-specifici. Nonostante la chiara violazione del principio di benessere animale che queste strutture comportano, il loro utilizzo è consentito dalla legge.

La pandemia in un altro mondo.

Come sarebbe una pandemia nel migliore dei mondi possibili?
Intanto ci potremmo finalmente fidare delle autorità, politiche o scientifiche che siano. Sapremmo che l’efficienza della sanità si valuta in base a quanti malati cura e non a quanti amici primari fa mangiare.


Sapremmo che le cure e la ricerca stanno in mano a chi le studia per il benessere della popolazione e non per i profitti di lobby e multinazionali del farmaco.
Potremmo fidarci di chi ci dice che la fase 2 può partire, perché non ci avrebbe lasciato alla fame per due mesi. E soprattutto perché nemmeno esisterebbe più la confindustria di merda.
Inutile dirvi che cambierebbe tutto…
C’è un punto che non sarebbe cambiato forse.
La pandemia – così tanto paragonata alla guerra forse pure per questo, chi sa – ci ha improvvisamente messo davanti, ci piaccia o meno, che nelle società umane esistono gli imprevisti. E pesano, contano. Soprattutto ci ha messo davanti al fatto che si muore, anche quando non è propriamente calcolato, nei modi già digeriti e abituali.

Pd e destra compatti a difesa degli F35. Stoppata interrogazione del M5S

https://contropiano.org


Prima i parlamentari del Pd, poi il governo ed infine anche l’opposizione della destra, hanno nuovamente fatto muro contro una interrogazione  parlamentare del deputato Gianluca Ferrara del M5S (commissione esteri) che chiedeva di sospendere per un anno il programma di acquisto degli aerei militari F35. Si conferma così come sulle spese militari agiscano le stesse convergenze di quello che abbiamo definito il Partito Trasversale del Pil, un partito in cui quelli che litigano di mattina si rivelano pienamente d’accordo il pomeriggio.
L’interrogazione di Ferrara chiedeva di sospendere il programma per un anno e di rivalutarlo nel suo complesso così da destinare più risorse alla sanità.  E, insieme a quella del deputato, sul testo compaiono le firme di una cinquantina di deputati del M5S, quasi la metà dell’intero gruppo parlamentare alla Camera.
La proposta di destinare ad altri capitoli della spesa sociale i fondi previsti per l’acquisto degli F35 già in autunno aveva visto la levata di scudi sia del Ministro della Difesa Guerrini (PD) che della Lega, la quale a novembre aveva presentato una mozione per impegnare il governo a confermare gli impegni di spesa e quelli dell’alleanza con il complesso militare-industriale Usa.
Ma la mozione della Lega era stata bocciata, mentre veniva approvata una mozione di maggioranza che rinviava la questione, cassava ogni richiamo alla “rimodulazione” o “rinegoziazione” degli impegni all’acquisto degli F35 e manteneva sostanzialmente le cose come stavano.

“Quando non eravamo ancora una colonia: viaggio nel passato neanche tanto remoto” di R. SALOMONE-MEGNA

https://scenarieconomici.it


In questi giorni di arresti domiciliari, causa covid-19, mi sono posto una domanda: come avrebbe affrontato l’emergenza l’Italia degli anni “70?
Ho cercato di darmi una risposta tralasciando l’aspetto sanitario, poiché il progresso della medicina in mezzo secolo ha dell’incredibile. Pertanto, mi limiterò a considerare solamente i risvolti economici del problema.
Più precisamente mi chiedo: cosa avrebbero fatto i governanti dell’epoca per rilanciare l’economia, dopo circa due mesi di paralisi quasi totale di tutte le attività produttive?
E’ giusto il caso di ricordare che negli anni “70 la nostra nazione aveva il tasso di crescita economica tra i più elevati di tutto l’occidente e questo crescita si avviò sin dal lontano 1948.
E, camminando nel tempo, come un novello Marty McFly, approdo nel 1979 anno particolarmente emblematico di quel periodo. Infatti, il 4 luglio 1979, il Governo Andreotti decise di mandare la nostra nave ammiraglia, la Vittorio Veneto, assieme all’incrociatore Andrea Doria ed alla nave appoggio Stromboli nel Mar Cinese, per salvare i profughi che scappavano dal Vietnam del Sud, caduto sotto il controllo del regime comunista di Hanoi. Due incrociatori formidabili per armamento e dimensioni che venivano inviati nel Golfo del Siam, salpando da Taranto, per salvare la vita di quelli che vennero appellati “ boat people”.
Non c’erano le odierne ONG, purtroppo o per fortuna, ma tanti poveri cristi veramente scappavano dalla guerra e dalla morte certa e non erano migranti economici.
Comunque, fummo l’unico paese occidentale ad avere pietosa sensibilità verso quegli esseri umani.

Per scaricare gratuitamente l’ebook in pdf basta compilare il seguente formulario e salvare il file

https://sbilanciamoci.info/l-epidemia-che-ferma-il-mondo/

Le radio nel mondo e nel tempo

https://radiooooo.com/

Franco Battiato - Concerto di Baghdad 1992 - Integrale

"TERAPIA AL PLASMA CONTRO IL CORONAVIRUS FUNZIONA, NON CAPISCO PERCHÉ NON LA USANO" ► PROF. DE DONNO

PROF. GIULIO TARRO ► "HANNO SCATENATO UNA SINDROME DA PANICO, MA I DATI SONO DIVERSI DA COME DICONO"

Come la Cina ha spezzato la catena del contagio

https://contropiano.org


Pubblichiamo la traduzione della meticolosa descrizione scritta a “sei mani” su come la Cina sia riuscita a sconfiggere vittoriosamente la “prima ondata” dal contagio del coronavirus. Questo articolo è apparso sul prestigioso Indipendent Media Institute il 15 aprile ed è stato ripreso dalla testata digitale della storica rivista della sinistra radicale nord-americana Monthly Review On Line il 19 aprile.
Avevamo precedentemente pubblicato un racconto-intervista di ciò che è stata l’esperienza della quarantena nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei, ed un altro resoconto del corrispondente del “The Washington Post” a Pechino.
Dalla lente di questi due differenti osservatori emergevano chiaramente alcune caratteristiche della risposta vincenti della Repubblica Popolare che qui sono riportate minuziosamente in una scansione cronologica che va dai primi di gennaio alla fine dei 76 giorni di lockdown.
Altri acuti osservatori, in questo caso osservatrici, avevano individuato la chiave di volta della risposta cinese all’emergenza sanitaria al proprio interno e poi alla pandemia globale nella “pianificazione socialista” di questo Paese.

Sono le Venti (Nove), Galli: “Isolamento di 14 giorni dopo contatto a rischio? Protocollo non più attuale. Oltre 6% asintomatico, servono test”

Il Fatto Quotidiano

“È un dato di fatto che il Paese ha bisogno di riprendere sperando che quello che abbiamo imparato su questo virus e malattia, sia sufficiente per poterlo rifare senza trovare grandissimi problemi. Ma c’è differenza tra quello che abbiamo imparato e quello che dimostreremo di essere capaci di applicare”, così a Sono le Venti, il programma di Peter Gomez in onda sul Nove, l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli. L’esperto spiega anche le recenti scoperte sui collegamenti tra la sindrome di Kawasaki e il Covid-19, sottolineando che “proprio gratis l’infezione non è neanche per i bambini”. E alla domanda sul perché oggi venga ancora detto a chi vive con un positivo che può uscire dopo 14 giorni senza sintomi sottolinea: “Uno dei problemi ovvi da affrontare sono le indicazioni (date ai cittadini ndr.). Come si fa allo stato attuale a dire a una persona di uscire dopo 14 giorni di isolamento quando sta a contatto con un positivo? – spiega – Il protocollo non è più attuale. Questa è diventata una soluzione non più di garanzia. Abbiamo valutato oggi i risultati di un questionario e almeno il 6% delle persone tampone-positive che non sono state ricoverate in ospedale, è completamente asintomatico. Quindi abbiamo grandissimo bisogno di test”.
SONO LE VENTI, il nuovo programma di Peter Gomez, è prodotto da Loft Produzioni per Discovery Italia e sarà disponibile anche su Dplay (sul sito www.it.dplay.com – o scarica l’app su App Store o Google Play) e su sito www.iloft.it e app di Loft. Nove è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, su Sky Canale 149 e Tivùsat Canale 9.

SGARBI A MARTELLA: "CHIUDETE LA TASK FORCE GOVERNATIVA SULLE FAKE NEWS!" MARTELLA RISPONDE #Byoblu24

mercoledì 29 aprile 2020

La malattia del Padrone

grosz 

ilsimplicissimus Anna Lombroso
Ma adesso che ci costringono a scegliere tra la borsa e la vita, le libertà e la salute (pratica già largamente in atto anche a casa nostra, a Taranto ad esempio), il salario e l’ambiente, il libero arbitrio e le sanzioni, e da quando l’obbedienza è stata legittimata come virtù civile,  non faccio che imbattermi in volontari della servitù e della rinuncia che encomiano l’Esecutivo in qualità di migliore dei governi possibili.

Tutti pronti a infilare volontariamente la testa nel cappio, elogiano quindi le misure inevitabili, i provvedimenti fatali, compresa una inedita e aperta violazione dei diritti costituzionali e della privacy, che ai tempi di Berlusconi avrebbe fatto gridare vendetta, mentre è nel segno della continuità l’indifferenza rivolta a evidenti conflitti di interesse, trascurabili e irrilevanti per un ventennio e dopo, così chiunque voglia sottrarsi al generalizzato e concorde compiacimento viene subito preso per un matto complottista o, peggio, per un runner che vuole promuovere orge, organizzare crapule e pianificare rave party.

Per lo sciopero alla Geofor si scomoda pure la Commissione di garanzia…

https://contropiano.org


Contro i lavoratori dell’Igiene Urbana di Pisa interviene La Commissione Nazionale di Garanzia! Rispediamo al mittente questo vergognoso atto repressivo!
Con un provvedimento senza precedenti, la Commissione Nazionale di Garanzia ha inviato una ingiunzione alla Geofor di Pisa perché intervenga con provvedimenti punitivi contro i lavoratori che, nel pieno della pandemia, si sono astenuti dal lavoro, chiedendo che venissero rispettate le disposizioni dell’Istituto Superiore di Sanità dello scorso 14 marzo, con specifiche “Indicazioni ad interim per la gestione dei rifiuti urbani….” e  delle varie disposizioni emanate dalle autorità competenti, il cui rispetto, a partire dai servizi pubblici essenziali, è richiamato dalla stessa Commissione di garanzia per il diritto di sciopero, in data 12 marzo (Prot. 0003678) e 13 marzo (Prot. 0003700). 
I fatti risalgono allo scorso 19, 20 e 21 marzo, nel pieno della pandemia, quando i lavoratori dell’Igiene ambientale di Pisa si fermarono in attesa di avere i Dispositivi di Prevenzione Individuale (DPI), per potersi recare in sicurezza a svolgere il loro già pericoloso lavoro.

Utenze, storia di un paese che svende al privato i beni collettivi

https://contropiano.org


Il 29 aprile del 1906, ad Aqualagna, piccolo paesino nel marchigiano, nasceva Enrico Mattei.
Partigiano del Cnlai durante la Resistenza, parlamentare Dc nel primo governo eletto della Repubblica, ma soprattutto imprenditore e dirigiente pubblico italiano, fondatore del gruppo Eni nel 1953, quando assunse la proprietà dell’Agip e la trasformò, anziché liquidarla come richiesto dalla Commissione centrale per l’economia del Cln nell’immediato Dopoguerra, in una multinazionale del petrolio.
Morì in un incidente aereo solo 9 anni dopo, riconosciuto nel 2012 come vittima di un attentato da una sentenza al processo collegato alla scomparsa del giornalista De Mauro, dopo aver messo in crisi il dominio delle “Sette sorelle” nell’industria petrolifera.
Erano i tempi dei colossi di Stato, ossia della proprietà statuale dei settori strategici, come con l’Eni appunto, ma anche con l’Enel, privatizzate nella sbornia liberista degli anni Novanta. Quali sono le conseguenze oggi, in piena pandemia, di quel giro di privatizzaizioni?

IL PAESE CON PIU’ ALTO NUMERO DI MORTI OGNI 100 MILA ABITANTI IN EUROPA? IL BELGIO…. (ed i dati della Gabanelli)

https://scenarieconomici.it


Qual’è il paese europeo con il più alto numero di morti rispetto al numero degli abitanti? Per quanto il nostro paese sia stato colpito non viene a detenere questo record poco piacevole.


FATECI USCIRE! IL SINDACO CHE VUOL RIAPRIRE LA CITTÀ CON ZERO CONTAGI! Antonino Ruggiano #Byoblu24

Meno armi, più ospedali

https://sbilanciamoci.info

Nel 2019 sono stati spesi nel mondo quasi 2mila miliardi di dollari in armi, mentre il bilancio dell’Oms è di poco più di due. In Italia aumentano le spese militari e, nel pieno dell’emergenza Covid-19, si conferma il programma d’acquisto degli F-35 ed è in arrivo una legge da 6 miliardi di euro in armamenti.
Il nuovo Rapporto annuale del SIPRI, il prestigioso istituto svedese di ricerca sulla pace e il disarmo, ci dice che nel 2019 sono stati spesi 1.917 miliardi di dollari per le armi e la difesa. Nello stesso tempo il bilancio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) è di poco superiore ai due miliardi di dollari, lo 0,11% di quanto si spende per le armi.
Si è paragonata – sbagliando – la pandemia del coronavirus a una guerra. Sta di fatto che per le guerre vere o inesistenti si spendono migliaia di miliardi di dollari e per difenderci a livello globale da una pandemia che sta causando centinaia di migliaia di morti si danno all’organismo globale che dovrebbe coordinarci e intervenire solo le briciole. Il bilancio dell’Oms è basato su contributi volontari e in parte sono privati: il secondo finanziatore dell’Organizzazione è la Fondazione Bill e Melinda Gates.
Intanto, che cosa fa il governo del nostro paese? Con il decreto Cura Italia sta mettendo un po’ di risorse sulla sanità, ma dal 2008 gli esecutivi che si sono succeduti in questi anni hanno definanziato il servizio sanitario nazionale. Lo certifica in queste ore l’Istat. Negli stessi anni sono aumentate le spese militari.

Educare o reprimere – di Roberto Faure

http://effimera.org

Quando infuria la tempesta, uomini e donne sballottati hanno una tempesta anche nella loro mente. L’unica è affidarsi alla logica ed alle poche certezze.
Questo discorso inizia con qualche premessa e spera di affidarsi alla logica. Se sono errate le premesse, non regge tutto il resto. Anzi, inutile leggere.
Le premesse sono: per non diffondere il virus basta una distanza di qualche metro; all’aria aperta è più difficile il contagio se si è distanziati; la paura diffusa ha indotto ormai la popolazione a stare distanziata ed a seguire le regole per evitare il contagio; la segregazione ed il panico creano un grande danno psicologico ed economico.
Se tutto ciò è vero, la tesi che qui si vuol dimostrare è che l’attuale perdurare in Italia di alcune imposizioni poliziesche nella pratica attuale non serve per contenere l’epidemia e raggiungere gli obiettivi della segregazione antipandemica.
La paura è una buona consigliera, ed in questi mesi abbiamo visto i positivi effetti della paura prodottasi con l’epidemia: code ai negozi distanziate ed educate; la gente per strada evita di avvicinarsi; uso massivo delle mascherine, anche all’aperto; lavaggio delle mani.
Io credo che la popolazione, per quanto vedo coi miei occhi, abbia imparato.
Credo che ora si sottovalutino gli effetti materiali e psicologici del clima di paura perdurante creato dalla stampa e dalle forze di polizia con le sanzioni e con quanto comunicano alla popolazione.

Alla faccia della solidarietà. Il Gruppo Crai ritira la vendita delle mascherine: "Pochi 50 centesimi".

"Confidiamo che il governo voglia risolvere al più presto tale situazione".


Il Gruppo Crai ritira la vendita delle mascherine: Il Gruppo Crai  al quale fanno capo le insegne Crai, Pellicano, Caddy’s, IperSoap, Pilato, Proshop, Risparmio Casa,  Saponi e Profumi, Shuki e Smoll, ha annunciato che  “si vede costretto a ritirare dalla vendita, dai negozi del Gruppo, le mascherine chirurgiche” a causa del prezzo imposto massimo di 50 centesimi.
“Siamo  nell’impossibilità - si afferma - di vendere le mascherine ad un prezzo inferiore al loro costo di acquisto. Confidiamo che il governo voglia risolvere al più presto tale situazione in modo da consentirci di riprendere la vendita delle mascherine in questione”.

29-04-2020 ore 17:30

http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1

DIEGO FUSARO: Schiavi felici. Gli italiani accettano in silenzio la schiavitù chiamata lockdown?

Cartabia: "La Costituzione una bussola nell'emergenza. Non c'è diritto speciale per tempi eccezionali"

https://www.repubblica.it

La Corte costituzionale non si arrende al Covid. La presidente affida a un podcast il bilancio del 2019. Nessun cenno alla sua malattia, ma il rimpianto per il "viaggio interrotto imposto da un frangente drammatico della storia del Paese e dell'umanità". E parla di "leale collaborazione tra le istituzioni"

ROMA - Nessun cenno, neppure en passant, alla sua malattia, all'improvvisa febbre e al successivo tampone che ha poi confermato la presenza del Covid nella sua vita. Un mese lontana da quello che, ormai da nove anni, è il "suo" palazzo, la Corte costituzionale. Un mese di clausura a Milano, ma comunque al lavoro. Udienze "da remoto". Pure una bacchettata agli avvocati recalcitranti. Ore trascorse anche per preparare la sua relazione sull'anno passato. Quella che, nella tradizione della Corte, viene presentata alla stampa alla presenza del presidente Mattarella, delle massime autorità dello Stato, degli emeriti della Corte. Ma quest'anno c'è il Covid e bisogna rinunciare.

Marta Cartabia, la prima presidente donna della Consulta,  è costretta ad affidare a un podcast le sue 23 pagine che fotografano una nuova Corte, aperta, in viaggio verso il mondo, in un "leale rapporto di collaborazione" con le altre istituzioni. Una Corte che non demonizza la politica, tutt'altro, ma teorizza di poterci dialogare. Senza contrapposizioni, ma con spirito collaborativo. Una Corte che Cartabia definisce "in relazione", in quanto "pienamente inserita nella trama istituzionale repubblicana, aperta alla società civile, protagonista anche sulla scena europea e internazionale".

L'EX PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE ACCUSA I DECRETI DI CONTE ► "È CONTRO LA COSTITUZIONE"

Dostoievski

https://archive.org/details/moscardelli-dostoievski/mode/2up

Coronavirus – Da Nord a Sud 1039 pazienti trattati a casa con idrossiclorochina. Il punto sulla sperimentazione: “Crollo dei ricoveri”

Il Fatto Quotidiano

“Io sono un medico e, positiva al Covid19, ho immediatamente preso idrossiclorochina: in 3-4 giorni è scomparsa la febbre e gli altri sintomi”. Così esordisce Paola Varese, primario di Medicina oncologica dell’Ospedale di Ovada, in Piemonte. “Ho applicato su me stessa lo stesso protocollo che ho previsto per 276 pazienti a casa”, continua la Varese, sottolineando che “è fondamentale un intervento tempestivo dei medici di famiglia nelle case dei pazienti, con idrossiclorochina associata ad eparina (e se necessario l’antibiotico). E’ presumibile – dice – che il crollo delle ospedalizzazioni sia dovuto all’uso immediato del farmaco: abbiamo avuto solamente 7 ricoveri: secondo le attese proiettive dell’ISS avremmo dovuto averne 55”.
L’idrossiclorochina è uno dei trattamenti contro il Coronavirus in sperimentazione, ed è approvata dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Il pioniere in questo campo è il Direttore di Ematologia-Oncologia di Piacenza, Luigi Cavanna. E’ stato il primo in Italia a utilizzarla, un’intuizione che si sta dimostrando significativa. “Dal 25 febbraio, ho trattato 209 pazienti e nel 90% dei casi la risposta è stata positiva. Sono crollati i ricoveri: dal 30% di ospedalizzati (casi gravi o moderati) si è passati a meno del 5%”. Il cambiamento, secondo Cavanna, è arrivato con la somministrazione dell’idrossiclorochina fin dalle prime fasi della malattia, quando i pazienti erano a casa, e ha avuto come conseguenza il ricovero di pochissimi casi in condizioni acute. Un trattamento che, stando ai dati preliminari raccolti e sistematizzati da 5 Asl diverse su 1.039 pazienti, sta funzionando in tutta Italia. 

Coronavirus, indagata l’ex presidente della Camera Irene Pivetti: sequestrate mascherine che la sua società ha importato dalla Cina

Il Fatto Quotidiano

Frode in commercio e immissione sul mercato di prodotti non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza. Con queste accuse, l’ex presidente della Camera Irene Pivetti è stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Siracusa. Secondo gli inquirenti, la società di cui è amministratrice unica e rappresentante legale (la Only logistics Italia srl) ha importato dalla Cina mascherine con falsa certificazione di conformità, che poi sono state vendute in Italia nonostante il divieto dell’Inail. In giornata, la guardia di finanza della città siciliana ha sequestrato novemila dispositivi di protezione individuale su gran parte del territorio nazionale, immesse in commercio in maniera illecita, e ha segnalato per frode, oltre alla Pivetti (la cui società ha importato le mascherine), anche il titolare della “Stt Group“, società di Lentini, nel Siracusano, che si era occupata della distribuzione nelle varie farmacie e parafarmacie del Paese.
La società romana, che nei giorni scorsi è già stata oggetto di un altro sequestro a Malpensa, avrebbe sottoscritto un contratto di fornitura con la Protezione civile per 15 milioni di dpi. Nel decreto di perquisizione che ha portato al sequestro, si parla di mascherine “di terza categoria non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza”. Come sottolineato dalle Fiamme gialle, i dispositivi di protezione individuale erano accompagnati da una certificazione inattendibile di conformità alla normativa europea. “E’ emerso che il codice relativo al certificato è risultato estraneo all’ente certificatore e, quindi, falso” ha spiegato la Finanza. I militari, coordinati dal capitano Giovanni Statello, hanno accertato che i dispositivi appartengono a una partita di merce per la quale il direttore centrale dell’Inail (competente a ricevere le comunicazioni da parte di produttori e importatori) ha espressamente vietato alla società importatrice l’immissione in commercio. Sequestri sono avvenuti anche nelle provincie di Milano, Roma, Bologna, Ravenna, Forlì, Siracusa, Caltanissetta, Catania e Ragusa.

Troppa vita, poco valore, sterminio assicurato

https://contropiano.org


Ogni mattina, si svegliano, cacano e fanno colazione 8 milioni e 612 mila maiali, distribuiti perlopiù in Lombardia (4 milioni e 300 mila), Piemonte (1milione e 250 mila) ed Emilia Romagna (1 milione e 100 mila).
Il lockdown non ha interessato gli animali, i quali sono già da sempre bloccati e confinati in cellette e spazi limitati, e già da tempo sperimentano le psicosi che toccano adesso anche a noi. Alle galline (500 milioni in Italia), per evitare battibecchi e turpiloqui, il becco, di solito, glielo amputano.
Il confinamento degli umani non è certo una conseguenza diretta del confinamento e del trattamento industriale e dello sfruttamento subito dagli animali, ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Il fatto è che i maiali, e questa paura davvero avvicina tutti gli esseri viventi, porcelli o meno, per effetto del lockdown, rischiano di essere abbattuti, e non per diventare prosciutti e mortadelle al pistacchio, ma perché, anche per loro, come per i lavoratori, l’offerta comincia a superare la domanda – e non c’è legge di Say che tenga!
Quando ciò accade, e il riequilibrio è affidato al mercato, l’essere vivente diventa carne da macello, peggio, finisce nelle camere a gas.

UN MANICOMIO! ...E NON SAPPIAMO SE NE USCIREMO - Alessandro Meluzzi #Byoblu24

L'ART. 13 DELLA COSTITUZIONE CHE CONTRADDICE LE TASK FORCE DI CONTE - Giuseppe Palma #Byoblu24

Colonnello russo: Covid, terrorismo per dominare la Terra

https://www.libreidee.org

Il colonnello KvachkovUn’intervista approfondita a 360 gradi dove viene analizzato ogni aspetto fondamentale del fenomeno coronavirus e dove vengono rivelati i suoi veri inquietanti obbiettivi. E’ quella che il colonnello Vladimir Vasilievich Kvachkov, già membro del Direttorato principale per l’informazione, l’apparato dei servizi segreti di intelligence militari russi, e delle Spetsnaz, le forze speciali russe, ha rilasciato al canale “Studiya Rubezh”. Kvachkov è stato già onorato dell’Ordine della Stella Rossa ai tempi dell’ex Unione Sovietica. E dopo il crollo del Muro di Berlino, con la nascita della Federazione russa è stato insignito di altre prestigiose onorificenze militari, quale l’Ordine del Coraggio. La disamina del militare esperto di intelligence è semplicemente disarmante. Il coronavirus non avrebbe in alcun modo le caratteristiche di una vera pandemia globale, né quella di una epidemia mortale, ma sarebbe in realtà una operazione su scala mondiale scatenata dalle élite globaliste per arrivare al raggiungimento finale dei loro obbiettivi. Il colonnello non gira intorno alla questione e spiega subito la vera natura del coronavirus. «Il fenomeno coronavirus, che viene falsamente definito una pandemia, ha bisogno di essere esaminato dalla prospettiva delle potenze globali. E’ un fenomeno religioso, politico, finanziario, economico e nazionale».
«Permettemi di dire che non c’è nessuna pandemia: è una menzogna. Va considerata come una operazione strategica globale. E’ esattamente questo il modo in cui va pensata questa operazione. Questi sono ordini ed esercitazioni delle forze mondiali che sono dietro le quinte per controllare l’umanità».

Riparte il dibattito sugli F-35: le reti per la pace confermano il proprio NO

https://sbilanciamoci.info

La posizione sugli F-35 di Sbilanciamoci!, Rete della Pace e Rete Italiana per il Disarmo, che ribadiscono come non esistano “penali” per l’uscita dal Programma (ma solo per i contratti di acquisto confermato) e che ciascuno deve prendersi la propria responsabilità politica.
Forse anche stimolato dalla diffusione dei dati di spesa militare mondiale da parte del SIPRI e delle previsioni per la spesa militare italiana da parte dell’Osservatorio Mil€x e delle nostre organizzazioni, è ripartito in Italia tra le forze politiche e sulla stampa il dibattito relativo ai cacciabombardieri F-35.
A riguardo la Rete Italiana per il Disarmo, la Rete della Pace, la Campagna Sbilanciamoci! che insieme promuovono da anni l’iniziativa contro gli aerei prodotti da Lockheed Martin desiderano puntualizzare alcuni elementi, utili al dibattito.
Accogliamo positivamente che si torni a parlare di questa spesa non sono inutile ma anche negativa, e che se lo si faccia in un contesto in cui si rende sempre più evidente come la vera difesa del nostro Paese e dei suoi cittadini non sia garantita dalle armi quanto da più sanità, scuola, welfare. Apprezziamo dunque l’iniziativa di alcuni senatori del Movimento 5 Stelle che ieri hanno sottoscritto un’interrogazione (prima firma del Sen. Ferrara) al Ministro della Difesa Guerini per riaprire la questione anche a livello parlamentare.

Covid-19: che fine farà la mobilità sostenibile?

https://sbilanciamoci.info

Con la fase 2 riprenderanno gli spostamenti di milioni di persone. Per evitare che l’auto privata sia l’unica soluzione, occorre potenziare la mobilità a piedi e in bicicletta e innovare trasporto pubblico e sharing mobility. E puntare su riduzione del traffico, orari della città e servizi di prossimità.
Dal mese di maggio partirà la fase due “convivere con il virus” che durerà molti mesi, per poi arrivare a una fase tre di lunga e incerta durata.
Uno dei punti critici è la mobilità quotidiana dei cittadini/e: il distanziamento fisico impone grandi cautele e rischia di rappresentare il colpo di grazia definitivo per il trasporto collettivo, mentre l’auto potrebbe avere un vero rilancio. Anche la mobilità attiva a piedi, in bicicletta e con la micromobilità è un pezzo fondamentale della soluzione, se adeguatamente sostenuta e incoraggiata come mai abbiamo fatto in passato in Italia. I problemi di mobilità sono in discussione in tutti i Paesi e si stanno prendendo decisioni utili per rafforzare la mobilità alternativa all’auto: ad esempio a Parigi, Berlino, Budapest, Vienna, Londra si punta con decisione sulla mobilità ciclabile e il bike sharing. Allo stesso modo, in diverse altre città si ragiona su come potenziare i servizi di trasporto collettivo per servire in modo distanziato ingenti quantità di persone.

28-04-2020 ore 17:00

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martedì 28 aprile 2020

Attraversando il bardo (Sguardi sull'aldilà) FILM COMPLETO 2014 - Franco Battiato

Cronache dal virus: alcune riflessioni sulla fase 2

Mauro Scardovelli, Paolo Maddalena e Nicola Donti - 25 aprile

Coronavirus: il testo completo del nuovo Dpcm del 26 aprile (PDF)

https://www.laleggepertutti.it/wp-content/uploads/2020/04/DPCM-e-allegato-del-26-aprile-2020.pdf

Coronavirus: il testo completo del nuovo Dpcm del 26 aprile

https://www.laleggepertutti.it


Il Pdf da scaricare con tutte le disposizioni del decreto presentato da Giuseppe Conte e gli allegati con le attività che riprenderanno il 4 maggio.
Rientro al lavoro, passeggiate, attività sportive, visite ai parenti, funzioni religiose. Sono tanti gli aspetti della vita quotidiana interessati dal nuovo Dpcm del 26 aprile presentato ieri sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte per iniziare, dal 4 maggio, la fase 2 dell’emergenza coronavirus.
Nell’articolo 1, quello che riguarda la possibilità di uscire di casa, il decreto consente «solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie; in ogni caso, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».
Chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37.5° «deve rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante». E ancora: «È fatto divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus». È vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati. Il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto».

Vi spieghiamo perché i provvedimenti di Conte che limitano la libertà sono incostituzionali

https://www.ilprimatonazionale.it

Roma, 22 apr – È emersa la necessità, in queste ultime settimane, per contenere la diffusione del coronavirus stante la inadeguatezza del nostro sistema sanitario (per mancanza di posti letto attrezzati per la gestione di casi che necessitano cure in terapia intensiva), di limitare il più possibile i contatti sociali e poi le libertà personali, andando, così a comprimere (limitare e sospendere sine die) l’esercizio di diritti e libertà fondamentali, quali, ad esempio, la libertà personale (Art. 13 Cost.), libertà di circolazione (art 16 Cost.), libertà di riunione (Art. 17 Cost.), libertà di iniziativa economica (Art. 41 primo Comma Cost), nonché i diritti derivanti dalla garanzia e dall’obbligo di istruzione (articolo 34 Cost). La sospensione di siffatti principi-cardine del nostro ordinamento trae, però, origine e viene legittimata, in un altro principio fondamentale della nostra Carta Costituzionale, e cioè dall’articolo 32 che così recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“. Viene dunque fissato il principio secondo il quale il diritto alla salute non è soltanto un bene individuale, ma un patrimonio della collettività da tutelare e salvaguardare. Anche attraverso la limitazione di diritti concorrenti con esso temporaneamente inconciliabili. 

Non sono mancate, però, osservazioni e critiche sulla possibilità che alcuni diritti costituzionalmente garantiti possano essere limitati o sospesi, come ad esempio il diritto alla libera circolazione, a beneficio del diritto, sempre costituzionalmente garantito (e quindi di pari rango) alla salute. Tanto che nel 1974, un costituzionalista quale Alessandro Pace, ebbe a scrivere, “Va subito affermato che non sembra che l’art. 13 possa cedere all’art. 32; pertanto tutte le restrizioni coattive per motivi di sanità devono di necessità seguire la via giurisdizionale prevista da quell’articolo. Si tratta in ogni caso di operare un bilanciamento tra beni costituzionalmente garantiti, che vede il prevalere del diritto alla salute pubblica (con tutti i suoi risvolti) sugli altri con la possibilità in capo al legislatore di poter comprimere o sospendere alcune libertà costituzionalmente garantite. 
È bene chiarire immediatamente che è solo per Legge o per provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, che tali diritti possono trovare limitazione ed essere temporaneamente regolati in caso di necessità. È la Costituzione stessa a prevedere espressamente i casi in cui si possano comprimere tali diritti. Fatta questa doverosa premessa, è utile esaminare, brevemente, l’excursus dei vari provvedimenti emanati da questo governo per affrontare la pandemia.

Culi al caldo nella tormenta

signo 

ilsimplicissimus Anna Lombroso

La Grande Crisi spazzò via, ma non abbastanza, quella visione, e neppure quell’altra crisi cominciata nel 2008, se  la convinzione di essere un impero nel quale a tutti è offerta la possibilità di veder premiato arrivismo, spregiudicatezza, avidità e  prepotenza  con i servizi di prestatori d’opera “inferiori”, interni ed esterni ai confini, dura ancora. Proprio come, per dirla con Susan Sontag, una pestilenza che ha contagiato perfino l’immaginario di altri popoli.
Vien fatto di pensarlo oggi e qui: chi avesse creduto che l’epidemia possedesse un effetto redentivo, promuovendo solidarietà e coesione, si è sbagliato, al contrario ha dato enfasi a tutti i vizi, le disuguaglianze, le ingiustizie del “prima”, di quella normalità che, è perfin banale dirlo, è all’origine del danno, dell’attuale anomalia, del presente stato di eccezione.

La Libertà è nelle mani della “tecnoscienza” (di Giuseppe PALMA)

https://scenarieconomici.it

Il discorso di ieri del Presidente del Consiglio Conte è stato un vuoto a perdere.
Irrompe in mezzo ai TG serali, così tutti sono costretti a mandarlo in onda, per dire ciò che sarebbe stato semplice scrivere in un Dpcm – l’ennesimo – e diffondere con un semplice comunicato stampa.
Mezz’ora persa per comunicarci le distanze che dovranno mantenere chi corre o chi passeggia, oltre ad autoincensarsi su presunti risultati ottenuti al Consiglio europeo. Quali non si sa, visto che insieme al Recovery Fund (che ancora non c’è) c’è anche il cosiddetto MES “light” (che invece c’è già). In punto di sostegno economico, nulla. Il vuoto.
Dal 4 maggio non cambierà sostanzialmente nulla. Rimarranno in vigore le limitazioni attuali, salvo qualche attività che potrà riprendere a lavorare. Con quali clienti non si sa, ma potrà rialzare la saracinesca. Tante altre, invece, resteranno chiuse, alcune addirittura fino a giugno. Nel frattempo 70 mila Partite Iva e autonomi stanno ancora aspettando il bonus dei 600 euro di marzo, così come 4 milioni di lavoratori dipendenti non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione in deroga (sempre di marzo).
Nel suo discorso il Presidente del Consiglio ha più volte citato Colao, esponente di spicco del capitalismo neoliberista di casa nostra, a capo delle 15 task-force nominate dal governo per la cosiddetta “Fase 2”. Insieme a lui, Conte ha più volte nominato il Comitato tecnico-scientifico, che coadiuva il governo, composto da medici e presunti scienziati che decidono sulle libertà fondamentali di sessanta milioni di persone. Sia le task-force che il comitato sono del tutto estranei al processo democratico. Decidono della nostra vita e delle nostre libertà senza alcun collegamento con le determinazioni della sovranità popolare.
Il virus ha infettato anche la democrazia.

CONSULENTE DI TRUMP: L’UE È FINITA, L’ITALIA SI TIRI FUORI #Byoblu24

I PENALISTI DI TRIESTE CONTRO IL GOVERNO DEI DECRETI – Alessandro Giadrossi #Byoblu24

Anziani e RSA nel tempo del virus-(articolo molto interessante)

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C’è un passo dell’intervista di Repubblica del 21 aprile al paziente numero uno del Covid-19, Mattia, che mi ha particolarmente colpito. Ed è questo: «I medici mi hanno detto che almeno da gennaio, non solo in Lombardia, erano esplose polmoniti incurabili. Tra gli anziani era una strage, ma nessuno credeva che il coronavirus, dalla Cina, fosse già arrivato in Europa. Con me, l’età ha fatto la differenza». Visetti che intervista il trentottenne domanda: «Vuol dire che con un anziano l’attenzione dei medici è inferiore?». Risposta di Mattia che ne completa il pensiero: «No. Dico che la dottoressa Malara non si è rassegnata a perdere un paziente senza capire perché. Tra gli anziani, colpiti anche da altre malattie, non è scientificamente inconcepibile una polmonite mortale. Io sarei stato un’eccezione».

Napoli: la polizia a casa dei disoccupati

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MANIFESTARE NON È REATO!
Sembra che manifestare, pur nel rispetto di tutte le condizioni di sicurezza (mascherine, guanti, distanziamento sociale) sia diventato un atto “sovversivo”.
Il 27 aprile, con una solerzia che sarebbe bello vedere quando si tratta di offrire misure di sostegno alle fasce popolari del nostro Paese, alcuni ufficiali giudiziari e membri della Polizia si sono recati domicilio per domicilio per identificare alcune disoccupate e alcuni disoccupati.

La loro colpa? Aver partecipato alla manifestazione di 15 persone a Piazza Plebiscito per sollecitare il Prefetto, rappresentante del Governo sul territorio, la necessità di misure sociali per il nostro popolo, a cominciare dall’istituzione urgente di un reddito d’emergenza, finanziate, tra gli altri provvedimenti, da una patrimoniale sul 10% più ricco della popolazione.
Mentre i controlli sulle aziende, per verificare la sussistenza dei requisiti per stare aperte e il rispetto delle necessarie misure di sicurezza, latitano, lo Stato si presenta letteralmente alle porte delle case dei disoccupati del Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre” non per offrire un sostegno, ma per provvedimenti repressivi.

Gattinoni: strage Covid solo in Italia, grazie al nostro caos

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Il professor Luciano GattinoniI tedeschi non sono più bravi di noi, e lavorano di meno. Però sono organizzati, ognuno fa la sua parte, non si parlano addosso e amano obbedire. Rispettano le regole, avvantaggiati dal fatto che le loro sono chiare. E perciò si possono permettere di più, rischiando di meno. Sul coronavirus, la Merkel ha parlato tre volte. La prima per dire che il 70% dei tedeschi si sarebbe ammalato, la seconda per chiudere il paese, la terza per riaprirlo affermando che, se la situazione peggiorerà nuovamente, farà retromarcia. Poche parole, chiare. Tutto il contrario di quanto avvenuto in Italia. Per questo, i tedeschi possono permettersi di andare al fiume a gruppi la domenica, mentre se da noi uno prende il sole senza nessuno intorno nel raggio di mezzo chilometro, il drone lo fotografa e arrivano i carabinieri per fargli la multa. L’Italia ha 500 esperti e un numero di commissioni ignoto, ma del loro lavoro non traspare nulla. Vive in un perenne talk-show. Manca perfino un’analisi della situazione che parta dai numeri. Nessuno parla di rischio sostenibile, non avendolo calcolato. In Italia siamo in troppi a non decidere? Se mettete dieci medici intorno a un malato, questo non ha speranze: muore. In un gruppo allargato, ognuno si sente in dovere di dire una cosa più intelligente di quella che ha appena ascoltato, e finisce con lo spararla grossa. Se ci sono più di cinque o sei persone a decidere, la commissione diventa inutile nel migliore dei casi, e dannosa nel più frequente, perché l’accordo lo si raggiunge sempre al livello più basso.

Dl Liquidità, si faccia avanti un imprenditore che ha incassato anche solo un euro!

Sono stato troppo ottimista.


Vincenzo Imperatore Consulente di direzione, giornalista e saggista

Vincenzo ImperatoreNel valutare l’inefficacia del decreto liquidità nei confronti del popolo degli imprenditori, avevo previsto, sulla base dei numeri forniti da Bankitalia, una copertura massima del 30% delle piccole imprese del nostro paese che, ricordiamolo, rappresentano circa il 80% del tessuto produttivo italiano.

In altri termini, a fronte di circa 4,3 milioni di imprese registrate dall’Istat, soltanto un milioncino di piccole aziende avrebbero beneficiato dei prestiti “veloci” (!), cioè quelli fino a 25.000 euro, previsti dal decreto liquidità.
Ma la mia preoccupazione riguardava (e riguarda) anche “i tempi di erogazione” che potrebbero essere fatali per la sopravvivenza di quelle imprese che, per ultime, vedranno l’accredito sul proprio conto corrente.

A nulla valgono le rassicurazioni di famosi ristoratori o titolari di agenzie di viaggi, che dichiarano in tv che loro hanno ricevuto una risposta (non l’erogazione) entro 24 ore.
Non fanno testo perché, in quel caso, le banche stanno, a loro insaputa, investendo in marketing pubblicitario.
La verità è un’altra: nessuno ha ancora ricevuto un euro.

L’asino sul balcone

https://contropiano.org


Nel 1909 Life pubblica un cartoon dove si vede lo scheletro di un grattacielo – colonne e solai, senza pareti. Su ognuno dei piani c’è una villetta, con giardino, alberi, cuccia del cane, capanno degli attrezzi, eccetera. All’82° piano si vede persino un asino affacciarsi dalla porta di una stalla.
Acquista un accogliente cottage nei nostri lotti costruiti in acciaio, a meno di un miglio sopra Broadway” – si legge in una didascalia. “Solo dieci minuti in ascensore, e avrai tutti i comfort della campagna, senza i suoi svantaggi – Celestial Real Estate Company”.
All’Expo 2000 di Hannover, ispirandosi alla vignetta di Life, lo studio MVRDV costruisce il padiglione Olandese, con il motto «L’Olanda crea spazio». Il riferimento è al costante sforzo dei Paesi Bassi di rubare terra al mare. Si cerca di sublimare la natura, portandola al terzo piano di una struttura di acciaio e vetro.
Poi è la volta di Daniel Libeskind, con il progetto del Madison Square Park Tower, e di UCX Architects con il progetto dell’Urban Cactus di Rotterdam, e di Stefano Boeri, che progetta e realizza a Milano il Bosco Verticale.

ULTIMA CHIAMATA PER ALITALIA, Quale sorte per la compagnia aerea - Galloni, Fazari #Byoblu24

COME IL MES CI PORTERÀ A FONDO IN SEI MESI - Luciano Barra Caracciolo a #Byoblu24

Magaldi: lottare per la libertà. E difesa, gratis, per i multati

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Posto di blocco
«Mi stupisce, la delusione di tanti italiani per l’ultimo discorso di Conte: che liberazione si aspettavano, il 4 maggio? Quella dal nazifascismo, appena celebrata, è costata lacrime e sangue. Una vera liberazione la si può fare soltanto se si è disposti a combattere». Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, annuncia due iniziative dirompenti. La prima si chiama Sostegno Legale. «Stiamo già raccogliendo moltissime segnalazioni, da parte di cittadini che in tutta Italia hanno subito abusi e sanzioni ingiuste, durante la quarantena: saranno difesi, in modo gratuito, dai nostri avvocati e dai tanti legali che stanno aderendo all’iniziativa». A coordinare il team, l’avvocato Ivo Mazzone insieme alla giornalista Monica Soldano. Ispiratore dell’iniziativa, Gianfranco Carpeoro (all’anagrafe Pecoraro, con alle spalle trent’anni di attività forense a Roma e Milano). «E’ vergognoso – dice Carpeoro – il tentativo di colpevolizzare i cittadini, di fronte all’evidente fallimento del lockdown come misura per contenere il contagio». Capitolo secondo, la Milizia Rooseveltiana: «Stiamo arruolando cittadini – annuncia Magaldi – in una milizia pacifica, nonviolenta e gandhiana, ma dura e ferma nel prepararsi a combattere le battaglie di domani, affinché nessuno provi a disciplinare socialmente le nostre collettività in senso antidemocratico e liberticida, proponendoci periodicamente un’emergenza dopo l’altra».

lunedì 27 aprile 2020

Le mascherine nuove dell’Imperatore

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ilsimplicissimus Anna Lombroso

La  confessione è datata 25 aprile, ma la dice lunga sulle scelte che hanno “suggerito” di imporre al paese restrizioni, leggi marziali, sanzioni, penali, di concedere deleghe in bianco a autorità che non possiedono un mandato del Parlamento, cui è stata data perfino facoltà di sottoporre i cittadini a tracciamento grazie  alla concessione a una società privata dell’applicazione di un software che ha suscitato dubbi perfino da parte del Copasir sia per le modalità di affidamento che per le eventuali conseguenze sulla “sicurezza nazionale”.
E infatti, ammette Baruffi, hanno proibito l’attività fisica non perché la situazione sia più a rischio, ma perché “volevamo dare il senso di un regime molto stringente”.

La ragione per la quale ciò che è stato fatto, si fa e si farà non ha nessuna credibilità da un punto di vista “sanitario” e della sicurezza dei cittadini, se come è giusto non la intendiamo come declinazione restrittiva dell’ordine pubblico, è l’evidente la contraddittorietà delle misure in atto e di quelle che verranno prese, alcune delle quali sono state oggetto dell’ultima annunciazione del Presidente del Consiglio, accompagnata da nuova modulistica, timing complesso e soggetto a decodificazioni articolate su scala regionale e comunale.

A scuola non si torna e va bene, ma su esami e concorsi zero certezze. Tanto, ‘vi faremo sapere’

 Il Fatto Quotidiano

A un certo punto ho avuto voglia di andare a prendere un foglio per gli appunti, la penna e gli evidenziatori colorati. Quando il premier, ieri sera, ha iniziato a spiegare la fase 2, mi sono predisposta trepidante all’ascolto, poi ho finito con la stessa faccia che fanno i miei alunni quando spiego quei periodi storici incasinatissimi pieni di battaglie e date e cause e conseguenze e l’unica certezza è sempre che si litiga per l’Alsazia e la Lorena. Speravo che alla fine, invece del testo del decreto, ci desse due schemini.
Ho aspettato trepidante anche che parlasse della scuola, che dicono tutti essere importantissima e infatti poi se ne parla sempre alla fine, di striscio e non si capisce bene cosa s’è detto. Dunque a scuola non si torna più, e fino qui. Anche se ufficialmente c’è scritto che la chiusura è sino al 17 maggio, ma è giusto così per dire; soprattutto perché il 18 pare riaprano i negozi, io ho maturato una sindrome da shopping compulsivo e già mi vedo a fare didattica a distanza da dentro a un camerino di prova (“prof, le tira un po’ davanti, provi una taglia in più”).
Degli esami, che siano di maturità o di terza media, nessuna certezza, dei gran “stiamo lavorando per voi” e “vi faremo sapere”. Praticamente il nostro mestiere è come un pressure test di Masterchef, ci danno due ingredienti sconosciuti, ci dicono cosa deve venir fuori e ci danno un quarto d’ora di tempo per farlo.

LA CURA C'È! PAROLA DI GIULIO TARRO #Byoblu24

Perché dovremmo dare a tutti un reddito di base | Rutger Bregman | TEDxMaastricht (con sottotitoli italiano)

La Covid19 Economics e il trionfo europeo dei Chicago Boys – di Sargent Pepper

http://effimera.org

Effimera è venuta in possesso di alcune lettere scritte da un conservatore americano lobbista a Bruxelles e amante dei Beatles – che, per rispetto della privacy, abbiamo ribattezzato con uno pseudonimo: Sargent Pepper.
Sono lettere indirizzate a un suo anziano collega ricoverato in una casa di riposo … In tempi di corona virus i postini a volte si disfano della corrispondenza per evitare luoghi pericolosi come le case di cura lombarde, ove è facile rimanere contagiati.
Hans Iacob Stoer l’ha trovata e ora Effimera pubblica la traduzione del testo apparso a Gottingen in lingua inglese, traduzione del prof. Ferrante Pallavicino.
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“See the worst thing about doing this
Doing something like this
Is I think that at first people sort of are a bit suspicious
‘You know, come on, what are you up to?’
The Beatles, A day in the life, 1967
1. Caro XXXXX è difficile immaginare il futuro quando si resta a casa a guardare dalle finestre.

Situazione 27-04-2020 ore 17:30


Coronavirus, altro che ‘distanziamento sociale’: ridurre le differenze di classe

https://www.ildesk.it

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Questo tempo eccezionale dettato dal coronavirus, oltre a segnare una crisi sanitaria di livello mondiale, sta lasciando sul campo anche alcuni errori macroscopici, spesso volutamente, in ordine al corretto uso delle parole, non già dal punto di vista strettamente grammaticale, ma per l’utilizzo di ceppi di parole socialmente pericolosi.
Uno di questi esempi è quello di far passare il “distanziamento fisico” tra persone come un “distanziamento sociale” fra essi. Dannoso, sbagliato e controproducente, a mio avviso.
Il distanziamento sociale è principalmente elemento di analisi della sociologia dell’ambiente, del territorio e del turismo.

Penso che confondere il “distanziamento fisico” per combattere il coronavirus, come massima misura contenitiva di questo tempo storico, con l’accezione “distanziamento sociale” sia un’aberrazione, oltre che un errore semantico. Credo ancora che bisogna andare a prendere una qualche lezione da un ordinario di ricerca sociale piuttosto che da un esperto di scienze della comunicazione per non macchiare l’uso della parola. Ma vedo che, purtroppo, il pensiero comune va in altra direzione. Così alle cosiddette fake news si aggiungono le “fake semantiche”, quando si dice che il livello è molto sotto lo zero.