martedì 31 maggio 2022

Mandare armi in Ucraina è incostituzionale e contro il nostro interesse nazionale

Andrea Zhok - L'Europa si è scavata la fossa: la guerra russo-ucraina in 7 punti

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Note sulla guerra russo-ucraina
 
1) All'indomani dell'invasione, l'Europa aveva due opzioni. Poteva accompagnare le necessarie sanzioni con una richiesta a Zelensky e Putin di avviare immediate trattative sulla base delle due istanze fondamentali del contenzioso: la neutralità dell'Ucraina e il rispetto degli accordi di Minsk. Se Zelensky non si fosse sentito coperto e garantito nella prosecuzione della guerra probabilmente la pace si poteva ottenere in una settimana. Oppure, e questa è stata la scelta fatta, l'Europa poteva mettersi a dire che Putin era il nuovo Hitler, un pazzo, un animale, poteva mettersi a rifornire di soldi, istruttori e armamenti pesanti l'Ucraina, poteva scatenare un'ondata di russofobia imbarazzante e poteva perseverare in questa linea fino a dire (Borrell) che la guerra doveva risolversi sul campo (diplomatici che si improvvisano guerrieri con il culo degli altri).

NATO, una storia da chiudere

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A volte si è tentati di banalizzare la vacuità e l’incoerenza dei propositi dell’alleanza occidentale riconducendoli esclusivamente a fattori di ordine personale, quali la tarda età e scarsa lucidità di Biden, o l’evidente subalternità dei leader europei, riconducibile a sua volta a scarsissimo spessore intellettuale e a servilismo politico nei confronti degli Stati Uniti.

Indubbiamente si tratta di fattori che  hanno un loro peso, ma occorre spingere il nostro sguardo al di là di tali miserie umane, per cogliere quella che possiamo definire l’inadeguatezza strategica della NATO nell’attuale fase della politica internazionale.

Se anche il New York Times inizia a capire che la guerra va male… A quando il risveglio di Draghi e VdL?

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L’11 maggio il New York Times ha pubblicato un articolo dove iniziava a mostrare che non  tutto stava andando bene per gli Stati Uniti in Ucraina e un pezzo d’opinione che accennava a un cambiamento di direzione.

Poi, il 19 maggio, il comitato editoriale, il comando generale del Times, è passato a un chiaro appello a cambiare direzione, dichiarando che la “vittoria totale” sulla Russia non è possibile e che l’Ucraina dovrà negoziare una pace che rifletta una “valutazione realistica” e i “limiti” dell’impegno statunitense. Il Times è un giornale importante perché indica la direzione che si vuole dare alle élite mondiale. Quello che dice il Times viene poi pedissequamente ripreso dai vari giornali europei e occidentali “Mainstream” e ripreso a cascata da opinion leader e politici.

Ucraina: dalla immancabile vittoria alla prevedibile sconfitta

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Devo chiedere venia per il post di ieri che prevedeva una drammatica escalation della guerra in Ucraina vista l’intenzione americana di regalare  a Kiev sistemi di lanciamissili multipli con le quali l’esercito ucraino superstite potrebbe colpire anche città all’interno della Russia. Ma a quanto pare dalle dichiarazioni che si sono succedute ieri gli americani forniranno razzi con un raggio massimo di 30 chilometri e dunque parecchio  inferiore ai sistemi che avevano gli Ucraini all’inizio dell’operazione russa e di cui ne sono andati distrutti 150: si tratta dunque solo di fare ancora un po’ di macelleria e probabilmente di graduare il passaggio tra l’Ucraina vincitrice e l’Ucraina distrutta e sconfitta senza appello. Questo passaggio è ormai evidente nella stampa di oltre oceano che comincia a riportare anche brani di drammatiche interviste a soldati dell’esercito ucraino. Ecco il New York Times:  “Chiedi come stanno andando i combattimenti”, ha detto Oleksandr Kolesnikov, il comandante di una compagnia di soldati che combatte nella foresta, intervistato su una barella di ambulanza fuori da un ospedale militare a Kramatorsk. «C’era un comandante della compagnia. È stato ucciso. C’era un altro comandante. È stato ucciso. Ferito un terzo comandante. Io sono il quarto”. E fa eco il  Washington Post: “Settanta persone del mio battaglione sono rimaste ferite nell’ultima settimana”, ha detto un soldato e autista di ambulanza appena fuori dai cancelli dell’ospedale che si è identificato solo come Vlad, 29 anni. “Ho perso troppi amici; è difficile per me. non so quanti. … Sta peggiorando ogni giorno”.

Dal Covid alla guerra: “L’Europa è ormai soltanto un vassallo degli USA”

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Intervista esclusiva di CDC al sociologo Laurent Mucchielli, autore del libro in due volumi “La doxa du Covid” incentrato sulla gestione francese della pandemia

“Lo spirito critico è come anestetizzato. La sottomissione all’autorità è totale.” sono queste le parole che il dottor Mucchielli ha utilizzato in questa intervista per caratterizzare cosa è successo in Francia negli ultimi due anni. Partendo dall’analisi di come le autorità francesi hanno gestito la pandemia, comprenderemo infatti quanto la storia nostra e quella dei nostri cugini d’oltralpe abbia seguito la stessa traiettoria. Due anni in cui il destino dell’Europa è stato segnato da profondi cambiamenti, in cui le ultime certezze sulla speranza di vivere in stati democratici sono crollate e in cui abbiamo visto nascere nuove modalità di sottomissione dei popoli. 

Ovunque abbiamo assistito a proteste contro i lockdown, le restrizioni e le chiusure. L’intero mondo è stato messo agli arresti domiciliari grazie a una narrazione mediatica che, per la prima volta nella storia a reti unificate, ha prima imposto il problema e poi ci ha donato la soluzione…i vaccini. Continuano a crescere i gruppi di persone che non hanno accettato di vedere i loro diritti calpestati e ogni giorno nuovi inganni vengono svelati…eppure, come dice Mucchielli “quando lo dico in giro, penso che mi prendano per pazzo” poichè in questi due anni la paura ha prevalso sulla ragione.

La grande menzogna sul grano ucraino. Kiev non è il granaio del mondo e neppure d’Europa

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 Dati record per il grano ucraino

di Augusto Grandi

“La Russia vuole affamare il mondo, bloccando l’esportazione del grano ucraino per via mare”. È questa la nuova bufala dei media italiani di regime. D’altronde sul terreno l’esercito russo avanza e non si può continuare a raccontare di ripiegamenti delle armate putiniane pronte ormai alla resa. Dunque occorre cambiare la menzogna quotidiana. E cosa c’è di meglio di provocare una nuova ondata di indignazione e di terrore nel gregge italico? Il Covid non funziona più, il vaiolo delle scimmie non funziona ancora. Ma la carestia è sempre un tema di successo.

Ucraina: l’Europol si preoccupa dell’afflusso di armi in Europa

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In un’intervista a Die Welt am Sonntag, la direttrice di Europol, la belga Catherine De Bolle, esprime preoccupazione per un possibile afflusso di armi in Europa in occasione della guerra in Ucraina.

Réseau Voltaire ha scritto che due terzi delle armi USA ed europee destinate all’Ucraina non arrivano a destinazione, ma si fermano in Kosovo e Albania per poi servire a riarmare Daesh in Sahel [1].

Senza avventurarsi in un terreno tanto insidioso, la commissaria De Bolle fa notare che per tre decenni gruppi criminali hanno utilizzato armi dei conflitti jugoslavi in Europa. Annuncia perciò l’istituzione di un gruppo di lavoro internazionale incaricato di sorvegliare dove finiscano le armi destinate all’Ucraina e gli ingressi in Unione Europea di possibili terroristi.

Il nuovo ordine pubblico dell’Ucraina

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La legge ucraina n. 7214 «Sull’interdizione della propaganda del regime totalitario nazista russo, l’aggressione armata dell’Ucraina da parte della Federazione di Russia, Stato terrorista, nonché dei simboli dell’invasione militare del regime totalitario nazista russo in Ucraina» è entrata in vigore il 22 maggio 2022. Prevede il sequestro dei beni di tutte le persone accusate di sostenere la Russia (pressoché l’intera popolazione del Donbass). La misura si applica anche a chi assimila il banderismo al nazismo.

Durante la seconda guerra mondiale Stepan Bandera ha soprinteso all’uccisione di 1,6 milioni di ucraini, oltre un milione dei quali erano ebrei. Non fu giudicato a Norimberga perché era già passato dal servizio alla Gestapo a quello della CIA. Un criminale contro l’umanità proclamato da Viktor Iuschenko «Eroe della nazione» [1].

BIOLABORATORI: aperta l'inchiesta.

RUSSIA-UCRAINA. Verso la TREGUA?

QUANDO FARE IMPRESA È UN’IMPRESA

Pagate di più e vergognatevi!

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Il presidente della Confindustria Bonomi parlando all’Assolombarda ha detto che il reddito di cittadinanza è il più grande “competitor”delle imprese quando “offrono” lavoro.
 
Proprio così, nella città con i padroni più ricchi d’Italia il loro primo rappresentante si sente in competizione coi poveri che prendono 500 euro al mese.
 
Ma che schifo di salari e condizioni di lavoro offrono i confindustriali? A Milano in particolare i padroni hanno sempre l’Europa in bocca, ma quando si parla di paghe allora si sentono come caporali del Bangladesh.
 
Ma imparate a fare gli imprenditori qui nella nostro paese, alle condizioni di civiltà che abbiamo conquistato e che voi state distruggendo!

I caccia stealth di Cina (J-20) e Russia (Su-57) pronti per "pattuglie di combattimento" congiunte per sfidare l'egemonia USA

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La scorsa settimana, il ministero della Difesa cinese ha annunciato che le forze aeree di Cina e Russia hanno condotto un pattugliamento strategico congiunto sopra il Mar del Giappone, il Mar Cinese orientale e l'Oceano Pacifico occidentale come parte del loro piano annuale di cooperazione militare.

Mentre l'aviazione cinese dell'EPL inviava i suoi bombardieri strategici avanzati H-6K, le forze aerospaziali russe inviavano i suoi vettori missilistici strategici Tu-95MS per il pattugliamento strategico congiunto, riferisce The EurAsian Times. 

Tuttavia, con uno sviluppo sorprendente, esperti militari cinesi hanno indicato che i caccia stealth delle due Forze aeree, J-20 ed Su-57, potrebbero presto guidare queste pattuglie congiunte.

Quei 200 bambini "filorussi" assassinati e vergognosamente censurati

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 Anche quest’anno, il 1 giugno, verrà celebrata la Giornata del Bambino, festa istituita nell’anno 1925 per tutelare i diritti dei bambini, garantire il loro benessere, quindi preservare la loro incolumità.  

Parole sacrosante ma che cadono regolarmente nel vuoto, osservando l’andamento delle guerre nel mondo degli ultimi anni.

Seguendo da vicino la guerra nel Donbass, posso dire che in 8 maledetti anni di guerra non è mai stato sollevato nessun rumore per le morti dei bambini “filorussi”, eppure sono oltre 200, innumerevoli i bambini e ragazzini mutilati.

La Volkswagen a processo per schiavitù in Brasile

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La multinazionale tedesca Volkswagen è finita sotto inchiesta in Brasile per schiavismo e altre violazioni dei diritti umani e il 19 giugno dovrà comparire in un tribunale brasiliano.

A rivelarlo sono la televisione ARD e il quotidiano tedesco “Sueddeutsche Zeitung”, secondo i quali i fatti contestati sono avvenuti tra il 1974 e il 1986, quando il Brasile era sotto dittatura militare, in una fattoria gestita da Volkswagen do Brasil nello Stato di Parà. In particolare, lavoratori temporanei sarebbero stati oggetto di violenze, trattamenti inumani e degradanti, commessi dai caporali e dalle loro guardie armate, assoldati dall’azienda. I dipendenti del gruppo durante questo periodo avevano chiesto un risarcimento per diversi anni, ma finora senza successo.

Biden: “Spiaze” Zelensky, niente missili a lungo raggio (per ora)

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“Spiaze”, niente missili. Il Presidente Joe Biden ha dichiarato lunedì che gli Stati Uniti non forniranno all’Ucraina sistemi missilistici a lungo raggio in grado di colpire il territorio russo, secondo quanto riportato dalla Reuters. “Non invieremo all’Ucraina sistemi missilistici che possano colpire la Russia”, ha detto Biden al giornalista della Reuters Steve Holland quando gli è stata chiesta la posizione degli Stati Uniti.

Biden non ha precisato quali specifici sistemi missilistici a lungo raggio gli Stati Uniti abbiano escluso di inviare. L’Ucraina aveva recentemente  dichiarato che le armi a lungo raggio sono la sua richiesta più urgente agli alleati.

Diversi rapporti della scorsa settimana hanno descritto in dettaglio che gli Stati Uniti si stavano preparando ad approvare il trasferimento all’Ucraina di lanciarazzi MLRS, che hanno una gittata massima di oltre 250 km.

Gazprom taglia il gas all’Olanda: sempre una questione di pagamento

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Il gigante russo del gas Gazprom ha annunciato che interromperà le forniture di gas ai Paesi Bassi entro mercoledì, in risposta al rifiuto dell’importatore olandese di energia GasTerra di pagare in rubli.

La mossa di Gazprom era ampiamente prevista dopo l’annuncio del Presidente russo Vladimir Putin che tutte le forniture di gas europee avrebbero dovuto essere pagate in rubli. In una reazione, l’olandese GasTerra ha dichiarato di essersi già assicurata la fornitura da altre fonti. La cancellazione dell’attuale contratto riguarda per il periodo 31 maggio – 1 ottobre 2022, per un totale di circa 2 miliardi di metri cubi di gas naturale, pari a circa il 5% del consumo annuale olandese. GasTerra non ha specificato dove ha acquistato altri volumi, ma sembra che si tratti di gas norvegese o LNG da oltremare.

nflazione tedesca al 7,9 a maggio. Record dal 1973. Vedrete ora la BCE

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Siamo tornati all’anno in cui circolava la moneta che vedete qui sopra, una moneta da cinque Marchi in argento del 1973. Secondo una stima preliminare, il tasso di inflazione dei prezzi al consumo in Germania dovrebbe salire al 7,9% nel maggio 2022 , in rialzo dal 7,4% di aprile. Si tratta del valore più alto dall’inverno 1973/1974 e superiore alle aspettative del mercato del 7,6%. La principale pressione al rialzo dovrebbe provenire dai prezzi dei prodotti energetici (38,3% rispetto al 35,3% di aprile), che sono aumentati notevolmente dall’inizio della guerra in Ucraina e vengono spinti anche da un dollaro molto forte nei confronti dell’Euro. Inoltre, l’inflazione alimentare dovrebbe salire all’11,1% (contro l’8,6%), mentre i servizi dovrebbero aumentare del 2,9% (contro il 3,2%). Su base mensile, i prezzi al consumo dovrebbero aumentare dello 0,9% a maggio.

Colloquio telefonico Erdogan-Putin: proposto incontro con Ucraina, Russia ed Onu

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Il presidente russo Vladimir Putin ed il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan hanno avuto un colloquio telefonico relativo alla situazione in Ucraina nel corso del quale, secondo quanto comunicato dall’ufficio del presidente turco, quest’ultimo avrebbe sostanzialmente proposto un incontro con l’Ucraina, la Russia e l’Onu. “Il presidente Erdogan ha parlato della disponibilità della Turchia, se concordata in linea di principio da entrambe le parti, ad incontrare la Russia, l’Ucraina e le Nazioni Unite ad Istanbul”, fa sapere a tal proposito l’ufficio del presidente turco.

lunedì 30 maggio 2022

Vietare il petrolio russo solo se arriva via nave. Il cetriolone di Bruxelles all’Italia

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L’Unione Europea si prepara a vietare l’importazione del petrolio russo via nave, ma a consentire agli Stati membri di continuare ad acquistare il petrolio russo che arriva via oleodotto. Il cetriolone europeo per l’Italia – l’ennesimo cetriolone – è riassunto dalla mappa che mostra la rete degli oleodotti europei, redatta dalla società che gestisce quelli della Repubblica Ceca.

mappa rete oleodotti europa russia

Eh già. La Russia è il principale fornitore di petrolio dell’Unione Europea, ma la rete degli oleodotti che conducono il petrolio russo nell’UE, e che continuerà a funzionare, bacia soltanto Lituania, Polonia, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria. Anche la linea verde che, sulla mappa, va dalla Repubblica Ceca a Trieste rappresenta un oleodotto: ma non porta petrolio russo in Italia. Porta invece a Nord, verso l’Austria e la Germania, il petrolio scaricato a Trieste dalle petroliere, che siano russe (e che presumibilmente non arriveranno più) oppure no.

Mariupol, esplorando l'Azovstal (contiene immagini 18+)

Vaiolo delle scimmie per copire i danni da vaccino?

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Viviamo in un mondo dove ogni santo giorno che passa dobbiamo imparare a mettere insieme i puntini, a scorgere le tracce di una menzogna che fa da vaccino contro la realtà: così non soltanto dovremmo credere che il vaiolo o varicella delle scimmie è prodigiosamente arrivato con una precisione cronometrica rispetto a una simulazione svoltasi un anno fa  nel corso della Conferenza internazionale sulla biosicurezza a Monaco, e che mentre prima d’ora  la malattia, estremamente rara non è stata quasi mai registrata al di fuori dell’Africa e non si è mai verificata in diversi paesi contemporaneamente, improvvisamente si è materializzata contemporaneamente in una decina di Paesi – Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Francia, Spagna, Italia e Germania –  che ad eccezione di Israele sono tra i più vaccinati del mondo, almeno con i sieri genici prodotti dalla multinazionali statunitensi. La prima reazione è quella di pensare che ci sia una qualche regia in questa nuova narrazione. E infatti il sottoscritto e anche parecchi altri l’hanno interpretata come la ripresa con altri mezzi del racconto pandemico, magari specificamente volta a spingere il totalitarismo sanitaria dell’ Oms.

I satelliti di Elon Musk per la guerra in Ucraina di Manlio Dinucci

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Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo il cui patrimonio si è quasi decuplicato nei due anni di pandemia, ha offerto 44 miliardi di dollari per acquistare Twitter che, a quanto dice, diverrebbe “la piattaforna per la libertà di parola in tutto il mondo”. Elon Musk possiede la SpaceX, azienda aerospaziale con sede in California.

La SpaceX costruisce razzi e satelliti per realizzare Starlink, sistema Internet a banda larga che, una volta ultimato, coprirà il mondo intero. SpaceX, che ha finora messo in orbita 2.500 satelliti con razzi che ne trasportano 50 alla volta, ha in programma di collocare 42.000 satelliti Starlink in orbita bassa, occupando l’80% di questo spazio.

Psyops Solange Manfredi


 Immergersi nei documenti in cui sono spiegate dettagliatamente le tecniche per influenzare e manipolare - in altri termini: ingannare - l'obiettivo (una popolazione, un gruppo o, anche, un singolo uomo) è come leggere un libro dell'orrore, e ci si rende conto non solo che: "le armi della guerra psicologica ... fanno più vittime innocenti di qualsiasi guerra convenzionale", ma che la guerra è ancora, sempre, in atto; il campo di battaglia è ovunque; e noi, anche noi, anche oggi, ne siamo gli obiettivi.

I CITTADINI NON DIMENTICANO ASSANGE. LE VOCI DALLA PIAZZA DI TRIESTE

Armi all’Ucraina. Finiscono ai russi o peggio: Gratteri, “Kiev outlet per la ndrangheta”

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Mentre il leader ucraino Volodymyr Zelensky, ad ogni sua comparsata, continua a chiedere armi sempre più potenti all’occidente, ammonendo la NATO sulla quantità e qualità degli arsenali ricevuti, emergono sempre più dubbi sulla strategia di continuo rifornimento bellico dell’Ucraina, adottata da Unione Europea e Stati Uniti.

Da sempre in tanti hanno dimostrato come questa tattica non fosse per nulla  funzionale ad un cessate il fuoco, anzi, alimentasse ancora di più le perdite militari e civili, oltre che, dopo il boomerang delle sanzioni,  far lievitare a dismisura le spese militari dei Paesi sostenitori: come l’Italia, che ha alzato l’impegno economico fino ad arrivare al 2% del Pil.

La NATO, o meglio, i Paesi membri, in un momento economicamente difficilissimo, affrontano spese di centinaia di miliardi soffiando sul fuoco della guerra con una perdita di vite umane incalcolabile.

A questo si aggiunge il problema del tracciamento delle armi inviate: nessuno ha il controllo sulla distribuzione di munizioni, veicoli da combattimento, fucili d’assalto e bombe, una volta arrivate sul suolo ucraino.

La galassia putiniana - Il Controcanto - Rassegna stampa del 30 Maggio 2022

Con armi NATO Kiev colpisce 3 scuole a Donetsk (nel silenzio assordante dei giornali mainstream)

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Riporta oggi sul suo canale Telegram il fotoreporter italiano Vittorio Nicola Rangeloni:

 “Donetsk, città nuovamente colpita a random dall’artiglieria ucraina.

Colpito il distretto Budyonnovsky la zona del mercato centrale e la scuola non distante. Il bilancio preliminare parla di due morti e 12 feriti, tra cui sette insegnanti.

Aggiornamento 11:25: il bilancio dei morti è salito a sei, 14 i feriti”

Rangeloni mostra questi due video.

Scuola pubblica di Bari: iPAD Apple o te ne vai

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Dispositivi Apple obbligatori e se non ti adegui devi cambiare scuola.
 
È questo l’incredibile, vergognoso diktat rivolto a studenti e genitori di una scuola pubblica di Bari.
 
Acquisto obbligatorio di un iPad personale a carico della famiglia, con costi (in “convenzione”) che oscillano da 470 a oltre 700€ per ogni alunno. Un’imposizione inaccettabile che esclude tassativamente l’utilizzo di dispostivi equivalenti (i ben più economici Android) e obbliga i nuclei familiari a sopportare spese costosissime sotto una pesantissima minaccia: l’obbligo per chi non si adegua di cambiare scuola (e compagni).

Aspettando la bomba

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Come ci si poteva aspettare l’anglosfera e il rimasuglio di occidente complessivo subalterno e incapace di alzare la voce se non per ripetere gli slogan del padrone, non riesce sopportare l’onta del fallimento e della sconfitta perciò ha abbandonato la ricerca della pace e ha scelto la strada dell’escalation che con tutta probabilità porterà al conflitto nucleare: la bomba di Stranamore non è mai uscita dai pensieri di questi omuncoli.  Se da una parte infatti non si vogliono consegnare agli ucraini carri armati e aerei soprattutto per impedire che il mondo intero assista all’umiliazione della invincibile tecnologia militare occidentale fatta a pezzi giorno per giorno,, dall’altra si sono concessi agli ucraini i lanciatori multipli di missili che possono avere un raggio di parecchie centinaia di chilometri. Queste armi potranno far danno soprattutto alla popolazione civile, ma non possono di certo cambiare le sorti della guerra: verrebbero perciò utilizzati come arma di macello e rappresaglia contro il territorio e le città russe, innescando fatalmente l’escalation che in poche ore, forse anche pochi minuti  potrebbe diventare nucleare. Qualcuno si potrà consolare e conservare l’illusione che a questo non si arriverò mai, argomentando che ormai l’esercito ucraino sta collassando in Donbass e dunque l’invio di queste batterie di missili – che comunque richiedono un lungo addestramento – è semplicemente uno sguaiato  monito per impedire che la Russia vada oltre il territorio delle repubbliche separatiste  e non osi chiedere di più a un eventuale tavolo della pace.

L’internazionale neo-nazista sogna il potere con le armi della NATO

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La presenza di potenti gruppi neonazisti armati in Ucraina è nota almeno dal 2014, documentata oltre ogni ragionevole dubbio. Tuttavia dopo lo scoppio della guerra russo-ucraina la narrazione sui media è profondamente cambiata: nell’ansia di glorificare la resistenza di Kiev i battaglioni nazisti sono stati dipinti come nazionalisti o patriottici, definizioni che nascondono e mistificano la portata della questione. In verità sono gli stessi protagonisti ad aver rivendicato la propria ideologia in molteplici occasioni, e non è tutto. Quella che abbiamo ricostruito, attraverso fonti e collegamenti verificabili, è una rete solida e strutturata che connette battaglioni ormai noti come Azov e Pravyï Sektor a centinaia di fazioni alleate in tutto il mondo, da molti stati europei – Italia inclusa – passando per gli Stati Uniti, fino a Canada, Brasile, Hong Kong e persino Israele. Il filo che lega questi movimenti neofascisti e neonazisti in giro per il mondo forma una vasta rete che ben facilmente potremmo chiamare Internazionale Nera. L’Ucraina, in questi anni, ha costituito l’epicentro teorico e militare di quella che Olena Semenyaka, l’ideologa di Azov, definisce la “rivoluzione conservatrice mondiale”. L’obiettivo, senza mezzi termini, è quello di prendere il potere. Un intento che nel prossimo futuro i gruppi neonazisti potranno alimentare condividendo le tecniche di combattimento insegnate alle milizie ucraine direttamente dalla NATO e provando a mantenere sotto il proprio controllo una parte dell’immensa dotazione di armi che l’Occidente sta inviando a Kiev. Se le giornate della memoria non sono mera retorica, dovremmo iniziare a preoccuparci seriamente della faccenda.

Lend-Lease in azione? Donetsk bombardata in aree lontane dal fronte

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 Lend-Lease in azione? Donetsk bombardata in aree lontane dal fronte

 Donetsk, le forze ucraine colpiscono il centro residenziale (6 morti e 14 feriti)

Oggi 30 maggio, a Donetsk, Il sindaco della città Aleksey Kulemzin e il reporter Rangeloni riferiscono di bombardamenti da parte delle forze armate ucraine con sistemi di artiglieria ad alta potenza. Gli arrivi dei proietti degli obici da 152 mm e 155 mm sono stati registrati anche in aree lontane dalla linea del fronte: a Budyonnovsky e Kalininsky.

Per la prima volta in otto anni, Budyonny Square è stata bombardata. È stato colpito il distretto Budyonnovsky la zona del mercato centrale e la scuola poco distante. Il bilancio preliminare parla di 6 morti e 14 feriti, tra cui sette insegnanti. Anche il giorno prima nel DPR quattro civili sono stati uccisi dalle forze armate ucraine (Apu) e decine sono rimaste feriti. I proiettili nemici stanno esplodendo anche in aree che fino a poco tempo fa erano considerate relativamente sicure.

Radio ByoBlu


 

Per loro siamo un enigma: come i funghi

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il fungo Byoblu che sparge conoscenza

Un altro mese è passato. La TV dei cittadini sta diventando sempre più bella, più ricca, più interessante. Ci sono tanti programmi nuovi. La cultura è al centro, perché per decidere bisogna prima conoscere. Per questo ho voluto “Gli errori della storia”, con lo storico Carlo Scopelliti.  Bencivenga continua a farci vedere i film che nessun’altra televisione vuole programmare. E adesso sta per nascere il primo talk dei cittadini, che non poteva che chiamarsi… 1984. Ci sarà George Orwell in persona e sarà condotto da un giornalista libero, con la schiena dritta: Francesco Borgonovo.


Mercoledì sera non perdetevi la prima, storica puntata. Non solo: quando Armando Manocchia ha fatto il suo appello perché la TV locale dove conduceva il suo “Piazza libertà” gli aveva raddoppiato i costi, noi lo abbiamo portato su Byoblu, in tutta Italia, completamente gratis! Ne vado fiero. Questa è la TV dei cittadini! E adesso è anche “la radio dei cittadini“.

PROCEDIMENTO DISCIPLINARE PERCHÉ PRESCRIVEVA ESAMI PRIMA DEL VACCINO: IL CASO A ROMA

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PROCEDIMENTO DISCIPLINARE PERCHÈ PRESCRIVEVA ESAMI PRIMA DEL VACCINO: IL CASO A ROMA

È stata avviata l’ennesima procedura disciplinare da parte dell’Ordine dei medici. Questa volta a farne le spese è stato Giuseppe Barbaro, cardiologo di 64 anni, specializzato anche in medicina interna e dirigente medico presso l’ospedale policlinico Umberto I di Roma. Per quale motivo l’Ordine ha deciso di mettere sotto torchio un suo iscritto?

L’accusa contro il cardiologo

L’accusa sarebbe arrivata da un medico vaccinatore della ASL Roma 2 che si sarebbe confrontato con diversi pazienti in cura dal dott. Barbaro che avrebbero presentato regolare documento di esenzione vaccinale. È bastato questo per far scattare il sospetto che il cardiologo di Roma abbia avuto la mano leggera nel rilasciare il differimento dal trattamento sanitario, ma è stato davvero così?

Vaiolo delle scimmie: le piste che portano in Usa

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Sono stati gli americani, sempre così generosi,  a regalarci anche il vaiolo delle scimmie? Non lo si può dire con certezza ovviamente, ma gli indizi per indicare un colpevole sono molti a cominciare dalla comparsa contemporanea  di questa malattia fino ieri rarissima e confinata nell’Africa equatoriale in una dozzina di località diverse e sparse in tutti i continenti. Davvero strano anche perché nel corso della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera tenutasi nel marzo scorso alla presenza di Bill Gates, Fauci e di tutto lo stato maggiore della  falsa pandemia,  si è anche  tenuto un gioco di simulazione che prevedeva un’epidemia di questo vaiolo delle scimmie ( che peraltro non c’entrano nulla) per il maggio di quest’anno: davvero strano che ci si focalizzasse su un patogeno a scarsissima capacità di diffusione a meno che non se ne avesse una versione più aggressiva. In ogni caso la storia del coronavirus sembra ripetersi con l’identico copione e questa volta con un virus mai prima uscito dall’Africa, forse potenziato nella sua capacità di infettare.. Questo senza dire che che all’inizio dell’anno  l’Agenzia europea per i medicinali  ha approvato un farmaco specifico contro i virus del vaiolo, una malattia praticamente scomparsa, quasi che si immaginasse una nuova pandemia di supporto a quella vecchia che ormai fatica a tenere il campo e a garantire che i sistemi di controllo della popolazione si affermino definitivamente.

PERCHÉ STIAMO CON LA RUSSIA di Moreno Pasquinelli

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(otto tesi e un addendum sulla questione militare)

«Sì, molti paesi sono abituati da tempo a vivere con la schiena china e ad accettare servilmente tutte le decisioni del sovrano [gli U.S.A. Ndr] guardandolo docilmente negli occhi. Questo è il modo in cui vivono molti paesi. Purtroppo anche in Europa. La Russia invece non si ritroverà mai in una condizione così miserabile e umiliante e la lotta che stiamo conducendo è una lotta per la nostra sovranità, per il futuro del nostro Paese e dei nostri figli. Lotteremo per essere e rimanere Russia.

E’ chiaro che ciò che sta accadendo interrompe il dominio globale geopolitico e finanziario dei paesi occidentali. Inoltre, mette in discussione il modello economico che è stato imposto ai apesi in via di sviluppo e al mondo intero negli ultimi decenni».

[Vladimir Putin, dal discorso del 16 marzo 2022]

I referendum sulla giustizia del 12 giugno di cui nessuno parla: facciamo chiarezza

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Il 12 giugno, data in cui i cittadini italiani potranno recarsi alle urne per esprimersi in merito ai referendum sulla giustizia, si avvicina a grandi passi. I quesiti, promossi dalla Lega e dal Partito Radicale, sono stati ufficialmente depositati alla Corte di Cassazione nel giugno 2021: quelli redatti dai promotori erano in origine sei, ma uno di essi, riferito alla responsabilità civile dei magistrati, è stato considerato dalla Corte Costituzionale inammissibile “per il suo carattere manipolativo e creativo” e per una “mancanza di chiarezza” nei primi giorni dello scorso marzo. I cinque referendum che hanno ottenuto il via libera da parte della Consulta riguardano invece l’abolizione dell’obbligo della raccolta firme per i magistrati che si candidano al CSM, la valutazione sulla professionalità dei magistrati da parte dei “non togati”, la separazione delle carriere tra giudici e pm, la limitazione delle misure cautelari e l’abolizione della legge Severino sull’incandidabilità e la decadenza dei condannati. 

Per un voto più consapevole, analizziamo nel dettaglio le materie oggetto dei cinque quesiti e gli effetti che le eventuali vittorie dei “sì” produrrebbero sulla normativa. Ricordiamo che, trattandosi di referendum abrogativi, come afferma l’art. 75 della Costituzione “la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”.

Elezioni del Consiglio Superiore della Magistratura

L’inondazione di armi in Ucraina aumenta il timore del contrabbando di mezzi bellici

 https://volerelaluna.it

 

Il presidente Biden dovrebbe firmare nei prossimi giorni [l’ha firmato il 21 maggio da Seul, NdR]un pacchetto di assistenza alla sicurezza da 40 miliardi di dollari che aumenterà il flusso di missili, razzi, artiglieria e droni verso un’Ucraina dilaniata dalla guerra.

Ma ciò che rimane poco chiaro è la capacità di Washington di tener traccia delle potenti armi che entrano in uno dei più grandi hub di traffico in Europa.

Il mercato illegale delle armi in Ucraina è cresciuto a dismisura dopo l’invasione iniziale della Russia nel 2014, sostenuto da un’eccedenza di armi sciolte e da controlli limitati sul loro uso.

Questa scomoda realtà per gli Stati Uniti e i loro alleati arriva tra le pressanti richieste del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di fornire l’artiglieria necessaria a contrastare le forze russe nell’est e nel sud del Paese.

domenica 29 maggio 2022

Tracy Chapman Imagine


 

Traduzione

Tracy Chapman - Baby Can I Hold You (Live)

 

youtube.com/watch?v=QvYSckKSL5g

Traduzione

Sinead O'Connor - Nothing Compares 2 U (Live)

youtube.com/watch?v=NAOKzvL8dgk
 

 

Traduzione

Le Orme - Anno 1976...

Canzone d'Amore 

youtube.com/watch?v=-pgOH7LP-rU

Lettera aperta a noi ventenni

I. “Cito qualcuno per non stare zitto”

Cos’ha detto? Ho capito / Chi l’ha detto? Condivido / Leggo poco, guardo i video / Non mi vanto, sono un mito / E se non so cosa dire, cito qualcuno per non stare zitto.
(Selton, Pasolini)

nero scaled (charta sporca pensare inattuale) sinistrainrete.info Sara Nocent

Ai ventenni di oggi. Nati dagli eterni figli della “Generazione X” ed eredi di rivoluzioni fallite, di una depressione romanzata dissoltasi ormai in una diffusa, indefinibile ansia. Siamo i post-figli, cresciuti senza conoscere la differenza tra le realtà sociali e lavorative stabili di più di quarant’anni fa e la disgregazione, l’accelerazione applicata a ogni campo, il desiderio autoimprenditoriale. Non abbiamo avuto neanche la delusione di una promessa mancata, quella di un’occupazione a tempo indeterminato, con ritmi e paghe decenti, e della possibilità di farsi una casa e una famiglia. Il verbo della flessibilità e del perfezionismo ci è stato infatti impartito fin dall’infanzia, già ai tempi delle maestre che elogiavano chi poteva permettersi di fare più attività extrascolastiche e riusciva a essere bravissimo in tutti i campi. Non che all’università le cose migliorino: dire “sono anche uno studente universitario” è quasi diventata un’abitudine per campioni di varia sorta, come se impegnarsi nello studio non fosse sufficiente di fronte al bisogno di eccellere il prima possibile. Professori e professoresse ci hanno insegnato che è necessario competere, ma manca un dettaglio: competere per cosa? Per quel fantomatico “mercato del lavoro” spesso rappresentato come un brutale stato di natura, quello stesso contesto che poi ti chiede, fra le varie soft skills, di essere empatico, causativo, creativo. Devi insomma essere quello che fai, mentre la qualità con cui lo fai e le tue risorse mentali sono oggetto di valutazione performativa e morale, capacità che possono essere addestrate.

Devi andare al macello sì, ma con il sorriso.

Libro. PER RILEGGERE FEDERICO CAFFE’ DA UNA PROSPETTIVA RIVOLUZIONARIA

Nella collana Meltemi “Visoni eretiche” è appena uscito il nuovo libro (1) di Thomas Fazi, che quattro anni fa aveva inaugurato la serie con Sovranità o barbarie (2), dedicato al grande eretico della scienza economica, quel Federico Caffè che, dopo la sua misteriosa scomparsa (in data 15 aprile 1987), si è sollecitamente provveduto a rimuovere dai programmi di studio della disciplina perché la lucidità con cui aveva denunciato i rischi della svolta neoliberista – e previsto i disastri che ne sarebbero derivati – è imbarazzante per gli economisti e i politici (in particolare se di sinistra) che di quella svolta si fecero promotori e apologeti. 

socialismodelsecoloxxi.blogspot.com Carlo Formenti

Senza entrare nei dettagli dell’accuratissima ricostruzione che Fazi fa del pensiero e dell’impegno politico e sociale di Caffè, le pagine che seguono si propongono di: 1) ricordare quale fosse il senso comune condiviso dalla maggioranza degli economisti occidentali fino agli anni Settanta del secolo scorso; 2) riassumere i fondamenti teorici su cui si fondava, cioè la teoria keynesiana (e la lettura che ne diede Caffè, il primo a diffondere il pensiero di Keynes nel nostro Paese); 3) ricostruire a grandi linee della svolta neoliberista degli anni Ottanta, legittimata dalle “innovazioni” teoriche della sintesi “neokeynesiana” e della scuola neomonetarista; 4) rievocare la tenace quanto disperata opposizione di Caffè nei confronti del nuovo corso, con particolare attenzione alla sua irritazione nei confronti della conversione del PCI e del sindacato ai paradigmi del pensiero liberal/liberista.

La guerra degli errori allontana il dialogo.

Nel fiume di parole dette e scritte, strillate o sussurrate, che è esondato su tutti i nostri media, alcune parole importanti sono state sommerse dal fango della vergogna e della menzogna, trasportate dai detriti di ideologie divelte, confuse tra le ondate di piena dell’intolleranza, dell’irrazionalità e della strumentalizzazione.

 

(DI FABIO MINI – Il Fatto Quotidiano)

Ad esempio, la parola “aggressione”: nel diritto internazionale definisce una violenza armata di uno Stato contro un altro, fatta con forze preponderanti e senza preavviso. Ed è un crimine internazionale per quasi tutti gli aggressori. Quasi. Con vari escamotage e cavilli non sono risultati criminali né la Nato per l’attacco alla Serbia né gli Stati Uniti per la guerra all’Iraq del 2003 e altre guerre sparse. Ancorché la norma appaia ferrea, la sua applicazione è ancora oggetto di discussione tra gli esperti giuridici. Dal 2005 è stata inserita la norma della “Responsabilità di proteggere” e la sua applicazione nel quadro delle azioni previste dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite che assegna agli Stati e alleanze la responsabilità di proteggere i propri cittadini dai crimini internazionali come genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità e pulizie etniche. In questo caso l’Ucraina, gli Stati Uniti, la Nato e l’Unione europea sono stati velocissimi nel qualificare le operazioni russe come aggressione, ma senza considerare gli otto anni in cui l’Ucraina non solo non ha protetto i propri cittadini del Donbass da crimini contro l’umanità, ma essa stessa ha intrapreso azioni violente contro di essi. Nessuno ha poi dato retta alle osservazioni russe sul fatto che l’intervento era stato chiesto da autorità di repubbliche autoproclamate e impegnate nella reciproca sicurezza. È vero, si tratta di questioni legali, opinabili e saranno opinate in tutte le sedi a partire dalle Nazioni Unite, ma intanto si spara, si ammazza e il termine “aggressione” è entrato stabilmente nel lessico ufficiale dei rapporti internazionali riferendosi esclusivamente alla Russia.

Pisa. Nessuna base per nessuna guerra!

Giovedì 2 giugno la Rete dei Comunisti sarà alla manifestazione “Nessuna base per nessuna guerra” lanciata dal “Movimento No Base – Né a Coltano né altrove”, in una giornata antimilitarista che caratterizzerà anche le piazze di Roma e Genova.


Il progetto di costruzione di una base dei reparti d’élite dell’Arma dei Carabinieri è funzionale alla creazione di una vera e propria cittadella militare sul territorio pisano, ad integrare la già impressionante presenza militare: base Usa di Camp Darby, Centro Addestramento Paracadutismo, Aeroporto militare che ospita la 46° Brigata Aviotrasportata, Centro Interforze di Studi e Applicazioni Militari – CISAM; Comando delle Forze Speciali dell’Esercito COMFOSE; strutture della “Folgore” , Reparto Comando e Supporti Tattici, le caserma “Vannucci” e “Pisacane”, l’Accademia Navale della Marina Militare.

Anche la ricerca pubblica è investita dalla militarizzazione, come testimoniato dai finanziamenti del Ministero della Difesa al CNR e la relazione profonda tra Leonardo SPA e l’Università di Pisa, al centro del nuovo progetto di alleanza tra gli atenei europei denominato “Circle U”.

Per questo nuovo sito militare sono stati stanziati 190milioni di euro dal Fondo Sviluppo e Coesione e la sua costruzione potrà godere delle procedure semplificate del PNRR, tra cui la rimozione delle valutazioni di impatto ambientale e di regolarizzazione degli appalti.

Anche la restaurazione è privatizzata

Davvero non c’è niente di peggio  del progressismo neoliberista dei riformisti in libro paga del Pd, Leu, Italia viva, posseduti dai miti leopoldini e che costituiscono i vertici del tradimento commesso ai danni di sfruttati e oppressi, interpreti delle oscene concessioni all’aziendalismo, al marketing che deve commercializzare valori e principi manomessi a uso di “cittadini del mondo”, europeisti e cosmopoliti, grazie al turismo low cost, all’Erasmus, alla cucina fusion.

 

(Anna Lombroso per il Simplicissimus)

E per giunta testimoni di nuove concezioni morali grazie allo spostamento del focus dai diritti sociali a quelli cosiddetti civili e alla adesione entusiastica all’utopia della modernizzazione della società attraverso la tecnologia, la digitalizzazione, il controllo a fini sociali, portatore di sicurezza, ordine e efficienza.

Non c’è da stupirsi che abbiano avuto consenso, sono loro a costituire ormai l’opinione pubblica percepita la cui autorevolezza si è consolidata grazie alla narrazione pandemica che imponeva atti di fede nei confronti della scienza e soggezione allo stato di  necessità che obbligava a incrementare la vigilanza nei confronti di eretici e dissenzienti promossi a pericolo pubblico. E  che oggi si avvale della guerra di civiltà per esaltare valori che – Ucraina esclusa  -parlano di superamento dell’isolazionismo nazionalista, della limitatezza provinciale e di quel malinteso senso della comunità  arcaico e regressivo.

La vigliaccheria che si erge a censura

L’altroieri l’amico Giorgio Bianchi doveva parlare presso un Istituto Tecnico milanese (che non nomino per carità di patria) dove era stato invitato.


(Andrea Zhok)

E’ accaduto che, prima dell’incontro, 50 docenti dell’istituto abbiano firmato un documento per chiedere che l’incontro stesso non avesse luogo.

Nonostante ciò l’evento programmato si è tenuto egualmente, tuttavia ad esso hanno partecipato soltanto due classi, mentre l’incontro veniva funestato da “incidenti tecnici” (blackout, impossibilità di usare l’amplificazione, – cose che – a detta di un docente – non erano mai avvenute prima).

Durante l’evento i docenti presenti (si suppone inclusi quelli che avevano espresso la propria censura) si sono limitati a criticare nelle retrovie, guardandosi bene dall’intervenire pubblicamente.

Ecco, il quadro che qui emerge è un’immagine abbastanza rappresentativa della società e cultura italiana odierna.

“Prove generali di fascismo”. Giorgio Bianchi censurato in un liceo

https://visionetv.it/

 

Sono anni che vengo invitato in scuole e atenei per parlare del mio lavoro. L’ho fatto sempre con grande piacere e a titolo assolutamente gratuito. Ogni volta ho ricevuto attestati di stima per la qualità del mio lavoro e parole di gratitudine per aver aperto una finestra su un conflitto del quale non si sapeva assolutamente nulla.
Ovviamente non per colpa mia, ma a causa di un mondo dell’informazione che per anni ha preferito non raccontare dell’aggressione ai danni delle popolazioni russofone del Donbass.
E’ difficile passare per vittime comportandosi da carnefici.

Qualche settimana fa ho ricevuto un invito per andare a parlare in un liceo milanese e come sempre ho accettato di buon grado.
Dato il clima da caccia alle streghe, questa volta avevo posto una condizione, ovvero che ci fosse accordo con il collegio docenti e con i rappresentanti dei genitori e degli studenti.
A pochi giorni dall’incontro la preside del liceo mi ha informato di una lettera firmata da circa sessanta insegnanti nella quale si chiedeva di annullare l’incontro

Guerra in Ucraina. Si chiude la “sacca” a Severodonetsk?

 https://contropiano.org/

Secondo il capo dell’amministrazione militare ucraina della regione di Lugansk nell’area di Severodonetsk, in Ucraina orientale, continuano i combattimenti e la situazione è “sempre più difficile” e “il nemico continua ad attaccare”. Anche lo stato maggiore delle forze armate ucraine ha confermato che le forze armate russe “hanno effettuato assalti nell’area della città di Severodonetsk” dove “i combattimenti continuano”.

Il leader ceceno Kadyrov sostiene invece che la città di Severodonetsk, nella regione orientale ucraina di Lugansk, è ormai sotto il pieno controllo russo: “Severonetsk è sotto il nostro completo controllo. La città è stata liberata. D’ora in poi gli abitanti non sono più in pericolo”, ha scritto Razman Kadyrov sul suo canale Telegram.

Pensione a 70 anni: il sogno bagnato degli economisti tedeschi

 https://scenarieconomici.it

 

In Germania penso stiano per aggiungere una nuova forma di disturbo psichico al fianco dei comportamenti compulsivi, del masochismo e del sadismo: l’economia.

Il professor Gunther Schnabl, economista molto seguito in Germania e particolarmente austero, in un’intervista al Bild ha tranquillamente affermato che l’età pensionabile dovrebbe essere portata a 70 anni per mantenere l’economia in equilibrio. Questo perché:

  • ci sono sempre più pensionati e meno lavoratori;
  • questo fa si che i lavoratori, in futuro, dovranno essere pagati molto più che ora;
  • questo spingerà ad un progressivo aumento dei prezzi e quindi all’inflazione.

Zelensky ha i giorni contati?

 https://ilsimplicissimus2.com

 

La notizia di oggi è che si sta preparando un colpo di stato in Ucraina per rovesciare Zelensky. Mentre una canea di imbecilli minaccia in continuazione una qualche escalation per intimorire la Russia – vuoi che sia la pazzesca idea di colpire la flotta di Mosca  nel Mar Nero o quella di concedere a Kiev sistemi di lancio multiplo di missili – senza comprendere che per la Russia si tratta di una questione esistenziale sulla quale non può cedere ribattendo colpo si colpo fino al livello nucleare, la realtà di quanto succede sul campo rende questi schiamazzi bellcosi un patetico coro rabbioso, ma rassegnato:  il disfacimento dell’esercito ucraino diventa sempre più evidente e non è più negabile nemmeno dalla più accanita propaganda.. Ma è qui che si scontrano due fazioni: la prima sostenuta dagli Usa e dai capi dell’esercito ucraino ( ammesso che sia una reale differenza) , dà ormai per scontata la perdita dei territori dell’est, dunque vorrebbe ritirare le truppe attorno al Donbass finché si è a tempo e riorganizzare una difesa ad ovest del  Dnieper anche per tentare di salvare Odessa ( che è una città russofona,) e dunque lo sbocco al mare dall’inglobamento nella Russia;  la seconda, capeggiata da Zelensky e dal suo governo, non vuole sentir parlare di cessioni territoriali e di ritirata, vuole invece sacrificare le ultime truppe addestrate per ritardare la spinta delle forze russe verso ovest. Si tratta di una visione scollegata alla realtà che si aggrappa alla speranza che nel frattempo accada qualcosa che rimescoli le carte in tavola, ma ormai  l’idea di una integrità territoriale dell’Ucraina è soltanto frutto di follia.  Essa è tramontata nel momento stesso in cui si è costretta la Russia ad intervenire.

Von der Leyen: Impossibile embargo al petrolio russo

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Secondo la Presidente della Commissione europea un embargo immediato permetterebbe alla Russia di vendere il suo petrolio altrove e di ottenere più soldi

 

L’Europa non può imporre un embargo immediato sul petrolio russo, ha dichiarato la Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, poiché ciò consentirebbe a Mosca di vendere il suo carburante altrove e probabilmente di guadagnare più soldi per finanziare la sua offensiva militare in Ucraina.

“Se tagliassimo completamente, immediatamente, a partire da oggi, il petrolio [russo], Putin potrebbe essere in grado di portare il petrolio che non vende all’UE sul mercato mondiale, dove i prezzi aumenteranno, e venderlo a un prezzo più alto – e questo riempirebbe i suoi forzieri di guerra”, ha detto la leader dell’UE in un’intervista a MSNBC all’inizio di questa settimana.

Negli ultimi tre mesi l’UE, insieme agli Stati Uniti e ad altre nazioni occidentali, ha imposto sanzioni senza precedenti alla Russia in risposta alla sua operazione militare in Ucraina, che l’Occidente considera un atto di aggressione non provocato.

Touring Club Italiano (marzo 1915) (PDF)


 

CAUSE ED EFFETTI DEGLI EVENTI AVVERSI

QUANTO COSTA LA GUERRA IN UCRAINA AGLI ITALIANI?

La nuova era di Putin, il nuovo virus e la vecchia propaganda -sette+

Iraq 1991: l’autostrada della morte

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Tristemente famosa è la strage di migliaia di persone in fuga con mezzi di fortuna sull’autostrada che collega la capitale del Kuwait a Bassora, ribattezzata l”autostrada della morte’ causata da un bombardamento aereo della coalizione anti irakena a guida anglo americana.

Un convoglio di oltre dieci chilometri di lunghezza, composto quasi esclusivamente di autocarri, autobus, ambulanze e centinaia di automobili in fuga disordinata, è stato annientato nel corso dell’ultima notte di guerra con una serie di attacchi dal cielo.

Migliaia di civili, in gran parte palestinesi, sudanesi ed egiziani, sono stati sterminati senza che potessero opporre alcuna resistenza. La notizia e la documentazione della strage venne fornita inizialmente da fonti britanniche (BBC e The Times) e venne poi ripresa fra gli altri, con ampia documentazione fotografica, da Newsweek (11 marzo 1991).

Mosca restituisce le multe covid

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A dimostrazione che la guerra in Ucraina è in realtà una lotta tra due mondi, il luogo dove due continenti si scontrano, c’è anche il diverso atteggiamento sulla pandemia, il covid  e le inutili, anzi ridicole misure di “obbedienza” che da noi continuano anche perché ormai entrate ( le mascherine ne sono un esempio di scuola) in un circuito di volgare speculazione. A Mosca invece da marzo sono cadute tutte le misure, anzi il sindaco della città che fino a qualche mese fa era considerato un fan delle misure anti pandemiche  ha implicitamente fatto ammenda e ha emesso un amnistia contro le multe covid, di fatto cancellando le contravvenzioni a suo tempo elevate nei confronti dei cittadini che avevano violato le misure. Dice il sito del sindaco: “Le mascherine e il distanziamento sociale sono stati ora aboliti, ma le autorità continuano a riscuotere le multe precedenti, anche attraverso i tribunali. A mio avviso, questo non dovrebbe essere fatto. Le autorità di Mosca smetteranno di riscuotere le multe imposte ma non ancora pagate per le violazioni delle restrizioni Covid. L’amministrazione della città di Mosca fornirà sovvenzioni alle imprese e ai cittadini per compensare le multe già pagate”. Si stima che i rimborsi totali ammonteranno a 230 milioni di euro. dunque non proprio una cifretta  e questo dimostra che si tratta proprio del rigetto di un modus operandi che l’occidente ha tentato di imporre assieme ai suoi sieri genici a tutto il resto del mondo. il fatto che il comune di mosca non si limiti a smantellare il sistema di misure, ma che le voglia cancellare in maniera retroattiva, per così dire, dimostra   che la questione entra a pieno titolo nel conflitto più generale tra Russia e occidente.

L’inesistente piano di pace italiano è solo un preludio di resa

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Il livello di ridicolo cui si espongono le istituzioni del nostro Paese e che dunque coinvolgono indirettamente gli italiani dentro un’ atmosfera buffonesca , supera ormai ogni immaginazione: dopo che il presidente del consiglio ci ha regalato l’apologo idiota del condizionatore e della pace, come un Esopo da tre soldi, siamo rimasti strettamente collegati alla Nato come lo è il bue alla catena, ma adesso qualcuno, non si sa chi, ha redatto un fantomatico “piano di pace italiano” di cui nessuno sa nulla, tranne il quotidiano la Repubblica che ne narra a grandi linee, non distanziandosi però da un ovvio talmente puro che messo in un palloncino sarebbe meglio dell’elio e arriverebbe in cielo per scoppiare con  un puff…. Nessun altro ne ha fatto cenno o ha detto di averlo ricevuto, di averlo visto o letto non la Russia, non l’Ucraina, non la Nato, non il bisunto capo del Wef impegnato in questi giorni a grugnire e diffondere le sue maleodoranti distopie, e nemmeno il ministro degli esteri Di Maio che semmai lo avesse ideato non lo avrebbe capito. E infatti benché sostenga di averlo presentato al segretario dell’Onu Guterrez, sembra che non riesca a parlarne in maniera  coerente come se in realtà non lo conoscesse affatto. Eppure il valore di base  che può avere un piano di pace è appunto che si sappia cosa propone, altrimenti non ha alcun senso parlarne.