sabato 16 febbraio 2019

ROMA. Appello dell’Associazione Genitori Scuola Di Donato.


Sotto l'appello e qui l'evento FB
Invitiamo tutte e tutti a partecipare! 
riceviamo e volentieri pubblichiamo CR@P
Alla Roma solidale, antirazzista e multiculturale: scendiamo in piazza a esprimere il nostro dissenso nei confronti del DL sicurezza e di politiche sull’immigrazione basate sulla paura e sulla discriminazione.
Da quindici anni siamo impegnati con bambine, bambini e famiglie a promuovere pratiche inclusive e solidali, in un quartiere storicamente aperto a tutte le comunità. Alla luce degli ultimi avvenimenti sentiamo l’esigenza di far sentire che non ci riconosciamo in provvedimenti che rendono il nostro Paese inospitale, ignorano i diritti umani più basilari e costruiscono barriere, alimentando una paura che si trasforma in odio razzista.
Non possiamo accettare la chiusura dei porti, non possiamo stare a guardare in silenzio mentre centinaia di persone ogni giorno rimangono in balia delle onde, destinati a una morte tremenda.
Per questo invitiamo le cittadine e i cittadini, le scuole aperte e solidali, le comunità di migranti di tutta Roma, le realtà del territorio che lavorano instancabilmente con loro per tutelarne i diritti, a incontrarci per un presidio rumoroso e colorato, dove farsi sentire e gridare:

Roma Capitale Umana

“Ero in piazza a Torino”. La posta in gioco va oltre lo sgombero dell’Asilo occupato.

Ho partecipato alla manifestazione, in solidarietà con l’Asilo di corso Alessandria un’occupazione più che ventennale, sgombrata in nome di una “sicurezza” che risponde esclusivamente ai progetti della speculazione edilizia.

Lo sgombero è stato violento, con le povere suppellettili caricate sui camion della raccolta rifiuti e portate in discarica. Anche gli animali ne hanno fatto le spese: del piccolo pollaio si è salvata una sola gallina.
Sabato, a Torino,
Non ho visto la devastazione che i mass media enfatizzano né il “terrore” dei passanti. Giungeva invece a chilometri di distanza l’odore acre dei lacrimogeni e se qualcuno blindava il centro di Torino, erano i muri di cellulari e di agenti in assetto antisommossa, migliaia di armati che chiudevano tutte le strade e intimorivano i passanti. Senza parlare della Digos sguinzagliata in borghese lungo il corteo, la stessa che vediamo da anni in Valle di Susa e nei luoghi delle lotte , sempre contro di noi.

Clima, finalmente la politica si è accorta di dover cambiare rotta.

Ecologista, politico e sindacalista
Clima, finalmente la politica si è accorta di dover cambiare rottaSegnali sempre più percettibili che si oppongono alla distruzione dei diritti, all’esclusione e alla costruzione di muri, dispensati come trucide vie di scampo per una parte della popolazione di un pianeta sempre più inospitale. Vengono fortunatamente a galla le autentiche emergenze che segneranno un futuro assai prossimo e che, tra loro interconnesse in una visione ampia come quella di Bergoglio o incardinate nell’esperienza dei lavoratori e degli studenti tornati in piazza per una buona vita e un lavoro degno, ridicolizzano le prove muscolari e gli abbagli dei “cacicchi” di turno.È giunto il momento di narrare la realtà per quello che è, non per quello che vogliono che appaia. Qui accenno ad alcuni dei segnali di un promettente cambiamento in corso, che può diventare irreversibile nel mondo se, contemporaneamente, vengono denunciati gli inganni che tendono a sminuirne la portata e sono svelati gli interessi che ne impediscono una piena affermazione.

venerdì 15 febbraio 2019

Gli “ostracismi” sul reddito di cittadinanza coprono la vergogna dei bassi salari.

Il presidente dell’INPS Boeri ha voluto lanciare un velenoso messaggio al governo Conte in occasione dell’audizione al Senato per il decreto sul Reddito di Cittadinanza. 
 
“Il problema è che il RdC – ha argomentato Boeri – fissa un livello di prestazione molto elevato per un singolo” e che il “45% dei dipendenti privati nel Mezzogiorno ha redditi da lavoro netti inferiori a quelli garantiti dal RdC a un individuo che dichiari di avere un reddito pari a zero”. In sostanza Boeri sta suggerendo al governo di abbassare la soglia dei 780 euro, che è la somma che un single può arrivare a percepire se dimostra di non avere redditi e di vivere in affitto.
Il problema del presidente dell’INPS è l’effetto di “scoraggiamento al lavoro” che avrebbe il RdC, soprattutto al sud.
Il primo obiettivo della provocazione di Boeri è quello di influenzare le scelte, che sembrano inevitabili, relative alla spesa complessiva sul RdC. In base ai calcoli dell’INPS infatti la platea dei beneficiari del RdC sarà di 2,4 milioni di persone (secondo l’ISTAT saranno invece 2,7) per una spesa complessiva di 8,5 miliardi, di gran lunga superiore a quella stanziata dal governo Conte sia per il 2019 (6 miliardi) sia per gli anni seguenti (7,5 per il 2020, ecc). Boeri sta quindi suggerendo al governo di abbassare il contributo alle famiglie monoparentali per restare dentro la spesa stanziata ed evitare così di danneggiare le aziende che remunerano i loro dipendenti con salari inferiori a 780 euro mensili!

Venezuela. Le Forze Armate confermano il sostegno a Maduro come presidente


 
Il capo del Comando Operativo Strategico delle Forze Nazionali Armate Bolivariane (Ceofanb), Remigio Ceballlos ha riaffermato ieri il riconoscimento del Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro, come autorità costituzionale della nazione e il solo comandante in capo della FANB .

Sanremo, ora per una settimana parleremo di Satana. Dimenticandoci dei veri problemi.

Profilo bloggerMi è stato chiesto un parere sulla guerra apocalittica tra la figlia di Satana – che sarebbe la comica Virginia Raffaele – e i figli della luce – che sarebbero un prete esorcista, don Aldo Buonaiuto, e i finti laici con la coccarda cattolicante, tutti rigorosamente di destra (Maurizio Gasparri, Simone Pillon) o del Pd, che è la stessa cosa (Lorenzo Cesa, ex Udc e Giuseppe Fioroni, per ora).

Sacerdote
Su tutti però svetta l’esperto lepantino, Matteo Salvini, grande intenditore di vangeli, rosari e presepi.
Sanremo, ora per una settimana parleremo di Satana. Dimenticandoci dei veri problemiCostoro come faine fameliche hanno addentato al volo l’occasione per farne un piedistallo di bassa politica e discettare sul Maligno, sul Male, su Satana e parenti. Non seguo il Festival di Sanremo, non so cosa sia avvenuto, ma per scrivere quest’opinione ho dovuto vedere il breve filmato che Il Fatto Quotidiano ha pubblicato dando la notizia della nuova guerra di religione.
A vedere il filmato, una persona psicologicamente equilibrata non vi riscontra alcuna invocazione o peggio, alcun sottinteso satanismo della povera attrice comica che s’impegna con qualche fatica a fare un po’ di satira, perché sforzarsi di somigliare a un grammofono tipo “la voce del padrone” è arduo e faticoso, nonostante la buona volontà della spalla, Bisio Claudio, che seriamente introduce la scena. Se il prete esorcista fosse rimasto zitto, tutto sarebbe passato nel dimenticatoio, come accade molto spesso nell’impero della cronaca che come l’erba di Isaia profeta, oggi c’è e domani muore.

Cipolla, il pappagallo ritrovato perché fischietta “Bandiera rossa” e “Ammazza la vecchia”

Il Fatto Quotidiano.

C’è un pappagallo che si chiama Cipolla non si fa pregare quando c’è da eseguire “Bandiera rossa“. Non è l’inizio di una favola per bambini ma di una storia che arriva da Firenze. La padrona del pennuto l’ha infatti ritrovato dopo due giorni proprio per la sua capacità. Era volato via da casa il 10 febbraio. Da lì appelli su Facebook ma anche nel quartiere: “Aiutatemi a ritrovare Cipolla, il mio pappagallo, un calopsite con testa e coda gialli, il petto grigio e bianco e le guance arancioni. E’ spaventato ma socievole:fischia “Bandiera rossa” e “Ammazza la vecchia”. Se lo trovate chiamate il numero….“, questo il testo dei manifesti appesi per le vie della città. E Cipolla è stato individuato da una signora mentre con grande tranquillità fischiettava sul suo balcone. Una chiamata ai vigili del fuoco che ahimé non li ha portati “sul luogo del ritrovamento” perché in città c’era il presidente della Repubblica. Ma la padrona, insieme alla signora che ha intercettato Cipolla, sono riuscite a riportarlo a casa sano e salvo.


QUALI I CRITERI DI UN’AGENZIA DI RATING? di Nino Galloni.

https://scenarieconomici.it/


L’urgenza dell’agenzia di rating indipendente e che si basi su criteri oggettivi e trasparenti dipende dalla possibilità di un attacco – non immediato, d’accordo, ma che ne sappiamo dei prossimi mesi? – della speculazione finanziaria contro il nostro Paese. Come è noto, con un rating un po’ più basso dell’attuale (e, va aggiunto, del tutto ingiustificato), le banche non potrebbero più mettere nei loro attivi i titoli di Stato che, quindi, dovrebbe offrirli direttamente ai risparmiatori; la BCE, infatti, può comperarli direttamente (sul mercato cosiddetto primario) solo nel caso in cui assuma, assieme a FMI e Commissione il pieno controllo del Paese. (qui, di seguito, l’allegato!)
AGENZIA DI RATING
L’Agenzia dovrà occuparsi di quattro tipologie di rating:
1) debiti sovrani;
2) rischio Paese;
3) imprese di profitto;
4) imprese non profit.

Un nuovo libro: La rivoluzione copernicana chiamata Reddito di Base

https://www.bin-italia.org



Siamo lieti di dare notizia della pubblicazione di un nuovo libro sul reddito di base. “La rivoluzione copernicana del reddito di base” di Natale Salvo edito da Multimage Firenze.
Riprendiamo dal sito della casa editrice una breve presentazione:
Si tratta solo di cambiare un paradigma: dal lavorare per necessità al lavorare per piacere.

Il workfare di Di Maio organizza lo sfruttamento. Intervista a Philippe Van Parijs

https://www.bin-italia.org

Giovanni Modica Scala
Intervista con Philippe Van Parijs, uno dei più importanti teorici del reddito di base, che spiega come il cosiddetto “reddito di cittadinanza” approvato da Lega e M5S aumenti il potere dell’impresa
Con la seduta dello scorso 17 gennaio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge sul reddito di cittadinanza. Il cavallo di battaglia, che da anni è stato al centro delle rivendicazioni politiche del M5S, assume finalmente dei connotati concreti che qui possiamo riassumere. Anzitutto, non rappresenta nulla di nuovo sul versante politico italiano, ricalcando in larga parte il contenuto del “timido” reddito di inclusione partorito dall’asse Renzi-Gentiloni. Rispetto a questo testo, variano leggermente le soglie di accesso al beneficio, l’entità del beneficio; muta sensibilmente il lessico, in una sindrome orwelliana da neolingua ma, soprattutto, viene marcatamente accentuata l’attenzione verso il (coatto) reinserimento lavorativo del beneficiario, con contestuali incentivi per le imprese protagoniste di nuove assunzioni.

Biani.


La Spagna torna al voto, Pedro Sanchez convoca le elezioni per il 28 aprile.

La legge di bilancio era stata respinta con i voti dei partiti di centrodestra Pp e Ciudadanos e degli indipendentisti catalani.

Elezioni anticipate in Spagna. Era inevitabile, dopo la bocciatura della manovra di Pedro Sanchez, leader socialista al Governo dal 2 giugno 2018. La Spagna torna al voto il 28 aprile per scegliere il nuovo Parlamento.

La legge di bilancio era stata respinta con i voti dei partiti di centrodestra Pp e Ciudadanos e degli indipendentisti catalani.
"Vi annuncio che ho proposto lo scioglimento delle Camere e la convocazione di elezioni generali per il 28 aprile e ho comunicato al re questa decisione", ha detto Pedro Sanchez nella dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa. "Il governo si è scontrato con il rifiuto della Finanziaria più sociale del nostro Paese", ha ricordato il premier, nel giustificare la decisione di dare per conclusa la legislatura. "La scelta era continuare a governare con una legge di bilancio che non è nostra e non risponde alle esigenze sociali nostro paese, oppure impegnare tutti gli sforzi e l'energia collettiva nelle grandi trasformazioni che vogliamo. Fra il non fare nulla o convocare le urne e dare la parola agli spagnoli, ho scelto la seconda".
"La Spagna - ha proseguito - deve continuare a progredire, escludendo la politica dello scontro, creando lavoro di qualità, ampliando i diritti e le libertà, garantendo la protezione sociale", ha elencato il leader socialista nel fare un excursus dei 13 provvedimenti di legge e dei 25 decreti approvati in poco più di 8 mesi al governo.  
"Sono convinto che sia possibile recuperare la politica utile, che sia possibile recuperare la tolleranza, il rispetto. La Spagna è dei cittadini, saranno loro a decidere se fanno un passo indietro o andare avanti sulla strada del progresso", ha aggiunto.

Classe Operaia.Crisi del latte, l’offerta di Salvini I pastori dicono no: troppo poco.

Chi ha partecipato alla lunghissima riunione pomeridiana del tavolo di crisi per l’emergenza latte da pecora in Sardegna racconta delle pause sigarette dove il ministro dell’Interno e i pastori sardi discutevano fumando insieme alla ricerca di una possibile soluzione. Questo però, non è servito per trovare una soluzione: gli allevatori, infatti, hanno respinto la mediazione di Matteo Salvini che contestualmente al ritiro dei 67 mila quintali di latte in eccedenza, acquistato con soldi pubblici e privati, ha proposto di aumentare subito a 70 centesimi il prezzo di un litro di latte. 
I pastori chiedono invece 1 euro più Iva e con questa proposta si presenteranno alla nuova riunione che si svolgerà domani a Cagliari. 
A quella riunione il governo dovrebbe arrivare avendo definito i tempi e i contenuti di un decreto urgente per le emergenze e le calamità naturali che stanzia circa 20 milioni, così come ha annunciato la sottosegretaria all’Agricoltura, Alessandra Pesce (M5S) non solo per i pastori sardi ma anche per gli olivicoltori pugliesi colpiti dalle gelate dell’inverno 2018.
Si vedrà. Quel che è certo, però, è che la trattativa è in stallo nonostante il vice-premier abbia messo sul tavolo 44 milioni di euro. 

Classe dirigente. Luigi Lusi, all'ex tesoriere della Margherita confiscati beni per 9 milioni di euro.

Il provvedimento, in esecuzione di un'ordinanza della Corte di Appello di Roma conclude, per quanto concerne l'aspetto patrimoniale, la vicenda giudiziaria.

By Huffington Post

Beni mobiliari e immobiliari per un ammontare di oltre 9 milioni di euro, riconducibili a Luigi Lusi, l'ex parlamentare e tesoriere della Margherita condannato in via definitiva per appropriazione indebita nel dicembre 2017, sono stati confiscati dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma. Il provvedimento, in esecuzione di un'ordinanza della Corte di Appello di Roma conclude, per quanto concerne l'aspetto patrimoniale, la vicenda giudiziaria che ha riguardato Lusi.
Tra i beni confiscati ci sono quote sociali e l' intero patrimonio aziendale di una società di capitali, una villa a Genzano di Roma, del valore di circa 4,1 milioni di euro, 6 appartamenti, 1 box e 1 terreno ubicati a Roma e in provincia de L'Aquila, per un valore complessivo di circa 3,7 milioni di euro. E ancora:conti correnti, polizze assicurative e fondi d'investimento per circa 1,3 milioni di euro.
Il valore complessivo dei beni confiscati è di circa 9,2 milioni di euro.

giovedì 14 febbraio 2019

Analisi costi-benefici sul Tav. A sarà (ancora) düra Intervista a Dana, attivista del movimento No Tav valsusino.

 costi/benefici_tav
global project
14 / 2 / 2019
L'oggetto misterioso, la tanto attesa analisi costi-benefici sul TAV è stata finalmente resa pubblica. Il tempismo non è casuale, la batosta elettorale dell'Abruzzo ha spinto il Movimento 5 stelle a rompere gli indugi e a giocare uno dei suoi "assi nella manica". Abbiamo chiesto a Dana, attivista del Movimento NO TAV, un commento per andare oltre il tema della dialettica interna al governo gialloverde, per capire come il documento è stato accolto da chi, da decenni, si batte in Val di Susa contro il treno ad alta velocità.

«Il reddito grillino è solo una camomilla. La povertà non si combatte così».

«Non basta redistribuire, serve “predistribuire”. E la differenza è grande». Parla Nunzia De Capite, sociologa di Caritas italiana che si batte da anni contro le disuguaglianze.


«Il reddito grillino è solo una camomilla. La povertà non si combatte così» Nunzia De Capite, sociologa, lavora da 13 anni in Caritas italiana, per la quale si occupa anche della redazione del rapporto annuale sul monitoraggio delle politiche di contrasto alla povertà. Studiosa delle varie forme di sussidio e reddito, fa parte del Forum delle disuguaglianze e delle diversità coordinato da Fabrizio Barca.


Dal Rei, il reddito di inclusione varato alla fine del 2017, stiamo per passare al Reddito di cittadinanza. Qual è la sua opinione su questa norma che partirà in primavera?  
«Siamo in un Paese in cui nel 2007 le persone in povertà assoluta erano 1,7 milioni e nel 2017 sono diventate cinque milioni: non possiamo fare a meno di misure di supporto sociale. Però, sia con il Rei sia con il Reddito di cittadinanza, siamo sempre in una logica redistributiva, mentre dovremmo iniziare a pensare da politiche predistributive».

Arte irregolare, non chiamatela terapia. La disabilità mentale attraverso i colori

Profilo bloggerQuattro artisti a rappresentare l’Italia a Tokyo. L’Italia dell’arte cosiddetta “irregolare”. Sono infatti quattro utenti del Centro di salute mentale di Bologna: MacKenzie, Augustine Noula, Francesco Valgimigli, Andrea Giordani.



Lavoratore nella comunicazione
Questi i loro nomi. Appartengono a un collettivo coordinato da Concetta Pietrobattista dell’Ausl di Bologna all’interno del progetto Arte Salute, diretto dalla dottoressa Angela Tomelli.
Sono stati selezionati dalla cooperativa giapponese Npo Tokyo Soteria per conto della Nippon Charity Kyokai, fondazione pubblica che fin dal 1966 si occupa dell’argomento disabilità e cultura e che vede in ParaArt, una mostra alla quarta edizione, un evento di punta dell’arte irregolare.  
Un totale di 700 opere provenienti da 16 diverse nazioni, fra pittura e calligrafia.  
ParaArt sarà ospitata anche nell’ambito dei giochi Paralimpici di Tokyo del 2020, come uno degli eventi “off” principali.
Il progetto Arte Irregolare di Bologna è nato dalla collaborazione tra il Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili Onlus, voluto da Dario Fo e Franca Rame e coordinato da Jacopo Fo, e il Dipartimento Salute Mentale‐Dipendenze Patologiche di Bologna.
Successivamente il gruppo di artisti si è reso autonomo per partecipare, ideare e progettare mostre ed eventi aperti al territorio con lo scopo di vendere le proprie opere, sensibilizzare la cittadinanza ai temi della differenza e connettersi con altri soggetti che si occupano di Arte Irregolare.
Il collettivo è formato da una trentina di artisti che si incontrano mensilmente per confrontarsi sul proprio percorso artistico e programmare e realizzare le iniziative da promuovere.

Il popolo che non c'è.

Popolo vs establishment, d'accordo. Ci sono ragioni sacrosante, argomenti solidissimi. Solo che il popolo non esiste. È costituito da un coacervo di individui, gruppi, interessi, emozioni, che si intrecciano, sovrappongono, lacerano, in modo instabile, magmatico, imprevedibile.


La costituzione in popolo di tale coacervo, sempre provvisoria e talvolta più che "liquida" addirittura volatile, dipende dal catalizzatore provvisoriamente vincente, cioè dalle speranze che dalle più grandi masse vengono interiorizzate al momento come non illusorie.



Il popolo è perciò una costruzione politica, oggi addirittura elettorale, o con la temporalità dei sondaggi, definita dalle prospettive che in un dato momento riescono a essere emotivamente egemoni nelle masse, a infiammare le passioni più intense, soprattutto contro quanti vengono individuati come i nemici/cause del proprio realissimo malessere.
Un popolo si costruisce attraverso l'individuazione dei propri valori e il riconoscimento dei propri nemici, i due processi sono intrecciati e con reciproco feed-back. Ma il riconoscimento dei nemici è il più immediato, intenso, efficace, si imprime di più, è più riconoscibile, è più facilmente comunicabile. I valori devono più faticosamente farsi concretezza, programma, credibilità, argomentazione.
Il popolo si costruisce contro l'establishment, cioè contro i poteri reali, il dominio effettivo. Dovrebbe, almeno. Poiché però neppure l'establishment è blocco assolutamente monolitico, è assai facile sviare e confondere (con sommo gaudio e spesso manipolazione dell'establishment stesso).
Presentare come nemici del popolo non già l'establishment, con il quale l'antagonismo di interessi è in re, ma le più generiche e comode élite.

Cannabis. Cassazione: lecito il consumo e la vendita di cannabis light.

31 gennaio 2019 - La Suprema Corte, con la decisione depositata oggi, ha annullato senza rinvio il sequestro disposto dal Riesame di Macerata nei confronti di un 28enne che aveva posto in commercio infiorescenze di cannabis: i giudici marchigiani avevano ritenuto che la legge del 2016 sulla coltivazione della canapa – con la quale viene indicato come limite lo 0,6% del principio attivo Thc – non rappresentasse una deroga alla disciplina penale in materia di stupefacenti. 

 

tetralight.it
Risultati immagini per cannabis lightLa legge varata tre anni fa, osservano i giudici di piazza Cavour, “attesta che la coltivazione delle varieta’ di canapa, nella stessa considerate, non e’ reato” e “viene consentita senza necessita’ di autorizzazione”: il coltivatore ha solo l’obbligo di “conservare i cartellini della semente e le fatture di acquisto”.

Se all’esito di controlli, inoltre, il contenuto complessivo di Thc nella coltivazione “risulti superiore allo 0,2% ed entro il limite dello 0,6% nessuna responsabilita’ e’ prevista per l’agricoltore” e il sequestro o la distruzione delle coltivazioni possono essere disposti “solo se il contenuto di Thc nella coltivazione e’ superiore allo 0,6%”.
La vendita di ‘cannabis light’ e’ lecita, come lecito – e non possono essere sottoposti a sequestri preventivi – e’ l’uso dei prodotti realizzati con essa e messi in commercio. Questa la linea dettata dalla sesta sezione penale della Cassazione, che, con una sentenza depositata oggi, segna un ulteriore capitolo in una questione finora controversa nella giurisprudenza.

Cannabis. E’ legale coltivare in casa piante di marijuana light.

Ora che che giornali e telegiornali hanno ampiamente trattato l’argomento, ora che anche i supermercati e centri commerciali vendono canapa light in bustine, ed ora che nelle nostre città aprono grow shop di erba legale a ritmi di uno al giorno, la domanda sorge spontanea: è legale coltivare in casa la marijuana light?


tetralight.it 

Risultati immagini per marijuana light Bene, la risposta è nel testo di legge 242/2016 e ancora di più nella circolare del Ministero delle politiche agricole con la quale sono state rilasciate le norme attuative della legge per la coltivazione e la vendita di infiorescenze di cannabis light (quella appunto con THC sotto lo 0,2%).
Le norme emanate dal Ministero ribadiscono che coltivare, vendere e detenere cannabis light è assolutamente legale e che per intraprendere tali attività non servono autorizzazioni specifiche.
La legge (in vigore già dal 2017) stabilisce che la marijuana light è legale purchè le piante di canapa appartengano a varietà contemplate nel “Catalogo delle specie di piante” stilato dall’Unione Europea.
Per i coltivatori professionisti ed i coltivatori amatoriali, quindi, nessun obbligo di autorizzazione, e nessun rischio di infrangere la legge italiana.
L’unica regola per chi decide di coltivare in casa la marijuana leggera è quella di piantare semi appartenenti soltanto alle varietà presenti nel “Catalogo delle specie di piante” dell’Unione Europea.

Disuguaglianze, territori, capitale. Le metropoli nella competizione globale.

Il lavoro d’inchiesta della Rete dei Comunisti sulle trasformazioni metropolitane iniziato con il volume su “La metropoli come merce”, ha aggiunto un nuovo capitolo con la pubblicazione de “Le metropoli nella competizione globale”. 
 
 
Un lavoro collettivo e a più voci che prova ad affondare l’analisi nelle molteplici relazioni tra la condizione delle aree territoriali e metropolitane e la cosiddetta globalizzazione. Un processo che alla nostra latitudine ha assunto la fisionomia del processo di costruzione di un’area strettamente integrata come Unione Europea, misurandosi con la funzione strategica assunta dal territorio nei processi di competizione/valorizzazione capitalistica.
Questo lavoro tenta di “ricostruire” i riferimenti della relazione centro-periferia nelle dinamiche delle filiere del valore a livello continentale e nazionale (vedi la “magnetizzazione” di risorse verso Milano a discapito della Capitale o il processo avviato con l’autonomia regionale differenziata), in un contesto in cui il territorio, inteso come insieme socio-produttivo, da terminale dei flussi di capitale a prevalente composizione transnazionale, interagisce non solo con la costruzione politica delle condizioni di ricettività, ma con una proiezione nelle dinamiche competitive, e diventa così parte attiva del circuito competitivo, che su scala globale assume sempre più evidentemente i caratteri dello scontro inter-imperialista.
Nel volume, oltre ai contributi collettivi della Rete dei Comunisti, ci sono diversi interventi di attivisti e ricercatori (Guido Lutrario, Nicolò Monti, Davide Bonfanti, Mario Battisti, Rosario Marra, Sergio Cararo).

L’”invasione” degli italiani all’estero…

Se l’agenda politica fosse dominata, secondo logica, dai problemi veri, staremmo tutti i giorni a parlare di migranti. Non di quei relativamente pochi che arrivano sulle nostre coste su bagnarole fatiscenti, ma dei nostri ragazzi, giovani e meno giovani, che se ne vanno via.


E invece abbiamo un ministro dell’interno che spopola sparando battute da osteria e un ministero degli esteri che, istituzionalmente, deve invece computare quotidianamente le segnalazioni provenienti da altri paesi su nostri concittadini che piantano residenza altrove.
E la Farnesina è costretta a riportare che nel 2018 c’erano ben 5.114.469 italiani all’estero. 
Il 2,8% in più rispetto al 2017 e il 64,7% in più rispetto al 2006 quando l’Aire (l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero) ne contava ‘solo’ 3,1 milioni.
Concorrono a formare questa massa due fenomeni piuttosto doversi, perché i giovani se ne vanno per trovare un lavoro (qualsiasi oppure all’altezza della loro preparazione, a seconda dei titoli di studio), mentre gli anziani hanno “scoperto” i vantaggi fiscali che alcuni paesi (anche europei) concedono a chi si stablisce da loro. 
E in molti casi anche pensioni non eccelse diventano per questa via un reddito decente, con cui vivere sicuramente meglio che qui (dove i salari sono bassissimi, ma i prezzi sono mediamente alti).