sabato 17 novembre 2018

La faccia tosta di Prodi, il pifferaio della svendita dell’Italia

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Romano ProdiRomano Prodi è uno dei massimi artefici della mutazione genetica della sinistra italiana, avendo validamente contribuito a traghettarla dal campo socialista al campo liberale; fa parte (con Andreatta, Ciampi e Carli) del clan dei grandi burocrati che, prima, hanno sottratto al paese la sovranità monetaria, favorendo il divorzio fra il Tesoro e la banca centrale, poi hanno operato per sottrargli anche la sovranità nazionale (e quindi la sovranità popolare); è il grande liquidatore di quell’industria di Stato che aveva promosso il nostro sviluppo industriale, e che lui ha fatto sì che venisse trasferita in mani private; è fra coloro che hanno spianato la strada alla deregulation finanziaria, alla colonizzazione del nostro sistema produttivo da parte delle imprese transnazionali, alla distruzione del potere contrattuale dei sindacati; è – con Bill Clinton, Tony Blair, Schröder e altri – fra i massimi ispiratori della “sinistra” neoliberale e antikeynesiana; si è battuto perché l’Italia entrasse a qualsiasi costo nell’Unione Europea contribuendo a realizzare l’utopia di von Hayek, cioè la nascita di un’entità sovranazionale che ha neutralizzato i principi “criptosocialisti” della Costituzione del ‘48 e imbrigliato la nostra politica economica con vincoli esterni che le vietano di ridistribuire risorse a favore delle classi subalterne.

Latouche: consumatori perfetti, cioè infelici. Serviamo così

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HamburgerL’espressione “decrescita felice” suscita ancora oggi molta perplessità. E’ un equivoco tutto italiano. Io non ho mai usato questa espressione. La decrescita ha un significato preciso e parte dall’assunto che noi viviamo in un mondo finito e con risorse finite. La seconda legge della termodinamica ci dice che se bruciamo 10 litri di benzina essa “non si distrugge”, ma non la possiamo nemmeno più riutilizzare come forma di energia. Come forma di energia la benzina se n’è andata per sempre. E la benzina, che è un derivato del petrolio, è un combustibile limitato, cioè finito. Queste sono cose che capirebbe anche un bambino, ma gli economisti no, si rifiutano di includere nell’economia questo aspetto determinante per il nostro futuro. Pertanto, io ritengo che siamo giunti ad un punto cruciale, che impone il non-sviluppo. Purtroppo la stragrande maggioranza dei mass media e delle persone è indotta a pensare il contrario, e cioè che sia necessario produrre sempre di più. Per farlo, tuttavia, è necessario che le persone siano infelici. Le persone felici, infatti, non hanno interesse a consumare, nel senso che consumano solo ciò che è strettamente necessario, e non acquistano cose per noia e frustrazione, come accade oggi. Ma il mercato è proprio di questa frustrazione che ha bisogno, se vuole crescere.

Le lotte contro il climate change e la rivoluzione contro il Vampiro

 
 
 dinamopress di Danilo Del Bello
15 / 11 / 2018
L’ultimo rapporto IPCC (intergovernmental Panel on climate change) afferma che abbiamo poco più di una decina d’anni per contenere l’aumento della temperatura mondiale entro 1,5 gradi e mantenere gli effetti del riscaldamento già in corso entro livelli gestibili. Ciò che emerge da questi dati inequivocabili è una realtà che si racchiude in un principio semplice: i mutamenti climatici non rappresentano un problema tra tanti, una contraddizione accanto ad altre contraddizioni del modo di produzione capitalistico, ma la contraddizione principale.

Ambiente & Salute & Sicurezza Alimentare. Decreto Genova è legge. La nuova norma sui fanghi avvelena la terra o protegge i cittadini?

Il decreto Genova è legge. Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto che fa molto discutere perché, oltre a prevedere interventi di ripristino del territorio dopo il crollo del ponte Morandi, parla anche dello smaltimento dei fanghi di depurazione.

greenme.it
decreto-genova-idrocarburiSingolare che si chiami decreto Genova e che poi in realtà alla ricostruzione dedichi solo 16 articoli su 46. 
Gli altri parlano di interventi nel centro Italia, a Ischia, nelle zone insomma colpite dai terremoti; mentre tutto il resto, quello che fa discutere è da un lato la gestione delle pratiche di condono pendenti, dall’altro quello dello smaltimento dei fanghi di depurazione.


Contestatissimo è proprio l’articolo 41 che prevede appunto la gestione dei fanghi di depurazione da usare in agricoltura. La versione definitiva prevede che venga innalzato di 20 volte, da 50 a 1.000 mg per Kg il limite per elementi come idrocarburi policiclici aromatici, toluene, selenio e berillio, arsenico e cromo totale.

Francia, 50mila “giubbini gialli” protestano contro il caro carburante: investita una donna, diversi feriti.

Manifestazioni in tutto il paese del movimento nato nelle zone rurali del paese contro l'aumento dei prezzi di diesel e benzina. Nessuna città importante è bloccata, anche se sulle tangenziali permangono rallentamenti e ostruzioni al traffico.
Francia, 50mila “giubbini gialli” protestano contro il caro carburante: investita una donna, diversi feritiLe proteste dei “giubbini gialli” in Francia contro il caro carburante si aprono con la morte di una donna in Savoia – investita da un’automobilista che ha forzato il blocco presa dal panico – e diversi feriti. Quello dei gilet gialli, che oggi protestano in 50mila bloccando le strade del Paese, è un movimento che nasce contro il caro-petrolio ma che è arrivato a contrapporre i ricchi cittadini alla Francia dimenticata delle campagne. È sorto nelle zone più rurali del paese – dove il pieno di carburante costa maggiormente – e si è organizzato online per mobilitarsi contro l’aumento dei prezzi del diesel e della benzina, deciso dal governo per diminuire le emissioni di Co2.
Una protesta arrivata nonostante il calo dei prezzi al barile del greggio di ottobre, a cui però fanno da contrappeso la pesanti tasse sul carburante. Secondo un sondaggio il 73% dei francesi appoggia la mobilitazione.

Libro. “L’Italia sta finendo”? Previsioni su un terremoto politico.

L’Italia è finita”? La domanda non è affatto paradossale, almeno non lo è per Pino Aprile saggista e meridionalista, giù autore di diversi libri tra cui il libro “Terroni” nel 2010.  
 
 
Il nuovo libro ha un titolo che contiene appunto una domanda pesante, se cioè l’Italia come l’abbiamo conosciuta stia ormai “finendo”, cambiando fisiologia, struttura istituzionale e geografia sociale ed economica.
Come i lettori di Contropiano sanno, o dovrebbero sapere perché abbiamo suonato l’allarme ripetutamente, in questi giorni il governo sta decidendo, sul “regionalismo differenziato”, un processo di disgregazione e secessione reale che può distruggere lo Stato fino a ieri chiamato Italia.
Si è ormai consolidato un “blocco del nord” che non vede coinvolta solo la Lega, ma vede d’accordo tutti i partiti al Nord. 
I governi regionali a trazione leghista ma anche i gruppi consiliari Pd di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna hanno appoggiato le richieste leghiste di autonomia regionale delle tre regioni dove si concentrano l’80% dell’export e del valore aggiunto prodotto nel paese.
L’autore de “L’Italia è finita”, ha coniato la categoria di  “Piddini per Salvini”. Ma sottolinea come anche al Sud, ci sia un succube silenzio. Anche il M5S sottovaluta il pericolo, e viene sempre l’angoscia per cercare di capire se lo fa per disattenzione o incapacità o peggio ancora per complicità.

Acqua Pubblica. Brescia. Domenica il referendum contro la privatizzazione dell’acqua pubblica. Che vinca il SI.

Domenica i cittadini di Brescia e provincia saranno chiamati alle urne per il referendum consultivo sull’acqua come bene pubblico inalienabile. 
Per affidare la gestione del ciclo idrico a una società totalmente pubblica bisogna votare SI.  
Con il No si apre invece la strada a un sistema aperto agli interessi dei privati.


La consultazione popolare di Brescia è il primo referendum sull’acqua locale promosso dopo quello nazionale del 2011 che vide platealmente sconfitta l’ipotesi della privatizzazione nella gestione dell’acqua pubblica.

contropiano.org 
“Volete voi che il gestore unico del Servizio Idrico Integrato per il territorio provinciale di Brescia rimanga integralmente in mano pubblica, senza mai concedere la possibilità di partecipazione da parte di soggetti privati?”.




Questo è il quesito che si troverà domenica 18 novembre nella scheda per il referendum consultivo.
Sono 1.172 i seggi in tutta la provincia messi a disposizione dei 970 mila cittadini bresciani aventi diritto di voto.
Occorre barrare con una “X” sul “sì” se si ritiene che l’acqua debba restare sempre in mano pubblica, oppure sul “no” se si considera favorevole l’ingresso di una società privata nella gestione di un bene primario come l’acqua.

Torino. Occupata l’università, “contro il governo della menzogna”.

A Torino gli studenti della rete Noi Restiamo ieri in serata hanno occupato Palazzo Nuovo sede dell’ateneo torinese.
 
 

Qui di seguito il comunicato della rete Noi Restiamo sull’occupazione dell’università.





 

Contro il governo che continua sulla strada di istituzionalizzare il razzismo con il Decreto Salvini.
Contro il governo della repressione, che reprime le lotte sociali di chi si organizza per contrastare la guerra tra poveri.
Contro il governo della menzogna. Che prima proclama nazionalizzazioni e poi propone 18 miliardi di privatizzazioni. 
Finge di opporsi all’austerità dell’Unione Europea e poi rispetta ogni minimo parametro. Dichiara lotta al disagio sociale ed emana un misura insufficiente come il Decreto di Maio.
Siamo qui per organizzare il contrattacco, e per questo saremo in piazza il 30 novembre Mobilitazione Nazionale! Riprendiamoci La Scuola per riprenderci un futuro calpestato e combattere l’ennesimo tentativo di abolire il valore legale del titolo di studio 
e il 15 dicembre  
Get up, Stand up! Stand up for your rights! Roma, 15 Dicembre invaderemo le strade come lo scorso anno.
 
La ricomposizione si fa nelle strade con le lotte reali.

Schiavismo & il Migliore dei Mondi Possibile.L'inferno dei Sikh, schiavi alle porte di Roma.

Salari da fame, nessun diritto, chiusi nei container. E tutto succede nell'Agro Pontino. Anche grazie a una rete di colletti bianchi in rapporti con i caporali.

...«C’è un’enorme confusione di competenze amministrative e risorse investigative, con lo spreco di tempi e forze. Si pensi che se una squadra mobile vuole organizzare un blitz in un’azienda agricola, si deve coordinare con l’Asl, con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro che a sua volta dovrebbe coordinare i Carabinieri del lavoro, gli ispettori dell’Inps e quelli dell’Inail"...

...«Come si può chiedere a chi ha bisogno di un pezzo di pane di farsi paladino contro un sistema, denunciando quello che gli apparati dello Stato sanno benissimo?»... 

L'inferno dei Sikh, schiavi alle porte di RomaLa cartellina di plastica con il nome che rivela un’origine lontana è custodita in un vecchio armadio di lamiera e ruggine, tra confezioni di riso e fili della corrente penzolanti. 
L’elastico che la chiude non riesce più a trattenere le decine di contratti e buste paga. L’ultima indica un totale di 300 euro per una dozzina di giornate di lavoro. «Altri trecento li ho presi in nero, ma ho pagato il commercialista perché altrimenti non mi rinnovano il permesso di soggiorno», sospira Hardeep.

Quella cartellina gonfia contiene il nuovo volto dello sfruttamento. Una volta erano solo caporali, adesso sembrano broker. Dominano la catena dall’alto, imponendo regole ancora più spietate ai braccianti.
Come baroni d’altri tempi, gestiscono il mercato senza sporcarsi le mani: sono i colletti bianchi del lavoro nero, che fanno affari negando ogni diritto: trattano gli stranieri come schiavi, come corpi da cui spremere ogni energia. 
E proteggono la loro parvenza di legalità dietro carte in regola, prodotte da una filiera di 
commercialisti, 
consulenti, 
ispettori del lavoro e 
persino sindacalisti.

Dark, femminista e dedita all'oppio: perché Louisa May Alcott non fu mai una "piccola donna".

Per tutti è la mamma di "Piccole donne", ma la scrittrice statunitense non incarnò mai lo stereotipo della brava ragazza di provincia.

Per tutti è la mamma di Piccole donne. Per tutti dovrebbe essere un'autrice dalla forte impronta pedagogica, influenzata dalle teorie del padre filosofo trascendentalista Amos Bronson Alcott. Eppure Louisa May Alcott (1832-1888) era molto più complessa e assai diversa dal santino in cui l'immaginario comune forse ha voluto immortalarla. "Non è la piccola donna che si pensava fosse e la sua vita non è stata un libro per bambini", afferma Harriet Reisen, esperta alcottiana.
Alla signorina Alcott, in realtà, stavano stretti il moralismo e il perbenismo della provincia americana. Oltre ad essere stata una fervente femminista e abolizionista, molto della vera anima della scrittrice si evince dai suoi gusti letterari (fu grande ammiratrice di autori - mi si passi l'aggettivo - "dark" come Edgar Allan Poe, Nathaniel Hawthorne e Johann Wolfgang Goethe, ndr) e dai testi scritti sotto lo pseudonimo di A. M. Barnard: storie gotiche di fatali e oscure passioni, con protagonisti amanti dei "paradisi artificiali" e del gioco d'azzardo o signorine che assumono oppio e fumano hashish con disinvoltura, in barba allo stereotipo della brava fanciulla di provincia. Stereotipo che la stessa autrice non incarnò mai.

venerdì 16 novembre 2018

Studenti in piazza contro “i nemici”. Sanzionata Deutsche Bank, bruciate bandiere Lega e M5S


Gli studenti medi oggi sono scesi in piazza in diverse città per protestare contro lo smantellamento della scuola pubblica, a partire dai fondi che le sono stati sottratti (a discapito dell’edilizia e dell’offerta formativa) per finire con quelli stanziati, al contrario, per creare un clima di repressione poliziesca ed intimidazione.

Nessuna giustizia per Riccardo Magherini


contropiano
La Corte di Cassazione ha oggi annullato la condanna ai tre carabinieri per la morte di #RiccardoMagherini perché “il fatto non costituisce reato.”
Nel luglio del 2016 il Tribunale di Firenze aveva condannato i tre carabinieri imputati per omicidio colposo nell’ambito del processo per la morte di Riccardo Magherini, 40enne fiorentino deceduto nella notte tra il 2 e 3 marzo 2014 durante un arresto in una strada del centro di Firenze.

Hunger Games Italia.

Di tutto possono essere accusati i leghisti, meno che di non sapere quello che stanno facendo.
 
 

Se accostiamo il “decreto sicurezza” – ukaze governativo centrale – con la delibera della Regione Lombardia che trasforma il personale viaggiante dei trasporti locali in “poliziotti” abbiamo l’incrocio esemplare tra “enunciazione dei princìpi” e realizzazione pratica. Orrendo e puzzolente, certo, ma per nulla equivoco. Semplice come un rifiuto solido lasciato sul marciapiede, ma che non si può aggirare ricorrendo alle sole parole.
In tutta la politica securitaria della Lega, oggi candidata a diventare il partito dei padroni “Itagliani”, c’è una costante che va colta una volta per tutte: il popolo è il nemico, e il potere si blinda per tenerlo a freno con mezzi militari, per ora polizieschi. Dirla così non porta voti, e dunque “il popolo” viene scomposto in figure sociali deboli, marginali, spesso già viste con sospetto da una popolazione mediamente di alta età, resa insicura dal reddito in calo, i servizi sociali scadenti (tra cui massimamente il trasporto pubblico semi-privatizzato e la sanità oggetto di continui tagli), le pensioni da fame (quelle “d’oro”, inutile dirlo, non vanno a chi in basso…)

La strage dei diritti? Ora tocca all’aborto.

Un povero giornalista deve sempre essere pronto a tutto, perché la realtà propone sempre novità inattese. Certo, dover prendere atto di una ferma volontà di ritornare ai secoli bui non sembra proprio una novità. Ma avviene anche questo.
 
 

Apriamo la posta come ogni giorno e troviamo una mail di mister Pietro Guerini, che si definisce “fondatore e presidente del Comitato NO194 (vedi www.no194.org), che conta 30.000 aderenti (ben più del 90% degli iscritti a gruppi pro life nazionali), finalizzato alla promozione ed organizzazione di un referendum abrogativo della l. 194“.

SORPRESA: ABBIAMO ANCORA LA SOVRANITÀ MONETARIA! Fabio Conditi e Francesco Carraro

Ambiente & Gas. Tap, perquisizioni e sequestri negli uffici e in laboratori analisi della multinazionale: tre indagati. “Scarico abusivo inquinanti”.

Su ordine del procuratore capo di Lecce, Leonardo Leone De Castris, e del pm Valeria Farina Valaori, i carabinieri del Noe hanno hanno perquisito le sedi legali e operative della multinazionale. Sequestrati i rapporti di prova delle analisi effettuate nelle acque del falda dei cantiere, dove Arpa Puglia aveva riscontrato il superamento dei valori soglia di cromo esavalente. Sotto inchiesta i vertici della multinazionale.


Perquisizioni e sequestri nelle province di Lecce, Roma, Milano e Padova nel filone dell’inchiesta sul presunto inquinamento della falda dovuto ai lavori per il gasdotto Tap dopo che negli scorsi mesi le analisi di Arpa Puglia avevano riscontrato il superamento dei valori soglia in falda del cromo esavalente. Sotto indagine ci sono i vertici di Trans Adriatic Pipeline con l’ipotesi di reato di scarico abusivo contenente elementi inquinanti. Il nuovo fronte è emerso grazie alla decisione del sindaco di Melendugno, Marco Potì, che a luglio aveva vietato “l’emungimento di acqua da pozzi nell’area cantiere Tap per superamento limiti per alcune sostanze pericolose” (manganese, nichel, arsenico e cromo esavalente) e disposto l’immediata sospensione di ogni attività presso il cantiere dopo i referti inviati da Arpa.

Ambiente. I danni e i costi ingenti della crisi climatica.

"I danni causati dal maltempo" è la formula più usata nelle presentazioni televisive e sulla carta stampata dei recenti disastri, provocati anche questo autunno, in diverse parti d'Italia da eventi meteorologici non più straordinari, ma certamente estremi: precipitazioni molto intense che vengono chiamate bombe d'acqua e venti fortissimi che stentiamo a chiamare uragani, anche se ci somigliano molto. 
 
 
Sono fenomeni generati dal cambiamento climatico, non dal maltempo stagionale, che stanno aumentando in tutto il mondo per frequenza e intensità.
Secondo il nuovo rapporto "EconomicLosses, Poverty and Disasters 1998-2017" dell'United Nations Office for Disaster Risk Reduction (Unisdr) e del Centre for Research on the Epidemiology of Disasters (Cred), negli ultimi vent'anni, dal 1998 al 2017, le perdite economiche mondiali causate da eventi atmosferici estremi, generati dal cambiamento climatico, sono state pari a 2.245 miliardi, con un aumento del 151% rispetto ai vent'anni precedenti, dal 1978 al 1997, quanto le perdite complessive erano state 895 miliardi. Il numero dei disastri legati ad eventi meteo-climatici rispetto al ventennio 1978-1997, è raddoppiato: da 165 a 329 eventi ogni anno.

giovedì 15 novembre 2018

Manovra, tagli al servizio civile e niente agevolazioni fiscali per il terzo settore. “Associazioni pagheranno come aziende”.


Nella legge di Bilancio mancano gli adeguamenti previsti dalla riforma del 2017. Le norme avevano già avuto l’approvazione delle commissioni di Camera e Senato. Riduzione del 3% delle risorse per il servizio civile: basteranno per poco più di 20mila volontari, meno della metà di quelli avviati nel 2018. Solo 5 miliardi all'Aiuto pubblico allo sviluppo: "La Nota al Def ne prevedeva 5,8".
 
 
Manovra, tagli al servizio civile e niente agevolazioni fiscali per il terzo settore. “Associazioni pagheranno come aziende” Mancano gli adeguamenti della normativa fiscale del terzo settore, che registra anche tagli per progetti e attività di interesse generale. 
 
Ci sono meno risorse per il Fondo interventi del servizio civile nazionale, una scommessa che rischia di essere persa, e deludono le previsioni per la cooperazione allo sviluppo. 
 
Ecco alcuni dei nodi che la manovra non è riuscita a sciogliere e che in queste ore stanno suscitando diverse preoccupazioni. 
A cominciare da quelle manifestate dal Forum del Terzo settore che, nel testo della Legge di Bilancio, non trova riscontro soprattutto rispetto ad alcune richieste sugli adeguamenti della normativa fiscale necessari, secondo il forum, “per l’operatività di oltre 340mila organizzazioni”. Parliamo di norme che riguardano in primo luogo le attività del volontariato e dell’associazionismo di promozione sociale “la cui mancata approvazione – spiega a ilfattoquotidiano.it Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale – toglierà alle associazioni la possibilità di autofinanziarsi”.

Napoli, centri sociali contestano Salvini: scontri con la polizia, un giovane ferito.

Risultati immagini per Napoli, scontri tra polizia e centri socialiGli agenti hanno respinto con una carica di alleggerimento i manifestanti del centro sociale Insurgencia che hanno tentato di forzare il blocco della polizia in Galleria Umberto. Poco prima inscenata una lezione per fare il verso alla partecipazione del vicepremier leghista alla trasmissione "Alla lavagna" su RaiTre. Il vicepremier: "I soliti quattro deficienti".

Scontri con la polizia e un 15enne ferito alla testa nelle proteste per la visita di Matteo Salvini a Napoli. Il centro sociale Insurgencia ha contestato il ministro dell’Interno, in città per partecipare al comitato per l’ordine e la sicurezza, con un corteo arrivato fin dentro la Galleria Umberto, a poche decine di metri dalla Prefettura, dove era in corso la riunione del vicepremier con le autorità locali.
Il loro avvicinamento al palazzo di governo è stato frenato dalla polizia che, in assetto antisommossa, blocca l’uscita della Galleria verso il Teatro San Carlo. In una ventina hanno tentato di sfondare il blocco e gli agenti li hanno respinti con una carica di alleggerimento nella quale un minorenne è rimasto ferito alla testa da un colpo di manganello.

Disoccupazione e austerità portano al nazismo. Oggi come ieri.

Giornalista economico e saggista
Disoccupazione e austerità portano al nazismo. Oggi come ieri Nei tempi attuali la politica di austerità imposta dall’Eurozona alimenta il populismo di destra in tutta Europa. 




Se la politica economica restrittiva dell’Euro non cambierà radicalmente, l’Europa a guida tedesca è destinata a favorire nuovamente la nascita di ideologie ultranazionaliste, anti-parlamentaristiche, presidenzialistiche, xenofobe e autoritarie.
In Europa da troppi anni la democrazia è minacciata da politiche deflazionistiche analoghe a quelle imposte da Bruning in Germania circa 80 anni fa. 
Di fronte alla crisi economica, molti chiedono di nuovo un “uomo forte” che risolva i problemi dell’insicurezza, dell’occupazione e del lavoro.
Ripercorriamo la storia approfittando di un recente programma trasmesso da Rai Storia. Nella trasmissione Passato e Presente dedicata alla Repubblica di Weimar e realizzata con la collaborazione del professor Giovanni Sabbatucci, Paolo Mieli, nella sua veste di conduttore del programma, ha commesso un grave errore: si è chiesto perché dalla Repubblica di Weimar è nato il nazismo, ma ha dato una risposta sbagliata: la causa del nazismo sarebbe la… debolezza della democrazia! Mieli e Sabbatucci non hanno saputo comprendere e spiegare le vere ragioni per le quali la Repubblica parlamentare di Weimar – nata con la sconfitta della Germania imperiale nella Prima guerra mondiale e conclusasi con la presa del potere da parte del nazismo – è finita malissimo, con l’ascesa di Hitler e la vittoria definitiva del partito nazionalsocialista.

La svendita delle Acciaierie di Piombino. Un esempio di cannibalismo industriale.

Gli ultimi anni della storia delle acciaierie di Piombino, che ha portato a circa 1300 lavoratori in cig, partono da una data simbolo:  l’aprile del 2014 il governo PD, tramite l’allora sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti, che ferma l’altoforno perchè controproducente, inquinante, ma soprattutto obsoleto. 
 
 
operaio e delegato Usb delle Acciaierie di Piombino
Nel frattempo vende un altro altoforno alle Acciaierie Arvedi di Trieste.
A Piombino si utilizza la ghisa nei forni elettrici. Intanto passano i mesi e compare l’arabo Khaled al Habahbehe, che si propone per rilevare la Lucchini.  Promette mari e monti, ma si dimostra tutto un clamoroso falso.  Noi, operai di Piombino, urliamo per la nazionalizzazione.
Invece a Piombino si presenta il magnate algerino Issad Rebrab, del gruppo Cevital, con un progetto ambizioso, che comprende acciaio e agroalimentari.  Ma il progetto non decolla.
Alle porte dell’acciaieria di Piombino, nel frattempo chiamata Aferpi, si presenta nel 2018 il gruppo indiano Jindal. Questo prova far ripartire i freni laminazione, ma nel frattempo partono gli ammortizzatori sociali, cioè la cassa integrazione per centinaia di lavoratori. Ma sulla questione ammortizzatori sociali Aferpi e Piombino Logistics, il Movimento 5 Stelle sostiene che la cassa integrazione è un privilegio.
Ma noi lavoratori non ci sentiamo affatto privilegiati.  
Mi dispiace, ma non sono un privilegiato del mondo del lavoro. 
Sono in cassa integrazione, non per mia scelta.

Contro il governo e contro con la Ue

gcremaschi

Il governo ha fieramente confermato la sua manovra di bilancio mentre le opposizioni tifano UE. Sembra uno scontro epocale, ma se si diradano le opposte propagande vediamo che siamo di fronte a due modi, non tanto, diversi di intendere lo stesso liberismo.


 

Potere al popolo! GIORGIO CREMASCHI 


Risultati immagini per Potere al popolo!La UE ed i suoi fanatici, compresa la penosissima sinistra dello spread, rivendicano tutto l’impianto delle politiche di austerità, che in Grecia hanno distrutto il paese ed in Italia, oltre ai danni sociali che viviamo, hanno fatto CRESCERE ENORMEMENTE il debito pubblico. Sì perché da quando si è insediato Monti il debito è aumentato di QUATTROCENTO miliardi di euro. Segno che le politiche di austerità per ridurre il debito lo fanno aumentare e la propaganda a loro favore si fonda sul nulla e sul falso.
Giusto quindi abbandonarle e seguire altre vie, ciò che la propaganda opposta del governo gialloverde rivendica. Solo che anche qui la realtà è ben diversa dagli annunci.
Il governo fieramente scrive alla UE che manterrà i provvedimenti a tutela dei poveri, che il governo stesso definisce COSIDDETTO reddito di cittadinanza, perché oramai è chiaro che è solo un ampliamento delle misure del governo Gentiloni.