domenica 21 luglio 2019

"L'emergenza ambientale è un altro capitolo delle contraddizioni del capitale. Profitti a pochi, costi a tutti, soprattutto la salute".

Il degrado urbano è ben altro , non il decoro imposto ai centri storici delle città ma il deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro imposte da anni, l'aumento dell'inquinamento, la mancata bonifica dei siti inquinati, l'assenza di una rete welfare e di servizi moderna ed efficiente.

controlacrisi.org federico giusti
Risultati immagini per emergenza ambientaleLa scarsa qualità della vita si misura anche attraverso numerosi fattori, il tasso di inquinamento elevato, la carenza del verde, l'assenza di servizi, la sporcizia e l'abbandono delle periferie restano segnali inequivocabili di un degrado strettamente connesso alle scelte imprenditoriali e politiche di tanti sindaci e di quel trasversale partito degli affari che preme sulle autonomie locali Tra la fine di Giugno e inizio luglio le elevate temperature hanno reso invivibili le aree metropolitane, le ondate di calore non hanno alimentato la riflessione sull'inquinamento ambientale.
Il caldo e l'inquinamento dovrebbero invece indurre a riflettere sull’emergenza ambientale e sull'impatto, assolutamente negativo, sulla nostra salute.
Dopo le proteste della scorsa primavera, l'effetto Greta, sta scemando e la soglia di attenzione verso le questioni ambientali diventa sempre piu' bassa nonostante la stretta connessione tra ondate di calore , inquinamento atmosferico e salute umana.

Violenza e donne. Codice rosso per la violenza sulle donne: una legge sbagliata.

Se ne parla da mesi, e adesso è legge. Una nuova normativa per il contrasto alla violenza sulle donne che però non mette in campo un euro e non accoglie quasi nessuna delle richieste dei centri anti-violenza.





micromega Maria Concetta Tringali

Il cosiddetto Codice rosso per il contrasto alla violenza contro le donne, di cui si parla da mesi, è legge. Con 197 sì e 47 astenuti, è stato approvato mercoledì scorso in Senato. A non votare sono stati i Dem e Leu. Lucia Annibali che siede oggi tra i deputati e le deputate del Pd e che la violenza contro le donne la conosce bene per averla sperimentata sulla propria pelle (sfregiata dall’acido per ordine dell’ex nel 2013), non fa mistero di quanto la norma appena approvata non la convinca. Quel testo proviene da un provvedimento licenziato a novembre dal Consiglio dei Ministri e spacca l’aula e la pubblica opinione. Mentre esulta la maggioranza con in testa la ministra Bongiorno e il suo collega agli Interni twitta di sicurezza – parola d’ordine di una perenne campagna elettorale - le associazioni continuano a dire che non va bene e, soprattutto, che non basta. Per i centri antiviolenza si tratta di un’altra occasione mancata. Come Lucia Annibali, anche Lella Palladino – avvocata e presidente di D.i.R.e., la rete dei Centri antiviolenza – ribadisce le perplessità già avanzate in aprile all’indomani della prima votazione alla Camera.

Già il fatto che la norma contenga la clausola di invarianza finanziaria – ossia non mette in campo un euro – dà il senso dell’impatto che quella disposizione potrà avere sul quadro generale.

Mafia & segreti. Salvatore Borsellino: “A 27 anni dalla morte, ci restituiscono Paolo un pezzo alla volta”.

“Le domande di verità e giustizia sono ritenute delle provocazioni. Da 10 anni in via d’Amelio le istituzioni non vengono più. Sono scomparse. È necessario che vengano tolti i sigilli a TUTTI i vergognosi segreti di Stato ancora esistenti su tutte le STRAGI DI STATO che hanno marchiato a sangue il nostro Paese”.



micromega  Rossella Guadagnini Essere parenti di una vittima di mafia non è una professione, come sembra credere chi lancia accuse vergognose, con un cinismo degno di miglior causa. E’ uno strazio personale e familiare che stravolge le vite di chi era accanto all’ucciso, una tragedia a cui è difficilissimo adattarsi. Tanto peggiore se gli attacchi arrivano da parte di chi rappresenta -o dovrebbe rappresentare- le istituzioni. Investire di presunte, insensate ‘colpe’ i familiari degli uccisi non significa altro che assassinare le vittime una seconda volta e negare la speranza a coloro che -giustamente- reclamano verità e giustizia per i propri cari. E, spesso, lo devono fare anche a gran voce per poter essere ascoltati.

Conosco Salvatore Borsellino ormai da diversi anni, essendomi interessata di mafia e stragismo, e devo dire che è un uomo mite e gentile: di mestiere ha fatto l’ingegnere. Ho sempre pensato che probabilmente fino alla strage di Via d’Amelio, in cui perse la vita il fratello Paolo, insieme a cinque persone della scorta, non immaginasse affatto per sé un futuro da attivista. In seguito, tuttavia, ha fondato il Movimento delle Agende Rosse, rendendosi conto che la società civile era in grado di reagire, se adeguatamente informata. E che, per incidere sulle istituzioni e i rappresentati di uno Stato con la memoria corta, a volte perfino cortissima, occorre ben più della voce di un solo individuo, specie se è necessario farsi ascoltare da chi sordo non è, ma vuol farsi credere tale.

"YouTube spia i bambini per inondarli di pubblicità". In arrivo maxi multa per Google.

Raggiunto un accordo con la Federal Trade Commission, l'autorità statunitense che tutela i consumatori.


repubblica.it
"YouTube spia i bambini per inondarli di pubblicità". In arrivo maxi multa per GoogleWASHINGTON - Google ha raggiunto un accordo con la Federal Trade Commission (Ftc), l'autorità statunitense che tutela i consumatori, sulla violazione della privacy dei bambini da parte di YouTube, controllata di Mountain View.

Lo riporta il Washington Post, segnalando che Google è stata ritenuta colpevole di aver violato la legge Coppa (Children's Online Privacy Protection Act) che vieta il tracciamento e il 'targeting' commerciale per gli utenti di età inferiore ai 13 anni. E' prevista una multa milionaria.

YouTube è stata accusata di aver spiato i bambini che visitano la sua piattaforma raccogliendo i dati per mandare in streaming pubblicità mirate. Il ricorso è stato presentato da oltre 20 studi legali e associazioni dei consumatori.

La guerra ai poveri, l’unica che Salvini vuole fare.

Dopo lo sgombero del 14 luglio a Primavalle delle famiglie che abitavano da oltre 10 anni in via Cardinal Capranica, in un ex scuola di proprietà del comune Roma, riportiamo un articolo di Francesco Pallante pubblicato da il manifesto il 06.09.2018 sul rapporto tra diritto alla casa e la Costituzione italiana.
Il senso del rovesciamento del dettato costituzionale è perfettamente restituito dal documento del ministero dell’interno, reso noto ieri, che elenca le occupazioni abitative che saranno sgomberate nel 2020.Salta agli occhi immediatamente che dal ministero dell’interno “il nemico” è individuato nei poveri e nelle occupazioni realizzate da varie soggettività del movimento antagonista o comunque della “sinistra sociale”.

Naturalmente nell’elenco non c’è CasaPound, e non ce ne stupiamo, visto il ruolo di “servizio d’ordine” di Matteo Salvini ricoperto quando il leghista scendeva a Roma come in “territorio nemico”. Poi sono venuti gli accordi con i classici “poteri forti” romani, a cominciare dai palazzinari, e i picchiatori del terzo millennio sono finiti più sullo sfondo, o direttamente nella Lega.

sabato 20 luglio 2019

Così Parlò Bellavista - Luciano De Crescenzo.

Film Completo (Sub Español) by Film&Clips

youtube.com/watch?v=ANNONaeoxVM

Perché la Rai non vuole trasmettere Sweet Democracy, con il Nobel Dario Fo?

 Parla il regista Diomà.

youtube.com/watch?v=kfRdWDmPYuU

Il futuro della fabbrica.

Il massimo ritardo accumulato dalla sinistra nell’uscire dal ‘900 si è verificato sulla capacità di delineare una nuova centralità, diversa da quella della fabbrica fordista.
 Attorno alla centralità della fabbrica fordista si era, infatti, incentrata la capacità della sinistra occidentale di definire il possibile modello di sviluppo, l’aggregazione sociale, il rapporto tra idea della trasformazione della società e futuro.

Nel suo numero del mese di luglio Le monde diplomatique, edizione italiana, dedica un’ampia riflessione su quest’argomento, con il contributo di diversi autori.
L’analisi pubblicata dalla rivista poggia su alcuni presupposti che in questa sede s’intendono semplicemente riprendere con l’obiettivo di estendere il ragionamento per quanto possibile.

Il tentativo è quello di fornire un contributo a un lavoro di ricostruzione di un’identità di sinistra.


Un intervento sull’identità che deve procedere quello di proposta per una soggettività organizzata da costruirsi in modo adeguato per affrontare i profondi cambiamenti avvenuti soprattutto nel primo decennio del XXI secolo sul piano dello scambio comunicativo e di conseguenza politico.
La presunta fine della fabbrica è stata letta da qualcuno come il risultato di un’evoluzione naturale: come una farfalla affiora dalla crisalide così l’economia sarebbe passata spontaneamente dalla fabbrica all’ufficio.
Altri suggeriscono che la deindustrializzazione dell’Occidente si spieghi innanzitutto con una scelta politica di delocalizzare gli stabilimenti verso i paesi del sud, meno costosi per il padronato.
L’industria rimane comunque una delle principali fonti di occupazione, ma il suo rilancio solleva opposizioni ideologiche, tecniche, ambientali.
L’interrogativo di fondo però rimane uno solo: potrà la sola legge di mercato dare risposte a queste obiezioni?

Genova 2001. Ricordiamo Carlo Giuliani.

Sulle inaudite violenze poliziesche di quelle giornate sono state prodotte inchieste, film, rappresentazioni teatrali e sono stati scritti libri e controinchieste che, puntualmente, hanno smontato e demistificato la narrazione dominante di quel sussulto di lotta che percorse Genova e, nel periodo precedente, le principali città dell’occidente capitalistico.
 


Da Seattle, nel cuore del capitalismo statunitense, nel dicembre del 1999, partì un input che innescò un meccanismo sociale di generale contestazione all’iniziale palesarsi dei primi effetti di ciò che, allora, definivamo la compiuta globalizzazione capitalistica dei mercati e dei capitali.
In molte latitudini del pianeta si accesero focolai di protesta che – seppur con modalità e schemi di esemplificazione differenti tra loro – ribadivano la crescente contraddizione tra lo sviluppo violento ed antisociale delle forze produttive e la non possibile ulteriore compressione delle esigenze di vita, di ritrovata dignità e di emancipazione della stragrande maggioranza dell’umanità.
Da qui lo slogan, l’idea/forza e l’allusione della parola d’ordine: un altro mondo è possibile!
A Genova, in quelle giornate di contestazione al summit dei grandi – il G/8 dei paesi più industrializzati del mondo – convennero diverse centinaia di migliaia di persone che provarono ad assediare la zona rosa, ossia la parte di città blindata e trasformata in fortilizio inespugnabile, per esprimere il loro dissenso verso misure economiche, provvedimenti strutturali ed una idea del mondo che provocava, e continua provocare, crescente sofferenza sociale, grandi disuguaglianze e una generale svalorizzazione della forza lavoro e delle forme di vita umane.

venerdì 19 luglio 2019

Roma & funzionari del Comune. “Liberato” l’ufficio che assegna gli alloggi popolari a Roma.


La sindaca Virginia Raggi ha revocato l’incarico ad Aldo Barletta, da qualche tempo capo del dipartimento Edilizia residenziale pubblica. In pratica colui che firma le assegnazioni delle case popolari. 

Diversi gli elementi che hanno portato – finalmente, ripetiamo – a questa decisione.
L’ultima carognata, quella che avrebbe definitivamente convinto la sindaca (autentica sciagura, anche su questo fronte…) è stata la vicenda di via Cardinal Capranica, con il violentissimo sgombero voluto da Salvini.
Per affrontare il problema delle centinaia di sfollati, inizialmente era stato deciso di ospitare una parte degli sgomberati in un palazzo in via Labicana. Ma neanche 24 ore dopo è arrivato lo stop.
L’assessorato al Sociale, «a seguito di indagine di mercato», ha infatti affidato l’accoglienza temporanea di oltre cento sgomberati alla onlus Medihospes, fino al 14 agosto. Perché «nessun immobile del patrimonio del Comune o in gestione dello stesso risulta disponibile, in quanto l’unico messo a disposizione (via Labicana) non risulta idoneo e/o agibile».
A settembre, invece, la stessa sindaca aveva chiesto a Barletta di acquisire edifici da destinare all’emergenza abitativa attingendo al patrimonio inutilizzati di proprietà dell’Inps. Ma sembra non ci sia stato neanche il contatto con l’istituto di previdenza.

Salario minimo e cuneo fiscale: la fregatura è servita.

Tra le più conosciute scene del cult ‘L’allenatore nel pallone’ vi è una bizzarra conversazione tra Oronzo Canà, coach della Longobarda, una matricola della Serie A, e il patron della squadra, il pittoresco presidente Borlotti.
I due si trovano impelagati nelle trattative del calciomercato, alle prese con squali e magnati del settore, e stanno cercando di imbastire una rosa sufficientemente competitiva per raggiungere una miracolosa salvezza.
Borlotti, che di certo non ha né la stoffa né le disponibilità delle big del calcio italiano, si trova dunque a dover ingegnare astruse operazioni per poter portare qualche giocatore alla corte di Canà. Appena uscito da un colloquio con l’Avvocato Agnelli, Borlotti confida entusiasta al suo allenatore: “Ma lo sa che noi attraverso le cessioni di Falchetti e Mengoni riusciamo ad avere la metà di Giordano? Da girare all’Udinese per un quarto di Zico e tre quarti di Edinho”.
Di fatto, la Longobarda stava cedendo i suoi due unici giocatori di livello in cambio di eventuali comproprietà future. Insomma, una fregatura bella e buona per il povero Canà.

Una scena simile si sta consumando in questi giorni nei corridoi del Palazzo, dove si discute delle condizioni materiali di vita di milioni di lavoratori italiani, il cui destino sembra somigliare a quello della Longobarda di Canà.
Sappiamo che c’è attualmente sul tavolo una proposta di legge sull’introduzione di un salario minimo che, seppur soggetta ad un futuro iter parlamentare che potrebbe comunque portarla a svuotarsi del suo contenuto più meritevole, rappresenterebbe per molti lavoratori un miglioramento delle condizioni retributive. 

Quello che dovrebbe tutelare i cittadini italiani (che gli pagano lo stipendio). L'omicida di Marco Vannini è stato ascoltato dagli inquirenti in seguito alle accuse rilasciate da un uomo, nel corso della trasmissione "Quarto Grado".

"Antonio Ciontoli indagato anche per minaccia aggravata. Puntò una pistola contro un automobilista"


È stato condannato in secondo grado per l’omicidio di Marco Vannini, ora Antonio Ciontoli sarebbe indagato anche per minaccia aggravata. Secondo quanto riportato dal Messaggero, è stato ascoltato dai magistrati nella caserma di Civitavecchia, in seguito alle accuse rilasciate da un uomo, nel corso della trasmissione di Rete 4, Quarto Grado.
In base al racconto, il sottoufficiale della Marina Militare avrebbe tagliato la strada a un automobilista e gli avrebbe puntato una pistola, minacciandolo.
“Ero sul tratto della via Aurelia nell’estate 2014, poco prima di Castel di Guido”, ha raccontato un 60enne a Quarto Grado, “Per una trentina di secondi una macchina dietro mi voleva tagliare la strada abbagliandomi. Ho rallentato un po’ perché pensavo fosse alterato da qualche sostanza ma quando mi ha accostato e io ho abbassato il finestrino lui, con viso molto duro senza dire niente, mi ha puntato la pistola. L’ho riconosciuto subito poi appena l’ho visto in tv. Era il signor Ciontoli”.

cimitero acattolico


la mosca al naso


Schiavone


allora vado?


Matteo il russo


Classe dirigente. 17 miliardi regalati dal Pd alle imprese in cambio di nulla.

Un’azienda assume quando ha del lavoro da far fare a chi assume sennò non lo fa . È un principio economico che è ancora più brutale dove domina il mercato ed è paradossale che proprio i politici che del mercato hanno fatto una divinità, poi se ne dimentichino.

Il PD con il Jobsact ha regalato in tre anni 17 miliardi di sgravi contributivi alle imprese, ce lo dice ora l’INPS. 

Renzi spiegò che questo serviva ad incentivare le assunzioni a tempo indeterminato. È bene ricordare che lo stesso governo PD aveva abolito la tutela dell’articolo 18 contro i licenziamenti ingiusti per tutti nuovi assunti. Quindi anche le assunzioni stabili in realtà sono precarie, perché si puó essere liberamente licenziati in qualsiasi momento.
Ciò nonostante i dati Inps ci forniscono un quadro clamoroso e scandaloso. 
Le conferme a tempo indeterminato dopo i tre anni di contributi delle stato sono per il 54% dei lavoratori. 
Prima quando non c’erano gli incentivi erano del 51%.

Insomma con 17 miliardi dati alle imprese su un totale di 1,5 milioni di assunzioni, solo il 3% in più rispetto al triennio precedente è diventato a tempo indeterminato (lo ripeto, con la libertà di licenziamento).
Insomma le aziende hanno assunto esattamente coloro che comunque avrebbero assunto, qualcuno in più rispetto al passato per la ripresa economica.
Quindi i 17 miliardi non sono diventati più lavoro, ma più PROFITTI per le imprese.

Classe Operaia. Almaviva, annunciati 1.600 esuberi nella sede di Palermo: presidio dei lavoratori del call center davanti alla Prefettura.

La società ha comunicato ai sindacati che la sede siciliana ha perso 5,7 milioni di euro nel primo semestre. Slc Cgil: "La lotta alle delocalizzazioni, la certezza dei contratti e il fondo strutturale sono le uniche azioni per poter risolvere i problemi di questo settore".
Almaviva, annunciati 1.600 esuberi nella sede di Palermo: presidio dei lavoratori del call center davanti alla PrefetturaDa settembre saranno 1.600 – su 2.800 lavoratori totali – gli esuberi nella sede palermitana di Almaviva. Ad annunciarlo è stato il gruppo dei call center, che ha comunicato ai sindacati i dati economici relativi al primo semestre del 2019 della sede del capoluogo siciliano: 5,7 milioni di euro di perdita.
Tranne alcuni aumenti temporanei che riguarderanno esclusivamente i mesi di luglio e agosto, i committenti non hanno proposto nessun incremento di volumi utile a consolidare l’occupazione nel sito palermitano.
Anzi, in prospettiva, l’azienda ha confermato l’apertura della procedura di mobilità a partire dalla prima decade di settembre e ha annunciato l’aumento degli esuberi di altre 300 unità, fino a raggiungere il numero di 1.600 operatori nel sito palermitano.
A Natale del 2016 il gruppo aveva chiuso la sede di Roma lasciando a casa 1.666 persone. 

Mafia/e. Italia Nord. ‘Ndrangheta, slot taroccate e casinò online. Al processo Black monkey il pentito racconta: “Così funziona l’azzardo al Nord”.

In corso a Bologna il processo d'appello all'associazione mafiosa che per gli inquirenti era guidata da Nicola 'Rocco' Femia. L'uomo di origine calabrese ha iniziato a collaborare con la giustizia poco prima della sentenza di primo grado, quando è stato condannato a 26 anni. Ha raccontato come funzionava il business illecito del gioco d'azzardo, definito dal pm il "polmone finanziario dell'organizzazione".

FemiaUn impero del gioco d’azzardo gestito dalla ‘ndrangheta in Emilia-Romagna, minacce di morte al giornalista Giovanni Tizian, tentati sequestri, pestaggi, estorsioni, corruzione, intestazione fittizia di beni. 

Sono alcuni degli aspetti del processo “Black Monkey“, il cui secondo grado è iniziato poche settimane fa nel Tribunale di Bologna
Alla sbarra la cosca che per l’accusa è guidata da Nicola ‘Rocco’ Femia, condannato in primo grado a 26 anni e 10 mesi per associazione mafiosa. Femia, che deve scontare anche altre condanne, tra cui una di 23 anni per narcotraffico internazionale, aveva iniziato a collaborare con la giustizia. Poco prima della sentenza di primo grado, emessa a febbraio 2017, aveva saltato il fosso, decidendo di farsi pentito. 

giovedì 18 luglio 2019

Elite, potere e classe politica.

Gli accadimenti in atto nel sistema politico italiano stanno dimostrando come si siano profondamente modificate le regole dell’esercizio del potere in via istituzionale in un quadro generale di  profondo cambiamento che si sta verificando nel rapporto tra governo e parlamento e negli stessi comportamenti soggettivi degli esponenti politici nella comunicazione e nell’esercizio del potere.
 
 
Ci troviamo nuovamente in una fase di formazione di una sorta di “Costituzione materiale” dai termini contrapposti a quelli della “Costituzione formale”.
Permane una transizione i cui contorni appaiono assai incerti salvo verificare un nuovo accelerarsi di meccanismi di personalizzazione della politica esercitati in forme sempre più evidenti di vero e proprio disprezzo per quello che si riteneva, a partire dalla Costituzione Repubblicana, una sorta di “consolidato” nella forma e nella sostanza istituzionale.
Un “consolidato”, tra l’altro, confermato in almeno due occasioni (2006 e 2016) da un voto popolare che ha ribadito il concetto di centralità del parlamento, indicando proprio nelle Camere il luogo dove le élite dovrebbero formarsi ed esercitare la loro funzione di direzione della politica del Paese.
Sotto quest’aspetto tutto sembra tornare in discussione e sorge di nuovo una domanda di grande attualità: come si determinano i meccanismi di accesso all’effettiva gestione del potere politico in tempi di società complessa, dove appaiono evidenti i limiti dei “corpi intermedi” e delle stesse formazioni di governo?

Migranti & chi li respinge (non potendo eliminarli). Migranti, “negli ultimi 12 mesi la Francia ha respinto oltre 18mila persone a Ventimiglia”. Ecco i dati ufficiali.

I numeri del ministero dell'Interno consultati da ilfattoquotidiano.it grazie alla richiesta di accesso civico avanzata lo scorso 27 giugno dall’avvocata Alessandra Ballerini per l’Associazione Diritti e Frontiere: "Forte coi deboli e debole coi forti. Perché Salvini non si è mai presentato ai tavoli europei nei quali si discute il superamento della convenzione di Dublino che costringe i profughi a restare nel paese di primo approdo?”