domenica 26 maggio 2019

Onu e Ocse: un mondo di migranti. Saremo tutti più poveri

http://www.libreidee.org

Ilaria Bifarini«La migrazione può essere utile per tutti nella costruzione di società più inclusive e sostenibili. Globalmente, il numero di migranti internazionali ha raggiunto circa 258 milioni nel 2017, rispetto ai 173 milioni del 2000. La migrazione contribuisce alla crescita e allo sviluppo economico inclusivo e sostenibile sia nei paesi di origine che di destinazione. Nel 2017, i flussi di rimesse verso paesi a basso e medio reddito hanno raggiunto i 466 miliardi di dollari, oltre tre volte l’importo di Aps (Aiuti pubblici allo sviluppo) ricevuto nello stesso anno. Le rimesse costituiscono una fonte significativa del reddito familiare, migliorando la situazione delle famiglie e delle comunità attraverso investimenti in educazione, sanità, servizi igienico-sanitari, alloggi e infrastrutture. Anche i paesi di destinazione ne traggono beneficio, poiché i migranti spesso colmano le lacune del lavoro, creano posti di lavoro come imprenditori e pagano tasse e contributi di sicurezza sociale. Superando le avversità, molti migranti diventano i membri più dinamici della società, contribuendo allo sviluppo della scienza e della tecnologia e arricchendo le loro comunità di accoglienza attraverso la diversità culturale». E’ quanto si legge nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, a firma del cinese Liu Zhenmin, sottosegretario generale per gli affari economici e sociali Onu.

“La Sinistra” per riformare la UE, i comunisti contro UE e capitalismo

https://sinistrainrete.info

di Fabrizio Poggi

Man Elezioni europee 26 maggio 2019Classi sociali; antagonismi di classe; sfruttamento del lavoro salariato; dittatura della borghesia. Lotta di classe; liberazione del lavoro dal giogo del capitale; rivoluzione; eliminazione dei rapporti sociali capitalistici; dittatura del proletariato. Socialismo; comunismo.
Inutile cercare simili concetti nell'interminabile elenco di buoni propositi con cui il PRC chiama a votare per “La Sinistra” alle elezioni europee del 26 maggio. Inutile cercarveli, perché non ci sono nei programmi del PRC, con o senza elezioni europee.
La questione del voto del 26 maggio è quella che, al momento, incombe sulle scelte sia dei comunisti, sia della sinistra in generale. La questione dei punti presentati dal PRC per “La Sinistra”, in vista di quel voto, è quella che lega il momento contingente dell'atteggiamento dei comunisti nei confronti della “riformabilità” o meno della Unione Europea - che si esprime, tra l'altro, anche nella scelta di partecipare o meno al voto del 26 maggio e, se vi si partecipa, in che forma, con quale visione della UE stessa e con quali obiettivi – a quello più ampio del giudizio su tale “cartello” imperialista di potenze dal peso tra loro disomogeneo e, soprattutto, alla visione strategica del passaggio rivoluzionario dai rapporti sociali antagonistici del capitalismo al socialismo.

Liliana Segre: "Contro l'indifferenza rimane la forza della Costituzione".

La senatrice a vita su Avvenire: è tra le migliori al mondo e non può essere aggirata o superata facilmente.



“Mi sono sempre battuta contro l’indifferenza”, che oggi ”è rispuntata un pò ovunque, come una malapianta”. Lo afferma Liliana Segre in un colloquio con l’Avvenire sull’attacco al Terzo settore, in merito al quale la senatrice a vita sottolinea la forza della Costituzione, che è “tra le migliori al mondo” e “non può essere aggirata o superata facilmente”.
“Non c’è un aspetto della nostra quotidianità in cui non siamo sfiorati dall’indifferenza. Lo vediamo persino per strada ed è un segnale che rattrista, sembra che tutto sia stato inutile”, dice Segre in riferimento agli anni bui delle leggi razziali. La storia, sottolinea, “va rimessa al centro dei programmi scolastici, perché è l’antidoto alla barbarie. Le tragedie sono dovute proprio all’indifferenza dei più. Per uscirne, occorre una scelta libera, una scelta di coscienza come è stato nel mio caso”.

Nessuno ci vieta di stampare i biglietti di stato "STATONOTE"

Ogni Stato dell’eurozona può emettere mezzi monetari a sola circolazione nazionale con cui pagare gli investimenti necessari: gli Stati e le banche centrali diversi dalla BCE non possono emettere banconote e moneta a corso legale in tutta l’eurozona (articolo 128 del Trattato di Lisbona), ma nulla vieta la emissione di statonote, monete di pezzatura non standard o biglietti di Stato a sola circolazione nazionale…  Nino Galloni

In Italia scompare un bambino alla settimana, solo il 18 per cento viene ritrovato.

Telefono Azzurro: in Europa si perdono le tracce di un milione di minori all'anno.


repubblica.it
In Italia scompare un bambino alla settimana, solo il 18 per cento viene ritrovatoUn milione di bambini scomparsi ogni anno in Europa. E il dato italiano che balza agli occhi con un minorenne di cui si perdono le tracce ogni settimana e solo il 18 per cento di loro viene ritrovato.

Sono dati allarmanti quelli forniti da Telefono Azzurro per la giornata internazionale dei bambini scomparsi. !I bambini dispersi, sottratti ai genitori o rapiti, si ritrovano in molti casi in un territorio diverso da quello in cui sono scomparsi - dice il professor Ernesto caffo, presidente di Telefono Azzurro -  Spesso sono vittime di tratta o sfruttamento, viaggiano attraverso l'Europa. Per questo motivo è di fondamentale importanza un servizio comune e sinergico che favorisca la cooperazione tra le forze dell'ordine di ogni mandato europeo e risponda tempestivamente ai casi segnalati, anche in Paesi diversi, per aumentare le possibilità di ritrovarli".

Libro. Il nemico interno/3.

carmillaonline.com Alexik
Dietro le forme del giusto quale è stato istituito, dell’ordinato quale è stato imposto, dell’istituzionale quale è stato accettato, si tratta di scoprire e di definire il passato dimenticato delle lotte reali, delle vittorie effettive, delle disfatte che lasciano il loro segno profondo anche se sono state dissimulate.
Ci si impone di ritrovare il sangue seccato nei codici […] le grida di guerra dietro la formula della legge e la dissimmetria delle forze dietro l’equilibrio della giustizia”. (Michel Foucault, “Bisogna difendere la società”)
Continuando ad esplorare la dimensione conflittuale del diritto penale come strumento di lotta ai movimenti, riprendiamo la lettura – iniziata nel capitolo precedente – di Costruire evasioni. Sguardi e saperi contro il diritto penale del nemico, affiancando all’analisi dei Prison Break Project l’opera di Xenia Chiaramonte, “Governare il conflitto. La criminalizzazione del Movimento No Tav”, da poco edita da Meltemi.
Moltissimi i punti in cui i due lavori convergono e si integrano.
Costruire evasioni è una
riflessione complessiva sul rapporto tra repressione e movimenti, che si articola nell’ approfondimento delle tecniche di costruzione del nemico pubblico e nell’analisi di cinque specifici dispositivi della repressione politica: l’associazione eversiva e sovversiva, il reato di devastazione e saccheggio, la finalità di terrorismo, le misure di prevenzione, la repressione economica.
Tecniche e dispositivi che in buona parte ritroviamo nelle forme della criminalizzazione mediatica e giudiziaria del Movimento No Tav, descritte da Xenia Chiaramonte in Governare il conflitto.

Classe Operaia & smartphone. Mercatone Uno: lo sfruttamento 4.0.

Questa è la notizia del 25 maggio 2019.





Fallimento scoperto via Facebook, negozi chiusi all’improvviso e 1.800 lavoratori sconvolti. La Filcams-Cgil di Reggio Emilia ha fatto sapere che Shernon Holding, la società che gestiva punti vendita di Mercatone Uno, è stata dichiarata fallita.
Secondo la ricostruzione data dal sindacato, i lavoratori sono giunti a conoscenza del fallimento attraverso il passaparola sul social network, soltanto nella notte: “Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda”.
Un precedente storico (tra i tanti):
Nel 1954 l’Edison provvide a un ridimensionamento dello stabilimento “Scarpa e Magnano” di Savona (elettromeccanica: punta di eccellenza tecnologica del tempo, con una classe operaia di alto livello tecnico e politico. I primi due sindaci di Savona dopo la Liberazione erano operai in quell’azienda: Aglietto e Lunardelli).
Furono eseguiti centinaia di licenziamenti, scegliendo con cura i bersagli anche sotto l’aspetto politico sindacale: fu licenziato anche l’ultimo capo reparto eletto con il Consiglio di Gestione, un certo Pasquale Astengo mio zio.
Per evitare reazioni immediate la direzione dell’azienda (non esistevano ancora SMS e social network) comunicò a domicilio il licenziamento agli operai mandando a casa le lettere attraverso un’impresa di vigilanza privata: i vigilantes si presentarono ai domicili dei “prescelti” nel cuore della notte, tra mezzanotte e le due”.
Tutto questo per confermare come i metodi padronali sono sempre eternamente eguali; così come i metodi di fronteggiamento poliziesco delle dimostrazioni sindacali.

"No all'autonomia che divide".

Rivolgiamo un appello a donne e uomini liberi, alle soggettività politiche e sindacali, al mondo dell’associazionismo, ai movimenti che si riconoscono nei principi di uguaglianza e nell’universalità dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione.


coordinamentodemocraziacostituzionale.it

Un appello per incontrarci e costituirci in un Coordinamento nazionale in difesa della Repubblica, dell’universalità dei diritti e della solidarietà nazionale contro il federalismo differenziale.
Va avanti l’approvazione “dell’autonomia regionale differenziata”, nel silenzio generale mentre l’opinione pubblica viene distratta dall’assordante propaganda razzista e xenofoba. Senza discussione politica diffusa e all’insaputa di milioni di cittadine/i si sta per determinare nel giro di poche settimane la mutazione definitiva della nostra architettura istituzionale, la destrutturazione della nostra Repubblica.
La vicenda è partita con i referendum svolti in Veneto e Lombardia nel 2017, cui ora si vuole dare seguito senza tenere alcun conto dei principi di tutela dell’eguaglianza, dei diritti e dell’unità della Repubblica affermati dalla Corte Costituzionale
La Lega che ha voluto i referendum in Lombardia e Veneto oggi è al Governo e pretende che il governo dia risposte interpretando le norme costituzionali sull’autonomia in modo eversivo per l’unità nazionale e l’universalità dei diritti. La maggioranza politica giallo verde non può consegnarsi alle istanze secessionistiche della Lega.
Il Pd farebbe bene ad opporsi non solo a questa richiesta targata Lega ma anche all’autonomia differenziata posta dalla maggioranza PD dell’Emilia Romagna, in forme solo in parte dissimili. Dal 2017, durante il governo Gentiloni, ad oggi sulla scia di Veneto, Lombardia e Emilia Romagna anche altre Regioni si stanno attivando per ottenere maggiori poteri e risorse grazie alla sciagurata modifica del Titolo V della Costituzione del 2001.
Di fronte al rischio di una “secessione dei ricchi” è necessario un coordinamento delle forze che si oppongono a questo processo per dare vita a una mobilitazione efficace per bloccarla.

sabato 25 maggio 2019

battilquorum

L'immagine può contenere: testo

Mercatone Uno, un fallimento che è un segno dei tempi: 1.800 in mezzo a una strada con una comuncazione "social"

controlacrisi Autore: fabio sebastiani
Serrande abbassate, questa mattina, nei 55 punti vendita a marchio Mercatone Uno, nota catena della grande distribuzione di mobili, in tutta Italia. È l’amara sorpresa che si sono trovati davanti i circa 1.800 dipendenti (e i clienti, ancora numerosi) del gruppo, che senza alcun preavviso da parte della proprietà, si sono recati normalmente a lavoro, trovando però chiusi centri commerciali e magazzini, dal Piemonte alla Puglia.

Sospeso l’esilio a Mimmo Lucano.

Mimmo Lucano ne vince un’altra.
Come riporta la “Gazzetta del sud” infatti, il tribunale di Locri ha accolto l’istanza degli avvocati rappresentanti l’ex sindaco di Riace e ne ha sospeso (anche se solo temporaneamente) l’esilio nel vicino comune di Caulonia, luogo in cui Lucano è approdato in seguito all’operazione “Xenia” e alla fine degli arresti domiciliari, “commutati” nella fattispecie nel divieto di dimora nel comune di Riace.
Proprio a Riace, questa sera si terrà un comizio elettorale per l’elezione del successore di Domenico al ruolo di guida del paese, comizio a cui Lucano avrà quindi il permesso si partecipare. In più, gli sarà concesso anche il tempo necessario per espletare le operazioni di voto nella giornata di domenica per il parlamento europeo.
Questa notizia segue di tre giorni quella in cui il Tar della sezione di Reggio Calabria ha annullato il provvedimento del Viminale che escludeva il comune di Riace dal circuito degli Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Ovviamente, questa decisione deve tener conto del fatto che, come ricorda lo stesso Lucano, «col decreto sicurezza 1 e adesso anche il 2 sono tutti gli Sprar ad essere a rischio. Da noi, intanto, sono stati tutti trasferiti, ed il Tar dimostra che non era giusto».

Un’Europa per le classi popolari.

Economisti, sindacalisti e organizzazioni della società civile della campagna Sbilanciamoci! a confronto sulle proposte del gruppo EuroMemorandum per una nuova Europa, alla vigilia del voto esiziale di domenica 26 maggio.

A partire da un gioco mentale: “Cosa faresti con 20 miliardi da spendere per l’Italia?”
“Vi invito a fare un gioco mentale: vi vengono dati 20 miliardi di euro a testa, potete farci quello che volete. Pensate a quale può essere per voi la priorità italiana”. Sulle tracce di questa sollecitazione-sfida lanciata dall’economista di Sbilanciamoci! Angelo Marano, si è snodato giovedì 23 maggio a Roma il dibattito sul Rapporto 2019 di EuroMemorandum .
Il rapporto di questo gruppo di economisti europei progressisti è arrivato quest’anno alla 25° edizione, in un momento di grandi incertezze sulle sorti dell’Unione europea e alla vigilia delle elezioni europee del 26 maggio. Bisogna ridefinire le priorità in Europa e “il Rapporto presenta un po’ lo stato dell’Unione”, come ha ricordato all’inizio del dibattito il portavoce di Sbilanciamoci! Giulio Marcon presentando la traduzione in italiano del Rapporto ( disponibile online e contenuta anche nel libro Europa. La posta in gioco fresco di stampa per manifestolibri).

venerdì 24 maggio 2019

UN ANNO DI GOVERNO M5S - LEGA, RACCONTATO DA CLAUDIO BORGHI

Condivisione file online in sicurezza con OnionShare

https://www.ilsoftware.it

Come condividere file online senza che possano essere in alcun modo "intercettati" da parte di terzi. OnionShare crea un server collegato alla rete Tor per la condivisione sicura di file e cartelle, su Windows, Linux e macOS.

La rete Tor non ha bisogno di presentazioni: permette di "navigare il Web" senza esporre il proprio IP pubblico reale ai server remoti. Grazie a Tor Browser è inoltre possibile mantenere segreta la propria identità proteggendosi anche da codice utilizzato per "tracciare" gli spostamenti degli utenti da un sito web all'altro.
A tal proposito, suggeriamo la lettura degli articoli Tor Browser, cos'è e come funziona la nuova versione del programma e Navigazione anonima, ecco come fare per conoscere da vicino il funzionamento di Tor.

Classe Operaia e la lotta. Alla Prosus di Cremona si materializza la solidarietà operaia. Una storia esemplare.

La lotta alla Prosus di Vescovato (Cremona), una fabbrica con circa 400 dipendenti, ci racconta quella che possiamo definire come una storia esemplare di solidarietà operaia, un episodio significativo che questi brutti tempi da tempo non ci riconsegnavano.
 
 

I fatti sono questi. Da tempo 26 lavoratori interinali adibiti alla logistica di questa fabbrica di lavorazione di carne suina, sono stati licenziati perché si erano iscritti alla Usb ed avevano cominciato a farsi sentire sui propri diritti.
Il sistema è noto. Le aziende appaltano i loro servizi esterni (logistica, etc.) a cooperative esterne o ad agenzie interinali che procurano la forza lavoro tramite il micidiale meccanismo dell’intermediazione, ovvero il moderno caporalato.
I 26 lavoratori licenziati nelle settimane scorse hanno dato vita a manifestazioni e presidi chiedendo la riassunzione. Ma l’azienda aveva fatto muro anche utilizzando il pretesto che non sono propri dipendenti.
Mercoledi viene presa la decisione di occupare il parcheggio interno dello stabilimento insieme alle mogli e ai figli dei lavoratori licenziati. I lavoratori e le loro famiglie si presentano con materassi e il necessario a portare avanti una occupazione “a cielo aperto”.
La sera si svolge l’assemblea dentro il parcheggio della fabbrica. All’assemblea questa volta partecipano attivamente anche le donne e sono le più determinate a portare avanti la lotta.

“In Europa è urgente un Piano B per colpire gli anelli deboli della catena imperialista”.

Intervista a Mauro Casadio*


Domenica 26 maggio si voterà, nei vari paesi dell’Unione Europea, per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo. Come al solito i temi ed il, conseguente, chiacchiericcio della campagna elettorale, specie nel nostro paese, sono tutti schiacciati sulle polemiche tra questo o quel “leader” o sul mero posizionamento delle varie forze politiche. Manca – da parte di tutti gli attori – una analisi dello “stato dell’Unione”. Anzi, con il procedere degli avvenimenti, anche coloro i quali venivano, o sono ancora, definiti “sovranisti” si vanno scoprendo “europeisti anche se con qualche se o qualche ma”. Come collochi questo step elettorale nel processo di costruzione e ridefinizione del polo imperialista europeo particolarmente ora che – sul proscenio globale – si accentuano i fattori di competizione globale tra potenze e blocchi monetari?
Come tutti sanno il parlamento europeo non ha poteri effettivi che sono delegati invece alla Commissione cioè ai rappresentanti dei governi dei singoli Stati. Per avere una idea esatta dello “Stato dell’Unione” bisogna fare riferimento ai dati strutturali che stanno emergendo sempre più nettamente. Ad esempio si parla non più solo di favorire la concorrenza tra le imprese ma dei campioni europei, cioè delle multinazionali che vanno supportate per sostenere la competizione globale con USA, Cina, Russia ed altri poli economico-finanziari. Oppure possiamo vedere come il processo di integrazione militare europeo, a prescindere dalla NATO, sta procedendo anche in funzione del controllo dei paesi dell’Africa del Nord, questo terreno anche di competizione interna alla UE come stanno a dimostrare le vicende libiche. Sul piano strettamente politico ci sono segnali di rafforzamento della UE, uno è la riunione di Aquisgrana fatta in modo unitario dai parlamenti di Francia e Germania, che sottolinea qual’ è il vero architrave dell’attuale UE, e l’altro, ancora più significativo, l’impotenza dell’Inghilterra che non è stata ancora in grado di staccarsi dalla UE nonostante l’esito referendario sulla Brexit e la lunga storia imperialistica di quel paese.

Siamo fascisti da 4.000 anni

post originale di Augusto Scatolini

I tedeschi, umiliati alla fine della 1° guerra mondiale e sconfitti ingloriosamente nella seconda, sono stati costretti, finalmente, ad abbandonare i loro micidiali MP 40 (Maschinenpistole 1940) ma hanno subito imbracciato l'altrettanto micidiale SPREAD. Con la complicità della (stupida) succube Francia lentamente ha riconquistato tutta l'Europa senza privarsi di esecuzioni esemplari e criminali come il caso "Grecia" ci insegna.
Ora, che i tedeschi facciano la propria parte è da considerare abbastanza "normale", è nella loro indole di supposta superiorità, quello che risulta invece incomprensibile è quanto noi italiani, per esempio,  ci siamo prodigati e continuiamo a prodigarci per facilitargli questo truce compito.
Il nostro masochismo può essere spiegato solo a livello psichiatrico tramite "la psicologia di massa del fascismo" di Wilhelm Reich nel senso che dopo aver assimilato per 4.000 anni tutti i fondamentali del fascismo oggi, siamo diventati, consciamente o inconsciamente, più fascisti dei nazisti.
Qualche esempio di masochismo economico:

Europee, l’appello per La Sinistra dei 5 stelle delusi: “Soluzione per alleanza M5s-Pd. No al governo con la Lega”.

È un vero e proprio invito al voto quello di Aldo Giannuli, politologo e storico, Domenico De Masi, sociologo del lavoro, e Ivano Marescotti, attore e regista teatrale. I tre ormai ex sostenitori dei grillini hanno scritto una dichiarazione pubblica per spiegare i motivi della scelta per le elezioni europee: "Nella attuale conformazione del sistema politico c'è una sola possibile alleanza alternativa a quella attuale: quella fra M5s, Pd e Sinistra".

Hanno sostenuto il Movimento 5 stelle pubblicamente. Ma sono rimasti delusi dal governo con la Lega. E adesso lanciano un appello: alle europee gli elettori grillini delusi votino per La Sinistra. È un vero e proprio invito al voto quello di Aldo Giannuli, politologo e storico, Domenico De Masi, sociologo del lavoro, e Ivano Marescotti, attore e regista teatrale. I tre ormai ex sostenitori de 5 stelle hanno scritto una dichiarazione pubblica per spiegare i motivi della scelta per le elezioni europee.
“Noi – scrivono – abbiamo sostenuto, militato o anche semplicemente collaborato con il M5s, convinti che potesse essere una valida via d’uscita dal sistema della seconda Repubblica ed il portatore di interessi popolari da troppo tempo disattesi. Dopo, l’innaturale alleanza di governo con la Lega ha spento – almeno per ora – queste speranze e ne fanno fede i troppi cedimenti alle imposizioni leghiste (citiamo per tutti il caso Diciotti, il voto alle leggi in materia di sicurezza e legittima difesa). Nella attuale conformazione del sistema politico c’è una sola possibile alleanza alternativa a quella attuale: quella fra M5s, Pd e Sinistra, ma tanto il M5s quanto il Pd non sembrano affatto orientati in questo senso. D’altro canto una alleanza fra M5s e Pd non è oggi praticabile sin quando essi resteranno come sono”.

Libro. Marco Bersani ""Europa alla deriva. Una via d'uscita fra establishment e sovranismi".

Un testo da cui trarre i temi fondamentali per una scelta responsabile nel voto alle elezioni europee.


retidipace
Introduzione
Risultati immagini per "Europa alla deriva. Una via d'uscita fra establishment e sovranismi" edito da DeriveApprodiNon vi è dubbio che l'Unione Europea stia attraversando la crisi più profonda dalla sua nascita, per diverse ragioni. La Brexit, qualunque ne sarà l'esito, rappresenta il primo passo indietro nel processo d'integrazione europea. La disuguaglianza in Europa è in aumento, tra ricchi e poveri, nonché tra regioni e paesi. La prosperità, che un tempo l'Unione europea aveva promesso come base stessa della propria esistenza, è accessibile a un numero sempre minore di persone. Due decenni di politiche di austerità hanno profondamente eroso lo stato sociale che costituiva l'originalità del processo di sviluppo europeo, intaccando diritti del lavoro, diritti sociali e beni comuni. Mentre basta una nave con non più di qualche decina di migranti a bordo per provocare l'impasse dell'intero continente.
Invece che fattore di integrazione, l'Unione europea è oggi soprattutto un motore di divisione.
Oggi, più che un processo capace di guardare al futuro, si presenta come un coacervo di frustrazione sociale, che mette assieme la delegittimazione delle elite, che sinora l'hanno governata, e un bisogno di appartenenza spesso declinato su elementi identitari, xenofobi e razzisti.

Note su “Psicologia di massa del fascismo” di Wilhelm Reich

http://contropiano.org

Risultati immagini per Wilhelm Reich
Una premessa
0.0. Sono qui raccolte alcune considerazioni a margine della redazione del blog “Psicologia di massa del fascismo” (https://psicologiadimassadelfascismo.wordpress.com/) il cui scopo è introdurre ed invitare alla lettura del libro di Wilhelm Reich, di cui viene utilizzata l’edizione Einaudi-PBE, del 2002, traduzione di Furio Belfiore e Annelise Wolf .
0.1. Libro più citato che studiato, scritto a ridosso dell’avvento del nazismo in Germania (1933) e profondamente rielaborato, in occasione dell’edizione in lingua inglese, negli anni intorno alla fine della seconda guerra mondiale (1942-1946).
La pubblicazione del libro valse all’autore numerosi riconoscimenti, alcuni prevedibili altri decisamente funesti per chi li espresse ancor più di chi li subì:
– i nazisti mandarono il libro al rogo e costrinsero Reich all’esilio;
– la Società Internazionale di Psicoanalisi espulse Reich (che ne era uno dei massimi rappresentanti) diffamandolo in tutto il mondo come pazzo;
– il Partito Comunista Tedesco (KPD) espulse Reich e le sue opere vennero bandite in URSS con l’accusa di “freudianesimo“, ovvero di “idealismo piccolo-borghese“.
– infine, un tribunale americano ordinò la distruzione di tutte le copie come frode pseudoscientifica.
Tutte accuse, lo si capisce, oltremodo ingiuriose, che consegnarono l’opera a scaffali polverosi fino all’esplosione rivoluzionaria del ’68, quando il tema della liberazione sessuale attraversò i movimenti studenteschi e giovanili, senza trovare però più di tanto interesse nei teorici della “nuova sinistra”.

Genova & ordine e disciplina. Origone, il giornalista picchiato: "Non smettevano più, ho creduto di morire"

La testimonianza del cronista di Repubblica manganellato dalla polizia durante gli scontri tra antagonisti e CasaPound a Genova.





Origone, il giornalista picchiato: "Non smettevano più, ho creduto di morire"Ho pensato di morire, non mi vergogno di dirlo. Non smettevano più di picchiarmi, vedo ancora quegli anfibi neri, che mi passavano davanti al volto e, nella testa, mi rimbomba ancora il rumore sordo delle manganellate. Su tutto il mio corpo, che cercavo di proteggere, rannicchiato in posizione fetale, scaricavano una rabbia che non ho mai incontrato prima, che non avevo mai sentito così efferata in trent'anni di professione, sempre sulla strada.Mi trovavo in piazza Corvetto, all'angolo con via Serra, l'unica via di uscita di una piazza completamente blindata dai mezzi della polizia e dagli agenti in tenuta antissommossa. Era una buona posizione, per osservare i contatti tra a polizia e i manifestanti, c'erano già state cariche, ma mi sentivo tranquillo, proprio perchè alle spalle avevo la via di fuga. E poco prima la polizia era anche arretrata. Poi non so cosa sia scattato, non ricordo l'innesco della follia. Mi hanno detto poi che i poliziotti hanno visto un ragazzo vestito di nero e hanno lanciato la carica. So che mi sono arrivati addosso, intorno a me non c'era quasi nessuno, ero in un punto defilato. Li ho visti arrivare, avevo il cellulare in mano perchè stavo facendo qualche foto, mi sono uteriormente spostato. Ma mi sono arrivati addosso. Ho cominciato a scappare, ma non ne ho avuto il tempo.

Genova antifascista. La polizia carica per proteggere Casapound.

Persino Repubblica – che non si risparmia il più falso e questurino dei titoli “Genova, CasaPound in piazza, scontri tra antagonisti e polizia” – è costretta, nel pezzo, a spiegare l’assurdità di una polizia “dello Stato democratico” schierata in forza per permettere a una pattuglia di infami che andrebbero arrestati, a norma di Costituzione e di Legge Mancino, di stazionare per qualche minuto in piazza, nella città che li rifiuta da quando esiste. 
E si capisce anche perché questa volta il giornale di Debenedetti sia stato costretto a scrivere almeno in parte la verità: tra i feriti c’è il suo cronista in loco – Stefano Origone –  cui la polizia ha spezzato le dita a manganellate nonostante si sia qualificato come giornalista professionista.
Piazza Marsala è stata blindata all’alba da grate e fugorni della polizia come ai tempi della zona rossa del G8. A poche decine di metri gli antifascisti nel presidio convocato da Cgil, Anpi, Comunità di San Benedetto, Arci e altre associazioni [sarebbero questi gli “antagonisti” protagonisti degli “scontri”?]. Oggi a difendere il “fortino” dove non dovrebbero arrivare più di 40-50 militanti di estrema destra ci sanno oltre 300 agenti in tenuta antisommossa tra polizia, carabinieri e guardia di finanza.
Alle 18  in piazza Corvetto c’erano circa duemila persone. Un gruppo di diverse centinaia con davanti lo striscione “Genova antifascista” si è mosso varco il varco di grate e cellulari urlando “Via i fascisti dalla città”. Nell’unico spazio aperto hanno tentato di incunearsi ma la risposta della polizia è stata con manganellate e lacrimogeni. Sono volate bottiglie poi il varco è stato chiuso. Altri tentativi di sfondamento si sono poi succeduti. La reazione della polizia e dei carabinieri è stata decisa. Il presidio antifascista è stato sospinto ad alcune decine di metri all’interno della piazza, lontano dai varchi con le grate.