sabato 31 agosto 2013

CORI: CONTI TORNA A CHIEDERE AD ACQUALATINA LA RESTITUZIONE AI CITTADINI DELLA QUOTA DI REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO



Il Comune è pronto a farsi promotore, presto la questione anche in Consiglio

Redazione Osservatore Laziale

Cori (LT) - “Restituite ai cittadini e agli utenti la quota di remunerazione del capitale investito applicata sulle tariffe idriche dal 21 luglio 2011, data di pubblicazione del decreto attuativo del referendum, fino ad oggi” – è categorica la richiesta del Sindaco di Cori Tommaso Conti ad Acqualatina.
Ad oltre due anni di distanza dall’esito del referendum del giugno 2011, che a Cori registrò il quorum più elevato della provincia di Latina ed una percentuale totale di SI del 96,86%, non solo non vi è stata alcuna normativa post voto, ma non è stato neppure eliminato dalla tariffa del servizio idrico il famoso carico relativo alla remunerazione del capitale investito.

Una rivendicazione questa più volte esternata dal Sindaco corese, uno dei pochi che ha sempre fatto sentire la propria voce fuori dal coro nelle sedi deputate, e allo stato attuale ancor più legittima in seguito alla sentenza 676/2013 con la quale il TAR del Lazio – sezione di Latina, su ricorso proposto dal Comune di Aprilia, ha dichiarato l’illegittimità delle tariffe idriche approvate dalla Conferenza dei Sindaci dell’ATO 4 dopo il risultato referendario. “Era evidente sin da allora – aggiunge Conti – che il referendum aveva inciso sulla legge che determina la composizione delle tariffe e aveva determinato l’inapplicabilità della quota di remunerazione del capitale investito. Nonostante alcuni interventi – tra i quali quello del Sindaco di Cori – nella Conferenze dei Sindaci del 2011, successiva al referendum, avessero evidenziato l’illegittimità dell’applicazione di detta voce sulla tariffa, ci si è ostinati a mantenerla comunque in vigore”.
“Adesso la pronuncia del TAR – prosegue il primo cittadino – anche tenendo conto del parere del Consiglio di Stato in sede consultiva, ha fermamente stabilito che bisogna dare attuazione al voto referendario ed ha dichiarato l’illegittimità delle tariffe. Ne consegue che Acqualatina è tenuta a restituire la maggiorazione applicata. Il Comune di Cori si farà promotore, anche tramite il voto del Consiglio comunale, nel richiedere la restituzione di quanto illegittimamente percepito” – conclude Tommaso Conti annunciando che la questione verrà presto portata all’attenzione della suprema assise del Comune. 

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