venerdì 13 luglio 2018

Potere al Popolo avvia il processo costitutivo.

I sondaggi lo danno in crescita nonostante il mondo intorno sia costretto a respirare un clima difficile e dal sapore reazionario. A nove mesi dalla assemblea “d’inizio” al Teatro Italia e a due mesi dall’assemblea nazionale di Napoli, Potere al Popolo ha cominciato ad affrontare tutti i passaggi verso una sua definizione come soggetto politico/sociale.
 
contropiano.org

La forte spinta venuta dall’assemblea nazionale di maggio a Napoli ha visto cominciare a concretizzarsi sia la strutturazione interna, sia gli obiettivi di quella che obiettivamente è la novità politica dell’ultimo anno nel panorama isterilito della sinistra. Anzi, molti dentro Pap manifestano ormai una allergia crescente verso il considerarsi parte e corresponsabili di una sinistra che è riuscita a provocare un livello desolante di estraneità ed inimicizia proprio tra i settori popolari e sociali di riferimento. Da qui quell’idea di “fare tutto al contrario” rispetto ad un passato che non fa più sconti al presente né consente rendite di posizione ormai consumate.
Potere al Popolo ha deciso di passare alla campagna di adesioni, sia per riconoscere la spinta di chi ha creduto e crede in questo progetto, sia per cominciare a capire e contare chi si ritiene parte del “popolo” di Pap e quindi abbia diritto di discuterne e deciderne il percorso.
Per facilitare le cose si va completando il lavoro su una piattaforma online utilizzando il liquid feedback del Piraten Partei tedesco. 
Ma saranno comunque le assemblee territoriali degli aderenti, fondate sulle persone in carne ed ossa e sulla partecipazione diretta, a prendere le decisioni, praticando quella modalità “una testa un voto” che tiene alla larga ogni suggestione grillina. Come prevedibile, le procedure decisionali e la strutturazione interna hanno dettato gran parte dell’agenda dei lavori di questi mesi, talvolta a scapito di un confronto non più rinviabile sui nodi e le iniziative politiche davanti a una realtà globale in rapidissimo cambiamento.

In compenso, il Coordinamento nazionale provvisorio di Potere al Popolo, dopo Napoli, è stato allargato ai rappresentanti delle assemblee territoriali, portando così contributi ed esigenze più concrete dentro riunioni che spesso si sono rivelate lunghissime discussioni, a discapito della funzione di input politico verso i territori e di attuazione delle indicazioni che vengono dai territori.
Rimane aperta la questione del rapporto dentro Potere al Popolo con le organizzazioni politiche e le reti sociali che, insieme ad attivisti ed alcune personalità indipendenti, hanno avviato il percorso da novembre in poi.
Prevedibile qualche frizione e incomprensione tra chi ritiene che le organizzazioni siano “piombo sulle ali” e chi ritiene siano state fondamentali per l’avvio e la realizzazione del percorso (per esempio, nella campagna elettorale). Una questione non certo facile cui mettere mano e che ha dovuto convivere con riluttanze, spinte in avanti, ridimensionamenti (come il Pci che nel suo recente congresso ha deciso di non stare dentro questo percorso) o aperte manifestazioni di ostilità verso un Potere al Popolo, ritenuto da alcuni una “camicia di forza”, “settario” – come detto nel documento del comitato federale Toscano del Prc, ma sostenuto attivamente da molti dirigenti locali di questo partito. Qui e là il clima si è un po’ surriscaldato, anche con qualche caduta di stile. In una parte del Prc si teme che le adesioni a Potere al Popolo siano incompatibili con la tessera del partito. Nessun problema invece per la Piattaforma Eurostop, tra le prime a partecipare al percorso di Potere al Popolo, che ha avviato la campagna di adesione a Pap contestualmente al rinnovo dell’adesione ad Eurostop ad un anno dalla sua assemblea costitutiva. Meno problemi ancora per la rete di attivisti cresciuti intorno all’esperienza dell’ex Opg di Napoli ed ai Clash City Workers. Ancora meno problemi sulle adesioni si registrano tra le tantissime persone senza tessera che hanno visto Potere al Popolo come un punto importante di ricomposizione e attivizzazione.
Nei prossimi giorni partirà comunque la campagna di adesioni a Potere al Popolo su un classico modello cartaceo e con una quota minima di 10 euro in attesa che sia pronta la piattaforma online. Nel frattempo sui territori si vanno aprendo le Case del Popolo come strumento di ricomposizione e rapporto con i settori sociali e si spinge affinchè in ogni vertenza sociale, sindacale, ambientale gli attivisti di Pap siano in prima linea. La scelta di essere all’opposizione del nuovo governo, ma senza sconti e riallineamenti con la sinistra liberale, è una scelta non facile ma ben definita dentro l’orizzonte di Pap. Non certo per “settarismo” ma per un minimo senso di aderenza alla realtà.
Per fine agosto Potere al Popolo ha organizzato un altro passaggio con un campeggio a Marina di Grosseto, tra il 23 e il 26 agosto. Un momento di socialità, in qualche modo per “fare corpo” e parallelamente avere ulteriori momenti di confronto.
Per ottobre è prevista una nuova assemblea nazionale che potrà contare sugli aderenti a Potere al Popolo per discutere e decidere le strutture decisionali e l’attualizzazione del programma indicato da novembre.
Sullo sfondo, e ancora tutto da decidere, c’è il nodo delle prossime elezioni europee che pure sta eccitando molti animi. Molti avvenimenti incombono. Si è fatta la fila per tirare da una parte o dall’altra il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ma le evoluzioni dello scenario politico ancora oggi regalano più incognite che certezze.
Sul fronte europeo c’è poi lo “spariglio” di Melenchon che è uscito, con il suo Partie de Gauche (asse portante del movimento France Insoumise) dal Partito della Sinistra Europea, perché “non possono convivere gli oppositori e gli artigiani dell’austerity”. Un esplicito riferimento critico a Tsipras, che sta polarizzando le forze alternative e progressiste in Europa tra la “sinistra antiliberista” fin qui messa in campo e una opzione politica e popolare di rottura con la gabbia dell’Unione Europea.
Il magnete di France Insoumise ha cominciato ad aprire brecce anche nella Linke tedesca, è arrivata alla sottoscrizione a Lisbona di un documento comune dal titolo “E ora il popolo!” insieme a Podemos e al Bloco de Esquerda portoghese (Potere al Popolo lo ha sottoscritto qualche giorno dopo).
Difficile che in Italia si possa fare finta di niente e pensare alle solite rimpatriate di una sinistra antiliberista ma… senza popolo. Potere al Popolo ambisce a superare in avanti proprio questa contraddizione, diventata ormai insostenibile.