venerdì 7 settembre 2018

Note per uno studio di settore sull'attività bancaria

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Note per uno studio di settore sull'attività bancaria
di Marco Saba*
(documento per l'Ordine dei Commercialisti)
16 maggio 2014




A seguito del mio intervento durante il convegno a Napoli del 7 maggio 2014 (1), è emerso che le banche svolgono attività d'intermediazione finanziaria solo marginalmente, mentre l'attività principale consiste nella creazione di denaro ex novo che - ad oggi - non risulta contabilizzata a bilancio. Al momento non si dispone di uno studio di settore dedicato all'attività bancaria (2), in particolare per i codici ATECO 64.11.00 (Attività della Banca Centrale) e 64.19.10 (Intermediazione monetaria di istituti monetari diverse dalle Banche centrali). la Commissione degli esperti dell'Agenzia delle Entrate (3) interpellata in proposito informalmente, fa sapere che tale studio non è nemmeno in agenda per il  futuro. Questo fatto rappresenta un'anomalia da correggere specialmente tenendo conto del rilevante fatturato del settore e del fatto che i bilanci presentati dalle banche, ancorché certificati da una delle quattro società internazionali di certificazione (4), presentano regolarmente l'omissione della dichiarazione del denaro creato durante l'attività. Occorre ricordare che il denaro è l'assetto più importante per una banca da registrare a bilancio e che ne rappresenta in assoluto, come reddito monetario o signoraggio, la voce più significativa. Ometterne l'indicazione sarebbe come se una pizzeria non dichiarasse e contabilizzasse quante pizze produce annualmente (5). Quello che emerge dallo studio approfondito dei bilanci bancari è che essi sembrano predisposti ad arte per occultare la creazione di denaro e sottrarre all'erario ingenti imposte.

Infatti, se la creazione di denaro senza contropartita, come funzione centrale dell'attività bancaria, emergesse contabilmente, sarebbe evidente che il bilancio bancario non potrebbe MAI essere in perdita. Tale funzione creatrice di denaro (creditizio o cartaceo, nel caso delle banconote della banca centrale) imporrebbe la ridefinizione dellle banche da semplici "intermediari finanziari" a "istituti di creazione monetaria e intermediazione", con riflessi significativi in campo del diritto e dell'economia del paese ove esercitano l'attività. Per sottolineare questo aspetto rilevante ho partecipato recentemente alle assemblee degli azionisti di tre istituti di credito (6) dove ho fatto rilevare che i bilanci presentati per l'esercizio 2013 erano palesemente falsi per omissione e che non potevano essere in perdita una volta segnalato in bilancio l'aggregato monetario prodotto durante l'esercizio in questione. Nel caso di INTESA e UNICREDIT ho anche evidenziato come uno dei soci principali dei due istituti, la società BLACKROCK, ne ricevesse un danno ingente perdendo l'opportunità di incassare dividendi per almeno complessivi 28 miliardi di euro. Eppure, straordinariamente, i bilanci in perdita sono stati votati ed approvati come niente fosse. Questo fatto eclatante fa riflettere e pone seri interrogativi. Ma torniamo alle considerazioni contabili. Facendo riferimento al fatto acclarato che le banche per tutti gli impieghi creano ad hoc nuovo denaro senza alcuna necessità di previa raccolta, come indicato recentemente dalla Banca di Francia e dalla Banca d'Inghilterra, possiamo ridefinire il profitto dell'attività bancaria come: totale annuale del denaro creato meno spese di gestione dell'istituto. Il totale del denaro creato si può ricavare in seconda battuta dalla voce 70 "CREDITI VERSO CLIENTELA" dello stato patrimoniale sommandovi la quantità di denaro creato all'atto del ricevimento dei versamenti in contanti e del cambio valuta (7). Il risultato della sommatoria degli impieghi e della clonazione attraverso operazioni diverse va quindi segnalato alla voce "liquidità generata" del Rendiconto finanziario d'esercizio
e quindi aggiunta a quanto dichiarato alla voce 280 del conto economico, ovvero "Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte". Il rapporto di redditività dell'impresa, tenendo conto del reddito monetario al 100% sul denaro elettronico, diventa quindi deducibile dal rapporto tra liquidità totale creata e spese d'esercizio tenendo presente che tuttte le voci che parlano di "riserva" nel bilancio diventano superflue e servono di fatto solo a mascherare degli utili. Infatti, di che riserve avrà mai bisogno un'attività che crea denaro dal nulla secondo la bisogna? Suggeriamo quindi l'approntamento di uno studio di settore che tenga conto delle verità emerse dato che l'attività annuale di creazione di denaro del settore bancario in Italia, esclusa la banca centrale, è dell'ordine di mille miliardi di euro e che, a seguito di una imposizione fiscale attuale al 27,5% (IRES), porterebbe nelle casse dello stato 275 miliardi netti all'anno permettendo di eliminare la maggior parte delle imposte vessatorie oggi in essere. E' da notare tuttavia che l'affidamento dell'esazione della tassa da signoraggio a società private al 100%, a loro esclusivo vantaggio, rappresenta un vulnus letale della sovranità della repubblica in rapporto alla nota LEX MONETAE, motivo principale per cui poi lo stato è costretto ad indebitarsi con privati per provvedere alle sue esigenze economiche, e poi successivamente ad imporre una fiscalità farraginosa e devastante per l'economia aggregata dell'intera società civile. Nota finale: è opportuno infatti notare come il reddito vada meglio definito come "novella ricchezza", una cosa ben diversa da quanto la stragrande maggioranza degli italiani attualmente percepisce come compenso per l'attività lavorativa, ovvero un compenso per tempo di vita persa e non già una "novella ricchezza" come invece ottengono le banche creando denaro dal nulla e, per giunta, "in nero".


Note:

*Marco Saba, già membro dell'Osservatorio sulla Criminalità Organizzata di Ginevra, è direttore della ricerca presso il Centro Studi Monetari. http://studimonetari.org

1 - Convegno PROPOSTE PER SOTTRARRE L’ECONOMIA REALE ALLA MORSA DELLA FINANZA, organizzato da IMPEGNO CIVILE e dalla Fondazione ODCEC
http://fr.scribd.com/doc/220344523/PROPOSTE-PER-SOTTRARRE-L%E2%80%99ECONOMIA-REALE-ALLA-MORSA-DELLA-FINANZA

2 - http://www1.agenziaentrate.it/settore/studiapprovati/servizi_2014.htm

3 - http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Dichiarare/StudiSettoreParametri/StudiSettore/CommEspStudiSett/

4 - KPMG, Ernst&Young, PWC e DELOITTE.

5 - Esempio suggeritomi dal Dott. Salvatore Tamburro.

6 - CARIGE, INTESA SANPAOLO e UNICREDIT

7 - Quando la banca riceve contanti, crea sui conti correnti denaro elettronico equivalente al contante ricevuto, clonando quindi il valore di tale contante che, se propriamente dematerializzato, dovrebbe essee annullato o distrutto.

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