mercoledì 27 marzo 2013

Come produrre idrogeno dalle ceneri dei rifiuti Una nuova tecnica permetterà di produrre 20 miliardi di litri di gas idrogeno all’anno grazie al trattamento delle ceneri ricavate dalla combustione dei rifiuti

  • Da uno studio dell’Università di Lund in Svezia

    Buone nuove per quello che molti identificano come il motore della terza rivoluzione industriale. Un ricercatore dell’Università di Lund in Svezia ha studiato una tecnica per utilizzare la cenere ricavata dalla combustione dei rifiuti nelle centrali termiche, per produrre idrogeno. Grazie all’innovativo processo sarebbe possibile ottenere circa 20 miliardi di litri di gas l’anno, equivalenti a 56 gigawattora (GWh) e sufficienti a coprire il fabbisogno annuo di circa 11.000 case unifamiliari. Il gas idrogeno viene rilasciato posizionando la cenere inumidita con acqua in un ambiente privo di ossigeno e si presta, in tal modo ad essere facilmente aspirato e conservato in appositi serbatoi.

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Come produrre idrogeno dalle ceneri dei rifiutiIl vantaggio di tale tecnica, spiegano gli scienziati, è doppio dal momento che costituisce sia un valido sistema per abbattere i costi della produzione e gestione dell’idrogeno (oggi ancora molto elevati), sia un’efficace alternativa per reimpiegare in maniera sicura un rifiuto pericoloso. Ogni anno nel mondo sono prodotte milioni di tonnellate di ceneri pesanti dannose per l’ambiente, per lo più ammassate nelle discariche o, in alcuni paesi, utilizzate come materiali da costruzione (come il calcestruzzo armato).  La cenere può essere utilizzata come una risorsa attraverso il recupero di gas idrogeno invece di essere rilasciata nell’aria come avviene attualmente. Visti da questa nuova prospettiva, i nostri depositi di cenere appaiono come una miniera d’oro, ha spiegato Aamir Ilyas, ricercatore in Ingegneria delle risorse idriche e sviluppatore della tecnica. I costi potranno diminuire una volta che verrà stabilito un sistema di produzione più efficiente, economico e meno impattante per l’ambiente.

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