lunedì 26 ottobre 2015

Emergenza profughi, il monito di Jean Claude Juncker: "Rischiano di morire congelati". Le foto del serpentone in marcia.

Morire congelati mentre si cerca la libertà. Il costo che rischiano centinaia, migliaia di profughi e migranti, è altissimo. Jean-Claude Juncker, presidente della commissione Ue, ha lanciato l'allarme: con l'inizio dell'inverno ogni giorno, da qui al prossimo futuro, potrebbe essere fatale per migliaia di persone che stanno attraversando in queste ore i Balcani e le zone dell'est Europa nella speranza di trovare asilo. Le temperature stanno scendendo in picchiata e "bisogna fare alla svelta" ha ribadito Junker. 
sloveniaImpressionanti le immagini che ieri ha mostrato l'Associated Press: almeno 7mila migranti, provenienti da Siria e medioriente, sono stati fotografati in un serpentone infinito, in marcia verso l'Europa al valico di frontiera di Rigonce.
Come sempre, la maggior parte di loro è diretta a nord-ovest, in Austria, Germania e Scandinavia dove sperano di trovare una casa. Ma la rotta balcanica, sempre "più fredda" ribadisce Junker, rischia di fare "sempre più vittime a causa dell'inverno", "urge una rapida soluzione".Intanto un primo passo avanti nel tentativo di rallentare e gestire l'esodo è arrivato ieri notte proprio da parte di Juncker che è riuscito a strappare in extremis un accordo in 17 punti e operativo da subito. I principi chiave sono la registrazione dei migranti che altrimenti non avranno diritti e la creazione di 100mila posti di accoglienza, di cui 50mila in Grecia e altri 50mila nei Paesi lungo i Balcani. "Ora bisogna mettere in pratica questi impegni", perché "in Europa i problemi degli uni sono i problemi degli altri", ha ammonito Juncker, sollevato che alla fine "lo spirito europeo" sia prevalso.

Perché, ha tuonato, è "inaccettabile che nel 2015 le gente sia lasciata dormire nei campi e attraversare fiumi con l'acqua sino al petto in temperature glaciali". I punti operativi del piano prevedono innanzitutto l'assistenza per i migranti: riparo, acqua, cibo, assistenza sanitaria. Gli Stati avranno il sostegno dell'Unhcr e se necessario del meccanismo europeo di protezione civile. Poi la gestione dei flussi: per prima cosa, da domani i Paesi dovranno scambiarsi quotidianamente le informazioni su chi entra ed esce, mentre saranno creati 100mila nuovi posti di accoglienza sempre con il sostegno Ue e Onu, mentre interverranno poi anche Bei e Berd.





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