lunedì 28 maggio 2012

La terra trema ancora in Emilia. Oggi Modena si ferma alle 15

Undici scosse nella notte, la più forte di magnitudo 2.9

(ansa.it) Sono state undici le scosse registrate stanotte nella zona dell'Emilia Romagna colpita il 20 maggio scorso dal terremoto di magnitudo 5.9 che causato sette vittime e migliaia di sfollati.
Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), delle scosse registrate dalla mezzanotte alle 5:10 di oggi la più forte ha avuto magnitudo 2.9 (alle ore 00:53) ed è stata localizzata in prossimità dei comuni mantovani di Poggio Rusco e San Giovanni del Dosso, e di quelli modenesi di Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro.
L'INCUBO OTTO GIORNI FA -  E' passata una settimana da quando, alle 4.04 di domenica scorsa, una scossa di magnitudo 5.9 ha sconvolto l'Emilia tra Modena e Ferrara. Gli sfollati sono 7.000. Le scosse continuano. Domenica le prime messe nelle tensostrutture, come quella nella tenda della protezione civile a Mirandola. Pur tra mille difficoltà, gli abitanti vogliono andare avanti. Ma hanno paura di essere abbandonati. A dirlo è, per tutti, il sindaco di Finale Emilia, Fernando Ferioli: "Non dalla Nazione, che ci sta dando grande prova d'affetto. Il problema è il Governo centrale".

Il problema più sentito nelle zone sconvolte dal sisma, spiega, è il lavoro: "Non ci abbandonate da questo punto di vista". Perché ben vengano le sospensioni di tributi come l'Imu "ma se poi non hai il lavoro...". Tanto varrebbe consentire di utilizzare quel che si risparmia con la sospensione dei pagamenti per "far ripartire l'azienda, la fabbrica, riparare il capannone. Abbiamo bisogno di questo, e ne abbiamo bisogno in fretta". Non teme invece il sindaco di essere lasciato solo dalla Regione Emilia-Romagna.
"Con Errani c'é un contatto diretto. So come raggiungerlo. Con lui ho un buon rapporto, si è detto disponibile 24 ore su 24, e gli credo. Ma è arrivare a livello superiore che mi preoccupa". Continua intanto senza sosta la messa in sicurezza degli edifici. Questa mattina protagonisti assoluti sono stati i militari del Genio Ferrovieri dell'Esercito. Nella zona di Bondeno (Ferrara) hanno demolito in modo 'controllato' la cima della ciminiera alta 45 metri. Risaliva al 1916 ed era parte di una fabbrica per la trasformazione del pomodoro, oggi in disuso e pericolante. Il terremoto aveva provocato fratture e torsioni dell'ultimo pezzo delle torre, che ad ogni nuova scossa rischiava di cadere sulla provinciale 69, la 'Virgiliana' che va da Ferrara a Mantova. Alle 12.13 oltre 40 tonnellate di ciminiera sono rovinate a terra da 30 metri in modo "chirurgico", senza nessun danno a cose, tantomeno persone. Sono in tanti a lavorare per rimettere in piedi questo fazzoletto d'Emilia. I tecnici cartografici della Provincia di Modena, per esempio, hanno fatto una mappatura dei beni culturali a rischio, informatizzata e 'georeferenziata'. Servirà a guidare gli interventi per la salvaguardia. Ma per aiutare la gente ferita dal terremoto sono scesi in campo anche gli psicologi della associazione 'Rivivere', specializzati nel supporto in momenti traumatici, guidati da Francesco Campione, docente di psicologia delle situazioni di crisi della Scuola di specializzazione dell'Università di Bologna.
Stasera incontreranno le 'vittime' a Crevalcore, uno dei paesi del Bolognese più colpiti, poi andranno a San Felice Sul Panaro per offrire il loro aiuto gratuito. Si guarda avanti, tenendo però bene in mente quello che è successo. Domani, in tutti i luoghi di lavoro di Modena alle 15 ci sarà una fermata simbolica per i funerali di Nicola Cavicchi, uno dei quattro operai morti a causa del sisma. Così Cgil della città emiliana ha deciso di accogliere l'invito delle segretarie nazionali Cgil Cisl e Uil ad organizzare stop simbolici per domani.

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