martedì 28 agosto 2012

La produzione di miele sarà inferiore del 65% rispetto a quello dello scorso anno, la vendemmia si preannuncia la più contenuta della storia.

Danni per tutte le colture e per gli animali

Siccità, crolla del 65% la produzione di miele

Produzione nazionale di miele in picchiata. Quest'anno sarà del 65% in meno rispetto all'annata 2011. Principali imputati: il clima torrido e la siccità.

rainews24.it
Crolla la produzione di miele  Lo rende noto l'Asga, l'associazione degli apicoltori delle provincie di Siena, Arezzo e Grosseto in vista della settimana del miele che si terrà a Montalcino dal 7 al 9 settembre prossimo. "Dalla Val d'Aosta alla Sicilia, il raccolto di miele risulta quest'anno drasticamente ridotto - sottolinea l'associazione - e se già la primavera non era andata bene, a causa delle piogge, anche i mieli estivi, sui quali gli apicoltori avevano puntato tutte le loro speranze, registrano un bilancio decisamente negativo a causa delle altissime temperature". Secondo i produttori non dovrebbe però esserci un aumento dei prezzi "impensabile in questo momento di crisi" però potrebbe esserci un aumento dell'import di miele cinese "prodotto - sostengono all'Asga - attraverso processi industriali e di scarsissima qualità, ma dal costo nettamente inferiore". Da qui l'appello dei produttori a comprare miele italiano. "Quest'anno i consumatori avranno forse una minore scelta a disposizione - precisa Hubert Ciacci, presidente della "Settimana del Miele" perche' alcune varietà sono state prodotte in quantità ridotte, ma non dimentichiamo che l'Italia è il Paese che vanta il maggior numero di mieli uniflorali al mondo, grazie ad un ricco patrimonio di biodiversita'".


Il caldo di questa estate infinita ha portato danni a tutte le culture, come più volte denunciato da Coldiretti. La vendemmia, si preannuncia tra le più contenute e anticipate della storia, con una produzione di buona qualità ma stimata sui 40-43 milioni di ettolitri, in calo del 10 per cento rispetto alla media degli ultimi cinque anni. E' quanto stima la Coldiretti. La raccolta delle uve di circa un mese rispetto a 30 anni fa. La vendemmia - sottolinea la Coldiretti - è in pieno svolgimento per le uve bianche destinate alla produzione di spumanti nell'oltrepo pavese ed in franciacorta dove si stima un calo di oltre il 20 per cento della produzione del celebre spumante ma riduzioni sono previste anche in Lombardia, Puglia, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Anche se molto dipenderà dalle prossime settimane in cui si inizierà a raccogliere tutte le altre uve si prevede una buona qualità con la produzione che sarà destinata per circa il 60 per cento - precisa la Coldiretti - a vini delle 517 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (329 vini Doc, 70 Docg e 118 Igt). Meno incoraggiante la situazione delle altre coltivazioni con il caldo e la siccità che hanno già tagliato i raccolti con cali della produzioni che a livello nazionale vanno dal -20 per cento per il pomodoro al -30 per cento per il mais fino al -40 per cento per la soia ma forti riduzioni sono previste per la barbabietola da zucchero con quasi il dimezzamento della produzione nelle regioni del Nord e per il girasole (-20 per cento).

Anche gli animali hanno sofferto per le temperature roventi di questa estate e l`Ente Nazionale Protezione Animali e la LAV-Lega Anti Vivisezione - chiedono alla presidente Renata Polverini, alla Giunta, a tutto il Consiglio Regionale del Lazio di assumersi le proprie responsabilità e di sospendere la stagione venatoria che sta per aprirsi addirittura con una anticipazione fissata per il prossimo fine settimana: un`anticipazione che, già grave per sé stessa, diviene ingiustificabile sotto ogni aspetto nella situazione ambientale che stiamo vivendo. Inoltre le due Associazioni animaliste chiedono controlli capillari sul territorio per garantire il rispetto della legalità anche in materia di caccia e divieto di caccia, nonché l`aggiornamento del Catasto delle aree bruciate, più che mai indispensabile a causa dei tanti roghi che stanno deturpando le aree verdi.
nche il movimento "La coscienza degli animali" che ha tra i suoi chiede di proclamare, a causa della siccità, lo stato di calamità naturale per la fauna selvatica, con conseguenti provvedimenti di tutela delle popolazioni animali in difficoltà e la sospensione della stagione venatoria. La richeista in una lettera aperta, degli ex ministri Michela Vittoria Brambilla e Umebrto Veronesi, al presidente del Consiglio, ai presidenti delle Regioni. "Sono sotto gli occhi di tutti - scrive il movimento per l'abolizione della caccia - le devastanti conseguenze, che affliggono la natura e gli animali per la perdurante siccità di quest'anno. Le creature che vivono libere nei boschi e nelle campagne sono agonizzanti per la sete. Se non hanno già perso la vita negli incendi. Le elevate temperature, la mancanza di precipitazioni, l'assenza di rugiada notturna sottopongono le specie animali ad uno straordinario stress fisico, con effetti devastanti sulla dinamica delle popolazioni. Quando le fonti idriche sono ridotte e disperse, il maggior dispendio energetico necessario per raggiungerle rende più difficile la riproduzione ed è causa di elevata mortalità soprattutto tra gli individui più giovani, per i quali aumenta il rischio di contrarre malattie e di essere predati".