venerdì 24 agosto 2012

E-commerce e Gas, così il biologico batte la recessione

biologico
Il consumo di prodotti biologici regge nonostante la crisi economico-finanziaria e a confermarlo sono anche gli ultimi dati del Rapporto Bio Bank. Dal 2008 al 2011 i gruppi di acquisto solidale (Gas) sono quasi raddoppiati, passando dai 479 del 2008 ai 742 del 2010. Nell’arco di tre anni i Gas sono aumentati del 55% soprattutto nelle regioni settentrionali. In testa ci sono Trentino Alto Adige, Marche e Valle d’Aosta, in base alla densità della popolazione, mentre Emilia Romagna e Lombardia in termini assoluti. Si tratta di un dato significativo che evidenzia come il biologico risponda al bisogno di sicurezza alimentare ma anche alla protezione dell’ambiente e della biodiversità, a modelli etici di lavoro oltre che alla tutela delle tradizioni locali.
È questa la nuova fotografia del biologico in Italia, scattata dall’annuario “Tutto Bio 2011”, a cura di Achille Mingozzi e Rosa Maria Bertino. «Il biologico – scrive “Il Cambiamento” – piace agli italiani perché è un prodotto che risponde al bisogno di sicurezza e qualità alimentare, ma anche ad impegni ambientali, etici e sociali, quali la protezione della biodiversità, la tutela del benessere animale, oltre che della freschezza e della stagionalità delle produzioni, e delle tradizioni e delle culture locali». All’interno dei Gas, il biologico non è solo merce, ma acquista un valore etico e sociale. «I gruppi di acquisto solidale nascono tra famiglie, tra amici, dentro le università e nelle aziende, per l’acquisto di prodotti biologici ed ecologici, ma anche per investire nel fotovoltaico piuttosto che per condividere terreno da coltivare o per attivare le buone pratiche del riciclo».

Sul territorio italiano, la vendita diretta nelle aziende agricole e gli agriturismi sono gli operatori più diffusi, anche se è l’e-commerce che segna una crescita maggiore, pari al +38% dal 2008 al 2010. In quest’ultimo caso, le tre regioni leader per numero assoluto di siti virtuali sono l’Emilia Romagna, con 23 siti, seguita da Lombardia con 19 siti e Puglia con 18. Se poi guardiamo alla diffusione del biologico su scala nazionale, tenendo conto della classifica per numero assoluto di operatori bio, si conferma la tripletta Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana, con le prime due a pari merito. In particolare, l’Emilia primeggia in quattro tipologie di operatori (aziende con vendita diretta, mense, mercatini, e-commerce), la Lombardia è in testa in tre (gas, ristoranti, negozi), mentre la Toscana si conferma la regione con la maggiore concentrazione di agriturismi.