sabato 25 agosto 2012

Acqua bene comune


In questa pagina sono reperibili informazioni e documenti del coordinamento Acqua Pubblica Valle del Tevere-Parco di Veio

 13/03/2012
Acqua, Legambiente: Alemanno non può beffarsi del voto di oltre un milioni di romani, no alla cessione di quote ai privati. 

Alemanno vorrebbe fare carta straccia del voto di un milione duecento ventisettemila romani che hanno detto sì ai referendum di pochi mesi fa, esprimendo con chiarezza cristallina la volontà per una gestione pubblica dell'acqua, dei trasporti e dei rifiuti -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il Sindaco e la Giunta non possono decidere nessuna cessione ai privati nella nuova holding capitolina contro la volontà dei cittadini, anzi per l'acqua devono anche subito eliminare i profitti dalla tariffa e avviare il processo per la costituzione di una nuova società interamente pubblica. Questa ennesima discussione assurda avviata da Alemanno va stoppata subito, ancora prima di iniziarla, se questo Sindaco dopo parentopoli, la svendita del territorio e la mala gestione dei rifiuti non è nemmeno in grado di farsi forte della volontà del 60% dei romani contro i poteri forti, allora è meglio che si dimetta.” 


Per la gestione pubblica dell'acqua, dei trasporti e dei rifiuti, nella Capitale hanno votato, al quesito referendario per abrogare l'obbligo di privatizzazione dei servizi pubblici locali, ben 1.288.034, il 60,56% del totale degli elettori di 2.127.008, e di questi ben 1.227.089 hanno espresso il voto favorevole, indicando la via delle gestioni pubbliche come quelle da perseguire, ossia il 96,12%. I numeri crescono ancora considerando il quesito sull'abolizione della remunerazione del capitale investito nella tariffa del servizio idrico integrato, dove i sì sono stati ben 1.238.325, ossia il 96,72% dei votanti 1.288.881 (60,6% del totale degli elettori). 

La privatizzazione dei servizi pubblici è del tutto incostituzionale, il voto di oltre un milione di romani va rispettato, per primo dal Sindaco che è stato eletto direttamente da quegli stessi cittadini e non si può beffare della volontà dei romani -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Serve una nuova gestione pubblica e partecipata per l'acqua, negli interessi della collettività e con un protagonismo dei cittadini stessi, va subito recuperato un maggiore controllo pubblico delle conferenze d'ambito coinvolgendo i cittadini, con uno sforzo maggiore sulla depurazione e politiche e obblighi per l'efficienza e il risparmio idrico, rivisitando anche le bollette, obbligando l'Acea a cancellare la remunerazione del capitale per i privati dalla tariffa.” 

Nella Capitale, le perdite idriche sono del 27%, la peggiore situazione considerando i 68 metri cubi di acqua persi per chilometro di rete (fonte blue book e Mediobanca), mentre anche sul fronte dei consumi di acqua Roma scivola all'ultimo posto tra le città grandi in Italia, con ben 234,3 litri di consumati ogni giorno da ciascun cittadino. 

Ufficio stampa Legambiente Lazio 
06.85358051-77 - stampa@legambientelazio.it 
www.legambientelazio.it 

1) La Provincia, Mercoledì 14 Dicembre 2011

Arsenico, resta l'allarme nel Lazio

"Il Lazio e' la regione italiana con il maggior numero di comuni con valori di concentrazioni di arsenico nelle acque maggiori alla suddetta concentrazione limite".
Ad affermarlo il Presidente dell'Ordine dei Geologi del Lazio, Roberto Troncarelli, in merito al problema dell'arsenico nell'acqua in occasione del ventennale dell'Ordine durante l'assise che si e' tenuta oggi all'Istituto Superiore Antincendi. Il Lazio e' la regione italiana con piu' comuni a rischio arsenico nell'acqua e con oltre 800mila utenti coinvolti. Dopo le proroghe richieste all'Europa dall'Italia sui limiti contenuti, tra dicembre 2010 e febbraio 2011, l'Unione Europea il 22 marzo 2011 ha stabilito che i valori di arsenico compresi tra 10 microgrammi/litro, effettivo limite di legge, e 20 microgrammi/litro sono accettabili per un tempo limitato senza rischi per la salute umana, ma che bisogna adottare specifiche misure per la protezione di neonati e bambini fino ai 3 anni di eta'.
La UE ha stilato un lungo elenco dei comuni italiani dove i valori massimi consentiti (10 microgrammi per litro) sono stati superati e non ha concesso nessuna deroga. Il Lazio e' la regione piu' colpita e i limiti riscontrati sono superiori a 50 microgrammi. Molti i comuni in provincia di Latina, fra cui il capoluogo (Aprilia, Cisterna di Latina, Cori,Pontinia, Sabaudia e Sezze), in provincia di Roma (Albano Laziale, Ardea, Ariccia, Genzano, Velletri, Castel Gandolfo, Ciampino, Bracciano, Sacrofano, Formello, Civitavecchia, Santa Marinella, Anzio, Nettuno e Campagnano), in provincia di Viterbo, compreso il capoluogo (Acquapendente, Bagnoregio, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Bomarzo, Calcata, Civita Castellana, Montalto di Castro, Montefiascone, Nepi, Vetralla).
I piu' numerosi sono quelli della provincia di Viterbo.
L'arsenico - come ricordato oggi - puo' causare tumori della pelle e degli organi interni. Nel Lazio sono 91 i comuni da bollino rosso che potrebbero adottare misure drastiche nei confronti dell'acqua pubblica.

2) Report Assemblea
Verso la Rete Europea dell'Acqua Bene Comune
Napoli, 10-11 Dicembre 2011


Il 10 e l'11 Dicembre sì è svolta a Napoli l'assemblea internazionale per la costituzione della Rete Europea per l'Acqua Bene Comune.
Due giorni intensi di discussione e confronto hanno caratterizzato l'incontro che ha ospitato rappresentanti di 9 paesi europei: Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Slovacchia, Spagna e Turchia.
I lavori hanno seguito i punti delle tre sessioni in cui è stata divisa l'assemblea, indicando degli elementi basilari per una piattaforma condivisa, la forma della struttura organizzativa e gli strumenti e le campagne da costruire insieme; partendo da questo si è stilato un documento condiviso, denominato "Carta di Napoli".
E proprio sulla città partenopea e sul processo di ripubblicizzazione ci sono stati diversi riferimenti, in chiave critica e propositiva; infatti se da una parte si è condiviso la necessità di vigilare e continuare la mobilitazione affinché il processo divenga reale, dall'altra si è assunto il dato politico del passaggio fatto dall' amministrazione napoletana che è stato illustrato dall'intervento del Sindaco di Napoli.
Questo, come altri esempi, rappresentano un sentire comune dei diversi interventi: attenzione e rapporto dialettico ma mai subordinato con le istituzioni.
La ripubblicizzazione a Parigi, la vittoria del referendum a Berlino e lo straordinario successo del referendum in Italia sono dimostrazione di come il movimento per l'acqua, nel corso degli anni, si sia andato fortificando in tutta Europa, ponendo oggi condizioni favorevoli alla costituzione di una rete continentale solida.
Inoltre, in molti hanno sottolineato l'importanza dell'unione dei tre livelli, locale, nazionale ed internazionale, come elemento fondamentale  per supportare la battaglia per la ripubblicizzazione dell'acqua.
Gli elementi di condivisone dei contenuti sono stati molti e possono essere, così, riassunti:
a) L’acqua è un bene comune, un diritto universale e pertanto non è una merce. Con gli altri elementi della Natura è parte costitutiva e patrimonio dell’Ecosfera.
Nell’uso e gestione collettiva del patrimonio idrico, l’uomo stabilisce con l’acqua un’equa relazione tale che siano garantiti la vita e l'equilibrio degli ecosistemi.
b) la proprietà, la gestione e il controllo del servizio idrico e delle reti devono essere pubblici e partecipati;
c) il principio del "full cost recovery" come attuale principio guida del finanziamento del SII in Europa va superato, reinvestendo l'intera collettività del dovere di assicurare a tutti l'accesso al minimo vitale d'acqua e i fondi per gli investimenti infrastrutturali straordinari;
d) la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione del servizio è la condizione necessaria per avere un nuovo modello di governo comune del bene.

Ma molto meglio tutto questo è stato espresso nel documento conclusivo che è stato licenziato sotto forma di bozza e che contiene una parte iniziale che riprende i principi della Carta di Malmoe, dove vennero mossi i primi passi per una connessione dei movimenti europei per l’acqua.
Questo manifesto verrà riportato e discusso nella mailing list internazionale, con l’obiettivo di definirlo all’inizio dell’anno nuovo, e  nelle diverse realtà di provenienza e costituirà la base su cui, all’interno del Forum Alternativo di Marsiglia, verrà formalizzata la rete europea che vuole essere una realtà propositiva rispetto alle prospettive politiche continentali. E’ stato inoltre ipotizzato di darsi un ulteriore appuntamento nei mesi successivi a Marsiglia, con l’idea di approfondire le strategie per la ripubblicizzazione del servizio idrico nella dimensione dei singoli Paesi e in Europa.
Infatti il periodo che stiamo vivendo, segnato da una forte crisi, e le politiche europee tese a sottostare a tutte le richieste dei mercati finanziari impongo una risposta sovranazionale che sappia indicare una strada alternativa: affermare un' Europa sociale, dei diritti e dei beni comuni e, ancora una volta, la priorità degli interessi collettivi e della partecipazione dei cittadini. Proprio a partire dall'acqua come una delle possibili chiavi di volta.
La necessità di avere un percorso costituente è anche dovuto al confronto aperto ma non completamente concluso. Tutti però hanno concordato nella necessità di una struttura organizzata che, oltre ai principi, condividesse strumenti (sito, mailing list) e campagne (giornate comuni di mobilitazione e ICE). Intanto si sta costituendo un gruppo di lavoro che darà continuità di lavoro fino alla formalizzazione.
Mentre sull'ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) si è largamente condiviso sia quello che sta preparando EPSU (Sindacato Europeo della Funzione Pubblica) che IERPE (Istituto Europeo di Ricerca per la Politica dell'Acqua) e si sono assunti entrambi auspicando che le due realtà le mettano a disposizione di un ambito più largo come quello della Rete che essendo ambito di movimento condiviso, dovrebbe essere spazio di garanzia per tutti/e.
Non a caso il prossimo appuntamento sarà a Marsiglia al Forum Alternativo Mondiale dell'Acqua (14-17 Marzo 2012) in contrapposizione a quello delle multinazionali che, come nel 2010 a Istanbul, imporranno ai governi la visione del mercato, sottraendo spazi di sovranità popolare e riproponendo la stessa ricetta neoliberista.
Sull'appuntamento di Marzo molti hanno espresso la volontà di organizzare una forte partecipazione, cosa che, per quanto riguarda noi come Forum Italiano, ci impegna nella realizzazione di alcuni workshop oltre all'organizzazione della partecipazione del popolo dell'acqua. Ma la costruzione è ancora in fieri perchè, fortunatamente, vede la partecipazione di tante realtà che devono coordinarsi per la riuscita dell'appuntamento. Per questo ci si è aggiornati alla riunione organizzativa internazionale già fissata di Barcellona del 7-8 Gennaio.
  
Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax.06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org - www.referendumacqua.it