giovedì 30 novembre 2017

Ambiente & Salute & Sicurezza Alimentare. Veleni: Germania decisiva in Commissione Europea per autorizzare il Glifosato. La Bayer ringrazia.

La Commissione Europea ha approvato l’autorizzazione all’uso del glifosato. Altri cinque anni, dunque, prima della messa al bando a partire dal 2022. Il Glifosato (in sigla C3H8NO5P) più correttamente definito Roundup, viene considerato un erbicida totale. Il maggiore produttore mondiale è la multinazionale statunitense Monsanto che però nel settembre 2016 è stata acquisita dalla multinazionale tedesca Bayer.
 


In Italia c’è il divieto di usarlo sul grano in pre-raccolta, diversamente da quanto avviene per quello straniero proveniente da Usa e Canada, dove – nella stessa fase produttiva – viene fatto invece un uso intensivo per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato.  


La  rivista Nature ha pubblicto uno studio scientifico, condotto su ratti, che fa molta chiarezza sul Glifosato (Roundup) il quale provoca un aumento di incidenza di patologie del fegato e del rene in particolare. E’ uno studio molto importante, condotto per molto tempo, che sta provocando nella comunità scientifica grandi discussioni sull’uso dell’erbicida, del diserbante Roundup sulla salute umana. Su questo il nostro giornale ha già documentato ampiamente. 
Gli scienziati del King College di Londra hanno dimostrato che, sperimentalmente nei ratti, a un dosaggio bassissimo, il Roundup provocava una steatosi epatica: cioè un fegato grasso su base non-alcolica (NAFLD). Questa situazione non solo può portare alla cirrosi epatica, ma può indurre anche altre patologie tra cui quelle cardiovascolari, come infarti e ictus. Questo è il primo studio che dimostra, in maniera inequivocabile, il collegamento tra Roundup e gravi malattie.
Per l’approvazione è stato determinante il parere positivo della Germania, che ha di fatto spostato l’equilibrio dei paesi della Ue riuniti per decidere. Impossibile non individuare il nesso tra questa posizione del governo tedesco – decisivo per la scelta della Commissione Europea – e il fatto che il maggior produttore mondiale di Glifosato sia adesso la multinazionale tedesca Bayer.
La maggioranza qualificata si espressa con 18 paesi a favore della proroga di cinque anni, 9 i paesi contrari (Italia, Francia, Belgio, Grecia, Ungheria, Cipro, Malta, Lussemburgo e Lettonia), 1 astenuto (Portogallo). La Germania, si era sempre astenuta negli scorsi tentativi nel Comitato permanente Ue di poter applicare il glifosato su piante, cibi e mangimi (Comitato Paff) facendo così mancare la maggioranza qualificata sia pro che contro la proposta della Commissione Europea. Questa volta si è invece espressa a favore. Per altri cinque anni la Monsanto potrà vendere il veleno con cui irrorare le coltivazioni, anche in una Europa dove a fare la differenza sono gli interessi di multinazionali come la tedesca Bayer.

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