martedì 26 maggio 2015

Acqua: a Rieti e in tutto il Lazio è ormai scontro aperto tra Comuni e Regione.

COMUNICATO STAMPA

Se Refrigeri non farà approvare la proposta di legge 238 sarà
l'ennesimo regalo ad Acea.

 
Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio www.acquabenecomune.org
 
Rieti, 21 maggio 2015
Refrigeri e Zingaretti ancora in silenzio di fronte alle richieste di
Sindaci, consiglieri regionali, comitati e cittadini che pretendono
risposte immediate sulle numerose vicende legate al diritto all'acqua.
Ad un anno dall'approvazione in consiglio regionale dell'innovativa
L.R. 5/2014 sulla "Tutela, gestione e governo pubblico delle acque",
ancora non sono state portate in discussione alla Commissione Ambiente
le norme di attuazione, nonostante fosse stabilito in 6 mesi il
termine ultimo e nonostante sia sempre più incombente il rischio di
commissariamento per la stessa Regione Lazio da parte del Governo.
Per la provincia di Rieti, in particolare, l'attuazione della Legge 5
significherebbe finalmente il riconoscimento per i Comuni del diritto
a derivare l'acqua del Peschiera e Le Capore e, naturalmente, anche
ottenere il ristoro economico dovuto al trasferimento della risorsa a
Roma. Ristoro economico che, come ricordato nell'assemblea pubblica
tenutasi domenica scorsa nella sala consiliare del Comune di Rieti
(vedi le immagini, liberamente scaricabili e pubblicabili, dal sito  www.postribu.net), 
poteva e potrebbe essere ottenuto anche con una
semplicissima Delibera di Giunta che, evidentemente, non si ha
interesse ad emanare.
Ed è proprio questa inerzia da parte della Giunta Regionale che fa
pensar male, visto che in questa situazione di vuoto legislativo e
amministrativo Acea S.p.a. può continuare a fare profitti senza il
rispetto delle normative ambientali e sugli appalti di servizi
pubblici, costringendo i Comuni della Sabina ad estenuanti contenziosi
che comportano ulteriori oneri per i loro bilanci. Proprio
nell’assemblea organizzata da Postribù, Cittadinanzattiva, Honoris
causa, Sabina in movimento 5 stelle, Rieti Virtuosa e movimenti per
l’acqua, gli amministratori locali hanno ricordato i diversi ricorsi
in atto tra cui, a giugno presso il Tribunale della acque, quello che
vede il Consorzio Media Sabina costretto a difendersi da Acea S.p.a.
che ha avuto addirittura la sfrontatezza di ricorrere contro la
concessione dal Peschiera di “appena” 28 litri d’acqua al secondo,
rilasciata ai Comuni Sabini dalla Provincia di Rieti a scopi
idropotabili.
Stranamente però, i Dirigenti regionali si preoccupano più di
diffidare i Comuni che chiedono il rispetto della Legge piuttosto che
favorire il processo di riordino del Servizio idrico integrato. Così,
si lascia che l’ATO3 di Rieti, pur non dovendo più operare in base
alla legge nazionale e regionale, il 18 giugno costringa i Sindaci a
sottoscrivere di fronte al Notaio gli atti costitutivi di una S.p.A.
che non rispetta il volere dei cittadini espresso con i referendum
popolari.
Nel frattempo, altri 26 Comuni dell’ATO 1 di Viterbo e dell’ATO 2 di
Roma martedì hanno dovuto presentare ricorso al Tar per l’annullamento
delle diffide della Regione Lazio a cedere le infrastrutture idriche
al gestore unico (per i dettagli si veda di seguito comunicato del
Coordinamento regionale acqua pubblica Lazio).
Eppure, per evitare tutto ciò, basterebbe approvare la proposta di
legge consiliare n°238, che comitati, sindaci e consiglieri regionali
di PD, SeL e M5S hanno presentato da mesi all'Assessore Refrigeri e
che rappresenta un'alternativa possibile e coerente con la normativa
nazionale e comunitaria.



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*"In difesa dell'acqua del sindaco" - 26 comuni del Lazio ricorrono al Tar
contro il "gestore unico" e lo Sblocca Italia *


*Mentre il Lazio rischia il commissariamento, da comitati e sindaci
un'alternativa possibile*


Ieri mattina, presso la sede dell'Anci Lazio, sono stati presentati i
ricorsi al Tar promossi da 26 comuni del Lazio per l’annullamento delle
diffide della Regione Lazio a cedere le infrastrutture idriche al gestore
unico.

Gli Avvocati Angelo Annibali, Alberto Floridi e Andrea Ruffini hanno
illustrato i principi dell'azione legale che, pur partendo da un livello
locale, presenta impatti potenziali a livello nazionale, chiamando in causa
anche la disciplina comunitaria.

I ricorsi, in primis, contestano il contrasto tra le diffide inviate ai
comuni dalla Regione Lazio e la Legge Regionale 5/2014 "Tutela, governo e
gestione Pubblica delle acque", con la quale la Regione si è impegnata a
ridefinire i nuovi Ambiti di bacino e i relativi Enti di Governo, azione da
considerarsi preliminare rispetto all'imposizione ai Comuni a cedere le
proprie infrastrutture idriche. Un passaggio quantomai urgente, dato che da
fonti ministeriali giunge la notizia di un imminente commissariamento se la
Regione Lazio rimarrà inadempiente sulla definizione dei nuovi Ambiti. Per
evitarlo comitati e sindaci hanno presentato da mesi un testo di legge
all'Assessore Refrigeri, tradotto nella proposta consiliare n°238, che
rappresenta un'alternativa possibile e coerente ma che, attualmente, langue
in VI Commissione.

La Regione Lazio è invece “puntuale” nell'esigere dai Comuni gli
adempimenti previsti dallo Sblocca Italia, motivo per cui l'azione legale
affronta anche la normativa nazionale. Nel ricorso, primo caso in Italia,
si formulano infatti eccezioni di costituzionalità sull'art. 7 dello
"Sblocca Italia" sotto un duplice profilo: sulla idoneità dello strumento
del decreto legge, poichè secondo i ricorrenti difettano i presupposti di
estrema urgenza dichiarati dal Governo; e sul rispetto del riparto delle
competenze legislative tra Stato e Regione.

Sempre l'art.7, riguardo all'obbligo di affidamento del servizio idrico al
gestore unico, viene inoltre rimesso al giudizio innanzi della Corte di
Giustizia UE per la valutazione della compatibilità con l’art. 106 del
Trattato. Le modalità di scelta del gestore cui affidare il servizio
idrico, così come emergono dallo Sblocca Italia, entrano infatti nel merito
delle caratteristiche del “nuovo” gestore cui i comuni devono affidare il
servizio limitando, di fatto, la concorrenza e configurando un aiuto di
stato a quelle poche imprese private che possiedono le caratteristiche
indicate.

In secondo luogo - ma non meno importante - viene contestata l’idoneità di
Acea ATO 2 S.p.A., per i comuni della Provincia di Roma e di Talete S.p.A.,
per quelli del Viterbese, riguardo alla conformità all’ordinamento
comunitario degli attuali affidamenti sollevando, anche in questo caso, un
tema scottante che riguarda anche altre multiutilities italiane. Nel caso
di Talete S.p.A. viene meno anche il criterio di “efficienza ed
economicità”, obbligando I comuni ad entrare in una gestione ormai
fallimentare.


Tra i rappresentanti dei comuni presenti sono intervenuti quello di
Montalto di Castro, di Civitavecchia e di Corchiano, ricordando come questa
azione legale abbia profonde radici politiche, intrecciate con la difesa
dei beni comuni e del territorio locale, in un momento in cui tali valori
sono ogni giorno sotto attacco.


Valori che sono stati al centro della vittoriosa battaglia referendaria del
2011, della quale ricorrerà il quarto anniversario il prossimo 12-13
giugno.

Un anniversario che vedrà, ancora una volta, i comitati in prima fila a
difesa di quel risultato.


Roma, 20/5/2015

Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio

www.acquabenecomune.org

Simona Savini 3494136733; savinisimona@gmail.com



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Associazione PosTribù Onlusemail: post.tribu@gmail.com
www.postribu.net

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