venerdì 21 settembre 2012

Una scuola su cinque non e' sicura Profumo,ecco come sarà il concorsone

L'allarme nel Rapporto di Cittadinanzattiva: il 21% ha uno stato di manutenzione inadeguato

Una scuola su cinque non e' sicura Profumo,ecco come sarà il concorsoneROMA - Una scuola su 5 (20,7%) non è sicura, mentre una su tre (36%) - quanto a sicurezza - rasenta appena la sufficienza. Lo rileva il "Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici" di Cittadinanzattiva, svolto su un campione di 111 istituti italiani, da Nord a Sud. Dal rapporto, presentato oggi a Roma, emerge che il 21% degli edifici ha uno stato di manutenzione inadeguato. Interventi di tipo strutturale sono stati richiesti dal 45%, ma in più della metà dei casi (58%) non c'é stata risposta da parte dell'ente proprietario.
Solo una scuola su 4 (24%) è in regola con le certificazioni di sicurezza, il 59% è a rischio sismico, il 23% ha accessi comunicanti direttamente con la strada, il 78% non ha porte con apertura antipanico e il 54% non ha un ascensore. Più della metà delle aule (57%) - si legge nel rapporto - ha le finestre rotte, il 49% è senza tapparelle o persiane; in un'aula su 4 sono presenti segni di fatiscenza, come umidità, muffe, infiltrazioni d'acqua oltre che distacchi di intonaco visibili in un'aula su 10 (14%). Le aule devono inoltre fare i conti con barriere architettoniche (11%) e pavimenti sconnessi (10%), che ostacolano gli studenti con disabilità, e con il sovraffollamento: una classe su 4 del campione ha più di 25 alunni. Mancano infine le palestre (non ci sono nel 46% degli edifici) e in un terzo dei casi i cortili sono usati come parcheggio.

Un istituto scolastico su tre (circa il 30%) non ha un'aula computer. Lo rileva il "Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici" di Cittadinanzattiva. Mentre "si annuncia la scuola 2.0" - osserva l'associazione - e si attende la rivoluzione digitale tra i banchi, la strumentazione manca in un terzo degli edifici. Il rapporto di Cittadinanzattiva ha coinvolto un campione di 111 istituti di tutta Italia. Nella metà di queste scuole mancano laboratori didattici. Assenti, tra gli altri, anche mense e biblioteche: le ospitano rispettivamente un edificio su tre e uno su due.
UNA SCUOLA SU 3 NON HA UN 'AULA PC - Un istituto scolastico su tre (circa il 30%) non ha un'aula computer. Lo rileva il "Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici" di Cittadinanzattiva. Mentre "si annuncia la scuola 2.0" - osserva l'associazione - e si attende la rivoluzione digitale tra i banchi, la strumentazione manca in un terzo degli edifici. Il rapporto di Cittadinanzattiva ha coinvolto un campione di 111 istituti di tutta Italia. Nella metà di queste scuole mancano laboratori didattici. Assenti, tra gli altri, anche mense e biblioteche: le ospitano rispettivamente un edificio su tre e uno su due.
PIU' AMMESSI A ESAMI TERZA MEDIA,PROMOZIONI STABILI  - Aumentano gli studenti ammessi all'esame conclusivo del I ciclo d'istruzione, e si conferma la percentuale dei ragazzi, quasi la totalità, che supera l'esame. Anche se con una leggera flessione nel voto finale che passa al 7,4 dal 7,5 del precedente anno scolastico. Sono i dati pubblicati sul sito del Miur nel Notiziario sui risultati dell'ultimo esame di terza media. In particolare, gli studenti ammessi all'esame nell'ultimo anno scolastico (2011/2012) sono stati il 96,3%, contro il 95,9 dell'anno 2010/2011. Un dato che conferma una tendenza in rialzo del tasso di ammissione già registrata a conclusione del precedente anno scolastico, quando la percentuale di alunni ammessi all'esame era aumentata di mezzo punto percentuale. E tra gli ammessi, quasi la totalità supera l'esame (99,6%), in linea con il risultato dell'anno scorso, quando i promossi furono il 99,7%. La percentuale dei ragazzi ammessi all'esame fa registrare leggere differenze da regione a regione, maggiori difficoltà degli studenti stranieri, anche se il gap con gli italiani si riduce progressivamente, una sostanziale conferma del voto medio e della maggiore propensione delle ragazze a raggiungere risultati migliori.
STUDENTI POCO INFORMATI SU FENOMENI SISMICI  - Solo il 38% degli alunni di Campania e Calabria e il 50% dei loro genitori sa che i terremoti non si possono prevedere. Inoltre solo il 23% degli studenti e il 26% degli adulti "é informato sulla zona sismica del proprio comune". E' quanto emerge da un'indagine sulla conoscenza e la percezione del rischio sismico, presentata oggi a Roma da Cittadinanzattiva e dal Dipartimento nazionale della Protezione civile, che ha coinvolto un campione di 2 mila persone, tra alunni e genitori di Campania e Calabria, due regioni a "marcata pericolosità sismica". In generale, pochi tra gli intervistati si fidano della sicurezza dell'edificio scolastico frequentato: il 60% di genitori e studenti non è sicuro che la struttura possa reggere a un terremoto. L'80% degli studenti afferma di aver partecipato alle prove di evacuazione della propria scuola nell'ultimo anno, legate soprattutto al rischio sismico e non per fronteggiare un eventuale incendio o un'alluvione (si tratta, in quest'ultimo caso, del 6% degli alunni della scuola primaria e del 3% di quelli della secondaria). Infine, il piano comunale di emergenza è conosciuto dal 20% dei genitori e dal 32% degli studenti, mentreßle aree di attesa predisposte nella città in cui si vive sono note al 25% degli adulti e al 32% dei loro figli.
GABRIELLI, PER EMERGENZA EDILIZIA SERVONO INTERVENTI  - "L'emergenza 'edilizia scolastica' deve essere affrontata con interventi strutturali: è decisivo fare una scelta. I soldi sono quelli che sono, se c'é la volontà di porre la scuola al vertice delle preoccupazioni i pochi fondi si destinino a questo tipo di intervento". Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, in occasione della presentazione a Roma del rapporto "Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici" di Cittadinanzattiva. La crisi economica, ha sottolineato Gabrielli, fa capire che "non si può più spendere più di quanto si ha. Come avviene in famiglia, anche con le finanze pubbliche bisogna fare una scelta" e decidere su cosa investire.
CONCORSO; PROFUMO, PROVA PRE-SELETTIVA A DICEMBRE  - Cinquanta quesiti: 7 per la parte informatica, 7 per quella linguistica e 36 per sondare gli aspetti logico-deduttivi; un minuto per rispondere a ciascuna domanda. Sarà formulata così la prova preselettiva del concorso per insegnanti il cui bando verrà emanato il 25 settembre, un giorno dopo rispetto a quanto annunciato finora. Lo ha spiegato il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, in un'audizione alla commissione Istruzione della Camera. La prova preselettiva è prevista a dicembre. "Non sarà di settore - ha spiegato Profumo - ma unica perché dobbiamo valutare alcune caratteristiche di base: capacità logica e capacità deduttiva. Ma nello stesso tempo dobbiamo allineare la nostra scuola alle direttive europee e dunque ci sono due elementi da considerare, quello linguistico e quello dell'alfabetizzazione informatica". Il test sarà gestito in modo che le persone possano avere il risultato immediatamente e ai candidati verrà messo a disposizione un esercitatore (un insieme di tutti i test attraverso i quali si costruirà poi la 'batteria' da proporre durante la prova). Dopo la prova pre-selettiva ne sono previste altre due: una di competenza (in alcuni casi solo scritta, in altri anche pratica) e un'altra di "attitudine" rispetto al rapporto con gli studenti (con il sorteggio di un argomento per una lezione). Il ministro ha quindi confermato che saranno ammessi al concorso gli abilitati e che domande e curricula dovranno essere inviati attraverso il sito del Miur. Entro l'estate sarà conclusa l'operazione concorsuale e il numero dei vincitori sarà pari al numero dei posti a concorso.
Costerà in totale circa un milione di euro il nuovo concorso per reclutare insegnanti. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, nel corso dell' audizione in commissione Cultura alla Camera. Circa 70-80 mila euro - ha spiegato il ministro - saranno i costi per le procedure. A questi bisogna aggiungere poi quelli per le commissioni
ansa.it

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