lunedì 25 novembre 2013

Roma, bilancio a rischio, bagarre in aula: volano ceffoni e una gomitata al sindaco

L’immagine di Rossin che colpisce il sindaco e, pare, poi anche un consigliere di Sel, Peciola, intervenuto in difesa di Marino, ha avuto un effetto boomerang colossale.

Il favore più grande alla maggioranza l’ha fatto Dario Rossin, consigliere di Fratelli d’Italia : precipitandosi nel banco della presidenza per strappare il microfono al presidente Mirko Coratti, ha colpito con una gomitata sulla testa il sindaco Ignazio Marino. Su Youtube già c’è il video (urla, fischi, slogan «vergogna, vergogna»). Si vede anche un esponente del Nuovo Centrodestra, Pomarici, che fa gesti plateali rivolti al pubblico e prende a male parole il gruppo di M5S, reo di non partecipare alla bagarre («decidiamo noi cosa fare» gli risponde impassibile nel video il capogruppo grillino De Vito). Fino a quel momento la minoranza - Onorato, Lista Marchini, Fratelli d’Italia e Nuovo Centrodestra - era riuscita a rallentare l’inizio dei lavori del consiglio comunale domenicale. La Lista Marchini, in particolare, aveva mostrato i muscoli - in questo caso del tutto democratici - con vistosi scatoloni pieni di emendamenti, delibere e ordini del giorno.

ilmessaggero.it di Mauro Evangelisti e Michela Giachetta.
Seduta sospesa, Marino è uscito e si è messo una borsa con il ghiaccio sulla fronte mentre il suo predecessore, Gianni Alemanno, è andato a sincerarsi delle sue condizioni (ovviamente l’ex sindaco in questa vicenda non ha alcuna responsabilità). Rossin si è scusato, ripeteva a tutti che non l’aveva fatto apposta, «una gomitata involontaria», a sua insaputa, (su Twitter tormentone sul moviolone). Marino, al ritorno in aula, ha dato un’altra versione: «Non è stata involontaria. Mi ha dato una gomitata. Ho un bernoccolo in testa. Non ho visto chi fosse. Ho visto solo una figura urlante che usava turpiloquio. Non so chi sia e non sono neanche intenzionato a conoscerlo».


La relazione Comunque sia, a quel punto, erano le 21.30, in minoranza hanno deciso che forse per ieri sera di immagini di Roma per Youtube ne erano state prodotte a sufficienza e hanno lasciato parlare l’assessore al Bilancio, Daniela Morgante, che ha illustrato la manovra e ha spiegato che la situazione ereditata, a metà legislatura, era di «uno squilibrio nel 2013 pari a 815 milioni ed è stata gestita in assenza di un bilancio di previsione approvato nel termine naturale del 31 dicembre del 2012». L’assessore ha elencato le opportunità offerte dal decreto Salva Roma per limitare i danni («Inserire 115 milioni di euro nella massa passiva della Gestione Commissariale»). Ancora: «Si consente a Roma Capitale di subentrare nei crediti della Gestione Commissariale verso le società che erano partecipate dal Comune di Roma».

Sulle tasse che, per ora, non aumentano: «Nonostante la situazione di grave criticità finanziaria rilevata e pur con la estrema difficoltà di intervenire soltanto negli ultimi mesi dell'esercizio, trovandosi di fronte una spesa già di fatto impostata dalla precedente amministrazione e sensibilmente eccedente rispetto alle risorse disponibili, questo progetto di bilancio è riuscito nell'obiettivo di coprire tutte le spese obbligatorie senza alcun aumento tributario». 

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