domenica 24 novembre 2013

La rete delle città solidali e ribelli: “Cambiare in Comune”.



Scrivere un “nuovo pentagramma del comune”. E’ questa l’ambizione che hanno le liste di cittadinanza che si ritroveranno a Pisa dal 22 al 24 novembre, per una iniziativa assolutamente inedita, ma al tempo stesso capace di tenere insieme propositività e conflittualità radicate nei territori e una voglia di cambiamento radicale rispetto alle politiche di austerità europee che nel nostro Paese assumono la forma delle larghe intese.

micromega di Monica Pasquino
E’ questo il filo che esperienze molto diverse tra di loro proveranno a cucire insieme in questa tre giorni pisana: da Cambiamo Messina dal Basso che ha vinto le recenti elezioni amministrative con Renato Accorinti alla Repubblica Romana di Sandro Medici; dalle tante città che hanno scelto, non a caso, l’espressione “bene comune” per caratterizzarsi come nei casi di Ancona, Imperia e Brindisi alle toscane Sinistra per Siena, una città in comune di Pisa e per un’altra città di Firenze; per arrivare ad Appello per l’Aquila e alle liste di Brescia e Feltre.
L’obiettivo è quello di mettere in comune buone pratiche amministrative, per creare forme di cooperazione, per costruire risposte plurali ma collettive alla crisi economica, sociale e democratica che colpisce sempre più i comuni e i suoi abitanti, stretti tra i tagli agli enti locali e i vincoli feroci dei patti di stabilità. Nessun “partitino delle città” all’orizzonte ma l’ambizione di praticare e diffondere nel nostro paese una contagiosa “eresia amministrativa” per cui a decidere del futuro delle città non siano le clientele e i grandi interessi immobiliari, ma i quartieri e le comunità.

L’idea è quella di ribaltare la prospettiva con cui si è abituati a vedere “governati” i comuni, assumendo prioritariamente lo sguardo e i bisogni di coloro che più sono a rischio di esclusione sociale (migranti, bambin*, precar*, disoccupat*, sfrattat*, cassaintegrat*, student* e anzian*), per trasformare le città in veri luoghi di incontro tra culture diverse, in cui tutte e tutti siano realmente “primi cittadini”.

La libertà e l’indipendenza dai “poteri forti”, a partire da quel trasversale partito del mattone che sta mangiando le nostre città, sono uno dei tratti costituenti di queste esperienze che a Pisa proveranno a mettersi in rete, avviando un percorso per coinvolgere anche tutte quelle esperienze sociali e politiche che stanno discutendo se candidarsi alle elezioni amministrative del 2014.

La tre giorni inizia venerdì sera, con una discussione su beni comuni, giustizia sociale, autogoverno, con Grazia Naletto, Livio Pepino e Guido Viale. E continua sabato mattina con un confronto sulle eresie amministrative, con Sandro Medici e Ornella De Zordo; a seguire tre tavoli paralleli per elaborare proposte concrete su Spazi della città #casa #patrimonio #alienazioni, Servizi della città #trasporti #acqua #rifiuti e Bilancio della città #debito #stabilità #tassazione. Domenica mattina l’incontro si conclude con un’assemblea plenaria.

Cambiare in comune è oggi sempre più necessario: una necessità che può diventare possibilità, solo grazie ad alternative concrete fondate sulla partecipazione, la trasparenza, e la rottura di quelle compatibilità politiche che stanno distruggendo la democrazia del nostro paese.

E proprio la definizione di alternative concrete sarà al centro di questa tre giorni pisana: un appuntamento di “lavoro” per definire insieme delle campagne che da Nord a Sud, da Imperia a Messina, possano da un lato contribuire a migliorare la qualità della vita delle cittadine e dei cittadini e dall’altro essere un fattore politico che incide sulle politiche nazionali.
Diritto all’abitare, gestione del territorio, utilizzo del patrimonio pubblico e privato abbandonato, gestione dei rifiuti, scuola, beni comuni, trasporto pubblico, tassazione, bilanci sono i temi su cui si incentrerà il confronto per elaborare azioni e proposte da portare da subito dentro e fuori le aule consiliari in tutte le città.

L’altra musica che si vuole portare avanti all’interno del Comune, dove il potere della Giunta e del Sindaco è sempre più accentuato a fronte di uno svuotamento delle funzioni del Consiglio comunale, suona dentro e fuori le sedi istituzionali e compone una melodia che propone una diversa idea e pratica della rappresentanza.

INFO: unacittaincomune.it/laltra-musica/

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