venerdì 13 dicembre 2019

Clima. Ascoltiamo la scienza, è ora di agire per fermare il cambiamento climatico.


Ascoltiamo la scienza, è ora di agire per fermare il cambiamentoMercoledì è stata nominata dal Time persona dell’anno. Dopo essere intervenuta alle Nazioni Unite a Washington è tornata in Spagna, sempre viaggiando in barca, per la conferenza Cop25 di Madrid.

“Siamo disperatamente alla ricerca di segnali di speranza” ha detto Greta.

“Ho fatto molti interventi e ho imparato che quando parli in pubblico, per attrarre l’attenzione, devi iniziare con qualche cosa di personale o di emozionale dicendo cose come “la nostra casa è in fiamme”, “voglio che voi andiate in panico” e “come vi permettete!”.
Ma oggi non lo farò, perché queste sono le frasi sui cui tutti si concentrano. Non si ricordano i fatti, la vera ragione per cui dico queste cose all’inizio dei miei interventi”.
Tra i fatti che è opportuno ricordare quando si parla di clima, vi sono i risultati degli studi che ha fatto negli anni ’90, Benjamin Santer, un climatologo del Lawrence Livermore National Laboratory in California, contribuendo in modo decisivo all’evidenza dell’impronta dell’attività umana sul clima.
Ricordiamo che la questione del cambiamento climatico, in particolare del riscaldamento globale del pianeta, non è tanto che la temperatura del pianeta possa cambiare nel tempo, questo è successo in tempi scala medio-lunghi (dalle decine di migliaia ai milioni di anni), bensì il fatto che non vi è mai stata in tutta la storia del pianeta terra, una variazione così rapida della temperatura come ai giorni nostri.
Durante le glaciazioni la temperatura variava di 1 grado ogni mille anni, nell’ultimo secolo è salita di 0,8 gradi (8 volte di più), e oggi sta salendo di 0,15-0,20 gradi ogni dieci anni, 20 volte di più!

Esiste poi fortissima correlazione fra l’andamento della temperatura e la quantità di gas serra, principalmente CO2. I due grafici seguenti lo mostrano chiaramente. Il primo mostra la concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera negli ultimi 400.000 anni, il secondo l’andamento della temperatura media nello stesso periodo. Attenzione: la scala dei tempi è rovesciata, lo zero corrisponde a oggi e via via che si va a destra si va indietro nel tempo.
Notate la perfetta corrispondenza tra gli aumenti della CO2 nell’aria e gli aumenti della temperatura? Notate il picco della CO2 all’estrema sinistra del primo grafico? Quel picco ripidissimo e anomalo, corrisponde all’ultimo secolo della crescita industriale e, guarda caso, alla corrispondente rapidissima crescita della temperatura: nell’ultimo grafico, quello della temperatura, questo picco nemmeno è visibile a causa della scala compressa, ma un aumento di circa 0.8 gradi diventa visibile appena la scala viene espansa.
geograft.com
Una correlazione così forte, che si estende per centinaia di migliaia di anni, non può essere casuale. In linea di principio, però, una correlazione non stabilisce chi è la causa e chi è l’effetto: è l’immissione dei gas nell’atmosfera, originata dall’attività umana, la causa dell’aumento della temperatura, oppure è il riscaldamento naturale del pianeta che aumenta la CO2 nell’atmosfera liberando gas serra intrappolati nel suolo o negli oceani ?
Questa obiezione è stata considerata da Santer e lo ha spinto a studiare l’andamento nel tempo della temperatura delle diverse parti della colonna atmosferica. L’idea è piuttosto semplice: se la causa è il riscaldamento del pianeta terra da parte del sole e la conseguenza sono i gas serra nell’atmosfera, la colonna atmosferica dovrebbe seguire l’andamento termico del pianeta.
Viceversa, se il riscaldamento è dovuto all’inserimento dei gas serra nell’atmosfera creando un sottile velo in grado di intrappolare nella troposfera, la parte bassa dell’atmosfera, parte della radiazione emessa dalla terra, l’andamento della temperatura della parte alta dell’atmosfera, la stratosfera, dovrebbe essere diverso, in quanto non sarebbe raggiunta dalla una parte dell’emissione termica.
Santer trovò in effetti che negli ultimi cinquant’anni, mentre la temperatura della bassa troposfera cresceva al ritmo della temperatura della terra (grafico di sinistra nell’immagine seguente), la temperatura della bassa stratosfera scendeva, in totale controtendenza con il riscaldamento del pianeta.
I grafici dell’immagine seguente sono stati aggiornati fino al 2012: si nota la presenza di alcuni picchi nel grafico della stratosfera, corrispondenti a eruzioni vulcaniche che immettono polveri nella stratosfera causando un rapido, ma temporaneo, aumento della temperatura della stratosfera per un effetto schermante analogo al quello della CO2.
Santer et al. 2013
Questo studio fece scalpore negli anni ’90, perché le sue implicazioni erano chiarissime: esiste un’impronta nella struttura termica dell’andamento della temperatura nella colonna atmosferica che dimostra che la causa del riscaldamento del pianeta, nell’ultimo secolo, è dovuta all’immissione dell’atmosfera dei gas serra da parte dell’uomo e non viceversa.
Inutile dire che Santer fu violentemente attaccato per questi risultati, che però furono rapidamente accettati dalla stragrande maggioranza della comunità scientifica internazionale.
Per i suoi meriti scientifici Santer fu nominato presidente del gruppo di lavoro che nel 1995 scrisse l’ottavo capitolo del secondo rapporto IPCC, che si concludeva con l’affermazione che “è riconoscibile un effetto dell’attività umana sul clima”.
Più di vent’anni fa la scienza aveva già fatto la sua parte nel riconoscere e denunciare cosa stava accadendo al clima a causa del comportamento irresponsabile dell’ uomo. Un quarto di secolo è passato, abbiamo perso tanto, forse troppo, tempo prezioso.
Greta e tutti i ragazzi che la sostengono nei venerdì per il futuro ce lo stanno ricordando. È davvero giunta l’ora di agire, ascoltando la scienza.

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