martedì 30 luglio 2019

Precariato nel pubblico impiego, l'Ue mette in mora l'Italia

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La Commissione dell'Unione Europea, come si legge nel documento ufficiale pubblicato nei giorni scorsi, ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora all'Italia, “Paese in cui i lavoratori del settore pubblico non sono tutelati contro l'utilizzo abusivo della successione di contratti a tempo determinato e la discriminazione come previsto dalle norme dell'UE (direttiva 1999/70/CE del Consiglio)”. Attualmente la legislazione italiana, infatti, scrivono da Bruxelles, "esclude da questa protezione diverse categorie di lavoratori del settore pubblico", tra cui gli insegnanti e il personale Ata.
“L'Italia – spiega il presidente di Anief Pacifico - non ha predisposto garanzie sufficienti per impedire le discriminazioni in relazione all'anzianità di servizio maturata durante il periodo di precariato o in costanza di contratti a termine: i precari non hanno le progressioni di carriera; anche questa è una delle storiche battaglie portate avanti dal nostro sindacato e la Commissione ci ha dato ragione anche su questo punto”.
La Commissione UE, quindi, “invita le autorità italiane a conformarsi pienamente alle pertinenti norme dell'UE.
L'Italia dispone ora di due soli mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato”.

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