mercoledì 27 settembre 2017

Mafie nel Lazio. I roghi sul litorale romano.

Si spara sul litorale romano. Anzio, Nettuno, Ardea sono, da anni, al centro di una lotta per il controllo del territorio. Criminalità organizzata che arriva dalla Capitale e 'ndrine che arrivano dalla Calabria hanno, dagli anni '70, messo le mani sul litorale a sud di Roma.

repubblica.it Eugenia Belvedere
eugenia belvedere 2 Traffico internazionale di droga dal Sud America, truffe, estorsioni, i reati sono tanti e diversificati, come sono diversificati gli investimenti che le mafie hanno sul territorio. Stabilimenti balneari, appalti edilizi, assicurazioni, le infiltrazioni non si contano più, come non si contano più gli strani incidenti che capitano a commercianti e politici locali.
Colpi di pistola e di fucili esplosi contro negozi e cancelli di casa o automobili date alle fiamme. Il 7 luglio a  via Romana a Nettuno due uomini arrivati con lo scooter e con il volto coperto da caschi integrali hanno sparato due colpi di fucile contro un negozio. Tutta la scena è stata ripresa dalle telecamere di sicurezza dell'esercizio commerciale. Il comune di Nettuno, sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2005, è anche il comune di residenza di numerosi Gallace, famiglia 'ndraghestista proveniente dalla Calabria i cui membri sono stati condannati ad un totale di 320 anni, con sentenza di primo grado nel 2013 del tribunale di Velletri, per associazione mafiosa. Primo processo per mafia che si è svolto sul territorio laziale.

Per Anzio la situazione non è migliore, una recente relazione della direzione antimafia di Roma evidenzia: il comune è contaminato da clan mafiosi. Anche qui stabilimenti balneari abusivi, ristoranti, bar e un forte giro gestito da cosche cugine ai Casalesi e ai Gallace con l'avvallo anche dei Casamonica. Insieme agli spari ad Anzio si avverte anche con le auto date alle fiamme. Due automobili, risultate poi rubate, sono state incendiate davanti all’ingresso del centro di stoccaggio della Camassa Ambiente, in zona Spadellata ad Anzio.
Si tratta della sede della società di raccolta rifiuti di Anzio, che dopo l’interdizione antimafia della procura di Bari è stata Commissariata e che oggi porta avanti un contrastatissimo e carente servizio di pulizia della città. Il vice sindaco Giorgio Zucchino, dopo aver visto l'anno scorso la sua Mercedes andare in fiamme, ha ricevuto recentemente due proiettili in una busta chiusa.
Proiettili come quelli che molti commercianti si sono visti esplodere contro le vetrine dei propri  negozi, alla base, forse, una richiesta di pizzo non sempre pagata. Sotto la lente degli inquirenti anche l’assessore ai Lavori Pubblici Alberto Alessandroni (sempre FI), concessionario da anni del campo del Falasche calcio, società che ha presieduto: finì in un’indagine delle fiamme gialle per fatture gonfiate della sua società. Nel 2015 hanno sparato contro il portone di casa sua mentre era in vacanza con la famiglia. Anche l'assessore Placidi ha subito lo stesso trattamento: una raffica di proiettili contro il cancello di casa.
Ad Ardea al giornalista Luigi Centore hanno bruciato per ben tre volte l'auto. Ma è in buona compagnia, a febbraio di quest'anno veniva distrutta dalle fiamme la vettura del figlio dell’ex assessore all’Ambiente del comune di Ardea, Cassio Roccafiorita. Nel marzo del 2016 un intero stabilimento, il Nautilus, è andato distrutto in un incendio, risultato poi doloso. Dal 2009 inoltre sono state commesse numerose intimidazioni ai danni di politici locali. Due auto date alle fiamme del consigliere Marcucci, nell'ottobre 2013 veniva colpita da un nuovo attentato incendiario l'auto del presidente del Consiglio comunale di Ardea e l'auto dell'ex comandante della stazione dei carabinieri di Tor San Lorenzo, Giustini.
Nel dicembre 2013 il consigliere del Pd Abate riceveva una lettera minatoria che lo invitava a dimettersi. Nel febbraio del 2014 veniva compiuto un attentato incendiario ai danni dell’attività commerciale del consigliere comunale di maggioranza Fabrizio Aquarelli. Nel marzo 2014 veniva incendiata l’auto dell’assessore pro tempore Nicola Petricca. Il sindaco Luca Di Fiori dopo un tentativo fallito di bruciargli l'auto si è visto recapitare a casa una carcassa di maiale.

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