mercoledì 28 febbraio 2018

Libro. Il lavoro oggi è totalizzante. Ma che fine ha fatto la 'forza lavoro'?

Un libro di Roberto Ciccarelli ('Derive Approdi') indaga su questo 'fantasma' dell'era moderna digitalizzata...



Glass cutters at their wheels, c1870. The vessel to be cut is held against a rotating wheel powered by steam through belt and shafting.
Il concetto del 'lavoro' oggi è totalizzante. Eppure la 'forza lavoro' è invisibile. Inghiottita dalla precarietà, asfaltata dal vuoto di rappresentanza, rimossa dalle frustrazioni politiche, 'Forza lavoro', questa sconosciuta, è il tema e titolo del libro di Roberto Ciccarelli (Derive Approdi).
Una riflessione sul 'lato oscuro della rivoluzione digitale' che naturalmente rispolvera Marx per ripassare nozioni che nel dibattito pubblico vengono di solito relegate al passato, ma che possono essere utili a far riemergere ciò che comunque, nonostante la digitalizzazione, muove il mondo: l'uomo e la sua 'forza lavoro'.
"Sembra che il lavoro si produca da solo - scrive l'autore presentando il testo - le merci appaiano misteriosamente nelle nostre case, il denaro sia l'incarnazione della volontà matematica di un algoritmo di un algoritmo. Al lavoratore, che pure lavora, si dice che la sua attività non ha un significato oltre la mera esecuzione". E invece?

E invece, malgrado sia sempre meno garantito, il lavoratore c'è. Nonostante la galoppante automazione, il motore del mondo continua a essere lui: a meno che non vogliamo arrenderci ai robot. Proprio per escludere questa ipotesi, l'analisi di Ciccarelli va a rinfrescare concetti che la modernità confina nella filosofia separata dalla realtà, li riporta nell'attualità per provare ad riscoprire il "rapporto politico" insito nel concetto di forza lavoro. Solo intendendosi così, infatti, la 'forza lavoro' può scoprire la propria potenza e metterla in azione. Potenza, "Arbeitsvermogen", ovvero "'capacità di lavoro', potere di fare qualcosa. In 'Vermogen' - scrive l'autore - Marx individua una potenzialità, o dynamis, il principio del movimento o di qualsiasi cambiamento in un altro essere".
Dal rapporto di lavoro subordinato, il testo viviseziona le nuove forme del lavoro moderno: quello autonomo, il freelance, le start up, la sharing economy e le sue ambivalenze. E in generale scava dentro la rivoluzione digitale che "potenzia oltre modo la sensazione di sovranità", alimenta "l'impressione che il mondo si muova in base alle scelte di un individuo", spinge a cercare il "contatto permanente con un supporto che non permette di vedere il lavoro degli altri e lo trasforma in un servizio personalizzato".
Il lavoro e la sua forza così scompaiono. Soluzioni? "La vita resta aperta a ogni determinazione, anche quando sembra non averne più nessuna in una rivoluzione digitale che ambisce a ridurre l'imprevisto a un'automazione - conclude Ciccarelli - Non sappiamo mai quale sia la potenza, come si acquisisce, dove cercarla. E tuttavia questa potenza è all'opera, altrimenti noi stessi non saremmo in vita. Se non ci sforziamo di diventare attivi, non lo sapremo mai".

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