giovedì 16 maggio 2019

La battaglia contro i nostri corpi è appena cominciata, ma noi ci stiamo già allenando

 

dinamopress 
di Vane Bix

Se da Casal Bruciato svolti su via Tiburtina sembra mancarti il respiro. In pochi quadranti si esemplifica un disegno globale della nuova destra populista tra sgherri neofascisti e cartelloni di fondamentalisti cattolici
Finisco la palestra a Casal Bruciato, proprio il quartiere in cui Casa Pound ha provato a cacciare una famiglia dalla sua casa popolare perché non italiana. Ho i capelli bagnati e sono in motorino, scorro sulla strada. Penso «e se ci fosse qualcuno che simpatizza con quelle azioni qui intorno?». Poi davanti a me compare un cartellone di diversi metri, un feto gigante e una scritta: «Cara Greta, se vuoi salvare il mondo salviamo i cuccioli d’uomo»
.
L’associazione Provita ha ristampato il cartellone in vista della sua marcia per la vita del 18 maggio, ed è lì di fronte a me mentre aspetto che scatti il verde. Offensivo per me, donna che non ha ancora avuto figli, offensivo per le donne che ne hanno avuti, per le donne che non ne possono avere, per le donne che hanno deciso coscientemente di non averne. Offensivo per le giovani donne che scendono in piazza per salvare il pianeta e con esso tutte le creature che in questa terra vivono.
C’è un filo rosso che corre dall’Alabama fino alla via Tiburtina, un filo rosso che lega gruppi di estrema destra e cattolici fondamentalisti, un filo rosso che tiene insieme leader-maschi neoautoritari e i loro sgherri offline e online, dall’Europa agli Stati Uniti, dall’India all’America Latina. Questa intesa macabra, che si è palesata nel congresso di Verona, vuole imporre il controllo sui corpi delle donne e fermare la libera circolazione delle persone.
Fermare e bloccare i corpi: da un lato i corpi delle donne, dall’altro i corpi in fuga. È tutto qui il senso dell’autodeterminazione: poter decidere liberamente sul proprio corpo, su ciò che si è, niente di diverso dal proprio corpo. Decidere se restare o partire, decidere se abortire o rimanere incinta, decidere di cercare lavoro in un altro paese o rimanere qui, avere accesso agli assorbenti così come alla contraccezione.
Se da Casal Bruciato svolti su via Tiburtina sembra mancarti il respiro. In pochi quadranti si esemplifica un disegno globale della nuova destra populista che lega sgherri neofascisti con i fondamentalisti cattolici per portare al potere i peggiori leader maschi autoritari. Casa Pound a Casal Bruciato, Forza Nuova all’università e Salvini che tuona da facebook alla tv.
Poi scendo dal motorino guardo meglio, c’è una staffetta sotto la casa popolare e un presidio di solidali per supportare la famiglia “non italiana”. Poco più giù alla Sapienza, alla fine di quella via Tiburtina, migliaia di studenti hanno accolto Mimmo Lucano e cacciato Forza Nuova, proprio vicino alle mura di San Lorenzo, dove a ottobre scorso Salvini non riuscì a entrare per fare la sua kermesse dopo l’omicidio e lo stupro di Desirè. E ancora striscioni in tutta Italia vengono appesi ai balconi.
Tolgo il casco, un cartellone di diversi metri è già stato rimosso a ottobre, non ci fa paura un nuovo cartello. La battaglia contro la libertà dei nostri corpi è appena cominciata, ma noi non abbiamo paura, ci alleniamo per questo. Tra Casal Bruciato, la Tiburtina e San Lorenzo.

Foto di copertina di Vittorio Giannittelli 

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