martedì 16 aprile 2019

Lavorare meno lavorare tutti. Domenico De Masi: "Lavorare meno è possibile, ma la sinistra non capisce. Il renzismo? Ha portato caos e analfabetismo".

Il sociologo a Libero: "Non si producono più bulloni ma idee", e manda un messaggio al Pd: "O si allea con i 5 stelle o Salvini governerà altri cento anni".

DOMENICO DE MASI "Ridurre l'orario di lavoro è possibile", anzi, indispensabile.
Ne è convinto il sociologo Domenico De Masi che, in un'intervista a Libero, spiega che la misura, per quanto difficile da applicare, sia necessaria e non debba essere accompagnata da una riduzione del salario. Uomo storicamente di sinistra, si rammarica del fatto che proprio a sinistra questo concetto non sia compreso.
Il riferimento che fa il sociologo è alle critiche che la Cgil ha indirizzato al presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, che aveva avanzato questa proposta.
Il mondo dell'occupazione è stato modificato radicalmente negli ultimi anni e proprio per questo ha senso la proposta della riduzione dell'orario di lavoro. De Masi spiega come e perché:
È cambiato il lavoro. Non si producono più bulloni ma idee. Riducendo il lavoro aumenta la produttività.
Un processo simile è avvenuto nell'industria:
Soprattutto. Perché adesso le nuove macchine saranno ovunque. Meno lavori più produci, perché l'uomo potrà solo far lavorare le macchine.

Non c'è nulla di nuovo nell'idea che lavorando di meno si produce di più. De Masi spiega che anche Giovanni Agnelli, nonno dell'avvocato Gianni, avanzò questa ipotesi. Ma i tempi non erano maturi per una rivoluzione simile.
Non solo lavoro ed economia. De Masi parla diffusamente anche di politica, e non risparmia critiche alla sinistra. L'ha sempre sostenuta, ricorda, e ha votato Zingaretti alle primarie del Pd. Nel 2013, però, si è avvicinato ai 5 Stelle per formare alcuni parlamentari che erano approdati in commissione lavoro senza l'adeguata preparazione. La sua scelta fu uno choc per il mondo della sinistra:
Mi hanno detto traditore, frivolo, rimbecillito. Mi divertivo a vedere le reazioni.
Poi la stoccata al renzismo:
Ha portato caos e analfabetismo: ma era un processo globale. Il liberismo è diventato neoliberismo. Tutti i professori, tutti i governi, tutti gli stati sono diventati neoliberisti. Ed è aumentato il divario tra poveri e ricchi
Sul Pd chiosa:
Con questi numeri o capisce che si deve alleare con il M5s (oppure) governerà Salvini per altri cento anni.

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