martedì 30 aprile 2019

Il «pomodoro da serbo» non va irrigato e si conserva fresco sino a primavera.

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I pregi di questo tipo di pomodoro, coltivato da sempre nel sud Italia, fanno sì che trovi spazio negli orti familiari. Il problema sta nella difficoltà di reperire la semente. 

II «pomodoro da serbo» è un ortaggio intimamente legato alla cultura alimentare del sud Italia. In passato questo ortaggio rappresentava l'unica fonte da cui si po­tesse attingere per il consumo fresco di pomodoro nel periodo autunno-invernale.

Non ha bisogno di irrigazioni, né di interventi antiparassitari e si conser­va allo stato fresco fino a primavera.

Questo pomodoro si trova prevalente­mente nelle regioni meridionali (Cam­pania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sici­lia) dove viene coltivato in piccoli ap­pczzamenti a partire dal livello del mare sino ai 500 metri di altitudine.

Di questo pomodoro si conoscono di­versi tipi che si differenziano principalmente per la forma (rotondeggiante, ovoidale, piriforme) e per il peso (che può aggirarsi dai 10 ai 25 grammi del frutto) sempre di colore rosso intenso. 


Rispetto alle altre varietà coltivate dello stesso ortaggio, ha un maggiore contenuto di composti an­tiossidanti (vitamina C, licopene, ecc.).




La peculiarità di questo pomodoro è quella di essere tradizionalmente coltiva­to «in seccagno», cioè senza l'utilizzo dell'irrigazione, fattore molto importante perché la scarsità di acqua rappresenta uno dei principali problemi che affliggo­no i Paesi caldo-aridi, il risparmio d'ac­qua ottenuto dal non irrigare si traduce, anche, in un risparmio economico non indifferente. 

Altra caratteristica impor­tante è quella che non richiede interventi antiparassitari o con prodotti diserbanti perché lo sviluppo delle erbe infestanti in assenza di acqua è molto contenuto.


Poi, come si diceva all'inizio dell'arti­colo, grazie al notevole spessore della pol­pa e alla sua elasticità, la disidratazione è molto limitata e quindi si può consumare il frutto allo stato fresco fino a primavera. La conservazione dei pomodori avviene in luoghi asciutti, freschi e ben arieggiati.
Perché è poco coltivato nonostante i molti pregi. 



Le basse rese (in un ettaro si producono circa 170 quintali di po-modororo, contro gli oltre 800 quintali del pomodo da industria), riconducibili al fatto che essa non viene irrigata, e gli elevati costi di manodopera nella colti­vazione, hanno determinato, a livello professionale, una graduale riduzione delle superfici coltivate. 

Quindi il rilan­cio e la conservazione del patrimonio genetico del «pomodoro da serbo» pas­sano per la coltivazione negli orti fami­liari anche se la difficoltà del reperimen­to del seme - è disponibile solo presso pochi agricoltori che lo riproducono per l'autoconsumo - è un fattore limitante.

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