martedì 30 aprile 2019

"Chi ha paura se la prende con le donne".

Intervista con Dacia Maraini. Lo stupro di Viterbo "un altro segnale del vento d'odio che spira nel Paese.

La scrittrice Dacia Maraini vede nello stupro di Viterbo un altro episodio di un'escalation di odio culturale e politico che sta permeando ambiti sempre maggiori del nostro Paese. "Sta tornando l'antisemitismo in maniera disgustosa, per esempio. Ma da sempre, storicamente, il primo oggetto del razzismo, del disprezzo dell'altro sono le donne. Chi ha paura se la prende con le donne".

Lo stupro di Viterbo è l'ennesimo caso di violenza sulle donne. Che siano stati due esponenti di CasaPound cambia la natura dello sfregio?
Credo che questo sia un momento in cui si esalta l'odio. Sta tornando l'antisemitismo in maniera disgustosa. Ma da sempre il primo oggetto del razzismo, del disprezzo dell'altro sono le donne. Storicamente chi ha paura, chi è debole se la prende con le donne. Ci sono teorie dei padri della chiesa che vedono la donna come un pericolo. Siamo dentro una nevrosi collettiva con giovani che non riflettono, che non ragionano. C'è un vento di irrazionalità che purtroppo sta soffiando e le prime vittime sono le donne.

Michela Murgia vede un vento fascista nel nostro Paese. È d'accordo? Cosa possono fare gli intellettuali?
Gli intellettuali dovrebbero lavorare sulla consapevolezza civile. Un lavoro complesso, non è un fatto didascalico. Non credo nei messaggi, nelle cose semplici. La cultura affronta la complessità, la violenza è una forma di semplificazione. Ridurre l'altro a nemico, a oggetto, a preda è una semplificazione. Sì, tira un vento fascista in Italia. Una cosa è dire fascismo come fatto storico, ma se lo usiamo come aggettivo, sì. L'intolleranza, il rifiuto delle istituzioni dei nuovi politici al potere che dimostrano disprezzo per il Parlamento sono forme di fascismo. Parlano tanto di popolo, ma i luoghi dove dovrebbero rappresentarlo sono le istituzioni. Una tendenza c'è.


Lo stupro di Viterbo si inserisce in un contesto di episodi che fanno discutere: il caso del servizio apologetico del Tg Rai Emilia Romagna su Predappio, la polemica sulla maratona negata ai runner africani a Trieste, Salvini che non partecipa alle celebrazioni del 25 aprile e invece va a Corleone. Con una maggioranza politica e un governo che guardano a destra, chi sta a destra si sente legittimato a pensare ed agire secondo certi valori?
Adesso si pensano e si dicono cose che prima non si sarebbero dette. Bisogna certamente combattere una battaglia culturale, ma poi c'è un piano legale: si devono applicare le leggi con più severità. La Costituzione condanna l'apologia del fascismo.

E la visita di Salvini a Corleone il 25 aprile?
Follia completa. La mafia si combatte un altro giorno, non sta né in cielo né in terra che un ministro della repubblica il 25 aprile faccia lotta alla mafia, c'è tutto l'anno per farla. Salvini ci dice che i nemici peggiori sono gli immigrati, sulla mafia lo sento parlare poco. Il 25 aprile il Paese si è liberato dal fascismo, è un fatto costitutivo dell'Italia democratica e deve valere per tutti.

Nessun commento:

Posta un commento