martedì 30 aprile 2019

Conosciamo il seme e come germina

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Nessuna descrizione della foto disponibile.Il seme è' vivo, è' una entità' vitale, che risponde agli stimoli esterni, programmata ad attivarsi con le condizioni idonee; può' vivere quindi germinare e portare a compimento le fasi di vita fino all'ultima (riproduzione) e può' anche lasciarsi morire (non germinare), se le condizioni non sono idonee.
Temperatura ottimale = crescita ottimale - dal seme alla pianta. 
Come germoglia un seme?
Basi di 'biologia spicciola' e per niente noiosa .... speriamo 
Quali sono le fasi di germinazione dei semini che avete tra le vostre mani?
Andiamole a vedere nel dettaglio, crediamo che più di una persona sia curiosa del 'mistero' racchiuso in una cosina piccola ed immobile come un semino.
Intanto facciamo conoscenza del nostro amico seme che è formato da;


A- tegumento, composto da testa e tegmen. Essi provengono da due strati che ricoprono l'ovulo ovvero la primina e la secondina.
B- l'embrione.
Questa è la parte che diviene presto visibile a tutti.
Possiede i cotiledoni ( le foglie) che si occupano anche di far 'scorta' di acqua e che presto vedremo quando spuntano dalla terra, con il loro fusticino.
Nell'embrione si intravede la miniatura della nuova pianta, incluse le radici.
Lo potete vedere bene, ad esempio, con un seme di peperone o di peperoncino messo controluce.
Vedrete la piantina con le foglioline e le radichette, arrotolata, in attesa di essere pronto per bucare il tegumento
C. L'endosperma
È un tessuto che contiene una riserva di cibo che permetterà alla pianta il vigore necessario per emergere letteralmente alla vita e di poter provvedere a se stessa mentre gli apparati si rinforzano e si rendono autosufficienti
È composto di proteine, carboidrati e trigliceridi ed altre componenti , ma non scendiamo nello specifico perché ci siamo riproposti di non annoiarvi 
Come nasce un seme?
Questo può rendersi molto interessante per farvi capire le fasi e come trattarlo in modo adeguato, così da avere le maggiori soddisfazioni possibile.
Un seme germina a seguito di più processi metabolici , che si iniziano / attivano attraverso l'assorbimento di acqua.
L'idratazione attiva quindi processi che permettono all'embrione di attivarsi, svegliandosi, e di produrre ed usare le sostanze già presenti (riserve) per far sì che si attivino e crescano tutti gli apparati necessari alla pianta per vivere in maniera autosufficiente.
Uscirà quindi dal terreno, usando moltissima energia, ed è un momento molto delicato.
Come emerge la piantina diventa immediatamente foto-sintetizzante.
La piantina utilizzerà le riserve di cui parlavamo sopra per accrescersi e rinforzarsi, dopo di che sarà in grado di essere completamente autosufficiente processando gli elementi del terreno ed attraverso la fotosintesi.
Fase 1.
Il seme assorbe l'acqua.
Lo fa rapidamente, ed inizia a crescere e gonfiare dall'interno.
Pensate ad un seme di fagiolo, per esempio, dopo averlo messo a mollo tutta la notte, che cambia aspetto ed assorbe l'acqua.
Fase 2.
È una fase di latenza , si attiva la fisiologia interna e la respirazione (anche i semi 'respirano' ossigeno e producono anidride carbonica)
Inizia a produrre proteine e metabolizzare le riserve di cibo ( super cibo)
Fase 3.
La cellula inizia ad allungarsi e dividersi, producendo le radichette e radice principale.
La radice principale è la prima cosa che emerge; infatti ha la funzione di ancorate la pianta ed assorbire acqua.
È come l'ancora per una barca.
Quando inizia ad arrivare l'acqua, ecco che emerge il fusto con in cima i cotiledoni, che possono essere già foglie (pomodoro) o diventarlo a brevissimo (es fagiolo)
Può emergere un due modi ( vedi prima foto ):
formando un uncino, in questo modo si trascina dietro I cotiledoni.
Così facendo perde anche il tegumento.
Come spunta, si stiracchia, si allunga, punta al sole ed apre le foglie, iniziando la fotosintesi.
Come il fagiolo.
Oppure come il pisello ( secondo esempio nel disegno / prima foto )

Tutti noi sappiamo che saranno quindi necessario le giuste quantità di acqua, ossigeno, luce, temperatura ed umidità per germinare.
Se non provvediamo a fornire le migliori condizioni possibili, le piante germineranno lentamente, a fatica, o non germineranno affatto.
Alcuni semi necessiteranno di un aiuto extra per il calore.
Ad esempio il peperoncino a 30C germinerà in circa 8 giorni ma già a 19C potrebbe andare facilmente in marcescenza.
Un tappetino riscaldante ed un termometro faranno al caso vostro e vi semplificheranno la vita.
Un seme di pomodoro a 30C sarà cotto, specialmente se abbinato ad umidità, mentre richiede 24C per la germinazione ottimale.
Ricordiamo che necessitano anche di umidità, appunto, durante questa fase, caldo umido.
Fate quindi attenzione a fornire le giuste temperature così da garantire che ci sia la giusta areazione per prevenire malattie ed agenti patogeni.
È altresì importante mantenere la corretta idratazione del terreno poiché le giovani pianticelle sono molto delicate e l'assenza di acqua, anche per periodi brevissimi, può essere letale.
L'idratazione dovrà essere via via sempre più profonda, in modo da stimolare le radici ad allungarsi e svilupparsi correttamente.
Radici superficiali producono piante deboli, un apparato ben sviluppato ci regala piante sane e forti, con un bell'apparato verde e tanti frutti.
Apparato radicale ed apparato apicale sono direttamente proporzionali, se è sano ed abbondante il primo, così sarà il secondo.
Ricordatevi che i bordi, in particolare modo dei contenitori, in condizioni normali tendono ad asciugare prima ai lati che non al centro, vi servirà come riferimento.
Troppa acqua non permette alle giovani piantine di sviluppare bene le radici, nel migliore dei casi, che resteranno fini e superficiali.
Nel peggiore dei casi svilupperanno marciume radicale e moriranno.
L'ultima fase prima di mettere le nostre pianticelle a dimora, che nel frattempo saranno cresciute, si saranno fortificate ed avranno delle belle foglie nuove ed un fusto solido.
A questo punto sarà necessario abituarle alle condizioni del campo.
Sono nate in casa, sono cresciute coccolate e con tutto ciò che gli serviva, ma ora devono conoscere l'esterno.
Andranno quindi esposte, in maniera graduale, alle condizioni definitive con le quali dovranno vivere.
Questo processo farà sì che le piante inizino a produrre nutrienti e carboidrati che li aiuteranno quando saranno esposti alle diverse temperature esterne, le fluttuazioni di temperatura tra giorno e notte, il vento, la differenza di aria, di idratazione e l'esposizione al sole diretto.
Preparare le piante, rinforzandole, prima del trapianto è un processo importantissimo: per le piante il trapianto è uno stress importante.
Si può iniziare abbassando la temperatura di qualche grado attraverso la ventilazione, anche ridurre l'irrigazione aiuta, naturalmente senza fare appassire le piante.
Non riducete la fertilizzazione.
Un altro modo, molto praticato, è quello di spostare all'esterno le piante per circa 7 giorni prima del trapianto. Naturalmente i primi giorni evitate il sole diretto, che può uccidere le vostre piante (anche voi preparate la vostra pelle per la prima giornata di sole, dopotutto (ma optate per una mezz'ombra. Giorno dopo giorno si abitueranno all'aria, a sostenersi con il venticello ed anche al sole.
Facendo questo avrete delle piante che, come dimostrato non solo dalla conoscenza popolare ma anche dalla scienza) saranno predisposte a produrre di più e saranno più forti.
Grazie per la lettura

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