sabato 27 ottobre 2018

Torna l'ora solare: lancette indietro di un'ora nella notte tra sabato e domenica.

Dalle 3.00 di mattina di domenica 28 ottobre si dovranno spostare indietro le lancette degli orologi. Si dormirà un'ora in più.



Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 ottobre tornerà la cosiddetta ora solare: precisamente alle tre di mattina di domenica 28 ottobre bisognerà spostare le lancette dell'orologio un'ora indietro.
Il cambio consente di usufruire di più luce solare al mattino, mentre il buio arriverà in anticipo, dato che il sole dalla prossima settimana tramonterà un'ora prima.
L'ora legale sarà di nuovo in vigore dal prossimo 31 marzo 2019.
Quello dell'ora solare/legale è un tema molto discusso: basti pensare che lo scorso agosto c'è stata una consultazione ufficiale della Commissione europea sul tema, conclusa con la vittoria di chi – soprattutto paesi nordici – chiede che l'ora legale venga abolita. Nelle prossime settimane la Commissione Europea dovrebbe formulare una proposta più precisa per abolirla.

Secondo le stime preliminari registrate da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, dal 25 marzo 2018, grazie proprio all'ora legale, ovvero a quell'ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l'uso della luce artificiale, l'Italia ha risparmiato complessivamente 554 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 205 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 290 mila tonnellate. Considerando che nel periodo di riferimento un kilowattora è costato in media al cliente domestico tipo circa 20 centesimi di euro al lordo delle imposte, il risparmio economico per il sistema relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 è pari a circa 111 milioni di euro.
Nei mesi di aprile e ottobre, prosegue Terna, si è registrato, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica. Ciò è dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate più "corte" in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell'intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un'ora, quindi, si ritarda l'utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono più lunghe rispetto ad aprile, l'effetto "ritardo" nell'accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Dal 2004 al 2018, secondo i dati elaborati da Terna, il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all'ora legale è stato complessivamente di circa 9 miliardi e 100 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 545 milioni di euro.

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