domenica 27 febbraio 2022

Scollegare la Russia da SWIFT significa autosabotarsi e dichiarare guerra a Mosca

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L’Unione Europea avrebbe tutto l’interesse di dialogare con la Russia e non precipitare ulteriormente la situazione. Invece il blocco europeo continua ad andare nella direzione contraria, quella auspicata dai falchi atlantisti. 

Così l’Unione Europea ha ufficialmente imposto sanzioni al presidente russo Vladimir Putin e al suo ministro degli Esteri, Sergey Lavrov, accusando entrambi di aver violato la sovranità dell'Ucraina dopo che Mosca ha lanciato un'operazione militare a sostegno delle due repubbliche recentemente riconosciute nel Donbass, e per la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina.

Mentre le sanzioni prevedono sia il congelamento dei beni che restrizioni di viaggio, non è ancora chiaro esattamente cosa comporteranno le ultime misure per Putin e Lavrov. 

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha ribadito nella giornata di venerdì che né Putin né Lavrov hanno beni al di fuori della Russia.

Il blocco delle 27 nazioni europee ha anche messo nella lista nera il primo ministro russo Mikhail Mishustin, il vice presidente del Consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev e il ministro degli affari interni Vladimir Kolokoltsev.

Anche i legislatori russi che non erano stati inclusi nella precedente lista di sanzioni sono stati presi di mira dalle misure sanzionatorie, ha affermato il capo della politica UE Josep Borrell ai giornalisti dopo una riunione a Bruxelles, sempre di venerdì. Un totale di 351 deputati della Duma erano già stati sanzionati per aver votato per riconoscere le due repubbliche secessioniste all'inizio di questa settimana.

"Il presidente Putin e il ministro degli Esteri Lavrov sono nella lista delle persone sanzionate insieme ai restanti membri della Duma che stanno sostenendo questa aggressione", ha detto Borrell.

Il cancelliere austriaco Karl Nehammer aveva affermato in precedenza che l'UE avrebbe presto lanciato il pacchetto di sanzioni "più duro di sempre", prendendo di mira direttamente il leader della Russia, anche se ha osservato che avrebbe evitato i divieti di viaggio, in quanto "questo non sarebbe appropriato se vogliamo dare una possibilità ai negoziati". Una precedente serie di sanzioni UE annunciate mercoledì è stata imposta ad altri alti funzionari russi, tra cui il ministro della Difesa Sergey Shoigu e il capo dello staff presidenziale Anton Vaino. 

Altri leader occidentali hanno imposto una lunga lista di sanzioni a Mosca per l'operazione in Ucraina, prendendo di mira importanti istituzioni finanziarie e cittadini russi.

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato sanzioni per il leader russo e il ministro degli Esteri di Mosca, mentre esortava gli alleati a tagliare fuori la Russia dalla rete di pagamenti internazionali SWIFT "per infliggere il massimo dolore al presidente Putin". 

Gli Stati Uniti hanno giurato di seguire l'esempio delle sanzioni personali, ma devono ancora includerle in un altro giro di sanzioni.

Forse i leader del blocco europeo non hanno ben compreso la gravità di queste sanzioni. Sanzionare il massimo dirigente della Russia equivale alla rottura dei rapporti diplomatici. Si tratta praticamente di una dichiarazione di guerra consegnata a Mosca. 

Possibile che non lo capiscano oppure è proprio questo che cercano? Vogliono lo scontro totale con la Russia? Dovrebbero spiegare ai cittadini europei perché si vuole arrivare a questo punto e soprattutto nel nome di chi e di cosa praticano questa escalation bellica che non aiuterà di certo a portare pace e benessere in Europa.

Russia disconnessa da SWIFT

Non ci sono solo le sanzioni personali contro i massimi dirigenti di Mosca. Nuove restrizioni riguarderanno le banche russe che sono state precedentemente aggiunte all'elenco delle sanzioni. L'elenco degli istituti di credito potrà essere ampliato. 

Un alto funzionario della Casa Bianca ha affermato durante un briefing che l'Unione Europea ha continuato a lavorare sull'elenco delle banche russe che sarebbero state disconnesse dal sistema internazionale di pagamenti interbancari SWIFT.

Secondo il funzionario, le banche che sono già cadute sotto le nuove sanzioni saranno in primo luogo disconnesse dal sistema. Spetta all'Unione Europea determinare l'elenco finale, poiché SWIFT rientra nella giurisdizione del Belgio.

Allo stesso tempo, gli Stati Uniti cercheranno di mantenere un certo numero di banche russe in SWIFT. In particolare si tratta delle banche che partecipano ai pagamenti per forniture di energia. Se viene effettuato un pagamento per i vettori energetici, sarà esente da restrizioni.

Cos’è il sistema SWIFT?

SWIFT opera a livello interbancario e ti consente di trasferire in modo rapido e sicuro i dati su bonifici, pagamenti e scambi di titoli su una rete speciale. Il suo nome sta per Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, l’organizzazione che funge da operatore di sistema. Ogni giorno, migliaia di istituzioni finanziarie in tutto il mondo, a cui è assegnato un codice univoco, inviano 42 milioni di messaggi di transazione tramite SWIFT. Allo stesso tempo, SWIFT stessa non possiede alcun patrimonio e non gestisce i conti dei suoi clienti: stiamo parlando di un sistema di scambio di dati molto flessibile e conveniente.

Le alternative a SWIFT

Esistono delle alternative al sistema SWIFT, quindi è teoricamente possibile fare a meno di SWIFT. Dal 2017, il Financial Message Transmission System (SPFS) è pienamente operativo in Russia, che la Banca Centrale Russa sta testando dal 2014. SPFS era originariamente focalizzato sugli utenti all'interno del paese, ma dall'anno scorso vi sono state collegate anche diverse banche bielorusse, una dell'Armenia e un’altra del Kirghizistan, e sono in corso negoziati con la Cina. Alla fine del 2020, il traffico di messaggi tramite SPFS ha superato il traffico SWIFT nei pagamenti nazionali e sono stati utilizzati altri canali oltre a questi sistemi.

C'è ancora un’altra alternativa per quanto riguarda i pagamenti internazionali. Di per sé, la possibilità di inviare bonifici dalla Russia all'estero e ritorno con una disconnessione da SWIFT non scomparirà, ha spiegato a Lenta.ru Evgeny Nadorshin, capo economista della società di consulenza PF Capital. I regolamenti transfrontalieri possono essere assicurati aprendo conti di corrispondenza diretta di banche russe con istituti di credito esteri che fungeranno da intermediari. Secondo l’economista, il sistema basato su conti di corrispondenza consente di sostituire facilmente SWIFT.

Tuttavia, le opzioni alternative a livello internazionale potrebbero essere scomode, ha spiegato Stanislav Murashov, analista della Raiffeisenbank. Se le banche russe perdono l'accesso al sistema, dovranno coordinare ogni transazione con i loro partner esteri: alla fine, i pagamenti continueranno a passare tramite SWIFT per comodità. È improbabile che le banche internazionali vengano persuase ad aderire al sistema russo, soprattutto nel contesto del confronto geopolitico.

Un rallentamento nell'elaborazione dei pagamenti (anche se essi stessi rimangono possibili) può diventare un problema per le imprese russe che lavorano con partner stranieri. Sarà più difficile per le aziende pagare per le materie prime importate o, al contrario, ricevere denaro per i loro beni e servizi. Considerando che i tempi dell'organizzazione dell'alternativa non sono chiari, le aziende potrebbero trovarsi in difficoltà finanziarie temporanee e anche i partner stranieri delle società russe si troveranno in una posizione incerta.

Le ripercussioni per l’Italia

Con questa mossa ci sarebbero conseguenza anche per il nostro paese, che ancora una volta andrebbe ad avallare misure che hanno l’effetto di auto-sabotare l’economia di Roma. 

L'esclusione della Russia dal sistema Swift, ha spiegato il ministro dell'Economia Daniele Franco, "è una questione di cui si è dibattuto. Si tratta di una misura importante. La preoccupazione di alcuni paesi tra cui l'Italia, ma non solo dell'Italia, è la possibilità di continuare a pagare il gas naturale russo".

Sarebbe un problema "se una sanzione dovesse interrompere la possibilità di pagare il gas e interrompere i flussi di gas per un paese come l'Italia che utilizza il gas russo per circa il 43% del suo fabbisogno e quindi il 15-16% del fabbisogno complessivo di energia. Ma anche altri paesi hanno percentuali analoghe. È chiaro che il venir meno subitaneo di tali forniture potrebbe essere un problema. Questa è la preoccupazione è questo è l'aspetto su cui si sta parlando. Non c'è alcuna divergenza sul fatto che le sanzioni debbano operare. Ma bisogna stare attenti a non creare situazioni in molti paesi che utilizzano il gas russo", ha concluso Franco.

Insomma, si tratta di una mossa non proprio saggia per i paesi occidentali, visto che la Russia ha opportunità alternative. I costi maggiori potrebbero essere pagati proprio dai paesi che implementano tale misura. Italia in particolare, bisognosa del gas russo. 

Senza dimenticare che la Russia, anche in questo caso, potrebbe interpretare la decisione come una vera e propria dichiarazione di guerra. 

Diversi anni fa, con i membri della NATO che valutavano se scollegare la Russia da SWIFT, Mosca avvertiva che una tale decisione sarebbe stata vista come una dichiarazione di guerra.

L'ex primo ministro russo Dmitry Medvedev dichiarava nel 2019 che scollegare la Russia da SWIFT sarebbe simile a "un colpo nello stomaco" e sarebbe "essenzialmente una dichiarazione di guerra".

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

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