sabato 26 febbraio 2022

NEL CUORE DELL’UCRAINA / I 13 BIO-LABORATORI MILITARI & SUPER SEGRETI DEGLI STATI UNITI

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Una delle tante domande in queste ore: La Russia sta distruggendo i centri di guerra biologica?

 di Andrea Cinquegrani

…Come abbiamo fatto giorni fa con la bollente situazione in Kazakistan (potete leggere l’inchiesta KAZAKISTAN / “FUGHE” & SEGRETI DEL SUPER BIO-LABORATORIO AMERICANO ), ora cerchiamo di leggere la seconda e più pesante crisi che deflagra nel cuore dell’ex impero sovietico con un’altra chiave di lettura, che può certo rappresentare uno dei motivi scatenanti dell’attuale crisi. Ci riferiamo ai laboratori virologici un tempo sovietici e ormai da molti anni passati sotto il controllo degli Stati Uniti, con un Pentagono che detta la sua legge.

Come si può ben capire, quindi, una bomba ad orologeria piazzata proprio in quei paesi, evidente spina nel fianco dei russi: come se in Florida oppure in California potessero spadroneggiare dei laboratori diretti dal Cremlino! Vi ricordate cosa successe a Cuba? Motivo ulteriore, perciò, per ritrovare uno dei moventi principali della super crisi proprio in quei laboratori impegnati nelle ‘biologic wars’.

Vediamoli, allora, più da vicino.

UN TREDICI PERFETTO

In Ucraina se ne contano almeno 13. Un ‘almeno’ che la dice lunga sulla totale segretezza che li circonda.

Ecco dove sono localizzati quelli ufficiali: 4 a Kiev, 3 a Leopoli, 1 a Odessa, 1 a Charchiv, 1 a Kherson, 1 a Ternopil, 1 a Uzhgorod e 1 a Vinnica. E’ il più alto numero di laboratori nelle ex repubbliche sovietiche e oggi controllati dagli americani: l’Ucraina, infatti, capeggia la speciale classifica davanti a Georgia, Azerbaigian, Armenia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia e Uzbekistan.

Scrive il giornalista d’inchiesta Marco Civitanova: “Questi laboratori, dove sono esclusivamente impiegati specialisti statunitensi con immunità diplomatica (pur non essendo diplomatici, ma tutti militari), dipendono direttamente dal ministero della Difesa Usa e sono comparsi in Ucraina durante la presidenza del filoatlantista Viktor Juschenko: il 29 agosto 2005, tra Pentagono e il ministero della Sanità ucraino venne stipulato un contratto di cooperazione per la prevenzione delle tecnologie proliferanti di agenti patogeni utilizzati nello sviluppo di armi chimiche”.

Spesso e volentieri, un ottimo ‘paravento’ per fare esattamente il contrario…

Continua Civitanova: “Il finanziamento di questi centri raggiunge i 2 miliardi di dollari, erogati da DTRA (‘Defence Threat Reduction Agency’). Partecipano al progetto anche lo STCU (‘Science and Technology Center in Ukraine’), un’organizzazione intergovernativa che, ufficialmente, è preposta al controllo della non-proliferazione delle armi nucleari, chimiche e biologiche; nonché le maggiori compagnie che costituiscono il cartello farmaceutico globale (il cosiddetto ‘Big Pharma’): Bavarian Nordic, Cangene Corporation, Dor BioPharma Inc., Dyport Vaccine Company Llc, Elusys Therapeutics Inc., Emergent BioSolutions, Hematch Inc., Humane Genome Sciences Inc., NanoViricides Inc., Pfizer Inc., PharaAthene, Siga Technologies Inc., Unither Virology Llc.”.

Come si vede dai nomi, non poche sigle si occupano di virus & vaccini, in pole position, naturalmente, Pfizer superstar.

E ancora: “L’attività dei laboratori è svolta al di fuori dei confini statunitensi, è gestita dal Pentagono (vale a dire un’istituzione militare, non sanitaria), è tenuta sotto segreto assoluto e non può essere controllata dai governi locali. Inoltre, i risultati sono inaccessibili ai ministeri della Sanità locali che collaborano con il Pentagono nei paesi interessati e il numero degli specialisti locali coinvolti deve essere ridotto al massimo. Si può ipotizzare che gli Stati Uniti creino simili laboratori nelle nuove ‘colonie’ post-sovietiche non solo per tutelare il proprio territorio dal rischio di perdite e fughe di materiale tossico, ma anche per usare gli abitanti locali come inconsapevoli cavie oppure aggirare il divieto della Convenzione di Ginevra del 1972 e produrre illegalmente armi biologiche”.

Qualche timido tentativo di controllo si è verificato nel biennio 2010-2012, quando l’allora primo ministro Mykola Azarov sospettò che nei laboratori a stelle e strisce venissero testati dei virus-mutanti da utilizzare per fini militari. I controlli effettuati da una commissione governativa evidenziarono delle gravi infrazioni nel sistema di gestione e di contenimento delle sostanze tossiche. E tutto ciò indusse nel 2013, sulla spinta delle proteste popolari, le autorità ucraine a non rinnovare il contratto di cooperazione. Ma il successivo golpe bianco del 2014 ha riportato lo status quo: quindi di nuovo mano libera agli americani per i loro esperimenti che più border line non si può.

Come si vede dai nomi, non poche sigle si occupano di virus & vaccini, in pole position, naturalmente, Pfizer superstar.

NUMERI DA BRIVIDI

Del resto, di “incidenti”, “fughe di laboratorio” e “epidemie” più o meno gravi è densamente popolata la recente storia ucraina.

Nel 2009 la regione di Ternopil fu colpita da un virus che provocò una polmonite emorragica: 450 gli infetti, 14 i morti. Quattro anni dopo 33 vittime per un’epidemia di colera. Eccoci al 2016, quando a Charchiv un virus mai identificato ammazza 20 militari; due mesi dopo una febbre suina colpisce 364 persone. L’anno dopo – estate 2017 – ad Odessa scoppia un’epidemia di epatite A, che qualche mese dopo arriva fino a Charchiv. 

E proprio a Ternopil si è verificato l’ultimo episodio della serie, poche settimane prima dello scoppio della pandemia a livello mondiale. A inizio gennaio 2020, infatti, si diffonde tra la popolazione una forma di polmonite virale molto aggressiva.

Una catena di eventi che ha fatto montare le polemiche dell’opposizione al presidente filo occidentale Volodymir Zelenskyj. Due deputati, Viktor  Medvedchuk e Renat Kuzmin presentano una petizione e denunciano: “non è escluso che l’attività segreta e poco limpida di pericolosi siti stranieri sul territorio ucraino sia diretta a testare l’effetto di virus e batteri sull’organismo dei nostri concittadini”.

Una preoccupazione più volte espressa anche dalla portavoce del ministero degli esteri russo, Marija Zacharova. Commenta Civitanova: “I timori della Zacharova sono ben comprensibili: oltre al fatto che i laboratori in Ucraina e in Asia Centrale stanno accerchiando la Federazione russa, bisogna ricordare che nell’estate 2017 il ministero dell’Aviazione statunitense ha acquistato dei campioni di molecole Rna appartenenti a cittadini russi di razza europoide. E’ chiaro che, se i timori risultassero fondati, la Russia si troverebbe accanto un Paese che ospita laboratori in grado di sferrare attacchi biopatogeni dalle conseguenze gravissime. Secondo Igor’ Nikulin, esperto militare ed ex membro del Comitato Onu per le Armi Biologiche e Chimiche, i campioni sono stati infatti richiesti per la produzione di armi biologiche”.

Se vi par poco!

Ecco cosa scrive un reporter del ‘Timer’ di Odessa, Yury Tkachev: “Questi laboratori studiano il comportamento di agenti patogeni pericolosi in determinate condizioni regionali, tenendo conto di fattori climatici, demografici e di altro tipo. Questi studi possono essere definiti studi a duplice uso: da un lato, sono veramente importanti nella valutazione della pericolosità della diffusione di una data malattia (la stessa febbre Crimea-Congo) e nello sviluppo delle linee guida per combatterla. D’altra parte, i risultati dello studio possono essere utilizzati per lo sviluppo di armi batteriologiche da utilizzarsi in una particolare regione”.

USA OVUNQUE

Il duplice scopo ormai rituale, la doppia faccia delle sperimentazioni: proprio come è successo nell’ormai ben più famoso (e famigerato) laboratorio di Wuhan, dove è scesa in campo una perfetta partnership tra Cina e Stati Uniti, visti i pingui finanziamenti arrivati all’Istituto di Virologia cinese dal ‘National Institute for Allergy and Infectious Deseases’(NIAID) presieduto a vita dal supervirologo Usa Anthony Fauci.

Come si vede, Stati Uniti presenza ovunque sullo scenario delle ‘biologic wars’. Da Wuhan alle decine di laboratori sparsi nelle ex repubbliche sovietiche e a tanti altri in mezzo mondo: per uno stratosferico totale che viene calcolato – certo per difetto – in circa 400 unità.

Una pandemia globale, quindi, sempre e regolarmente a stelle e strisce…Senza contare il laboratorio numero uno (almeno uno devono pure avercelo, gli Stati Uniti, sul loro territorio nazionale!): quello di Fort Detrick, nel Maryland. Che però vanta un primato: i primi focolai epidemici si sono verificati proprio nel Maryland, ben un anno prima dello scoppio della pandemia a livello mondiale, e cioè fin dai primi mesi del 2019. E il gravissimo incidente che ha addirittura costretto le autorità sanitarie Usa (i ‘Centers for Desease Control and Prevention’) a chiudere per alcuni mesi il super-laboratorio di Fort Detrick, si è verificato a giugno 2019: quindi sei mesi prima delle notizie bomba da Wuhan.

Lots of thanks, mille grazie, tanto democratica America!

Link http://www.lavocedellevoci.it/2022/01/20/nel-cuore-dellucraina-i-13-bio-laboratori-militari-super-segreti-degli-stati-uniti/

 

CHE COSA CI FANNO IN UCRAINA I BIO-LABORATORI SEGRETI DEGLI STATI UNITI?

Viktoriya Venk
stalkerzone.org

Il 23 aprile l’ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina ha ammesso che nel paese esistono laboratori biologici e che sono sotto il controllo del Pentagono.

La dichiarazione dei diplomatici è arrivata dopo una lettera aperta dei deputati riguardante il pericolo che questi centri di ricerca costituiscono per il popolo ucraino.

Tuttavia, gli Americani negano le minacce e affermano che [in questi centri] il lavoro scientifico viene svolto a scopi esclusivamente pacifici. E tutti i discorsi sui potenziali pericoli vengono liquidati come “disinformazione russa.”

L’agenzia di stampa ucraina “Strana” ha approfondito questa storia.

Che cosa hanno scritto i deputati della Rada

Il 14 aprile i deputati della Piattaforma dell’opposizione – Per la vita Viktor Medvedchuk e Renat Kuzmin hanno inoltrato una lettera aperta a quattro leader del paese: il Presidente Zelensky, il Primo Ministro Shmygal, il direttore della SBU Bakanov e il Ministro della Sanità Stepanov.

In questa lettera, facente riferimento a media serbi e bulgari, si riporta che gli Stati Uniti hanno più di 400 laboratori batteriologici in tutto il mondo, di cui almeno 15 in Ucraina.

Questi ultimi sono controllati esclusivamente dagli Americani e sono finanziati dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. I laboratori si trovano ad Odessa, Vinnytsia, Uzhgorod, Leopoli (tre), Kiev (tre), Cherson, Ternopol, vicino al confine con la Crimea e a Lugansk.

I deputati sottolineano che l’attività dei biolaboratori americani in Ucraina era iniziata il 29 agosto 2005, durante il periodo in cui erano al governo Viktor Yushchenko e Yuliya Tymoshenko.

All’epoca erano stati siglati accordi di cooperazione tra il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e il Ministero della Sanità ucraino per la prevenzione delle tecnologie di proliferazione (crescita di tessuto corporeo per divisione cellulare), degli agenti patogeni e delle competenze che avrebbero potuto essere utilizzate per lo sviluppo di armi biologiche.

In effetti, il lavoro nei laboratori viene svolto nell’ambito del programma sugli esperimenti biologici. Il suo budget è di 2,1 miliardi di dollari ed è finanziato dalla US Defense Threat Reduction Agency. In questa attività è coinvolto anche il Centro Scientifico e Tecnico Ucraino, un’organizzazione internazionale finanziata dalle autorità americane, il cui personale gode dell’immunità diplomatica. Questa organizzazione è impegnata nel finanziamento di progetti per la creazione di armi di distruzione di massa,” hanno scritto Medvedchuk e Kuzmin.

Inoltre, i deputati sostengono che in Ucraina, dopo l’apertura dei biolaboratori, si erano verificati focolai di malattie infettive.

Poi, a Ternopol, nel 2009,  un’epidemia virale aveva dato origine a numerosi casi di polmonite emorragica. Erano morte 450 persone. Nel 2011 in Ucraina si era verificato un focolaio di colera, 33 persone erano morte. Tre anni dopo, erano stati diagnosticati 800 casi di colera, un anno dopo erano stati registrati più di 100 casi di colera a Nikolaev.

I deputati hanno citato anche altri esempi. Nel gennaio 2016, a Kharkov 20 soldati erano morti a causa di una patologia virale simile all’influenza ed oltre 200 erano stati ricoverati in ospedale. Due mesi dopo, in Ucraina erano stati registrati 364 morti. “La causa era stata l’influenza suina, lo stesso ceppo di influenza che aveva causato la pandemia globale nel 2009,” affermano Medvedchuk e Kuzmin.

Sottolineano inoltre che nel 2017 a Nikolaev si era verificato un focolaio di epatite A. Nell’estate dello stesso anno si erano verificati focolai simili  a Zaporozhye e a Odessa e, in autunno, a Kharkov.

Nel 2010-2012 [durante la presidenza Yanukovich] il governo ucraino aveva avviato controlli per verificare se i laboratori rispettassero tutte le misure di sicurezza. A seguito delle ispezioni, erano venuti alla luce numerosi malfunzionamenti che avrebbero potuto portare alla fuoriuscita di ceppi di agenti patogeni pericolosi. Era stato anche accertato che l’impianto di estrazione dell’aria [di un laboratorio] si trovava di fronte ai locali di un asilo,” si dice nell’appello di Medvedchuk e Kuzmin.

I deputati scrivono poi che nel 2013 il presidente Viktor Yanukovich aveva interrotto questa cooperazione con gli Stati Uniti. Ma, già nel 2014, Petro Poroshenko l’aveva ripresa. “È probabile che Yanukovich sia stato esautorato, con la partecipazione attiva del governo degli Stati Uniti, proprio a causa del suo rifiuto di collaborare con il Pentagono,” suggeriscono i deputati della “Piattaforma dell’opposizione – Per la vita.”

Concludendo, sottolineano che: “È possibile che attività segrete e poco trasparenti di pericolosi soggetti stranieri operanti in territorio ucraino vengano effettuate allo scopo di testare l’effetto di virus e batteri sui corpi degli Ucraini” e si augurano che la leadership ucraina prenda atto della situazione.

Il tema dei laboratori biologici statunitensi in Ucraina non è nuovo e Kuzmin lo segue ormai da diversi anni.

È noto che la Convenzione di Ginevra del 1972 proibisce la fabbricazione delle armi batteriologiche e, per questo motivo, l’esercito americano non le produce negli Stati Uniti. Come mai?, Perchè al mondo ci sono moltissime località, come l’Ucraina o la Georgia, dove è possibile produrre e testare virus mortali sulla popolazione locale. Basta creare un laboratorio militare, dargli un nome innocuo, come ‘Stazione epidemiologica sanitaria’ e assegnargli un supervisore ..,” aveva scritto Renat Kuzmin su Facebook nel 2018.

Aveva trattato l’argomento in seguito alle rivelazioni dell’ex Ministro della Sicurezza della Georgia, Igor Giorgadze. Nel 2018, quest’ultimo aveva dichiarato che l’American Lugar Center, che si trova a Tbilisi, aveva testato sui cittadini georgiani il farmaco “Sovaldi,” prodotto dalla società americana “Gilead Sciences“. Come conseguenza, 73 volontari sarebbero morti per colpa del farmaco.

 

La risposta dell’ambasciata americana in merito ai bio-esperimenti in Ucraina

Il 22 aprile l’ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina ha risposto all’appello di Kuzmin. La risposta non è indirizzata personalmente ai deputati, ma alla “disinformazione russa” in generale.

L’Ambasciata ha confermato che i programmi biologici in Ucraina sono supervisionati dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, cosa che, di per sé, ha già dello straordinario.

Tuttavia, secondo i diplomatici, il Pentagono lavora in Ucraina in collaborazione con il governo di Kiev. Lo scopo è “garantire in istituzioni pubbliche lo stoccaggio sicuro di agenti patogeni e tossine pericolose,” in modo che si possano condurre ricerche a scopo pacifico e sviluppare vaccini.

Stiamo anche lavorando con i nostri partner ucraini per sviluppare le capacità dell’Ucraina di rilevare focolai infettivi causati da agenti patogeni pericolosi prima che possano rappresentare una minaccia per la sicurezza o la stabilità,” scrive l’ambasciata americana in Ucraina.

I diplomatici sottolineano che questi sforzi congiunti garantiscono che gli agenti patogeni pericolosi non cadano nelle mani sbagliate ed elencano le agenzie ucraine con cui interagiscono:

Ministero della Sanità dell’Ucraina;
• Servizio Statale per la Sicurezza Alimentare e la Protezione dei Consumatori dell’Ucraina;
• Accademia Nazionale di Scienze Agrarie;
• Ministero della Difesa dell’Ucraina.

Gli Americani ci dicono che il programma per la riduzione della minaccia biologica del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti viene attuato in regime di cooperazione con i paesi partner per combattere la minaccia delle epidemie (intenzionali, accidentali o naturali) causate dai patogeni infettivi più pericolosi al mondo. Tra questi partner c’è l’Ucraina.

Per quanto riguarda ciò che viene specificamente fatto nei laboratori, i diplomatici scrivono in modo molto evasivo che vengono realizzati “partenariati di ricerca” e “misure di sorveglianza biologica.” Ma alcune descrizioni dei progetti includono:

Valutazione dei rischi rappresentati dai virus potenzialmente trasportati dagli uccelli migratori che attraversano l’Ucraina;
• Monitoraggio sulla diffusione in Ucraina della febbre emorragica Congo-Crimea e degli hantavirus e della potenziale necessità di una sua diagnosi nei pazienti con sospetta leptospirosi;
• Controllo della diffusione della peste suina africana (ASF) nei suini domestici e nei cinghiali in Ucraina; studio del genoma, sorveglianza biologica dell’ASF e valutazione sul campo del rischio regionale.

Poi gli Americani forniscono alcune informazioni più interessanti. Vale a dire: che hanno modernizzato molti laboratori del Ministero della Sanità dell’Ucraina e del Servizio Statale per la Sicurezza Alimentare e la Protezione dei Consumatori.

E che, proprio nel 2019, hanno iniziato a costruire due laboratori, a Kiev e a Odessa.

Un’altro aspetto della cooperazione ucraino-americana è il programma di mentoring scientifico. Ad esempio, i rappresentanti degli Stati Uniti insegnano ai colleghi ucraini come redigere le pubblicazioni scientifiche, in modo da ricevere ulteriori sovvenzioni.

Nel 2016, secondo l’ambasciata degli Stati Uniti, l’Ucraina si era associata al programma americano per la “sorveglianza delle malattie in Oriente.” Oltre al nostro paese, il gruppo della regione europea comprende Azerbaigian, Georgia e Kazakistan.

L’Ambasciata ha inoltre ricordato che il Centro Scientifico e Tecnologico Ucraino (STCU), citato da Kuzmin nella sua lettera, è un’organizzazione intergovernativa istituita già nel 1993. Ora comprende Azerbaigian, Unione Europea, Georgia, Moldavia e Uzbekistan, oltre ad Ucraina e Stati Uniti.

In conclusione, gli Americani scrivono che una tale cooperazione ucraino-americana è necessaria per “la pace e la prosperità globali, dal momento che riduce i rischi associati alle armi chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari.”

Cos’altro si sa sui laboratori statunitensi in Ucraina

Su Internet vi sono poche informazioni sui laboratori biologici americani in Ucraina. Un tempo ne avevano parlato alcuni siti web bulgari e serbi e Renat Kuzmin, nella sua lettera, ha fatto riferimento ai loro dati.

Questi giornalisti avevano anche pubblicato documenti dai quali risulta che il Pentagono aveva finanziato i laboratori di Kharkov e Dnepropetrovsk (l’ex servizio regionale sanitario ed epidemiologico). Il primo aveva ricevuto 1,5 milioni di dollari e il secondo 2 milioni, nel periodo 2010 – 2012.

 

Nell’archivio del sito web del Dipartimento di Stato Americano c’è anche l’accordo tra Ucraina e Stati Uniti del 29 agosto 2005. Riguarda la cooperazione per la prevenzione della diffusione di tecnologie, agenti patogeni ed esperimenti che potrebbero essere utilizzati nella fabbricazione di armi biologiche.

Il trattato era stato firmato dal Pentagono e dal Ministero della Sanità dell’Ucraina, che all’epoca era presieduto da Nikolay Polishchuk. Nel documento si trovano molti spunti interessanti.

Ad esempio, si dice che il Ministero della Sanità dovrebbe inviare al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti i campioni degli agenti patogeni pericolosi risultanti dalle ricerche condotte nei laboratori ucraini.

 

Le parti hanno inoltre convenuto di mantenere segrete le informazioni sui risultati delle loro attività. E, se queste sono considerate segrete dal Pentagono, lo diventano automaticamente anche per l’Ucraina.

Al contrario, qualunque informazione classificata di parte ucraina, dovrebbe, in ogni caso, essere sempre disponibile agli Americani.

Allo stesso tempo, l’accordo richiede il coinvolgimento in questo progetto del minor numero possibile di persone, “per ridurre al minimo il numero di persone che hanno accesso ad informazioni classificate.

 

 

Sono anche disponibili informazioni interessanti sull’International Scientific Center, di cui parla l’Ambasciata e che sovrintende ai laboratori ucraini. Secondo i documenti, i suoi dipendenti sono protetti niente meno che dall’immunità diplomatica.

Per gli Stati Uniti, questa struttura ucraina sembra essere molto importante.

 

Tuttavia, il fatto stesso che esistano tali accordi non è ancora la prova che in questi laboratori vengano prodotti agenti patogeni pericolosi o che questi vengano testati sulla popolazione ucraina. Ma allora perché gli Americani aprono così tanti laboratori e investono così tanti soldi, nascondendo la loro attività dietro un velo di segretezza?

[Questi laboratori] sono anche sotto gli auspici del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Il giornalista Yury Tkachev [del Timer di Odessa] dà la sua spiegazione.

Questi laboratori studiano il comportamento di agenti patogeni pericolosi in determinate condizioni regionali, tenendo conto di fattori climatici, demografici e di altro tipo. Questi studi possono essere definiti studi a duplice uso: da un lato, sono veramente importanti nella valutazione della pericolosità della diffusione di una data malattia (la stessa febbre Crimea-Congo) e nello sviluppo delle linee guida per combatterla. D’altra parte, i risultati dello studio possono essere utilizzati per lo sviluppo di armi batteriologiche da utilizzarsi in una particolare regione,” ha scritto Yury Tkachev sul suo canale Telegram.

Viktoriya Venk

Fonte: stalkerzone.org
Link: https://www.stalkerzone.org/what-are-secret-us-bio-laboratories-doing-in-ukraine/#jp-carousel-41078
25.04.2020

FONTE https://comedonchisciotte.org/che-cosa-ci-fanno-in-ucraina-i-bio-laboratori-segreti-degli-stati-uniti/

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