sabato 25 settembre 2021

NESSUN CRIMINE RESTERÀ IMPUNITO di Moreno Pasquinelli

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Nonostante ci sia stato impedito, a causa delle interdizioni del “green pass” di far partire nostri autobus o di salire sui treni; domani (oggi per chi legge) a Roma si svolgerà una manifestazione che si prevede imponente, certamente la più grande degli ultimi tempi.

E’ stata indetta dalle forze associative e politiche (Fronte del Dissenso e Marcia della Liberazione intesta) che in questo annus horribilis hanno promosso e guidato le mobilitazioni contro lo stato d’emergenza, che hanno disobbedito a coprifuochi e confinamenti, e che, da fine luglio, hanno contribuito alla nascita del movimento di massa contro il passaporto sanitario e l’obbligo vaccinale mascherato.

Una manifestazione che segnerà un tornante, un prima e un dopo.

Chi pensa che si tratti di una protesta circoscritta alla contestazione della “dittatura sanitaria” si sbaglia di grosso. Sta nascendo un’opposizione sociale e politica a tutto campo. Ne fa fede l’Appello sottoscritto dai promotori, ne farà fede la manifestazione di domani e quello che certamente l’onda metterà in moto.

Non sfugge affatto, a chi riempirà Piazza San Giovanni, che la panoplia di prescrizioni repressive, così come passaporti sanitari e TSO mascherati da multiple vaccinazioni, non sono fini a se stessi, ma mezzi in vista di uno scopo, pezzi di un disegno in vista di una ristrutturazione profonda di un sistema che altrimenti andrebbe ramengo. A questa trasformazione hanno dato un nome infausto che è tuttavia un programma: “grande reset”. Vogliono portarci in un sistema di austerità permanente per il popolo lavoratore segnato da ingiustizie sociali inimmaginabili solo pochi anni fa. E per questo serve ai dominanti uno stato autoritario, in grado, grazie alla potenza delle nuove tecnologie, di spiare e sorvegliare, quindi prevenire sul nascere e punire ogni resistenza. Un capitalismo distopico che ho chiamato Cybercapitalismo. Cambieranno i rapporti sociali, cambierà il modo di lavorare, di ottenere reddito. Cambierà la vita, cambierà tutto. Un inferno per le masse, un paradiso per i plutocrati.

Dentro il piano dell’élite mondialista il nostro Paese è un Paese cavia, un banco di prova per testare il loro progetto strategico. Qui sta la sfida che siamo costretti ad accettare. A chi vuole fare dell’Italia apripista del “capitalismo della sorveglianza” dobbiamo rispondere con un’opposizione della disobbedienza. Il successo della manifestazione di Roma può contribuire alla nascita di questa nuova e combattiva opposizione, sapendo che la guerra sociale è di lunga durata, che potremo perdere diverse battaglie che “La vittoria strategica”, come disse Mao, “è il risultato di numerose sconfitte tattiche”. Non servono quindi centometristi ma maratoneti, non servono fughe in avanti velleitarie bensì azioni di massa mirate, contundenti, ben organizzate, esemplari e controegemoniche.

Il teatrino di ieri alla kermesse della Confidustria ci dice molte cose che ci riguardano. Bonomi ha chiamato tutti a sottoscrivere un “patto per lo sviluppo”. I padroni del vapore si sentono oggi fortissimi, con Draghi Presidente del consiglio hanno le vertigini del successo. Con tracotanza Confindustria chiede pace sociale, a Draghi “mano ferma” per porre fine di ogni antagonismo (testuale), ai partiti rispetto dei vincoli europei e applicazione pedissequa del Pnrr. E dunque Draghi, “l’uomo della necessità”, ovvero il loro uomo, incoronato Re dagli astanti, che lo vorrebbero dictator a vita.

E’ la solita infame borghesia italiana, elitista, opportunista, servile verso i poteri forti stranieri, pronta a svendere e spacchettare il Paese alla finanza predatoria in cambio di quattro spicci, pronta a tutto pur di non perdere i propri privilegi di classe.

A questa borghesia di ascari, ai suoi fantocci politici, al suo governo, domani mandiamo un avviso: non scherzate col fuoco! Qui nasce la nuova resistenza popolare! Nessun crimine resterà impunito!

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