martedì 22 giugno 2021

ELEZIONI POLITICHE: LA PROPOSTA DI LIBERIAMO L’ITALIA

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Pubblichiamo di seguito la risoluzione approvata dalla Direzione Nazionale di Liberiamo l’Italia il 18 giugno 2021

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Al massimo agli inizi del 2023, ma forse già nella primavera del 2022, verrà eletto il nuovo parlamento. Le elezioni anticipate non sono certo da escludere, ma anche se si dovesse arrivare alla fine naturale della legislatura, questo importante passaggio della vita nazionale è comunque vicino.

Dopo la sconfitta del 2018, il blocco sistemico si è riorganizzato con successo. Le due forze (M5s e Lega) che avevano raccolto nelle urne la potente spinta al cambiamento presente nel Paese, sono oggi pienamente integrate e normalizzate. Il governo Draghi è la consacrazione pratica e simbolica del compimento di questo processo.

Draghi non è solo il garante delle banche e della grande finanza. Grazie alla politica emergenzialista, furbescamente alimentata dalla narrazione a reti unificate sul Covid, egli è anche l’uomo del Grande Reset, colui che vuol fare dell’Italia uno dei principali campi di applicazione di questo progetto autoritario ed antisociale. Va in questa direzione il tanto decantato Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), figlio naturale del cosiddetto Next Generation EU, il cui scopo principale è quello di incatenare definitivamente l’Italia ai vincoli imposti dall’Unione europea.

Certo, nel momento elettorale, la grande ammucchiata che sostiene l’attuale governo tornerà a presentarsi nei due poli intercambiabili che lo costituiscono, ma sempre meno italiani saranno disponibili a farsi ingannare da questa sceneggiata di un teatrino della politica che è la negazione stessa della democrazia.

Se il sistema si è stretto intorno a Draghi, cosa intendono fare le forze che si oppongono alla sua politica, quelle che hanno animato le piazze negli ultimi mesi? In questo periodo è stato giusto dedicare ogni energia alla mobilitazione contro la nuova forma di dittatura che avanza. E sarà giusto continuare a farlo con ogni mezzo anche in futuro. Ma cosa fare affinché questa lotta acquisti visibilità e rappresentanza politica? E’ per rispondere a questa domanda che lanciamo per tempo una proposta unitaria in vista delle prossime elezioni generali.

La proposta di Lit

In breve, la nostra proposta è quella dell’unità di tutte le forze del sovranismo costituzionale insieme a quelle che si stanno battendo contro l’emergenzialismo e per la difesa delle libertà individuali e collettive. La proposta è dunque quella dell’unità dell’unica vera opposizione esistente oggi in Italia. Unica perché alternativa ad entrambi i poli (di “centrodestra” e di “centrosinistra”) in cui si struttura il regime. Unica perché contesta alla radice la narrazione che ci porta al Grande Reset. Unica perché fondata sui principi costituzionali e l’alternativa al neoliberismo. Ma unica, anche perché è la sola che ha chiamato concretamente alla lotta ed al risveglio popolare.

Se il sistema (che include anche la finta opposizione di comodo di FdI) è unito attorno a Draghi, perché noi che ci opponiamo non dovremmo lavorare per unirci? Questa necessità è talmente evidente da risultare perfino ovvia. Ma se l’esigenza dell’unità è sempre più sentita, non per questo mancheranno ostacoli affinché essa si traduca nell’unica proposta efficace, quella di una lista unitaria del patriottismo costituzionale.

Il rischio è che non si capisca a fondo l’importanza del passaggio elettorale, oppure che lo si comprenda troppo tardi. Quel passaggio sarà invece un momento topico della definitiva trasformazione, in senso tecnocratico ed antidemocratico, dell’intero sistema politico. Possiamo permetterci di non essere presenti su quel fronte di battaglia?

Noi pensiamo di no, ed è proprio per questo che lanciamo la presente proposta. Essa ha il fine di aprire il confronto e di arrivare insieme alla risposta che serve. Sbaglia chi dice che le elezioni non ci interessano, sbaglierebbe ancor di più chi pensasse soltanto a piantare la propria bandierina. Nessuno, da solo, è in grado di offrire una prospettiva sufficientemente credibile. Dobbiamo invece unirci, affinché la quantità diventi qualità ed un’alternativa inizi a farsi strada.

C’è bisogno infatti di un Terzo polo contrapposto agli altri due, di una lista di rottura sia per i suoi contenuti programmatici che per la capacità di dare gambe al processo di liberazione che ci attende.

Il programma: pochi punti ma chiari

Cacciare i tecnocrati dal potere, uscire dalla gabbia europea, riconquistare la sovranità nazionale e popolare (a partire da quella monetaria), lottare per i diritti dei lavoratori (dipendenti ed autonomi), per la piena occupazione e la fine del precariato; applicare la Costituzione del 1948, porre fine all’emergenzialismo, ripristinare tutte le libertà personali e collettive che ci sono state tolte con la scusa del Covid.

Chi è d’accordo con questi punti programmatici, chi li vuole sostenere con le migliori probabilità di successo, non può che unirsi in un’unica lista. Quando sarà il momento non serviranno presentazioni di mera testimonianza: ci vorrà invece una lista unitaria in grado di superare la soglia, per rappresentare anche in parlamento l’opposizione di questo ultimo anno.

Come arrivare all’unità?

La nostra proposta, che invieremo formalmente a tutti i soggetti potenzialmente interessati, ha intanto lo scopo di gettare il sasso nello stagno, aprendo da subito una discussione in grado di coinvolgere parecchie migliaia di attivisti. In questo modo ognuno avrà la possibilità di valutarla e discuterla per tempo.

Nei mesi di luglio ed agosto ci mettiamo a disposizione per svolgere tutti gli incontri che si renderanno necessari. Poi, una volta definito il quadro delle realtà disponibili, sarà possibile fare il passo successivo, quello di un’assemblea nazionale promossa dall’insieme di queste forze per dare una forma compiuta al progetto.

Fin dalla sua costituzione Liberiamo l’Italia ha nel proprio dna l’obiettivo dell’unità. Con questa proposta pensiamo di aver assolto ad un nostro dovere e ad una nostra convinzione politica. Ma quella dell’unità non è certo un’esigenza solo nostra.

Che tutti si facciano avanti e dicano la loro. Anche le critiche saranno ben accette. In questo breve testo mancano ancora molte cose, ma c’è a nostro avviso l’essenziale. Il resto lo costruiremo insieme.

Liberiamo l’Italia

18 giugno 2021

Fonte: Liberiamo l’Italia

 

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