martedì 26 marzo 2024

Sempre meno uomini ucraini vogliono combattere: le autorità li reclutano con la forza

Sempre meno uomini ucraini vogliono andare in guerra e per questo molti non si registrano negli appositi uffici per l’arruolamento, secondo quanto previsto dalla legge ucraina per gli uomini con un’età compresa tra i 27 e i 59 anni: lo scarso o nullo addestramento e la mancanza di equipaggiamento – i soldati sono spesso costretti ad acquistare privatamente l’attrezzatura – oltre alle condizioni difficili sul campo, inducono gli ucraini non registrati a nascondersi o a tentare di fuggire all’estero.


(di Giorgia Audiello – lindipendente.online)

Il che ha portato ad un aumento del reclutamento forzato da parte delle autorità. Secondo un sondaggio citato dall’Interfax-Ucraina, il 70% degli ucraini è contrario alla mobilitazione obbligatoria, mentre secondo un’altra rilevazione il 48% di loro dice di non essere pronto a combattere. Una situazione critica per le forze armate di Kiev che necessitano urgentemente di nuovo personale militare al fronte dopo le ingenti perdite subite dopo più di due anni di guerra: secondo l’ex comandante in capo delle forze armate, Valery Zaluzhny, sono circa 500.000 le reclute necessarie da mandare al fronte. Tuttavia, trovare nuovi uomini che sostituiscano i soldati ormai sfiancati dalla guerra o uccisi sta diventando sempre più difficile. Per questo il governo di Kiev sta pensando a una nuova legge per la mobilitazione, mentre – allo stesso tempo – i militari addetti al reclutamento utilizzano metodi brutali per costringere le persone non registrate all’arruolamento.

Secondo diverse testimonianze e video che circolano sul web e sui canali Telegram, i militari addetti alla coscrizione creano delle squadre che presidiano le metropolitane, le fermate dei bus e i locali pubblici per fermare i sospetti rei di non essersi registrati negli appositi uffici per essere chiamati alle armi. Chi viene fermato, spesso con la forza, viene subito sottoposto a una visita medico-militare e, se ha i requisiti necessari, ha tempo 24 ore per presentarsi in caserma. Secondo il Washington Post (WP), interi villaggi – soprattutto dell’Ucraina occidentale – sono stati “svuotati” dagli uomini in età di leva: un funzionario del ministero della Difesa ha spiegato che nell’Ucraina occidentale – una zona prevalentemente rurale – si sono rifugiate molte persone provenienti dalla parte est del Paese per sfuggire all’arruolamento. In piccoli villaggi della parte ovest della nazione come Makiv quasi tutti gli uomini in età da combattimento sono stati mobilitati e i pochi che sono rimasti hanno paura di essere chiamati o catturati da un momento all’altro. Secondo quanto raccontato dai residenti di questo piccolo villaggio dell’Ucraina sud-occidentale al WP, i reclutatori militari prendono tutti gli uomini che possono: «la gente viene catturata come cani per strada» ha raccontato una donna di 35 anni, il cui marito, Valentin, 36 anni, è stato fermato mentre beveva un caffè sulla strada principale fuori Makiv e arruolato lo scorso giugno, nonostante una diagnosi di osteocondrosi. I casi di questo tipo sono numerosi, tanto che la madre di Valentin, Natalya Koshparenko, 61 anni, ha detto che «l’intero villaggio è stato preso in questo modo». Episodi simili si registrano anche a Kharkiv, Leopoli e a Kiev.

Di fronte alla carenza di soldati sul campo di battaglia, da mesi il governo di Kiev sta discutendo una nuova legge sulla mobilitazione che abbasserebbe l’età di leva da 27 a 25 anni e prevederebbe pene più severe per chi si nasconde. Il governo però è stato finora cauto per non provocare ondate di proteste tra la popolazione già stanca e provata da due anni di guerra: i famigliari dei soldati sono sempre più irrequieti e scontenti della situazione, tanto che a Maidan – piazza Indipendenza a Kiev – manifestano quasi ogni settimana per chiedere il cambio dei loro parenti con altri soldati. Una prima bozza della legge elaborata dal Consiglio dei ministri è stata respinta a gennaio, mentre una seconda versione ha ricevuto un primo voto positivo a febbraio dopo che i parlamentari hanno presentato oltre 4000 emendamenti al testo. Si aspetta ora il voto definitivo atteso per fine marzo.

Nel frattempo, il senatore repubblicano statunitense Lindsey Graham, in visita a Kiev la scorsa settimana, ha sollecitato il parlamento ucraino ad approvare quanto prima un disegno di legge che abbassi i limiti di età minimi per la mobilitazione dei civili nelle forze armate. Non ha garantito però la continuazione dell’assistenza militare da parte di Washington. Per questo, ha invitato gli ucraini ad imbracciare le armi volontariamente indipendentemente dagli aiuti della Casa Bianca: «Non importa quel che faremo noi, dovete combattere per voi stessi», ha detto il senatore, il quale ha anche affermato di non poter credere «che il limite sia a 27 (anni)». «State combattendo per sopravvivere, dovreste servire (a qualsiasi età), non a 25 o 27 anni», ha asserito aggiungendo che «serve più gente in prima linea».

Il presidente ucraino Zelensky ha ammesso l’uccisione di circa 31.000 soldati ucraini, ma diversi analisti parlano di almeno il doppio delle vittime. L’ex capo di stato maggiore dell’esercito polacco, generale Raimund Andrzejczak, ha addirittura affermato che le perdite di Kiev si contano in milioni e non in centinaia di migliaia. Secondo il generale, in Ucraina non ci sono riserve e non hanno più nessuno oramai da mandare a combattere. Per tale ragione, le autorità preposte stanno “rastrellando” tutti gli uomini rimasti con la forza: non stupisce, alla luce di questi fatti, che alcuni “alleati” europei abbiano dichiarato di voler mandare proprie truppe sul suolo ucraino. È urgente, infatti, rimpinguare le ormai esigue e disfatte fila ucraine nella guerra per procura contro la Russia.

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