lunedì 14 maggio 2018

Non faccio nomi! Governo in alto mare. Di Maio da Mattarella: "Abbiamo chiesto altro tempo, non facciamo nomi". Salvini: "Leader M5S premier? No".

Lo stallo non si sblocca, il capo pentastellato: "Voto online degli iscritti sul contratto". Ora tocca alla delegazione del Carroccio. In mattinata voci su candidati tecnici, poi smentite.

Governo in alto mare. Di Maio da Mattarella: "Abbiamo chiesto altro tempo, non facciamo nomi". Salvini: "Leader M5S premier? No"ROMA - È durato poco più di mezz'ora il colloquio tra il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio e il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Dopo tocca al segretario della Lega, Matteo Salvini. I Cinque stelle chiedono al presidente ancora tempo per mettere a punto i nodi del contratto con il Carroccio. Il leader annuncia il voto online degli iscritti per dare il via al governo e anche la Lega organizzarà un referendum nei gazebo per chiedere ilo parere della base.

Il nome del premier rimane avvolto nel mistero. "Con Salvini siamo d'accordo di non fare pubblicamente nomi", ha detto Di Maio subito dopo il faccia a faccia con il presidente della Repubblica. "Abbiamo chiesto a Mattarella qualche altro giorno per poter chiudere definitivamente la discussione sui temi. Se parte questo governo, parte la Terza Repubblica". Il capo dei Cinquestelle è consapevole che il tempo stringe e che ci sono "scadenze internazionali che ci impongono di fare presto e noi vogliamo fare presto", ma per mettere a punto il contratto, c'è bisogno di lavorare ancora. "Siamo d'accordo nel fare presto, ma siccome stiamo scrivendo il programma di governo dei prossimi 5 anni, per noi è molto importante farlo nel migliore dei modi".



I 'tempi supplementari' chiesti non servono solo per chiudere il contratto con la Lega, ma anche a consultare gli iscritti al Movimento: saranno loro "a decidere con un voto online se fare partire il governo con questo contratto oppure no", precisa Di Maio.

Il quadro in effetti è ancora di incertezza e la fase di stallo non si sblocca. E, un'ora prima delle consultazioni al Colle, i due leade sono stati costretti a incontrarsi in un faccia a faccia alla Camera. Alla ricerca di un'intesa in extremis sul nome del premier. Le trattative vanno avanti anche sul piano del programma, con un nuovo tavolo tecnico a Montecitorio.

In mattinata erano circolate voci su possibili nomi tecnici. Ma i Cinquestelle hanno smentito l'ipotesi di Sapelli, mentre Salvini, a una domanda sul ritorno dell'opzione di Di Maio premier, ha risposto secco: "No". Poi si è sfogato su Twitter: "Ho dormito un'ora stanotte, ma ce la metto tutta".Circola ancora un altro nome, quello del giurista Giuseppe Conte, area 5Stelle (era nel totoministri del Movimento). Ma bisogna aspettare la risposta del Colle.
L'ultimo totopremier. Tra i nomi di ipotetici premier 'tecnici' di area leghista circolati in mattinata anche quello di Giulio Sapelli, 71 anni, economista. Che si rifugia dapprima dietro un "no-comment", anche se ammette di gradire il programma stilato dalle due forze. Qualche ora dopo svela l'arcano: "Sì è vero, sono stato contattato. Se mi chiamano, sono pronto". E prova ad abbozzare anche una lista di ministri, indicando Siniscalco per l'Economia. Ma il M5s in seguito smentisce un suo coinvolgimento: "Non è il suo il nome che verrà portato al Colle". In area M5s invece il tecnico preso in considerazione potrebbe essere Giuseppe Conte, già individuato da Di Maio per coprire l'incarico di ministro della Pubblica amministrazione. Le quotazioni di Conte, peraltro, sarebbero in crescita.

Il tavolo tecnico. Nel pomeriggio è tornato poi a riunirsi, questa volta a Montecitorio, anche il tavolo tecnico del programma, per limare i termini della bozza del contratto, sebbene ci siano state pesanti divergenze su opere pubbliche, sicurezza e migranti.

Le reazioni. Duro il commento del deputato di Forza Italia, Renato Brunetta, che ai microfoni di Fuorigioco su Rai radio1 dice: "Mi sembravano in un mare di guai. Mi spiace per Salvini, ma si è messo con una banda di buoni a nulla come i grillini. E il risultato è una brutta figura a livello nazionale ed internazionale. La cosa sta diventando grottesca. Hanno avuto tutto il tempo che volevano, Di Maio e Salvini, e non hanno cavato un ragno dal buco. Noi non voteremo la fiducia. Io a questo punto dubito che ci sarà un governo".

Non più morbido il giudizio del segretario reggente del Pd, Maurizio Martina: "Mi pare evidente che la notizia di oggi è che Lega e Cinque Stelle sono paralizzati tra loro in uno scontro di potere e sulle persone a danno del Paese che invece chiede ora giustamente massima chiarezza e certezza delle prospettive. Altro che governo del cambiamento".

Meloni: "Mai opposizione pregiudiziale". In mattinata sugli equilibri del futuro governo la leader di Fratelli d'Italia si era espressa anche Giorgia Meloni: "Non saremo in un esecutivo a guida Cinquestelle. Mattarella ha fatto una scelta politica nel non dare l'incarico al centrodestra che l'aveva chiesto". E aggiunge: "Voteremo sui singoli provvedimenti, valuteremo i singoli provvedimenti: non ci sarà mai da parte nostra una opposizione pregiudiziale", sottolineando che "lo scenario più angosciante è quello del governo tecnico, del governo calato dall'alto, il governo del presidente: non è assolutamente rappresentativo della volontà popolare". Poi ribadisce la fedeltà alla linea politica: "Mi vergognerei a buttare la mia storia e la mia persona per una poltrona da ministro".

Di Battista verso gli Usa. Intanto, in queste ore decisive, Alessandro Di Battista conferma la sua partenza per gli Usa il prossimo 29 maggio. Su Facebook, l'ex deputato 5 stelle, silente da giorni sul nodo premier e ministri dell'esecutivo nascente, ha postato ieri in tarda serata una foto che lo ritrae con il figlio Andrea insieme ad alcuni attivisti campani, compreso un neo deputato, mentre preparano i pacchetti delle bomboniere per il battesimo del figlio.  E in un'intervista rilasciata a "Accordi & Disaccordi", il nuovo talk show di approfondimento condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi in onda stasera sul Nove, Di Battista commenta la vicenda della colf di Roberto Fico: "Su questa roba non ci si può
dimettere, però dovrebbe intervenire e riuscire a far capire alla propria compagna che bisogna sistemare questa questione. Non è che io abbia mai indagato i rapporti delle fidanzate...poi è evidente che una persona, e io l'ho sempre detta questa cosa, che ricopre un ruolo pubblico, non mi sto riferendo a Roberto Fico, ha il dovere non solo di essere onesto, ma anche di apparire come tale. Io durante la mia attività parlamentare, non ve lo nego, stavo molto, molto attento, e un cinquestelle deve stare ancora più attento, a qualsiasi cosa: fosse anche un semaforo o dove parcheggiare", aggiunge Di Battista.