lunedì 27 febbraio 2017

SARVANGASANA (post originale di R@P41)

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La candela (sarvangasana) appartiene alla categoria delle posizioni rovesciate. In essa tutto si capovolge: la base di appoggio, il baricentro, l’azione della gravità sugli organi interni e sulla ventilazione polmonare, consentendo al corpo di sperimentare un equilibrio rovesciato rispetto alla posizione eretta.
Dopo essersi sdraiati sul tappetino con le braccia lungo il corpo si portano le ginocchia al petto; durante una fase espiratoria, aiutandosi anche con le braccia che premono contro il pavimento, si solleva il bacino e si avvicinano le ginocchia alla fronte; si portano le mani alle lombari mentre le braccia sono a terra fino ai gomiti che devono essere mantenuti vicini tra loro; è questo il momento di portare l’attenzione allo spazio della gola e alla colonna cervicale per provare a distendere e rilassare entrambe attraverso il respiro. Per raddrizzare la schiena gradualmente si spostano le mani in direzione delle spalle, infine si sollevano le gambe che devono essere perpendicolari al pavimento.
In alternativa si può praticare la posizione della mezza candela (ardha sarvangasana), continuando a mantenere l’appoggio delle mani all’altezza delle vertebre lombari; in questa variante le gambe distese e il tronco formeranno tra loro un angolo di circa 90 gradi.

La posizione va sempre eseguita dopo una serie di esercizi preparatori e deve essere appresa alla presenza di un esperto; essa va tenuta da un tempo minimo di pochi secondi ad un massimo di cinque minuti, avendo cura di aumentare con gradualità.
Si esce dalla posizione percorrendo a ritroso le varie fasi e, nel momento in cui il bacino ritorna a contatto del tappetino, occorre lasciare che la parte alta del tronco e il capo si sollevino da terra per evitare di provocare forti tensioni nella regione del collo.
Praticare Sarvangasana, termine sanscrito che significa posizione di tutte le membra, apporta molti benefici: grande sollievo alla circolazione venosa degli arti inferiori, alleggerimento del pavimento pelvico dalla pressione dei visceri i quali sono sottoposti ad una diversa azione gravitazionale, distensione delle vertebre cervicali.
E’ bene non eseguire la posizione in presenza di patologie tiroidee, pressorie o della colonna vertebrale e durante il ciclo mestruale; lasciare la posizione se si avverte calore improvviso al viso o fischio all’orecchio. Durante la pratica eliminare protesi oculari.

 A cura del Centro yoga il Sorbo  

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