venerdì 18 novembre 2016

Roma. “La Casa della Pace deve riaprire!”

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contropiano
Buongiorno Roberto, grazie per essere con noi
Buongiorno a te, buongiorno a tutti gli ascoltatori di Radio Città Aperta.
E' passato un anno ormai da quando la Casa della Pace è stata chiusa. Un anno in cui però non si è mai smesso di lottare per una sua riapertura. Oggi pomeriggio è prevista un’assemblea per fare il punto della situazione. Quale è la situazione adesso?
La Casa della Pace è stata chiusa ormai da più di un anno. C’è stata questa irruzione la notte del 3 ottobre del 2015… forze dell’ordine, polizia municipale e altri organi con motivazioni piuttosto assurde. Sta di fatto però che i locali sono stati sequestrati e quindi la Casa della Pace, che è una delle realtà storiche, consolidate della nostra città è stata chiusa e i locali sequestrati. Noi non ci arrendiamo. La ferita è ancora aperta, però non ci siamo arresi, non ci vogliamo arrendere e vogliamo arrivare alla riapertura della Casa della Pace. Dicevo che le motivazioni sono state, secondo il nostro giudizio, assurde. Un esempio: nel verbale con cui sono stati posti i sigilli si parla di disturbo della quiete pubblica per gli abitanti di Testaccio. Disturbo causato dal volume della musica alta le sere in cui la Casa della Pace ospitava serate musicali.
Ora per chi conosce Testaccio, il Campo Boario, l’ex Mattatoio si rende conto che questa accusa, che oltretutto è stata ripresa dal tribunale di Roma, non ha motivazioni valide. Tanto è che noi abbiamo verificato attraverso i municipi che non c’è stato nessun esposto di cittadini contro la Casa della Pace. Per cui questo rende l’idea di quello che noi abbiamo chiamato una persecuzione di chi, evidentemente, non ha mai digerito la presenza della Casa della Pace nell’ex Mattatoio. Ricordiamo che è una storia molto lunga, che nasce nel 1984. Quei locali sono stati occupati il 16 ottobre 1984 e rivendichiamo il fatto di aver difeso dal degrado e dall’abbandono un’area, l’abbiamo difesa dal degrado ma sorpattutto l’abbiamo fatta vivere da migliaia e migliaia di cittadini romani con centinaia e centinaia di iniziative che abbiamo raccolto in un libro bianco. Non ci arrendiamo, non ci siamo arresi, non vogliamo arrenderci, però bisogna dire che nel frattempo in questo anno sono successe altre cose molto gravi. Si sono susseguiti gli sgomberi di alcuni spazi sociali, c’è stata tutta l’iniziativa dell’ex Commissario Tronca. Ultimamente c’è stato lo sgombero del Corto Circuito … pare che altri sgomberi siano previsti nella nostra città per cui la situazione, diciamo così, non è facile. Però l’importante è non arrendersi quindi cercare di resitere e riprendersi l’agibilità della Casa della Pace e non solo.
Facevi riferimento all’attacco che ormai da qualche anno è in corso nella nostra città agli spazi sociali. La Casa della Pace è soltanto uno degli esempi di spazi sociali che hanno conosciuto lo sgombero, la chiusura, o sono sotto minaccia di sgombero. Molti di questi spazi sociali parteciperanno oggi all’assemblea. Chi ci sarà a partecipare a questa assemblea?
Noi abbiamo invitato molte realtà che sono attive nella città di Roma. Oltre al nostro avvocato, è un avvocato che è ormai da tempo che ci segue, Claudio Giangiacomo, che è molto preparato su questi argomenti: gli spazi sociali, l’associazionismo, tutti gli atti amministrativi prodotti dalle amministrazioni che hanno governato questa città partecipa il centro sociale Corto Circuito, lo Scup, il Centro Sociale Intifada, l’associazione Init, Decide Roma, il Cantiere Teatrale e il Villaggio Globale che sono altre realtà di Testaccio, il centro culturale curdo Ararat, che sta di fronte la Casa della Pace, la Carovana delle Periferie e poi anche l’associazione ex Lavanderia. Queste sono le realtà che partcipano oggi pomeriggio a questa assemblea che è convocata alle ore 18 in via di Monte Testaccio 22. Naturalmente uno degli argomenti di cui si parlerà è l’atteggiamento, il comportamento della nuova giunta comunale che governa la città di Roma, quindi la sindaca Raggi e i vari assessori che hanno le compenteze per quanto riguarda il patrimonio pubblico. Dobbiamo dire che allo stato delle cose non ci sembra che questa nuova amministrazione abbia dato oggi dei segnali forti, importanti, per quanto riguarda la difesa degli spazi sociali perché ci pare che ancora gli apparati, diciamo così, apparati burocratici, amministrativi e repressivi ancora comandino in questa città, tanto è che ci sono stati degli sgomberi ultimamente e altri sgomberi sono previsti. Quello che diciamo noi, che vorremmo dire all’amministrazione … tra le altre cose abbiamo invitato anche il vice sindaco Daniele Frongia, è che questa questione degli spazi sociali, delle realtà sociali che hanno prodotto cultura nella nostra città non devono essere trattati come una questione di ordine pubblico, è sbagliatissimo. Anzi, una amministrazione intelligente dovrebbe difendere queste reti sociali che sono nate nella nosra città e valrizzarle.
Utilizzarle come una risorsa…
Certo… Come una risorsa perché producono cultura, cultura critica, perché in più casi difendono un patrimonio pubblico abbandonato alla speculazione e all’incuria e per cui hanno un ruolo sociale importante, hanno avuto e vogliono continuare a svolgere. Vedremo se il vice sindaco parteciperà. Comunque l’importante è, appunto, che non ci siamo arresi, non vogliamo arrenderci. Vogliamo riprenderci la Casa della Pace.
Perfetto, Roberto, ti ringraziamo per il tuo intervento. Chiaramente parleremo ancora della situazione della Casa della Pace quando e se ci saranno novità. Grazie a Roberto per essere stato con noi.
Grazie a Radio Città aperta e naturalmetne l’invito che faccio è a parteciparare a questa assemblea di confronto che speriamo sia partecipata e il dibattito sia molto interessante, che permetta a tutti di difendersi contro gli attacchi repressivi che stanno operando nella nostra città.
Foto di Patrizia Cortellessa

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